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Auguri di fine anno 2022


Clicca per ingrandire 31/12/2021

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NurSind Torino, riorganizzazione 118: riconoscere competenze infermieri


Clicca per ingrandire 31/12/2021
Gli infermieri di Torino hanno contribuito a cambiare la storia dell′emergenza territoriale in Italia ed ora vengono trattati come ripiego, esposti a conflitti e contenziosi”, lo dichiara Francesco Coppolella, coordinatore regionale NurSind Piemonte, commentando quanto stabilito dall′assessorato alla Salute piemontese, in seno al servizio di emergenza-urgenza territoriale 118.
Dal 1º gennaio 2022, infatti i team di medici e infermieri di alcune ambulanze del 118 verranno suddivisi. La riorganizzazione prevede lo sdoppiamento degli equipaggi medico infermieristici in favore dell′istituzione delle cosiddette automediche.
Evidenzia Coppolella: “Se fosse stato fatto subito avremmo raddoppiato l′offerta di salute ai cittadini, limitato i contagi tra sanitari e abbattuto drasticamente i tempi della sanificazione tra una missione e l′altra. Tutti problemi attuali eppure queste motivazioni non sono neppure state prese in considerazione; la ragione della scelta è la “grave carenza di personale medico” come se di infermieri ce ne fossero a iosa. Una narrazione distorta e irrispettosa nei confronti di professionisti competenti e preparati. La stessa automedica per ragioni imperscrutabili, prevede oltre ai medici la presenza di infermieri, ebbene se i primi non sono in grado di lavorare senza i secondi, lo dicano chiaramente. Il contrario non ci risulta”.
Il NurSind esorta la Regione a rinforzare il sevizio, visto che non una sola ambulanza in più è stata aggiunta alla flotta di soccorso, è lo stesso parco mezzi di trent′anni fa - Servono infermieri specializzati, sanno benissimo dove prenderli, la stessa Regione si impegni nel riconoscere in modo tangibile le competenze di questi professionisti, quanti riposi devono ancora saltare i colleghi per quelle briciole indegnamente chiamate “prestazioni aggiuntive”?”
Ed ancora continua il sindacalista: “La retribuzione quadrupla di un vaccinatore rispetto a chi lavora attaccato al verricello di un elicottero è quantomeno indecorosa. Nel frattempo il servizio 118 decida cosa vuole fare da grande, i cittadini devono sapere se le automediche servono a ridurre i tempi di attesa delle reali emergenze o a vicariare le carenze delle cure primarie, pensate se non avessimo avuto le Task force”
“La situazione emergenziale non giustifica più che scelte come questa vengano calate dall′alto semplicemente informando i sindacati. Vogliamo un tavolo di lavoro con interlocutori seri e capaci di decidere per una progettualità futura, per migliorare il sistema, fuori dalla logica degli obiettivi economici per quei dirigenti e capi dipartimento già profumatamente retribuiti”, conclude Coppolella.

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Neo papà a casa per dieci giorni . Ecco da quando, ed a chi è riservata la misura


Clicca per ingrandire 30/12/2021
La manovra per il 2022 stabilizza il permesso a favore dei padri lavoratori dipendenti del settore privato, che fruiranno di dieci giornate di astensione dal lavoro retribuite al 100% e di un giorno di congedo facoltativo entro i cinque mesi di età del figlio
Dieci giorni a casa, a regime, per i neo papà. I lavoratori dipendenti che avranno un figlio o lo adotteranno dal 2022 in poi, avranno diritto a dieci giorni di congedo obbligatorio e a un giorno di astensione facoltativa (quest′ultimo in sostituzione di un giorno di astensione obbligatoria della madre), retribuiti al 100 per cento. Il congedo dovrà essere fruito entro i primi cinque mesi di vita del figlio, o entro cinque mesi dall′ingresso in famiglia del bambino adottato. È l′effetto di una disposizione contenuta nel disegno di legge di Bilancio 2022, che sta completando il suo iter di approvazione in Parlamento. Si stabilizza, così, la misura del congedo obbligatorio per i lavoratori padri, che era stato già portato a 10 giorni, per quest′anno, dalla legge di Bilancio 2021 (la 178/2020).
I congedi dal 2013
I congedi obbligatori per i papà sono nati con la legge «Fornero», la 92/2012, che li ha introdotti in via sperimentale dal 2013 al 2015 «al fine di sostenere la genitorialità, promuovendo una cultura di maggiore condivisione dei compiti di cura dei figli all′interno della coppia».
Da allora, di anno in anno, la disposizione è stata sempre prorogata, aumentando i giorni di astensione dal lavoro dei neo papà, progressivamente, fino ad arrivare a dieci giorni obbligatori, più uno facoltativo. Nel 2020 hanno usufruito dei congedi per i padri oltre 135mila lavoratori, in crescita costante negli ultimi anni.
Obiettivo parità nel Family act
L′obiettivo di una maggiore condivisione tra genitori nella cura dei figli è presente anche nel cosiddetto Family act, il disegno di legge delega per il sostegno e la valorizzazione della famiglia, che è stato approvato dalla Camera il 18 novembre scorso ed è passato ora all′esame del Senato (AS 2459).
L′articolo 3 contiene una delega al Governo per estendere e riordinare i congedi parentali, di paternità e di maternità. Tra i criteri di delega, c′è quello di «prevedere un periodo di congedo obbligatorio per il padre lavoratore nei primi mesi dalla nascita del figlio, di durata significativamente superiore rispetto a quella prevista a legislazione vigente».
Oggi infatti, l′astensione obbligatoria di 5 mesi è prevista solo per le lavoratrici madri e può essere utilizzata dai padri solo in casi eccezionali (come la scomparsa della madre).
Nel riordino dei congedi prospettato dal Family act, c′è anche la previsione di stabilire un periodo minimo di almeno due mesi di congedo parentale non cedibile all′altro genitore, per ciascun figlio, prevedendo anche forme di premialità nel caso in cui questi congedi siano distribuiti equamente fra entrambi i genitori.
Quello del Family act, comunque sarà un percorso dall′attuazione non immediata: dall′approvazione della legge (che deve ancora avvenire) il Governo avrà poi due anni di tempo per emanare i decreti attuativi.

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L’allarme del sindacato infermieri: “I vaccini sono la priorità, ma servono posti letto e personale”


Clicca per ingrandire 30/12/2021
Dai responsabili del Nursind un duro atto d′accusa contro governo e regione: “Vengano Figliuolo e Cirio a rispondere a chi si arrabbia per le code”

Riceviamo e pubblichiamo l′intervento dei responsabili regionali del sindacato infermieri Nursind:

Se i vaccini sono la priorità, non bisogna dimenticare che servono posti letto e personale e a breve se non si capisce questo, rischiamo il collasso. È necessario che chi continua a dare disposizioni dall'alto si assuma anche l′onere di rispondere e governare questa criticità.

Come si può pretendere di raddoppiare le vaccinazioni con meno personale di prima mentre gli ospedali si riempiono? Una ASL come quella di Città di Torino, ad esempio, non può certo riuscire a governare la continua richiesta di posti letto nei tre presidi ospedalieri - e quindi di personale - e contemporaneamente raddoppiare la capacità vaccinale, senza parlare del tracciamento.

Venite voi a dare spiegazioni alle persone che si arrabbiano perché fanno le code o perché vogliono il vaccino. Venite voi a gestire le continue provocazioni di chi scarica la sua posizione rispetto ai vaccini sull′operatore. Vengano il generale Figliuolo e il presidente Cirio.

Non è neanche pensabile chiudere di nuovo tutto perché è facile disporre di annullare tutte le prestazioni. E nel frattempo a discapito di chi? Della sanità pubblica? E il privato dov′è? Continua a erogare prestazioni? Dove sono i posti letto Covid nel privato? L′emergenza è di tutto il sistema e non solo del pubblico.

Venite voi a spiegarlo alla gente arrabbiata che anche in questo caso se la prende con gli operatori. Facile dare obbiettivi, tutti potremmo essere generali e presidenti in questo modo. Vaccinazioni che ormai non sono più da considerarsi come intervento temporaneo ma che dovremmo fare a lungo, con tutte le contraddizioni delle regole che cambiano in continuazione.

Un governo che non si è mostrato all' altezza. Una regione che non si assume le proprie responsabilità. Dopo quattro ondate siamo messi peggio di marzo 2020 se non fosse che almeno ci sono dispositivi di protezione in più e i vaccini, ma sul piano del personale siamo sull′orlo del baratro. Si resta ancorati ai conti. Anziché assumere personale in massa dalle graduatorie esistenti, si pensa a come far quadrare i conti per non sforare la spesa. È il caso di Città della salute che continua a fare contratti di tre mesi in tre mesi.

Un governo che avrebbe dovuto abolire i tetti di spesa e che ha dimenticato il personale sanitario nella legge di bilancio.

Francesco Coppolella
Canetti Davide
Segretaria Regionale
Redazione
luogo CUNEO
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Clicca per ingrandire 29/12/2021
Il Piemonte raddoppia le vaccinazioni, ma non c'è un parallelo aumento di assunzioni. il Nursind: "Servono più operatori e più posti letto". Anaao Assomed: "I medici specialisti non vengano usati negli hub vaccinali"
Se i vaccini sono la priorità, non bisogna dimenticare che servono posti letto e personale e a breve, se non si capisce questo, rischiamo il collasso". È l'allarme lanciato dal sindacato degli infermieri Nursind Piemonte. "È necessario che chi continua a dare disposizioni dall'alto si assuma anche l'onere di rispondere e governare questa criticità".

"Come si può pretendere di raddoppiare le vaccinazioni con meno personale di prima mentre gli ospedali si riempiono? Una ASL come quella di Città di Torino ad esempio non può certo riuscire a governare la continua richiesta di posti letto nei tre presidi ospedalieri e quindi di personale e contemporaneamente raddoppiare la capacità vaccinale, senza parlare del tracciamento. Venite voi a dare spiegazioni alle persone che si arrabbiano perché fanno le code o perché vogliono il vaccino. Venite voi a gestire le continue provocazioni di chi scarica la sua posizione rispetto ai vaccini sull' operatore. Vengano il Generale Figliuolo e il Presidente Cirio".

"L'emergenza - conclude il Nusind - è di tutto il sistema e non solo del pubblico. Venite voi a spiegarlo alla gente arrabbiata che anche in questo caso se la prende con gli operatori".

"Leggiamo che il Piemonte sta procedendo in maniera veloce con la somministrazione della terza dose, con una percentuale di 3 punti sopra la media nazionale. Bene. E′ necessario tuttavia sottolineare che questo non sta proteggendo gli ospedali, né i pazienti non Covid. Perchè, nonostante i numeri di ricoverati alti ma non ancora allarmanti, gli esami e le visite non urgenti sono state sospese in molti presidi, per coinvolgere i medici ospedalieri nella campagna vaccinale", gli fa eco la segretaria regionale del sindaco dei Medici, Anaao Assomed, Chiara Rivetti, in una nota rivolta direttamente al presidente della Regione Alberto Cirio.

"Mentre da un lato si delibera di coinvolgere i neolaureati nei Pronto Soccorso, dall′altro si mandano senza remunerazione e in orario di servizio medici specialisti con anni di esperienza, distogliendoli da attività complesse, negli hub vaccinali. Per ri-attivare quello del Valentino, per esempio, l′AOU Città della Salute ha deciso di impiegare 25/30 medici dell′eccellenza ospedaliera delle Molinette, che è il presidio di riferimento per molte patologie ad alta complessità del Piemonte".

"Le chiediamo - scrive Anaao Assomed a Cirio - di intervenire al più presto per ripristinare il giusto utilizzo delle migliori competenze mediche: non possiamo mandare neurologi, oculisti, cardiologi etc a vaccinare invece che occuparsi dei loro pazienti. Essere la Regione che vaccina di più conta, ma non molto, se poi saremo la peggiore per le liste d′attesa o mortalità non Covid".


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Gli infermieri? Utili solo per le foto di rito del G7. Ecco cosa il Governo nega agli Eroi


Clicca per ingrandire 27/12/2021
125 mila contagiati, 90 morti. Gli infermieri sono la categoria professionale che ha pagato maggiormente il prezzo della pandemia Covid.
Gli infermieri, sono stati i più osannati, applauditi, per poi, come in una parabola discendente, essere immediatamente bistrattati, insultati, derisi, picchiati dalla popolazione e “ignorati” dalle istituzioni, che dopo pergamene, onorificenze e qualche promessa, non ha compiuto nessun passo concreto per dare un segnale di vera riconoscenza agli Eroi.
Li hanno definiti Eroi, ma nessuno di loro avrebbe voluto questo appellativo melanconico, pronunciato quasi a volere sottolineare un ruolo di cui fino a due anni fa nessuno si era accorto o, visto come sono andate le cose, un sostantivo scenografico per definire la caratteristica “missionaria” degli infermieri, pronti a sacrificarsi per il bene altrui, unico scopo mistico della loro vita.
Perché le cose sono andate male, un po' come il “ne usciremo migliori”, gli infermieri hanno creduto “avremo un valore economico degno di chi siamo e cosa rappresentiamo”.
Bene, non ne siamo usciti migliori e nulla è cambiato rispetto al valore sociale ed economico degli infermieri, anzi, il Ministro della Pubblica amministrazione ha esortato la categoria a non fare sterili polemiche ed aspettare, a mettersi in fila, per eventuali riconoscimenti economici dovuti.
Ad oggi:
Il rinnovo del contratto comparto sanità 2019-2021 è fermo alla notte dei tempi. La contrattazione procede lenta e senza grandi scossoni. Qualche misura normativa migliorativa qua e là, ma niente di più
L′erogazione dell′indennità di specificità infermieristica, per la quale, sono stati stanziati 330 mila euro a gennaio 2021, è stata vincolata al rinnovo contrattuale. NurSind ha presentato un emendamento alla Legge di Bilancio 2022, perché questi soldi, visto i tempi lunghi del contratto, fossero svincolati da quest′ultimo e versati da subito nelle tasche degli infermieri “eroi”. Il MEF ha dato parere negativo, l′emendamento viene bocciato. NurSind ha annunciato lo sciopero.
La pandemia non lascia tregua, Omicron ha fatto schizzare nuovamente il numero dei contagi. Da due anni agli infermieri, vengono cancellati ferie e riposi, continuano a lavorare sotto organico con carichi di lavoro sovraumani, contrastando non solo la carenza cronica di personale sanitario, ma anche l′ulteriore peso degli infermieri sospesi per non aver assolto all′obbligo vaccinale Covid.
Quale riassunto migliore di questi due anni vissuti da eroi bistrattati, se non quelle di Andrea Bottega, segretario nazionale NurSind:
“Da più di un mese abbiamo lavorato per dare un regalo - ampiamente meritato - agli infermieri, ostetriche, OSS e al personale sanitario che si sta ancora sacrificando nella lotta contro la pandemia. Le abbiamo provate tutte per far avere circa 1.000 euro nella busta paga di gennaio a questi lavoratori. Siamo stati l'unico sindacato che si è battuto per questo. Sconcertante il silenzio degli altri sindacati e di alcune forze politiche. Ora sappiamo che al "governo dei migliori" piace prendere in giro gli infermieri e gli OSS: utili per le foto di rito al G7 e per fregiarsi dell'ottimo lavoro svolto dal nostro SSN ma chiedendo di accontentarsi di rischiare la propria salute e la propria vita senza darci il dovuto e già stanziato neanche dopo un anno”.

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Tanti auguri a tutti voi dai Colleghi di Cuneo


Clicca per ingrandire 25/01/2022
Tanti auguri a tutti voi dai Colleghi di Nursind Cuneo

#ASLCN1

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ECM. Sito Cogeaps non aggiornato. Come inserire manualmente i crediti mancanti


Clicca per ingrandire 22/12/2021
Co.Ge.A.P.S. (Consorzio Gestione Anagrafica Professioni Sanitarie) è un organismo che riunisce le Federazioni Nazionali degli Ordini e dei Collegi e le Associazioni dei professionisti della salute che partecipano al programma di Educazione Continua in Medicina.

Secondo quanto stabilito dall′Accordo Stato Regioni del 5 Novembre 2009, il Co.Ge.A.P.S. è “l′organismo nazionale deputato alla gestione delle anagrafiche nazionali e territoriali, dei crediti ECM attribuiti ai professionisti che fanno capo agli Ordini, Collegi nonché le rispettive Federazioni nazionali e Associazioni professionali, consentendo a questi le relative funzioni di certificazione delle attività formative svolte”.

Sostanzialmente Cogeaps si occupa della gestione angrafica e dello storico dei crediti ECM che noi professionisti siamo chiamati a conseguire, una banca dati, quindi, certificante la formazione che il professionsta espleta negli anni.

Accedendo a Cogeaps, mediante SPID, possiamo quindi consultare lo storico di tutti i corsi che abbiamo frequentato da quando esiste il programma ECM.

Potrebbe accadere, però, che talvolta un corso, sia FAD che residenziale,
al quale abbiamo preso parte non risulti presente nella nostra bacheca personale Cogeaps, nonostante sia trascorso diverso tempo.

Questo potrebbe accadere per diversi motivi: mancato completamento o superamento del corso da parte del corsista, una frequentazione non completa, inadempimenti o omissioni di carattere amministrativo da parte del Provider, oppure, evento raro ma talvolta purtroppo verificatosi, il mancato o finto effettivo accreditamento ministeriale di un evento, nonostante il rilascio di un "attestato".

Come fare in questi casi?
Nel nuovo portale Cogeaps è disponibile la sessione "crediti mancanti", nella quale è ammessa la registrazione manuale di crediti ECM non ancora presenti nella banca dati Co.Ge.A.P.S., relative agli anni dal 2014 al 2018 - https://application.cogeaps.it/credits/missing

I professionisti sanitari, ai fini della registrazione nella banca dati Co.Ge.A.P.S. presentano la richiesta, completa di attestato di partecipazione in completa autonomia oppure possono rivolgersi all'Ordine di appartenenza.
A partire dal 2019, come disposto dal Manuale sulla Formazione Continua del Professionista Sanitario al punto 1.13, è necessario rivolgersi al Provider per verificare lo stato dell′invio del rapporto, poiché è obbligo del Provider stesso trasmettere le partecipazioni e i relativi crediti ECM. Qualora il provider non ottemperi all′invio corretto del rapporto nonostante il sollecito, il professionista potrà trasmettere al Co.Ge.A.P.S. la documentazione necessaria per l′integrazione della partecipazione mancante.

Questa sezione consente di caricare tutti i dati relativi all'evento, dal Provider che lo ha organizzato, al codice di accreditamento presente nella locandina e nell'attestato, e permette addirittura di caricare il relativo attestato, qualora il professionista ne fosse in possesso, per verificarne l'autenticità

Il nostro consiglio è quello di vigilare costantemente e controllare la propria anagrafica ogni qualvolta che si frequenta un corso ECM, accertandosi prima che lo stesso sia effettivamente accreditato per come pubblicizzato dai vari Provider, e trascorsi 90 giorni dalla conclusione del corso, verificare presso la propria area personale della bacheca l'effettivo caricamento dei credti ECM.

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Stamattina Nursind sulla stampa in merito alla criticità dei concorsi per medici


Clicca per ingrandire 22/12/2021
Stamattina Nursind sulla stampa in merito alla criticità dei concorsi per medici

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Raccolta fondi per Ravanusa


Clicca per ingrandire 20/12/2021
Cari amici e colleghi, la tragedia che ha colpito la comunità di Ravanusa non ha lasciato indifferente nessuno di noi. Come Nursind abbiamo già provveduto a finanziare i beni di prima necessità per coloro che ne hanno di bisogno nei limiti delle nostre possibilità.
Vogliamo fare di più.
Abbiamo chiesto all′amico Osvaldo Barba di contribuire all′iniziativa.
In questi giorni è in uscita il suo primo libro dal titolo “Quando il sole sorge ad Ovest”.
È una raccolta di 10 storie di Infermieri.
8 assolutamente REALI ed AUTENTICHE.
2 verosimili, ovvero la storia è reale ma contestualizzata in vicende di personaggi conosciuti.
Parafrasando un successo planetario dei Pink Floyd si potrebbe dire che il libro racconta “The dark side of the NURSE′S”, quel “lato oscuro degli Infermieri” che nessuno conosce.
Narra delle vicissitudini di ognuno di noi, delle nostre debolezze ma soprattutto dei grandi pregi che spesso le persone, per disattenzione o per sufficienza, non riescono a vedere.
10 storie collegate al “Manifesto della Comunicazione Non Ostile”, ovvero di quella Carta dei Servizi legata all′utilizzo dei social e soprattutto al linguaggio di cui si fa uso in questo mondo virtuale che, frequentemente, ci ha danneggiato.
La prima stampa del libro effettuata da Osvaldo -d′accordo con la sua famiglia – con risorse personali, ha il target solidale destinato al fondo #NoiConGliInfermieri per le vittime dei colleghi deceduti a causa del COVID-19.
Abbiamo chiesto ad Osvaldo di ristamparne altre modificando il target e destinandolo alla Comunità di Ravanusa e ai colleghi che hanno avuto gravi ripercussioni economiche dalla tragedia dell′esplosione.
Ecco perché vi proponiamo l′acquisto del libro.
Fatto salvo i costi vivi di stampa, l′intero incasso sarà direttamente devoluto a chi ne ha di bisogno.
Un modo come un altro per essere solidali ricevendo in cambio un libro le cui storie sono illustrate da artisti siciliani.
Il rischio che, già dalle prossime ore, cali l′attenzione dell′opinione pubblica sulla comunità di Ravanusa è concreto.
Per chi volesse acquistare il libro scrivete a agrigento@nursind.it
  

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Indennità, il judoka Brunetta sgambetta la verità. Il contratto andrà per le lunghe


Clicca per ingrandire 19/12/2021
ministro sbatte la porta in faccia agli infermieri appellandosi ai tempi brevi della trattativa. La sua stessa riforma lo inchioda. Nursind infatti replica: “Minimo 4 mesi dall′ipotesi di accordo agli aumenti in busta paga”
di NS
Se fosse un incontro sul tatami Brunetta finirebbe giù di schiena, battuto dal Nursind. Ma non è un match di judo, arte marziale tanto amata dal ministro, fresco di cintura nera “Primo Dan”. E non si tratta di proclamare nessuna vittoria o sconfitta. Gli infermieri aspettano da gennaio scorso che sia loro erogata in busta paga l′indennità di specificità già finanziata nella passata legge di Bilancio, ma vincolata al rinnovo dei contratti, e hanno chiesto alle istituzioni – Governo e Parlamento – di dare il via libera ad un anticipo temporaneo di questo riconoscimento, in attesa che il tavolo contrattuale faccia il suo corso.
Tuttavia, nonostante ci siano tre emendamenti segnalati in manovra che vanno nella direzione auspicata dalla categoria, Brunetta ha deciso di tirare dritto. Il ministro per la Pa, infatti, insiste da giorni che la contrattazione avrà tempi stretti. E lo ha fatto anche oggi per rispondere al Nursind, colpevole a suo dire di “interpretazioni sconcertanti e attacchi pretestuosi”: è tornato così a rimarcare che “le trattative proseguiranno in modo serrato nelle prossime settimane per arrivare, nel più breve tempo possibile e con l′impegno di tutte le parti coinvolte, alla sottoscrizione del nuovo contratto”. Il segretario del Nursind Andrea Bottega, dal canto suo, continua invece a dire, che i tempi non sono affatto così stretti come dice Brunetta: “Il ministro dovrebbe sapere che ciò che viene definito al tavolo contrattuale è solo un′ipotesi di accordo. Tale ipotesi, infatti, poi deve essere vagliata da diversi organi di controllo, ragion per cui occorrono almeno quattro mesi per ricevere in busta paga gli aumenti definiti nel contratto”.
Chi ha ragione?
Proviamo a fare un po′ di chiarezza. A venirci in soccorso è proprio la riforma targata Brunetta. Galeotto il dlgs 27 ottobre n.150 che all′articolo 59 modifica il Testo Unico del pubblico impiego. Intanto i primi dieci giorni passano tra la sottoscrizione dell′ipotesi di accordo all′Aran e la sua trasmissione ai comitati di settore e al Governo. Palazzo Chigi, a sua volta, può prendersi fino a 20 giorni di tempo per esprimere le sue osservazioni. E il primo mese è volato via così.
Ma poi ci sono gli altri organismi di controllo, a cominciare dalla Corte dei conti. “Acquisito il parere favorevole sull′ipotesi di accordo, nonché la verifica da parte delle amministrazioni interessate sulla copertura degli oneri contrattuali – recita il comma 5 -, il giorno successivo l′Aran trasmette la quantificazione dei costi contrattuali alla Corte dei conti ai fini della certificazione di compatibilità con gli strumenti di programmazione e di bilancio di cui all′articolo 1-bis della legge 5 agosto 1978, n. 468, e successive modificazioni. La Corte dei conti certifica l′attendibilità dei costi quantificati e la loro compatibilità con gli strumenti di programmazione e di bilancio”. Senza contare, inoltre, che la magistratura contabile “delibera entro quindici giorni dalla trasmissione della quantificazione dei costi contrattuali, decorsi i quali la certificazione si intende effettuata positivamente”. Ma c′è anche la possibilità che la Corte acquisisca elementi istruttori e valutazioni sul contratto collettivo da parte di tre esperti in materia di relazioni sindacali e costo del lavoro. Anche una volta raggiunta la firma definitiva, comunque, un altro mese trascorre perché i soldi arrivino ai lavoratori.

Dunque, si capisce che i tempi non saranno comunque brevi. E i tempi, evidentemente, sono tutto in questa partita. Ragione per cui il Nursind ripone tutte le sue speranze nel Parlamento e negli emendamenti segnalati alla manovra che puntano ad una anticipazione dell′erogazione dell′indennità, dal momento che i soldi sono già stanziati e destinati a questo scopo, mentre “il ministro ci chiede di aspettare e pazientare. Ma noi – conclude Bottega – non abbiamo aspettato certo i dispositivi a norma di legge di protezione individuale quando, nel pieno della prima emergenza Covid, ci siamo messi addosso i sacchi dell′immondizia per assistere chi entrava in ospedale”.

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Natale iscritti


Clicca per ingrandire 18/12/2021
Quest'anno NurSind premia la vostra fedeltà come iscritti con degli utilissimi gadget che rispettano l'ambiente.( disponibili anche per i nuovi iscritti)
Per ritirare contattateci su whatsapp 3294058815
O tramite i delegati aziendali Nursind
#nursind #infermieri #nursindèunpassoavanti #rispettoperlambiente
#aslcn1
#aslcn2
#ospedaleverduno
  

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Indennità infermieri? Utopia. Da Brunetta uno schiaffo alla nostra categoria"


Clicca per ingrandire 17/12/2021
Sanità, Nursind contro Brunetta: "Indennità per infermieri, dopo un anno e mezzo non abbiamo visto un centesimo. E il ministro ci prende in giro"
“Ieri Brunetta ha dato uno schiaffo a tutti gli infermieri italiani". Il segretario nazionale di Nursind Andrea Bottega dopo la nota diffusa nell'immediato, torna su Affaritaliani.it a porre l'accento sulle parole -"presa in giro" - del ministro per la Pa, Renato Brunetta, in merito all'erogazione dell'indennità specifica per gli infermieri, pronunciate nel corso dell'interrogazione alla Camera del 15 dicembre. "Cecconi ha chiesto di chiarire che fine avesse fatto l'indennità prevista nella legge di Bilancio. Brunetta ha risposto che troverà una soluzione nel contratto che sarà firmato a breve".
Brunetta saprà come funziona la pubblica amministrazione ma non conosce gli ospedali. E non sa neanche come funzionano i contratti evidentemente. Stiamo ancora discutendo le modifiche al vecchio contratto, firmato in fretta e furia nel 2018". "Era pieno di schifezze, tanto che molte amministrazioni non lo hanno ancora applicato dopo tre anni" continua Bottega.
segretario di Nursind sottolinea: "Forse Brunetta ignora che per avere la firma definitiva sull'ipotesi di contratto ci vogliono minimo tre mesi. Deve passare dalla Corte dei conti, dalla Conferenza delle Regioni, ecc.". Prosegue: "Dobbiamo ancora discutere tutto. Abbiamo l'incontro settimana prossima, ma è altamente interlocutorio. Per passare i controlli ci vorranno mesi, e poi dopo la firma definitiva ci vuole un altro mese per la messa in atto da parte delle pubbliche amministrazioni".

"C'è un emendamento proposto da maggioranza e opposizione, e segnalato al Governo da tre forze politiche (Leu, M5s, Fi). La richiesta è di dare i soldi che sono già stati stanziati, mentre aspettiamo che si concluda la contrattazione. L'emendamento non chiede soldi in più, né espropria la contrattazione. Ma Brunetta ha detto no, non ce li dà". Di che cifre parliamo? "Sono 335 milioni stanziati, grosso modo sono circa 75 euro lordi al mese. Poca cosa, ma non ci dà nemmeno quello. E' un atto di cattiveria nei confronti degli infermieri"
A Brunetta interessa solo che il contratto sia sottoscritto. Ma la firma in sé stessa di fretta e furia non cambierà nulla. A me interessa che si diano i giusti riconoscimenti e diritti ai lavoratori".

L'imminente convocazione non sarà quindi risolutiva?

"Assolutamente no. Non abbiamo ancora discusso di niente. Si deve parlare dei nuovi inquadramenti economici, degli incarichi professionali e di organizzazione. In più ci sono le risorse stanziate dalla nuova legge di bilancio che saranno stanziate da gennaio 2022. Tempi tecnici che, stranamente, il ministro sembra non conoscere", chiosa Bottega.

"La nostra categoria comincia a non poterne più. Da inizio anno che siamo alle prese con le tempistiche di questa indennità, che torno a ricordare, ai medici è stata rilasciata subito, mentre per noi è stata subordinata alla contrattazione. Brunetta è fissato con i ministeri, e dà l'impronta ministeriale anche alla Sanità. Ma così non funziona. Ora confidiamo sul Parlamento, nella speranza che gli emendamenti segnalati passino, dando così l'atteso segno di vicinanza alla nostra categoria, piegata dopo due anni di pandemia. Ma se così non sarà, si sciopera. Il prossimo lunedì probabilmente sarà decisivo con l'eventuale arrivo del maxi emendamento alla Manovra", conclude il segretario di Nursind, Andrea Bottega.


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Nuovo contratto infermieri. Le novità sulla mobilità


Clicca per ingrandire 14/12/2021
Fermo restando che la materia inerente la mobilità è regolata dalla legge e le norme contrattuali sono, su questo aspetto, residuali, si sono registrate delle discrete vittorie relativamente al nuovo contratto collettivo nazionale, al momento in discussione.
Dopo la firma del CCNL 2016-2018, NurSind aveva chiesto di far chiarezza su uno degli aspetti della mobilità molto utilizzato nel comparto sanità, la mobilità “per compensazione” o “per interscambio” che, con la disapplicazione delle precedenti norme, non trovava più presenza nel contratto.

L′Aran aveva già risposto ad alcune aziende che avevano sollevato dubbi sull′esistenza della mobilità per compensazione (la legge non ne parla esplicitamente) richiamando una circolare della Funzione Pubblica, ora il nuovo testo contrattuale scrive che resta consentita la mobilità per interscambio/compensazione ai sensi dell′art. 29 bis e 30 del D. Lgs 165/2001 e relative disposizioni applicative, superando la difficoltà di interpretazione di cui le aziende approfittavano per impedire anche questa forma di mobilità.
Ed ancora, nel nuovo contratto è prevista la possibilità, da parte dell′azienda, di dare priorità, nelle procedure di mobilità, alle domande per gravi e documentate esigenze di salute, per ricongiungimento del coniuge o per esigenze connesse all′assistenza ai figli minori o inabili e ai genitori - Comma 3. Nell′applicazione del comma 2, le Aziende ed Enti possono dare priorità alle domande per gravi e documentate esigenze di salute, per ricongiungimento del coniuge o per esigenze connesse all′assistenza ai figli minori o inabili e ai genitori.
Vengono inoltre stabiliti tempi certi per la pubblicazione dei bandi e la risposta da parte dell′ente di appartenenza alla richiesta di mobilità da parte dell′ente accettante: b) il bando, pubblicato sul sito web aziendale almeno 15 giorni prima della scadenza del termine di presentazione delle domande, indica procedure e criteri di valutazione; f) fermo restando che l′attivazione della mobilità richiede il consenso dell′ente o azienda di appartenenza, la partecipazione al bando può avvenire anche senza il preventivo assenso della stessa. L′Azienda o Ente di appartenenza, ricevuta la richiesta di assenso, risponde motivatamente entro 30 giorni.

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COMUNICATO STAMPA NURSIND PIEMONTE


Clicca per ingrandire 10/12/2021
COMUNICATO STAMPA
NURSIND PIEMONTE 10.12.2021

INCONTRO TRA IL NURSIND
E L′ASSESSORE ALLA SANITA′
A seguito della proclamazione dello stato di agitazione, in data odierna, NurSind, il sindacato degli infermieri, ha incontrato l′Assessore alla Sanità Luigi Genesio Icardi.
Al termine dell′incontro, i vertici del Sindacato infermieristico esprimono cauta soddisfazione, in attesa di poter avere riscontro su quanto condiviso.
Vista l′importanza strategica della figura infermieristica, considerata la grave carenza di personale, tenuto conto del maggior carico di lavoro dettato anche dall′applicazione della legge sull′obbligo vaccinale e, non da meno il fondamentale ruolo degli infermieri nella lotta alla pandemia, nonché nella campagna vaccinale, l′Assessore alla Sanità ha condiviso la necessità di valorizzare il lavoro degli infermieri e già nella prossima riunione di giunta ha manifestato la volontà di presentare un progetto di Legge regionale che valorizzi economicamente la categoria, attraverso lo stanziamento di fondi dedicati.
Un segnale di attenzione che il sindacato chiedeva e che la categoria merita, dichiara Francesco Coppolella, Segretario Regionale del NurSind.
Gli ulteriori temi che sono stati affrontati, riguardano le prestazioni aggiuntive e le indennità di malattie infettive.
Abbiamo avanzato in merito alcune proposte che l′Assessore ha recepito con disponibilità, impegnandosi a promuoverle.
In particolare, un incremento del compenso orario minimo inerente le prestazioni aggiuntive, con particolare riguardo per i colleghi operanti nei dipartimenti di emergenza.
In merito alle indennità di malattia infettive, abbiamo segnalato con forza le discrasie presenti nelle varie aziende rispetto al pagamento delle stesse, già di per sè irrisorie, nonostante siano previste dal contratto nazionale di lavoro.
Abbiamo ricevuto rassicurazione sull′argomento. A tal proposito l′Assessorato ribadirà alle ASR che visto il protrarsi dello stato di emergenza l′indennità deve essere riconosciuta.
Ritenendo l′incontro odierno soddisfacente, in attesa che quanto condiviso si possa concretizzare, nursind procederà a sospendere lo stato di agitazione presso il Prefetto.

Francesco Coppolella
Segreteria Regionale
NurSind Piemonte

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NurSind: Consenso Parlamento a erogazione anticipata indennità infermieri


10/12/2021
NurSind: Consenso Parlamento a erogazione anticipata indennità infermieri
Roma, 9 dicembre - “E′ un primo successo del sindacato aver ottenuto un consenso trasversale del Parlamento sull′anticipazione dell′indennità di specificità infermieristica. La proposta che abbiamo caldeggiato a livello istituzionale e mediatico è entrata tra gli emendamenti segnalati alla legge di Bilancio e ad avanzarla sono state ben tre forze politiche: oltre a M5s e Leu, anche l′opposizione con Fratelli d′Italia”. Lo afferma Andrea Bottega, segretario nazionale del Nursind. In particolare, aggiunge, “proprio il partito guidato da Giorgia Meloni ha saputo cogliere la necessità di dare subito un segnale agli infermieri”.

Per il sindacato, “adesso manca davvero l′ultimo miglio per sanare un arretrato che si trascina da gennaio scorso. Già nella precedente manovra, infatti - ricorda Nursind -, erano state stanziate le risorse per dare finalmente questo riconoscimento alla categoria, ma si decise immotivatamente di vincolarlo al rinnovo del contratto di comparto. Ora l′ipotesi dell′anticipo assume concretezza e vale quale minimo segnale per il lavoro, l′abnegazione e i rischi degli infermieri che hanno tenuto in piedi il sistema sanitario”.

“Speriamo a questo punto - conclude Bottega - che il Governo faccia sintesi tra le proposte in campo, anche alla luce di quelle che sono le concrete esigenze dei lavoratori, e che il Parlamento approvi”.
  

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Protestano gli infermieri in Piemonte: pronti allo sciopero


Clicca per ingrandire 04/12/2021
NurSind Piemonte, il sindacato degli Infermieri, scrive al prefetto e annuncia una serie di iniziative di protesta che in assenza di risposte in sede di conciliazione porteranno inevitabilmente allo sciopero.
In Piemonte – scrive il NurSid – mancano quattro mila infermieri in regime ordinario. La ripresa della pandemia, seppur ancora contenuta rispetto alle prime tre ondate per via delle vaccinazioni, prevede certamente un incremento dei posti letto covid, un potenziamento dell′attività di tracciamento e la necessità di ricorrere nuovamente alla vaccinazione di massa attraverso la somministrazione della terza dose. Tutto questo in un contesto dove il personale è impegnato nella ripresa delle attività ordinarie, nell′abbattimento delle liste di attesa, oltre che a riprendere una propria vita, quasi annullata negli scorsi 20 mesi.
A questo si aggiunge la grave carenza determinata dai colleghi sospesi e mai sostituiti.
Le risorse infermieristiche attualmente impegnate sono gravemente insufficienti oltre ad essere provate fisicamente e psicologicamente dalle prime tre ondate. La previsione di far fronte a nuovo lavoro straordinario, a prestazioni al di fuori dell′orario di lavoro, a nuovi cambi organizzativi e alla rinuncia di ferie programmate, conducono ad importanti livelli di stress lavoro correlato senza che si intraveda una strategia sul piano della ricerca di nuovo personale, di ottimizzazione delle risorse a livello regionale e non da meno di incentivazione e valorizzazione della professione.
Le promesse fatte sono rimaste tali.

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Riscatto anni di studi. In dieci punti, tutto quello che devi sapere


Clicca per ingrandire 02/12/2021
Cos′è il riscatto di laurea e chi può chiederlo
Il riscatto del corso legale di laurea è un istituto che permette, al ricorrere delle condizioni di legge, di valorizzare ai fini pensionistici il periodo del proprio corso di studi. Pertanto, con il riscatto è possibile integrare la posizione contributiva ai fini del diritto e del calcolo di tutte le prestazioni pensionistiche, a condizione che sia stato conseguito il corrispondente titolo di studio.
Possono esercitare la facoltà di riscatto tutti coloro che hanno conseguito il titolo di studio universitario. Possono riscattare anche gli inoccupati, ossia coloro che non abbiano ancora iniziato l′attività lavorativa e non siano iscritti ad una gestione previdenziale.
2.Cosa si può riscattare?
Si possono riscattare i periodi corrispondenti alla durata dei corsi legali di studio universitario a seguito dei quali siano stati conseguiti uno o più titoli rilasciati dalle Università o da Istituti di livello universitario, secondo i diversi ordinamenti:
diplomi universitari (corsi di durata non inferiore a due anni e non superiore a tre)
diplomi di laurea (corsi di durata non inferiore a quattro anni e non superiore a sei)
diplomi di specializzazione, che si conseguono successivamente alla laurea e al termine di un corso di durata non inferiore a due anni
dottorati di ricerca i cui corsi sono regolati da specifiche disposizioni di legge
laurea triennale, laurea specialistica e laurea magistrale
diplomi rilasciati dagli Istituti di Alta Formazione Artistica e Musicale (AFAM)
3. Quanto costa?
L′onere da pagare per il riscatto dei periodi del corso di studi universitario è determinato in relazione alle norme che disciplinano la liquidazione della pensione con il sistema retributivo o con quello contributivo, tenuto conto della collocazione temporale dei periodi oggetto di riscatto.
Il riscatto nel sistema contributivo
Se devi riscattare periodi che si collochino nel sistema contributivo, il corrispondente onere è determinato applicando l′aliquota contributiva in vigore alla data di presentazione della domanda di riscatto alla retribuzione assoggettata a contribuzione nei 12 mesi meno remoti rispetto alla data della domanda.
Esempio Calcolo contributivo
Ipotizziamo un soggetto che voglia riscattare quattro anni di laurea dal 2002 al 2006 e che abbia presentato domanda di riscatto nel Fondo Pensioni Lavoratori Dipendenti il 31 gennaio 2021; considerando una retribuzione lorda degli ultimi 12 mesi meno remoti pari a 32.000 euro, l′importo da pagare per riscattare quattro anni è pari a 42.240 euro (32.000×33% =10.560 x 4 anni = 42.240).
Il riscatto nel sistema retributivo.
Se devi riscattare periodi che si collochino nel sistema retributivo, l′importo della somma da versare varia in rapporto a diversi fattori quali l′età, il periodo da riscattare, il sesso, l′anzianità contributiva totale e le retribuzioni percepite negli ultimi anni.

4.Quanto costa
Per riscatto agevolato si intende una nuova modalità di calcolo dell′onere di riscatto per periodi che si collochino nel sistema contributivo della pensione. Questa nuova modalità è stata introdotta nel 2019 e a differenza delle modalità ordinarie, l′onere è calcolato prendendo a riferimento una retribuzione convenzionale uguale per tutti (livello minimo imponibile per artigiani e commercianti vigente nell′anno di presentazione della domanda, pari a 15.953,00 per il 2021) e l′aliquota di computo vigente nel Fondo Pensioni Lavoratori Dipendenti (pari al 33%). Quindi, se presenti domanda nell′anno 2021 e scegli il calcolo cosiddetto agevolato, il costo per riscattare un anno di corso è pari a 5.264,49 euro.
Soltanto nel caso in cui si scelga la liquidazione della pensione con il calcolo interamente contributivo (ad esempio per effetto dell′opzione al sistema contributivo ai sensi dell′articolo 1, comma 23, della legge n. 335/1995), si potrà usufruire del riscatto agevolato anche nel caso in cui i periodi del corso di laurea siano precedenti all′01/01/1996.
5. Quanto costa riscattare la laurea da inoccupati?
Puoi chiedere il riscatto del corso di laurea anche se sei inoccupato. L′onere è determinato con le stesse modalità del riscatto cosiddetto agevolato, calcolato quindi sul livello minimo imponibile annuo previsto per gli artigiani e commercianti vigente nell′anno di presentazione della domanda (15.953 € per il 2021) ed in base all′aliquota di computo delle prestazioni pensionistiche vigente, nel medesimo periodo, nel Fondo Pensioni Lavoratori Dipendenti (FPLD). Quindi, se presenti domanda in qualità di inoccupato nell′anno 2021, il costo per riscattare un anno di corso è pari a 5.264,49 euro.

6.A chi si versa il contributo per l′onere di riscatto?
Il contributo per l′onere di riscatto si versa all′Inps. Salve specifiche disposizioni di settore, in linea generale l′onere è versato attraverso il circuito di pagamento PagaoPa. Gli Avvisi di Pagamento PagoPA possono essere pagati:
online dal sito inps.itcon il servizio “Pagamento online pagoPA”. Si accede con le credenziali di riconoscimento dal percorso di navigazione: Prestazioni e servizi >Servizi > Portale dei pagamenti > Riscatti, Ricongiunzioni e rendite” e si può pagare con carta di credito, carta di debito, addebito in conto corrente e altri metodi di pagamento.
attraverso canali sia fisici che online di banche e altri PSP (Prestatori di Servizio di Pagamento), come ad esempio:
agenzie della banca
home banking del PSP (riconoscibili dai loghi CBILL o pagoPA)
sportelli ATM abilitati delle banche
esercenti convenzionati con i PSP aderenti al sistema pagoPA (bar, edicole, ricevitorie, tabaccherie, farmacie e supermercati)
uffici postali.
La lista dei canali di pagamento è disponibile sul sito Internet del sistema pagoPA all′indirizzo www.pagopa.gov.it
Si può pagare a rate anche con addebito diretto sul conto corrente postale o bancario (autorizzazione di addebito in conto corrente
L′onere per il riscatto della laurea può essere pagato in unica soluzione o in rate mensili senza interessi per un massimo di 120 rate.

7.Quali sono i vantaggi?
Il riscatto ha indubbi vantaggi:
Permette di acquisire anzianità contributiva spesso collocata in epoca remota e per tale via, e fatti salvi futuri mutamenti legislativi, potrebbe comportare un anticipo nella maturazione del diritto a pensione;
Incrementa la misura della pensione
È prevista la rateizzazione senza interessi per dieci anni
Il contributo da riscatto è fiscalmente deducibile. Per gli inoccupati, al genitore che sostiene l′onere di riscatto degli anni di studio viene garantito il diritto alla detrazione del costo per il 19 % dalla propria imposta lorda
8. I periodi riscattati sono utili ai fini del diritto o anche del calcolo della futura pensione?
Sì, il riscatto del corso di studi universitario è valido ai fini del diritto e della misura della pensione.
Per i periodi di riscatto che si collocano successivamente al 31/12/1995 (o per quelli collocati prima se si opta per il calcolo interamente contributivo della futura pensione) l′importo versato a titolo di riscatto farà parte del montante contributivo sul quale sarà calcolata la pensione con il sistema di calcolo contributivo.
Per i periodi di studio anteriori al 1996, il riscatto va ad incrementare la quota di pensione calcolata con il sistema retributivo, cioè quella parte di contributi il cui rendimento sarà collegato alla media dei redditi da lavoro conseguiti negli ultimi anni dell′attività lavorativa.

9. Si può fare una simiulazione per calcolare l'onere?
Sì, esistono due diversi applicativi di simulazione.
Da settembre è disponibile un nuovo servizio on line che agevola l′utenza nell′acquisire consapevolezza circa gli effetti dell′esercizio della facoltà di riscatto del corso universitario di studi ai fini pensionistici. E′ utilizzabile con qualunque dispositivo mobile o fisso (PC, tablet o telefono cellulare). Il servizio è di libero accesso da parte dell′utenza, non essendo richieste credenziali per il suo utilizzo, ed è raggiungibile sul sito istituzionale dell′Inps, tramite il percorso: “Prestazioni e servizi” > “Servizi” > “Riscatto Laurea – Simulatore”. Al momento il simulatore è disponibile per gli utenti nella condizione di inoccupati e per coloro che rientrano interamente nel sistema di calcolo contributivo della futura pensione in quanto i periodi oggetto di riscatto e il periodo lavorativo sono successivi al 1995. È un servizio interattivo: a fronte dell′inserimento di pochi dati, del tutto anonimi, chiesti all′utente, fornisce informazioni, a normativa vigente, sulle varie tipologie di riscatto di laurea disponibili per i vari segmenti di utenza (agevolato, inoccupato, ordinario), sui possibili vantaggi fiscali derivanti dal pagamento dell′onere e presenta una simulazione orientativa del costo del riscatto, della sua rateizzazione, della decorrenza della pensione (con e senza riscatto) e del beneficio pensionistico stimato conseguente al pagamento dell′onere.
Il secondo simulatore è disponibile all′interno dell′applicativo per la presentazione telematica della domanda di riscatto laurea e vi si accede tramite le credenziali di autenticazione (SPID, CNS, CIE); consente la simulazione in tutte le gestioni (pubbliche e private) dell′onere per riscattare un periodo di studi collocato interamente nel sistema contributivo; per gli iscritti al Fondo pensioni lavoratori dipendenti e alle Gestioni speciali artigiani, commercianti, coltivatori diretti e coloni mezzadri la funzione è stata estesa anche ai periodi collocati nei sistemi retributivo e misto.

10.Come si fa la domanda?
La domanda si presenta esclusivamente in via telematica, attraverso uno dei seguenti canali:
Attraverso il sito istituzionale inps.it (con accesso tramite SPID Sistema Pubblico di Identità Digitale oppure Carta Nazionale dei Servizi oppure carta d′identità elettronica 3.0) e seguendo il percorso: “Prestazioni e servizi” > “Servizi” > “Portale riscatti -ricongiunzioni”.
Patronati e intermediari dell′Istituto
Contact Center multicanale, chiamando da telefono fisso il numero verde gratuito 803 164 o da telefono cellulare il numero 06 164164,

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ECM. FNOPI rassicura, no alle sanzioni per chi non è in regola con i crediti, sì a sistema premiante


Clicca per ingrandire 29/11/2021
La Fnopi, ha voluto rassicurare quanti si sono allarmati per le paventate sanzioni, per chi non fosse in regola con i crediti ECM.
Ha inoltre spiegato come mai spesso la piattaforma Co.Ge.A.P.S. non sia regolarmente aggiornata.

Si parla spesso di sanzioni a carico di chi non ha rispettato, o non rispetta, il programma ECM. la Legge del 1999 precedentemente citata le indica, senza entrare nei dettagli e rinviando, come avviene in occasione di una nuova Legge, a successivi regolamenti le modalità di applicazione. A distanza di 22 anni dalla Legge che lo ha istituito e 19 anni dopo i primi corsi ECM italiani, si arriverà a introdurre sistemi che potrebbero soprattutto premiare chi matura i crediti richiesti, più che sanzionare chi non ha rispettato il programma di formazione continua – è quanto riportato dalla FNOPI, in un post su Linkedin.

La Federazione nazionale ha smentito dunque la volontà di punire chi non è in regola con gli ECM, introducendo piuttosto un sistema premiante, e lo ha fatto alla fine di una serie di informazioni utili sul programma nazionale ECM.

Dopo un excursus sulla normativa relativa alla formazione continua, precisa che nel triennio formativo 2020-2022 dove, così come per ogni altro triennio, sono 150 i crediti da acquisire complessivamente. Vanno acquisiti non più nella misura di 50 per anno, ma "il totale nel triennio′′: questo significa che, teoricamente, un professionista potrebbe prendere parte a eventi di formazione in grado di rilasciare l′intero "debito′′ (pari a 150 crediti) anche nelle ultime settimane del triennio, e sarebbe assolutamente in regola.
Precisa inoltre che a seguito del riconoscimento dell′impegno al tempo del Covid, con la Legge 77 del Luglio 2020 coloro che, fra i professionisti sanitari, hanno continuato ad esercitare durante i mesi critici della pandemia dovranno maturare per il triennio 2020-2022 ‘′solo′′ 100 crediti, e non 150.

Inserimento dei crediti sulla piattaforma Co.Ge.A.P.S., perché tarda?

Gli eventi ECM possono essere:

residenziali (RES) cioè svolti in una sede fisica;
in modalità FAD (Formazione A Distanza), scelta che ha avuto un enorme sviluppo ed un grande implemento, di fatto obbligato in seguito alla pandemia sin dal Marzo 2020;
svolti ‘′sul campo′′, come avviene ad esempio in certe azioni, simulate o reali, in laboratori e strutture sanitarie (detti eventi FSC - Formazione Sul Campo).
L′inserimento di tali eventi – secondo determinate regole – nel programma ECM avviene a cura dei provider. Questi stessi soggetti curano, entro 90 giorni dalla conclusione dell′evento, anche l′inserimento dei dati dei partecipanti, con la rendicontazione, ad Agenas. L′Agenzia tratta i dati e successivamente, con tempi variabili, consegna i file riassuntivi a Co.Ge.A.P.S., il Consorzio per la Gestione dell′Anagrafe dei Professionisti Sanitari.

Su questa piattaforma virtuale vengono così caricati i crediti che ogni professionista sanitario ha maturato. L′anagrafe generale è ottenuta dai database dei vari Albi nazionali dei professionisti sanitari, motivo per il quale gli Albi stessi devono sempre essere aggiornati dai singoli Ordini provinciali.

Spesso i colleghi – sottolinea la FNOPI - lamentano tempi lunghi nell′inserimento dei crediti, in particolare per quanto riguarda i corsi effettuati con il datore di lavoro pubblico (Azienda Sanitaria). La spiegazione è semplice: infatti, le ASL sono quasi tutte inserite, come provider formativi, nel SSR di riferimento (sistema sanitario regionale) e i dati con i codici fiscali dei partecipanti, entro i 90 giorni da fine corso, arrivano a una sede fisica – di solito nel capoluogo regionale. Da qui, una volta trattati, questi dati devono arrivare ad Agenas e successivamente a Co.Ge.A.P.S.; quindi, vi è in pratica un passaggio in più rispetto al percorso standard che fa un provider accreditato nel sistema nazionale.

Esistono due metodi per acquisire crediti ECM senza partecipare a eventi di formazione.
Il primo, molto semplice, è quello di predisporre il proprio Dossier Formativo, che porta a sostanziosi ‘bonus′′ in materia di crediti ECM, attraverso la compilazione di campi sul portale di Agenas, a questo link:
https://www.agenas.gov.it/dossierformativoecm

Il secondo metodo è quello di diventare tutor per i corsi di laurea triennale, attività preziosa dove l′infermiere – o altro professionista, per altri profili – assume il ruolo di guida di tirocinio per gli studenti. Ottiene, così, il riconoscimento di questo impegno, con crediti ECM che vengono inseriti di norma dalle segreterie delle Università, a favore dei tutor stessi sul data base di Co.Ge.A.P.S.


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Ordine di servizio


Clicca per ingrandire 24/11/2021
ORDINE DI SERVIZIO IN SANITA': COSA C'E' DA SAPERE


Il presente documento, non esaustivo, vuole essere uno strumento di approfondimento e riflessione circa la consuetudine di “ordinare” agli infermieri lo svolgimento di mansioni e competenze estranee al corretto svolgimento dell′esercizio professionale. Chi ordina, chi ordina chi, chi ordina cosa, dovrebbero essere quesiti da porre a noi stessi e all′estensore alla ricezione di ogni ordine di servizio.

Di seguito riportiamo una serie di domande, approfondimenti e riferimenti normativi utili a fare chireza sulla questione.



Cosa è l′Ordine di Servizio?

E′ una disposizione impartita da un superiore gerarchico sul quale ricade la responsabilità dei fatti ad essa conseguenti. L′art. 51 del Codice Penale “Ordine del superiore gerarchico” stabilisce che, nell′ipotesi in cui chi riceve l′ordine si accorga che trattasi dell′ ordine di commettere un reato, anche costui è responsabile penalmente unitamente a chi ha dato l′ordine. In qualità di responsabili dell′assistenza infermieristica è opportuno motivare il rifiuto in fatto e in diritto. L′impiegato (lavoratore subordinato) deve eseguire gli ordini che gli siano impartiti dal superiore gerarchico in merito alle proprie funzioni e mansioni.



Cosa è la Responsabilità?

E′ la capacità di dare conto delle proprie azioni in rapporto ad una sanzione, a garanzia e rinforzo di un dovere di comportamento. Essere “responsabili” determina un rapporto causa-effetto: chiunque con le proprie azioni cagioni un danno ad altri è tenuto a ripararlo. Qualunque fatto doloso o colposo che cagiona ad altri un danno ingiusto, obbliga colui che ha commesso il fatto a risarcire il danno stesso.



Cosa è la Mansione?

E′ il complesso di attività, compiti e funzioni che il lavoratore è obbligato a svolgere a favore del datore di lavoro, un adempimento professionale da parte del lavoratore a cui corrisponde l′obbligo di retribuzione ex parte datoris.

Art. 2103 Codice Civile “Mansioni del lavoratore”
Il prestatore di lavoro deve essere adibito alle mansioni per le quali e′ stato assunto o a quelle corrispondenti alla categoria superiore che abbia successivamente acquisito ovvero a mansioni equivalenti alle ultime effettivamente svolte, senza alcuna diminuzione della retribuzione.



CCNL COMPARTO SANITA′ CATEGORIA D – DECLARATORIA –Appartengono a questa categoria i lavoratori che ricoprono posizioni di lavoro che richiedono conoscenze teoriche specialistiche di base, capacità tecniche elevate per l′espletamento delle attribuzioni, autonomia e responsabilità secondo metodologie definite e precisi ambiti di intervento operativo proprio del profilo, eventuale coordinamento e controllo di altri operatori con assunzione di responsabilità dei risultati conseguiti.



Il disposto del DM 739/94, Profilo Professionale dell′Infermiere, lo individua quale professionista responsabile dell′assistenza generale infermieristica che garantisce la corretta applicazione delle prescrizioni diagnostico terapeutiche.



Nel Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro si parla di ordini di servizio?

All′art. 28 del CCNL dell′1 settembre 1995 la rubrica dell′articolo “doveri del dipendente” è modificata in “obblighi del dipendente CCNL 95 art. 28 h) DOVERI DEL DIPENDENTE

Il dipendente deve eseguire le disposizioni inerenti all′espletamento delle proprie funzioni o mansioni. Se ritiene che la disposizione sia palesemente illegittima è tenuto a darne immediata e motivata contestazione a chi l′ha impartita, dichiarandone le ragioni; se la disposizione è rinnovata per iscritto ha il dovere di darvi esecuzione salvo che la disposizione sia vietata dalla legge penale o costituisca illecito amministrativo.

Sanità privata art. 30 ccnl 2001

Il lavoratore deve attenersi alle disposizioni impartite dall′Amministrazione ed osservare in modo corretto i propri doveri



L′Art. 591 Codice Penale Abbandono di incapace interessa gli infermieri?

Qualora, a fronte di uno status giuridico disciplinato dalle normative ad hoc, vengano impartite disposizioni di servizio che espongono arbitrariamente gli infermieri al delitto previsto e punito dall′art. 591 del C.P., si condanna la condotta di “abbandono di persona incapace per qualsiasi motivo di provvedere a se stessa”, e per la quale l′infermiere ne ha la custodia e deve provvedere alla cura (Cassazione penale, sez. V, 12-10-82). Il 591 c.p., in virtù della tipologia degli interessi protetti, è diretta a prevenire comportamenti che, con l′abbandono, pongono in pericolo l′incolumità di soggetti ritenuti meritevoli di protezione per le loro condizioni psico-fisiche. E non ha rilevanza se l′abbandono sia solo di carattere temporaneo, quanto la presunzione di messa in pericolo dell′integrità fisica degli assistiti. (Cassazione penale sez. V, 28-3-90)

Chiunque abbandona:

– una persona minore degli anni 14
– una persona incapace per malattia di mente o di corpo
– per vecchiaia
– per altra causa
di provvedere a se stessa, e′ punito con la reclusione da 6 mesi a 5 anni



Come deve essere impartito l′ordine di servizio?

Può essere impartito verbalmente in caso di urgenze ed emergenze.
Successivamente si deve pretendere che l′ordine sia reiterato per iscritto.
Il cambio turno dall′oggi per domani, invece, deve sempre essere impartito per iscritto a garanzia del lavoratore per 2 motivi: copertura in caso di infortunio in itinere, e giustificazione in caso di contestazione di assenza ingiustificata. Se non segue alcuna comunicazione scritta, inviare a chi impartisce l′ordine una memoria così concepita: Come da vs. disposizione verbale, il giorno x dalle ore y alle ore z ho svolto la mia attività professionale presso……Inviare tramite raccomandata o protocollo interno.

Caratteristiche dell′ordine di servizio

1) Deve essere redatto in forma scritta;
2) Deve essere tempestivo;
3) Deve essere impartito presso il luogo di lavoro;
4) Deve contenere la Motivazione;
5) Deve provenire dal responsabile del servizio (art.16 D.P.R. 3/1957);
6) Deve essere chiaro;
7) Deve indicare la data di emissione
8) Deve essere nominativo. L′ordine di servizio deve essere impartito per iscritto, con l′eccezione dei casi di urgenza (in questi casi sarà possibile ed opportuno, dopo, chiedere la conferma scritta dell′ordine. Il lavoro, soprattutto quello a turni, deve essere organizzato secondo criteri di continuità, preventiva conoscenza, pianificazione Il lavoro straordinario non può essere fattore ordinario di programmazione

Le prestazioni di lavoro straordinario hanno carattere eccezionale, devono rispondere ad effettive esigenze di servizio ed essere preventivamente autorizzate dal responsabile del servizio (art. 34 ccnl cit.)



È legittimo l′ordine di servizio impartito al telefono?

E′ possibile richiedere ai dipendenti non ricompresi nei turni di pronta disponibilità di rientrare in servizio. Ma anche in tal caso se sussistono i presupposti di cui agli artt. 51 e 45 del CP, vi è possibilità di non ottemperarvi.



E′ obbligatorio possedere un apparecchio telefonico privato per esigenze aziendali?

Non è obbligatorio possederlo, non è obbligatorio, se posseduto, fornire il numero telefonico all′azienda. L′ ordine impartito telefonicamente non garantisce chi lo riceve che ad impartirlo sia effettivamente l′autorità che può farlo.

L′ordine impartito telefonicamente non garantisce chi lo emana che ad riceverlo sia effettivamente il

dipendente.



È possibile registrare le conversazioni telefoniche?

E′ possibile, e si incorre nella sola indebita violazione della privacy. Ma sul piano tecnico la registrazione costituisce un elemento molto debole sul piano probatorio in quanto non da certezza delle condizioni di tempo e di luogo in cui è avvenuto il colloquio.



È legittimo l′ordine di servizio recapitato a domicilio del dipendente?

Ordine di servizio in busta aperta:
deve essere certamente consegnato nelle mani del dipendente che ne rilascia ricevuta o quanto meno deve esservi testimonianza del rifiuto del dipendente a ricevere l′ordine o rilasciare ricevuta.

Ordine di servizio in busta chiusa:
Non ha nessun valore l′ordine di servizio recapitato nella buca delle lettere, in portineria, dai vicini, non potendosi dimostrare che il dipendente ne sia entrato in possesso in tempo utile a darvi corso. L′ordine di servizio deve comunque pervenire in anticipo al lavoratore. Il lavoratore non è tenuto a farsi reperire al proprio domicilio ad eccezione della disponibilità



Quanti ordini di servizio possono essere impartiti?

Non esiste un numero minimo di ordini di servizio ma se ne può contestare l′abuso, anche in funzione della questione mobbing, attraverso l′art. 7 del “Comitato per Pari Opportunità” che prevede misure per favorire effettive parità nelle condizioni di lavoro e di sviluppo professionale.

Per le pronte disponibilità il numero previsto è di 6 turni mensili. Per lo straordinario il limite annuo per

dipendente è di 180 ore (15 mensili).



Si può disattendere un ordine di servizio?

E′ sempre possibile disattendere un ordine di servizio quando comporta, per chi lo riceve, anche solo il rischio di commettere un reato penale. E′ poi possibile disattendere un ordine di servizio se vi siano motivazioni di carattere personale che impediscono al dipendente di ottemperarvi dando puntuale dimostrazione dell′impedimento. Quali impedimenti comprovabili?

Quelli collegati allo stato di necessità (art. 54 del C.P); Quelli collegati alla forza maggiore (art. 45 del C.P) esempio: rifiuto di rientrare in servizio in quanto in tale giorno affidato a se il figlio minore, senza alcuna possibilità di poterlo affidare a terzi e dovendo evitare il reato di abbandono di minore.



Quale è il limite massimo dell′allungamento dell′orario di servizio?

L′orario massimo giornaliero è fissato dall′art. 26 del CCNL 7/4/1999 in 12 h continuative. Se si turna su 8 ore, altre 4 ore in servizio. Il Dlgs 66/2003 stabilisce in 11 ore il riposo giornaliero continuativo, il che farebbe deporre per 13 ore di lavoro consecutive nelle 24 ore.



Gli infermieri hanno interesse di esporsi a responsabilità “delegate”?

Gli infermieri non dovrebbero avere interesse di esporsi a responsabilità penali “delegate” circa, ad esempio, l′abbandono di incapace a fronte del dovere di garantire assistenza infermieristica all′interno delle proprie U.O. Infatti, ai sensi degli artt. 16 e 17 del DPR 3/57 e art 28 del CCNL Comparto Sanità 95, hanno il diritto-dovere di non eseguire alcuna “palesemente illegittima” disposizione verbale né rinnovata per iscritto attinente alla richieste dei superiori gerarchici di abbandono, ad esempio, dell′unita operativa per lo svolgimento di mansioni inferiori.

Eventi


Manovra, Regioni: “Non bastano i soldi per la sanità, lo Stato intervenga”


Clicca per ingrandire 22/11/2021
Gli enti decentrati in audizione sulla legge di Bilancio: “Più spese a causa del protrarsi dell′emergenza”. Poi battono cassa anche sugli indennizzi per danni da trasfusioni o vaccinazioni

di U.S.V.
Non bastano i fondi stanziati per far fronte all′impatto sanitario della pandemia. Le Regioni arrivano in Parlamento e durante l′audizione in Senato sulla legge di Bilancio alzano la posta, evidenziando “un significativo scostamento sulla spesa sanitaria a causa del protrarsi dell′emergenza”, scostamento “attualmente non è coperto da finanziamenti in decreti emergenziali”.
Insomma, il piatto piange: secondo i calcoli dei governatori mancherebbero all′appello 2,2 miliardi di esborsi sostenuti. Dunque, c′è la “necessità di un finanziamento eccezionale per l′anno 2021 al fine di salvaguardare gli equilibri del sistema sanitario nazionale per garantire un livello di finanziamento corrispondente alla tipologia e al volume degli interventi emergenziali e di ripresa delle attività ordinarie”, spiegano gli enti locali in audizione. La scarsità di risorse, infatti, potrebbe mandare in disavanzo diverse Regioni: in quel caso scatterebbero i piani di rientro, con il rischio di un taglio dei servizi e un aumento delle imposte.
Gli enti decentrati si avvalgono dei numeri per dar forza al loro ragionamento e mettono in risalto che “il finanziamento del fabbisogno sanitario rispetto al Pil nel 2024 ritorna al livello ante Covid-19 (6,3% come nell′esercizio 2019)”, malgrado in termini assoluti la differenza sia di quasi 14 miliardi. Rispetto agli incrementi già previsti in manovra per il Fondo sanitario nazionale, inoltre, i governatori seminano qualche dubbio e puntano a “capire se l′incremento di 2 miliardi previsto per il 2022 è capiente rispetto alle spese già indicate negli articoli del Ddl e se permetterà di mantenere gli equilibri dei sistemi sanitari regionali nell′esercizio 2022 alla luce di come si chiuderà l′esercizio 2021, dell′andamento dell′epidemia nel 2022, dei costi aggiuntivi per il rinnovo del contratto a carico dei bilanci sanitari”.
Infine, le Regioni in Senato chiedono un contributo allo Stato anche sugli indennizzi dovuti alle persone danneggiate da trasfusioni, somministrazioni di emoderivati o vaccinazioni. “Sebbene sia previsto che le Regioni si facciano carico di anticipare le risorse, dal 2015 lo Stato non ha stanziato nulla”, dicono gli enti locali e aggiungono: “Si ritiene necessario almeno un cofinanziamento annuale alla spesa, vieppiù alla luce delle ultime sentenze sui risarcimenti” nelle quali “il Ministero della Sanità è condannato a risarcire i danni”.

Eventi


Il Nursind incontra l’assessorato alla Sanità della Regione


Clicca per ingrandire 18/11/2021
Nel primo pomeriggio di oggi, si è svolto l′incontro tra Nursind Piemonte e l′assessorato alla Sanità. Sono tanti e diversi i temi trattati: contratti a termine, concorsi, emergenza infermieristica, criticità delle Rsa e ulteriori fondi per il personale.“Secondo la direzione regionale alla sanità le aziende possono prorogare i contratti a termine per evitare il blocco dei servizi, tenendo anche conto delle eventuali graduatorie a tempo indeterminato ed i tetti di spesi assegnati, che secondo la direzioni sarebbero capienti - spiega Francesco Coppolella, segretario regionale di Nursind Piemonte - Su questo come Nursind abbiamo espresso qualche perplessità oltre a sottolineare quanto sia fondamentale non lasciare a casa personale che è stato importante. Non solo: abbiamo sollecitato concorsi a tempo indeterminato e ci è stato comunicato che, oltre a quelli già fatti e quelli in via definizione, a dicembre dovrebbe uscire il bando di che comprende molte aziende della città metropolitana”.
Emergenza infermieristica e criticità delle Rsa

Nursind ha anche chiesto per gli infermieri “un compenso di cinquanta euro all′ora per le prestazioni al di fuori dell′orario di lavoro, invece di trenta euro all′ora come previsto dall′attuale accordo regionale”.

Per quanto riguarda le Rsa, “le condizioni di lavoro e il trattamento economico spingono molti colleghi a lasciare giustamente quest′ambito lavorativo, partecipando a bandi e concorsi e con la conseguenza di lasciare scoperte queste strutture - continua Coppolella - D′altro canto non è pensabile poterli escludere da bandi e dai concorsi o trattenerli a vita. La coperta è corta. Una soluzione potrebbe essere, a nostro avviso, quella di convenzioni con le Asl che forniscono personale infermieristico attraverso prestazioni aggiuntive. Infine, abbiamo sollecitato la Regione a finanziare le aziende con fondi che non erano ancora stati stanziati ma previsti dalla precedente legge di bilancio. E su questo punto abbiamo ricevuto rassicurazioni”.

Eventi


NurSind: stato d’agitazione, indennità per infermieri svincolata da contratto o sarà sciopero


Clicca per ingrandire 15/11/2021
NurSind: stato d′agitazione, indennità per infermieri svincolata da contratto o sarà sciopero
Roma, 9 novembre 2021 - “La pazienza ha un limite e questo limite è stato abbondantemente superato. E′ da un anno, infatti, che gli infermieri aspettano l′indennità specifica che è già stata finanziata nella passata legge di Bilancio. Un ritardo che è destinato ad aumentare, visto che tale riconoscimento è stato vincolato alla chiusura del nuovo contratto, ancora purtroppo in alto mare”. Lo afferma in una nota il segretario nazionale del Nursind Andrea Bottega, annunciando “lo stato d′agitazione” della categoria.
“Siamo stati purtroppo facili profeti quando a dicembre scorso provammo in tutti i modi a sensibilizzare le istituzioni sul rischio di vincolare l′indennità alla contrattazione. Nessuno allora ci diede ascolto. E il risultato è sotto gli occhi di tutti: una discriminazione che dura da 12 mesi tra medici, che da gennaio 2021 hanno ricevuto l′indennità, e infermieri e restante personale sanitario, ancora in attesa”.
Gli infermieri, dunque, sono sul piede di guerra: “Con molta probabilità si ricadrà nello stesso errore, visto che fino ad ora il ministro per la Pa Renato Brunetta ha preferito non prendere in considerazione il nostro grido d′allarme e le nostre proposte. Una cosa è certa: in caso di mancato accordo - fa sapere il Nursind – dichiareremo una o più giornate di sciopero”.

“Sarebbe saggio, invece, con la quarta ondata alle porte, la necessità di recuperare le prestazioni sanitarie non erogate causa Covid, l′impossibilità di assunzioni e la necessità di ulteriori turni per coprire l′assenza del personale non vaccinato -incalza Bottega -, se il Governo non si voltasse dall′altra parte. Anche perché la soluzione è a portata di mano e, soprattutto, a costo zero”.
Trattandosi di risorse già stanziate a bilancio, è la proposta avanzata dal sindacato, “chiediamo che l′indennità specifica venga erogate direttamente dalla legge in modo da poterla ricevere al più presto, svincolandola dalla stipula del contratto di comparto. Sarebbe anzi – conclude Nursind - un ottimo viatico per alleggerire la discussione al tavolo e agevolare la chiusura della trattativa entro il primo semestre del 2022”.


Eventi


Infermieri: cambio compensativo e mobilità. Il NurSind offre un portale dedicato, il link


Clicca per ingrandire 28/10/2021
Infermieri: cambio compensativo e mobilità. Il NurSind offre un portale dedicato, il link
Vuoi riavvicinarti alla tua famiglia o andare a lavorare altrove?
Il NurSind mette a disposizione dei propri iscritti e non, un portale dedicato al cambio compensativo.
Il cambio compensativo è possibile per il personale sanitario pubblico dipendente.
Gratuitamente puoi iscriverti e ricercare un collega desideroso di prendere il tuo posto.
BUONA RICERCA!
(NB L′annuncio ha validità di 1 anno; dopo l′inserimento deve essere approvato; per qualsiasi problema invia mail a info@cambiocompensativo.it)
All′interno gli annunci di mobilità regione per regione.

Eventi


Come spostare i crediti ecm


07/10/2021
Per consultare e spostare i crediti ECM da un triennio all′altro, è necessario accedere al portale COGEAPS. Ecco il link per entrare:
https://application.cogeaps.it/login

NB: A partire dallo 01/10/2021 è stata disattivata la modalità di accesso classica, con username e password: l′area riservata sarà quindi accessibile esclusivamente con il proprio SPID.
Il servizio SPID il Co.Ge.A.P.S. si avvale del servizio MyID della Regione Veneto (Quindi niente paura, è tutto normale).
Non hai lo Spid? Crealo facilmente su molti dei portali a disposizione, fra cui molto velocemente sul sito delle Poste https://posteid.poste.it
Con l′identità digitale Spid puoi accedere a tutti i siti della pubblica amministrazione



https://www.facebook.com/767233060029797/posts/4413674908718909/?d=n
Video esplicativo

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Smart work


07/09/2021
La forma di lavoro da casa che abbiamo conosciuto in era pandemica è differente da quella prevista dal Governo Renzi con la legge n. 81 del 2017, che identificava il lavoro “agile” (c.d. smart working) come una forma di lavoro subordinato, caratterizzato dall′assenza di vincoli, orari o spaziali, e un′organizzazione per fasi, cicli e obiettivi, stabilita mediante accordo tra dipendente e datore di lavoro. Si tratta di una modalità che dovrebbe aiutare i lavoratori e le lavoratrici a conciliare i tempi di vita e lavoro, al contempo favorire la crescita della produttività e persino, se gestita bene con i tempi delle città, ridurre il traffico di auto.
Lo smart working previsto dalla norma e da numerosi accordi sindacali non è, quindi, lavoro da casa, ma un lavoro che si può svolgere in locali diversi da quelli aziendali, basato sull′alternanza tra il lavoro in ambiente esterno e quello svolto all′interno della sede aziendale. Inoltre, la citata legge identifica nel datore di lavoro il soggetto preposto a garantire la salute e la sicurezza del lavoratore che svolge la prestazione in modalità di lavoro agile, consegnando al lavoratore e al rappresentante dei lavoratori per la sicurezza, con cadenza almeno annuale, un′informativa scritta nella quale sono individuati i rischi generali e i rischi specifici connessi alla particolare modalità di esecuzione del rapporto di lavoro.
Ad oggi, grazie alle risorse messe a disposizione dall′Europa, si potrà riformare il sistema sanitario, nella direzione di uno sviluppo della salute territoriale e di prossimità, includendo naturalmente anche la prevenzione in ambito lavorativo con un′attenzione rivolta a forme di lavoro più moderne.
Parallelamente, sarà necessaria una adeguata preparazione della cittadinanza alla prevenzione, da conseguire attraverso una consona informazione sui corretti stili di vita: si parla di sana alimentazione, aderenza ai piani terapeutici, promozione e incentivazione allo svolgimento di controlli cardiocircolatori per lavoratori e lavoratrici anche attraverso la telemedicina. Inoltre, è opportuno prevedere protocolli tra le parti sociali che possano stabilire anche la possibilità di interruzione dell′attività lavorativa con momenti in cui svolgere movimento fisico.
Il tema della prevenzione è oggetto di approfondimento nell′ambito di un′indagine conoscitiva, attualmente in svolgimento presso la commissione Sanità, che mira a rivoluzionare l′approccio alla salute e al lavoro. Uno sviluppo della telemedicina sulla base di un nuovo modello, che avesse tenuto conto di una stretta correlazione tra l′attività del medico di medicina generale, i medici ospedalieri e medici del lavoro, avrebbe aiutato a prevenire l′insorgenza delle patologie già menzionate, a cui si aggiunge l′abuso di alcool – il cui consumo casalingo è aumentato del 250% durante la pandemia da Covid-19 (fonte: Istituto Superiore di Sanità).
L′impegno, dunque, sarà quello di costruire un mondo lavorativo a misura umana e, parallelamente, di ristrutturare e riorganizzare il sistema sanitario, tenendo conto anche delle implicazioni che la forma di lavoro in smart working ha sulla salute del lavoratore, sia in termini di qualità della vita che di prevenzione dell′insorgenza di patologie quali diabete, obesità e malattie cardiovascolari.
*Presidente della commissione Sanità del Senato

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Contratto. Infermieri anziani: dall'orario di lavoro flessibile alle aree professionali ad hoc.


30/08/2021
Secondo il “Profilo della Sanità 2019” dell′Italia pubblicato dall′OCSE e dalla Commissione Europea nel 2020, pubblicato sul sito della FNOPI, la maggior parte degli infermieri è concentrata nella fascia d′età tra 36 e 55 anni: 268.914. Ce ne sono poi, ai due estremi, 15.552 tra 20 e 25 anni, e 13.259 over 65.
I più “giovani” (con età anagrafica fino a 58 anni e anzianità professionale superiore a 30 anni) sono oltre 30 mila.
Gli infermieri ultrasessantenni (con anzianità professionale superiore a 30 anni) sono invece, poco più di 13 mila e gli infermieri fino a 28 anni si età, a rischio di sottoccupazione/disoccupazione, sono 39 mila. Infine, gli infermieri
ultrasessantenni che non hanno un'anzianità professionale oltre 30 anni, sono circa 25 mila.
L′età media degli iscritti agli Ordini è 45,6 anni, quella dei dipendenti del Ssn 50,49, con differenze marcatissime nelle Regioni dove il blocco del turn over è totale (in Campania tra iscritti all′albo e dipendenti ci sono 8,9 anni) e minori in quelle a Statuto speciale, che si comportano in autonomia (in Friuli Venezia Giulia la
differenza è 1,38 anni a sfavore dei dipendenti), seguite dalle Regioni Benchmark: in Emilia Romagna, Lombardia e così via.
Il problema dell′elevata età anagrafica in sanità, andrebbe affrontata su due piani: quello legislativo, prevedendo l′uscita anticipata dal mondo del lavoro, superando il vecchio concetto di lavoro usurante, legato al numero delle notti in un anno, e quello contrattuale, per quanto riguarda turni e orario di lavoro.
Idealmente le due cose potrebbero intersecarsi, se la contrattazione collettiva ponesse le basi, con norme adeguate agli istituti e queste norme a loro volta, lasciassero uno spazio significativo alle modalità applicative da gestire a livello aziendale, adeguandole ai contesti.
Posto, che fino ad oggi, a livello pensionistico, nessuna delle soluzioni prospettate ha mai risolto il problema dei professionisti Senior in sanità, è anche vero che 55 anni, non è pensabile come età pensionabile, ma è comunque un momento cruciale, nel quale diverse problematiche fisiche e personali possono intervenire.
Di seguito alcune proposte, che potrebbero essere affrontate a livello contrattuale, in merito alla collocazione dei Senior sanità:
Flessibilità nell′utilizzo dell′orario di lavoro, sarebbe utile creare un sistema, che a livello contrattuale, sia in grado di consentire delle tarature orarie diverse- progressiva riduzione dell′orario di lavoro, relativamente ai turni ed alle condizioni disagiate di lavoro, che possono essere differenziate a seconda dell′età del professionista.
Individuare delle aree professionali in cui impiegare i professionisti più anziani, selezionandone alcune cone tipicamente proprie del personale con un livello di anzianità alto, come ad esempio l′attività di tutoraggio. I professionisti anziani potrebbero essere utilizzati per il tutoraggio di giovani professionisti, senza che ci sia una diminuzione della loro partecipazione all′attività aziendale. Allo stesso tempo verrebbe riconosciuto loro un ruolo specifico, da riconoscere anche a livello contrattuale.
Utilizzare tutti gli strumenti di welfare aziendale e wellness organizzativo, introdotto a livello contrattuale.

Eventi


Sanità. Senza vaccino Covid, no al ricollocamento. Sospensione rinnovata di volta in volta


Clicca per ingrandire 25/08/2021
Chi rifiuta il vaccino non solo non può continuare a svolgere la sua mansione ma non può nemmeno essere ricollocato con un′altra funzione, anche inferiore, per la quale sia previsto l′obbligo del vaccino.
A stabilirlo tre ordinanze del Tribunale di Roma, sezione lavoro, le n. 79833-34-35/2021.

I fatti
A ricorrere al tribunale del lavoro, tre operatori sanitari, che agivano contro la società di servizi ospedalieri. Data la loro volontà a non vaccinarsi per il Covid, la struttura presso la quale lavoravano, li aveva sospesi per tre mesi e e sentito il parere del medico competente, ha deciso di rinnovare per loro il periodo di aspettativa non retribuita.

La motivazione del Tribunale
Il ricorso degli operatori sanitari viene respinto. Il giudice spiega – il vaccino è un′efficace e fondamentale misura di contenimento del contagio, «la somministrazione vaccinale è stata autorizzata per larghe fasce di popolazione, circostanza che esclude l′asserita natura sperimentale del vaccino anti-Covid» non essendovi, allo stato, «evidenze scientifiche che comprovino l′inadeguatezza dei vaccini in uso ed il rischio di danni irreversibili a lungo termine».
Ed ancora - chi rifiuta il vaccino non solo non può continuare a svolgere la sua mansione ma non può nemmeno essere ricollocato con un′altra funzione, anche inferiore, per la quale sia previsto l′obbligo del vaccino.
Le ordinanze del tribunale capitolino ricordano il duplice scopo dell′obbligo vaccinale in determinati settori (come quello sanitario, appunto), ovvero la tutela della salute pubblica e il mantenimento delle condizioni di sicurezza nell′erogazione delle prestazioni di cura e assistenza da parte degli operatori. Due obiettivi, spiega il giudice, che fanno del vaccino un requisito essenziale per lo svolgimento delle prestazioni in questione e un onere per i lavoratori, tenuti a questo punto ad adeguarsi a quest′obbligo.

Eventi


Prende il via il rinnovo contrattuale


Clicca per ingrandire 22/07/2021
E′ finalmente ai varchi di partenza il contratto che riguarda il comparto sanità.
Dopo l′avvio primaverile riservato ai dipendenti dei ministeri, stavolta tocca agli infermieri ed ai professionisti sanitari del comparto, il rinnovo contrattuale riguarda il triennio 2019.-21.
Dopo l′avvio delle trattative, è pronto per la bollinatura della Ragioneria generale, l′atto di indirizzo delle Regioni.

Cosa prevede la bozza dell′atto di indirizzo delle regioni
La bozza, così come riporta il Sole 24 ore, contiene alcune novità, sia nella parte economica che in quella normativa.
Per la parte economica, per il comparto sanità è stato stanziato 1 milardo e 16 milioni di euro a decorrere dal 2021, mentre per gli arretrati, ci sono rispettivamente 301 mili0ni di euro per il 2019 e 466 milioni di euro per il 2020.
Il calcolo pro-capite equivale ad un aumento lordo di 90 euro mensili, ai quali vanno ad aggiungersi i 335 milioni di euro stanziati per l′indennità di specificità infermieristica, previsti dalla legge 178/2020.

Relativamente alla parte normativa, è previsto un intervento sulla classificazione del personale, rafforzando specifici ruoli e posizioni non dirigenziali.
Secondo quanto riportato sulla bozza, il nuovo contratto dovrà rivedere l′architettura degli incarichi, prevedendo una struttura piramidale, con individuazione di un livello di incarichi più elevato da destinare alle posizioni che richiedano un′alta specializzazione e più elevati livello di autonomia e responsabilità gestionale, professionale e amministrativa.
La bozza affronta ancora il tema delle progressioni economiche, in cui si chiede di valorizzare maggiormente le competenze sviluppate all′interno del SSN.

Eventi


Rinnovato il direttivo provinciale Nursind


30/06/2021
In data 30 giugno 2021

In presenza del Segretario Regionale e delle Segreterie Provinciali del Piemonte Asti e Torino si è rinnovata la segreteria provinciale che rimane così composta:
Riconfermato Canetti Davide Segretario Provinciale
Segretario amministrativo Marchesano Silvana
Membri della Segreteria
Tiziano Liberatore - Mirabella Maria - Agnese Frongia
Si ringrazia inoltre la collega uscente dal Direttivo Marisa Farina per il lavoro svolto nel precedente mandato.

Eventi


Quale sanità ritroveremo a settembre


29/06/2021
#nursind #regionepiemonte
Sulla stampa odierna le dichiarazioni di Francesco Coppolella ,segretario regionale del Nursind.
"Quale sanità ritroveremo a settembre"

Eventi


I fondi per i vaccinatori sono finiti


Clicca per ingrandire 11/06/2021
Il sindacato degli infermieri: "I fondi per pagare gli straordinari agli infermieri vaccinatori sono finiti"
In una nota diffusa nel pomeriggio il Nursind attacca: "Difficile pensare di immunizzare tutta la popolazione andando avanti così"
Finiti i fondi destinati al Piemonte dalla legge di bilancio per il pagamento delle prestazioni aggiuntive agli infermieri che hanno aderito in modo volontario , al di fuori dell′orario di lavoro, alla somministrazione dei vaccini. Arrivata la conferma da parte delle Asl del Torinese con un comunicazione inviata alle organizzazioni sindacali. Una situazione tra l′altro comune a molte ASR.

Siamo preoccupati, poiché per poter proseguire con la campagna vaccinale, pare che saranno intaccati i fondi destinati ai tetti di spesa per il personale, riducendo ancora maggiormente la forza economica per dare luogo al potenziamento di professionisti sanitari che servono al Piemonte.

Ricordiamo che la legge di bilancio aveva messo a disposizione più di 7 milioni di euro, divisi poi per singola azienda, come da comunicazione regionale per remunerare infermieri e medici piemontesi che davano disponibilità a vaccinare al di fuori dell′orario di lavoro.

Nonostante la Regione non abbia ancora erogato questi soldi alle aziende e da molte parti le prestazioni erogate non sono ancora state liquidate ai professionisti interessati, sono già terminati. Diventa difficile pensare come poter andare avanti durante questa lunga estate per immunizzare tutta la popolazione.

Stiamo assistendo nuovamente alla completa mancanza di regia, di regole e di controllo da parte di un assessorato alla sanità incapace di coordinare e regolamentare qualsiasi cosa, ed oggi anche il ricorso a questo importante istituto che ha permesso e sta permettendo di somministrare migliaia di vaccini giornalmente e che ogni azienda sta regolamentando in maniera diversa, nei modi, nei tempi, nelle tariffe. Un Assessore più impegnato a nominare i nuovi manager e su come aumentargli lo stipendio, piuttosto che vicino alle criticità, agli infermieri e a tutti gli operatori sanitari.

Canetti Davide Segretario Nursind Cuneo

Eventi


Convocazione rinnovo direttivo provinciale


26/05/2021
Cuneo 26 maggio 2021

Con la presente si convoca la Segreteria Provinciale per il rinnovo dei membri stessi l′incontro si terrà il 30 giugno 2021
Ore 10.30 presso Il Ciotolo Enobar a Mondovì , Piazza Santa Maria Maggiore, 6c, 12084
Saranno presenti
I membri della segreteria provinciale , i delegati aziendali e i segretari Provinciali delle segreterie del Piemonte ,il Segretario Regionale Coppolella e per il Direttivo Nazionale Amerio .
Ordine del giorno
Ore 10 rinnovo direttivo provinciale
Ore 11 direttivo regionale
Ore 12 varie ed eventuali


Canetti D.
Segretario NurSind Cuneo

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NurSind. 30 mila euro di risarcimento ad ogni infermiere costretto a fare l’Oss


06/05/2021
“Un altro tassello che si aggiunge alla dura battaglia sindacale per la conquista dei diritti negati agli infermieri” così Salvatore Vaccaro, vice segretario nazionale NurSind definisce “una vittoria storica dal punto di vista del risarcimento del danno con quantificazioni che vanno ben oltre il 30.000 euro a dipendente per diversi dipendenti che da moltissimi anni vengono demansionati e sfruttati”
La sentenza, che vede soccombere in questo caso l′azienda Cannizzaro di Catania, “rappresenta una sonora sberla contro la filosofia demansionante delle aziende che da anni sfruttano gli infermieri non assumendo OSS o assumendoli in misura insufficiente.” Il Giudice del Lavoro del Tribunale di Catania dott.ssa Laura Renda, dopo l′udienza del 27/04/2021 (R.G 3190/2020) ha emesso la sentenza di risarcimento danni per demansionamento, conseguente alla mancata assegnazione esclusiva allo svolgimento di mansioni corrispondenti al profilo, in favore degli Infermieri iscritti al NurSind e difesi dall′Avv. Domenico De Angelis, che hanno fatto e depositato ricorso contro l′AO Cannizzaro.

Eventi


1 maggio 2021


Clicca per ingrandire 01/05/2021
1ºmaggio 2021. A tutti gli infermieri che da un anno e mezzo combattono in trincea senza tregua. In memoria degli 81 infermieri che sul campo hanno sacrificato la propria vita per quella degli altri, con addosso solo un sacco della spazzatura, vi hanno protetti senza nessuna armatura.
La redazione di InfermieristicaMente
NURSIND
#nursind #infermieri #COVID19 #1maggio2021

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Pensioni, Nursind: al personale sanitario stessi benefici dei militari combattenti


Clicca per ingrandire 30/04/2021
Ecco, nel dettaglio, la proposta del sindacato al Governo
di NS
“Al personale sanitario che da oltre un anno è impegnato direttamente a far fronte all′emergenza Covid, siano riconosciuti gli stessi benefici pensionistici già attribuiti ai militari combattenti”. E′ questa la proposta che lancia al Governo il Nursind, sindacato delle professioni infermieristiche. “Non è un′idea campata in aria – spiega il segretario nazionale Andrea Bottega -. Basta infatti guardare al numero di contagiati e alle conseguenze fisiche e psicologiche, rilevate da numerosi studi, quale effetto del carico di lavoro, per capire che in questa guerra contro il virus gli ‘eroi′ della Repubblica sono tutti coloro che come personale sanitario hanno combattuto e continuano a combattere in prima linea per sconfiggerlo”.
“Dopo la promessa tradita sul fronte dell′indennità specifica per gli infermieri in legge di Bilancio – incalza il sindacato – un intervento in questa direzione sarebbe davvero un segnale concreto di attenzione nei confronti della nostra categoria”.
Bottega, in una lettera che già il mese scorso ha inviato ai ministri competenti Roberto Speranza e Andrea Orlando e per conoscenza pure al presidente della Repubblica Sergio Mattarella, in qualità di capo delle Forze armate, ha anche dettagliato la sua proposta: “Benefici pensionistici nella misura di un anno ogni tre mesi di emergenza e con effetto retroattivo da marzo 2020”.
E′ scontato che tocca al Governo, eventualmente, individuare il percorso normativo da seguire, “ma è altrettanto scontato che lo strumento del decreto sarebbe il percorso più veloce per mettere in campo un ristoro di questo tipo. Anche per sanare – conclude il segretario – quella disparità di trattamento che è stata riservata proprio agli infermieri sul riconoscimento dell′indennità specifica, non esigibile come per i medici già da gennaio scorso, ma vincolata alla contrattazione che ancora è di là da venire”.

Eventi


25 aprile


Clicca per ingrandire 25/04/2021

Pensionati


Riforma pensioni: tutti a 67 anni! Chi si salva


04/04/2021
Riforma pensioni: tutti a 67 anni! Chi si salva

https://www.trend-online.com/pensioni-lavoro/pensioni-riforma-67-anni-ape-isopensione/?fbclid=IwAR2r9nF81ePUXA0DOPUnIXt11L0bsc1sYbpc-gUMkVjOPJeixZcNQe-wSf4
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Eventi


RINNOVO CONTRATTI PUBBLICI 2019-2021: DI QUANTO AUMENTERANNO GLI STIPENDI DEGLI INFERMIER


25/03/2021
PRIME STIME DEGLI AUMENTI DEGLI STIPENDI PER I COMPARTI DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE
Con il rinnovo dei contratti pubblici 2019-2021, ai lavoratori della Pubblica amministrazione arriveranno aumenti di stipendi da 91 a 128 euro a seconda del comparto di appartenenza, con un incremento medio dei cedolini del 4,07%. Arrivano, dunque, i primi conteggi dei sindacati sulle nuove buste paga dei lavoratori pubblici, dalla sanità ai ministeri, alla scuola. A breve, infatti, il ministro della Funzione Pubblica Renato Brunetta firmerà l'atto di indirizzo per il negoziato che verrà portato avanti dalle parti all'Aran, l'Agenzia pubblica che siede al tavolo delle trattative per il governo Draghi.
E sul tavolo finiranno, ovviamente, anche gli arretrati per i primi due anni di contratto, il 2019 e il 2020, e per i mesi del 2021.
Secondo le prime stime, con le risorse stanziate dal precedente governo Conte e da quello attuale di Mario Draghi, gli aumenti degli stipendi dei dipendenti della Pubblica Amministrazione si attesteranno da un minimo di 91 euro a un massimo di 128. Più dettagliatamente, il minimo sarà assicurato ai lavoratori delle amministrazioni locali per un totale di oltre 400mila lavoratori (con redditi annui di poco superiori ai 29.000 euro) ai quali andranno aumenti medi lordi di 91,21 euro, pari a un incremento annuo corrispondente alle 13 mensilità di 1.185,79 euro.

Ai lavoratori del Servizio sanitario nazionale (esclusi i medici che fanno parte del personale dirigente e per i quali vige una contrattazione separata) andranno 97,35 euro mensili in più per un incremento annuo degli stipendi di 1.265,57 euro.


STIPENDI PUBBLICA AMMINISTRAZIONE, GLI AUMENTI NEI MINISTERI E AGENZIE
Più contenuti sarebbero gli aumenti degli stipendi con il rinnovo dei contratti della Pubblica amministrazione dei circa 140 mila impiegati dei ministeri che hanno un reddito annuo di poco più di 30.000 euro: l'incidenza media del 4,07% produrrà un incremento in busta paga di 94,58 euro mensili, pari a 1.229,59 euro annui, comprensivi di tredicesima.
In virtù dei redditi più elevati, il 4% di aumento peserà di più per i lavoratori delle Agenzie fiscali (reddito annuo di 37.300 euro) ai quali andranno 116,76 euro in più in busta paga, pari a oltre 1.500 euro annui, e i lavoratori degli Enti pubblici economici che guadagnano circa 41.000 euro all'anno e che avranno di aumento 127,98 euro, pari a oltre 1.663 euro di incremento all'anno.

ARRETRATI 2019, 2020 E 2021 NEL RINNOVO CONTRATTI DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE
Gli aumenti di stipendio dei nuovi contratti sono considerati a regime: l'intenzione di Draghi e del ministro della Pubblica amministrazione Brunetta è quella di concludere la trattativa all'Aran entro la fine del 2021 in modo che gli aumenti effettivi figurino nei cedolini a partire dal 2022, se non prima.
In tal modo, ai dipendenti pubblici dovranno essere corrisposti gli arretrati per il triennio di rinnovo contrattuale e, dunque, quanto dovuto per gli anni 2019, 2020 e 2021. Ma sulle risorse, 3.750 milioni di euro messi sul tavolo dal governo per i nuovi contratti statali, sono da sbrogliare i principali nodi, a iniziare proprio dagli arretrati. Nel precedente rinnovo dei contratti, dal 2016 al 2018, la firma arrivò nei primi mesi del 2018 con il riconoscimento degli arretrati per i due anni precedenti pari a una tantum largamente inferiore agli aumenti delle buste paga a regime.

VOCI DA SOTTRARRE ALL'AUMENTO
Il secondo nodo del rinnovo dei contratti statali è rappresentato dalle voci che andrebbero in sottrazione rispetto agli aumenti pieni.
In particolare andrebbe sottratta l'indennità di vacanza contrattuale che i dipendenti pubblici stanno già percependo e che vale da sola 500 milioni di euro, e l'elemento perequativo, il bonus variabile da 20 a 30 euro introdotto proprio nel precedente rinnovo dei contratti pubblici per aumentare i redditi meno elevati e farli arrivare al minimo degli 85 euro mensili medi promessi dal governo. Inoltre, andrebbero sottratti anche i fondi del trattamento accessorio delle Forze di polizia e armate per 210 milioni di euro. Il totale delle sottrazioni arriverebbe a circa un miliardo di euro che, se diminuito ai 3.750 milioni di euro, rischierebbe di mangiare l'1,035% del 4,07% stabilito come aumento medio degli stipendi.Il che farebbe scendere gli aumenti medi calcolati in 107 euro sommando tutti i comparti della Pubblica amministrazione a soli 79 euro medi.


Adeguamenti retributivi specifici
La legge di bilancio 2021 ha previsto ulteriori stanziamenti di risorse, non destinati a rinnovi contrattuali ma a specifici settori della Pubblica amministrazione cumulabili col rinnovo contrattuale.

Per la sanità si parla in particolare di:

Indennità di specificità infermieristica 335 milioni di euro;
Indennità di tutela del malato e promozione della salute 100 milioni di euro;
Indennità di esclusività della dirigenza medica 500 milioni di euro.


Eventi


Cade il vincolo di esclusività per gli infermieri, cui prodest?


22/03/2021
Con l′approvazione del decreto Sostegni, per la prima volta, si infrange il muro dell′esclusività del rapporto di lavoro per la professione infermieristica, da sempre cucita addosso alla categoria. Peccato che il vincolo decada solo ed esclusivamente per la contingenza dell′emergenza Covid. E già su questo ci sarebbe tanto di dire, trattandosi di una questione che pure merita una profonda riflessione da parte del legislatore per consentire finalmente l′esercizio della libera professione agli infermieri del Ssn. Come del resto accade per i medici. Al di là di questo, vale comunque la pena fermarsi a riflettere sugli effetti del venir meno di questo vincolo sul piano pratico del contrasto alla pandemia.
Non mi sfuggono le finalità del dl sostegni e, quindi, l′obiettivo di voler allargare quanto più possibile il campo dei vaccinatori. Ma, paradossalmente, far decadere l′esclusività non è il mezzo per raggiungere il fine di averne di più. Almeno sul fronte degli infermieri. Insomma, questa misura sembra più che altro il classico specchietto per le allodole.
Cui prodest? Di certo non alla categoria. Quale convenienza ne trarrebbe sul fronte della remunerazione a somministrare i vaccini nelle farmacie piuttosto che negli studi medici o nelle aziende? Per fortuna almeno, grazie all′intervento Fnopi, si è corretta un′ulteriore stortura del testo, superando così l′errore esiziale del rapporto di lavoro in via esclusiva con le agenzie interinali. Ma non basta. Proprio perché le regole le detta il mercato, infatti, con una platea così estesa di vaccinatori, l′infermiere risulta per forza di cose “svalutato”.
Ben venga, invece, la strada scelta dalla regione Lombardia. Attraverso le risorse stanziate per le prestazioni aggiuntive, le aziende ospedaliere possono contare sugli infermieri al di fuori del loro orario di lavoro. Con un vantaggio non solo sul piano remunerativo ma anche assicurativo per la categoria.
La mission del governo di poter contare su sempre più vaccinatori, comunque, oltre al rischio anche in prospettiva di averne paradossalmente una diponibilità maggiore rispetto a quella della materia prima e cioè dei vaccini, sta portando alla ribalta anche un′altra questione: la falsa esigenza, a mio avviso, di uno scudo penale. Siccome ora a vaccinare è chiamato anche chi non l′ha mai fatto, tutti adesso chiedono questo strumento di tutela. Gli infermieri che vaccinano da sempre non hanno mai avuto uno scudo e si sono sempre assunti le responsabilità del loro operato. Ergo, sarebbe più logico che chi – tra medici, farmacisti e odontoiatri – non se la sente di somministrare le fiale non si facesse avanti.
Se il problema, poi, è il costo legale degli avvocati per le cause, basterebbe che lo Stato si facesse carico delle spese della difesa. In tal modo, non si porrebbero limiti alle indagini della magistratura sulle corrette modalità di somministrazione dei vaccini, ma si eviterebbe pure di instillare ancora più dubbi nei cittadini, dando adito a sospetti su una pericolosità dei sieri tale da giustificare la necessità di scudare i vaccinatori.
*Segretario nazionale Nursind

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Eventi


Corso fad 10 crediti


Clicca per ingrandire 20/03/2021
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#costruiamoituoidiritti #nursindinforma #nursind #infermieri #infermieriperinfermieri #pisanursind #nursindèunpassoavanti

Eventi


Condizioni lavoro piemontese


20/03/2021
#nursind #regionepiemonte
L intervista rilasciata in qualità di segretario regionale del Nursind Piemonte al tg rete 7 . L' attuale condizione di lavoro degli infermieri e situazione degli ospedali legati all emergenza covid.
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Eventi


Covid, infermieri: ospedali Piemonte al collasso, accelerare vaccini


15/03/2021
Gli ospedali del Piemonte "sono al collasso, un nuovo incubo per infermieri e operatori sanitari ormai stremati". A segnalarlo è il segretario regionale de Nursind (sindacato infermieri) Francesco Coppolella, che avverte: "Nelle centrali operative gli interventi hanno superato i massimi previsti, nei Pronto soccorso il sovraffollamento sta diventando ingestibile. Auspichiamo una vera accelerazione dei vaccini per non ricadere in questo incubo".
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Eventi


Congedi 13 marzo 2021


Clicca per ingrandire 13/03/2021
🔴Bonus baby sitter 2021 e congedo parentale: nuove regole per la richiesta - Decreto Legge del 13 marzo 2021, n. 3

➡️ È previsto per il lavoratore dipendente, genitore di figlio convivente minore di sedici anni, alternativamente all′altro genitore, la possibilità di svolgere fino a giugno 2021 la prestazione di lavoro in modalità agile:

➡️ per un periodo corrispondente in tutto o in parte alla durata della sospensione dell′attività didattica in presenza del figlio;

➡️ per tutta la durata dell′infezione da SARS Covid-19 del figlio;

➡️nonché per la durata della quarantena del figlio disposta dal dipartimento di prevenzione della azienda sanitaria locale (ASL) territorialmente competente a seguito di contatto ovunque avvenuto.

❎La richiesta può essere retroattiva e riguardare il periodo dal primo gennaio 2021 in poi.❎

Se la prestazione lavorativa non può essere svolta in modalità agile, il Governo concede al genitore lavoratore dipendente di figlio convivente minore di anni quattordici, alternativamente all′altro genitore, di astenersi dal lavoro per i suddetti periodi indicati.

Detto beneficio è riconosciuto anche ai genitori di figli con disabilità in situazione di gravità accertata (ai sensi della legge 5 febbraio 1992, n. 104, articolo 4, comma 1), iscritti a scuole di ogni ordine e grado per le quali sia stata disposta la sospensione dell′attività didattica in presenza o ospitati in centri diurni a carattere assistenziale per i quali sia stata disposta la chiusura.

❎ Congedi retribuiti al 50%

Sempre nel caso in cui non sia possibile lavorare in modalità agile, il Decreto Legge ha previsto la

➡️ corresponsione un′indennità straordinaria pari al 50% della retribuzione in favore dei genitori di bambini di età minore di 14 anni o con disabilità grave.

➡️ Congedo non retribuito per i figli tra 14 e 16 anni ma con divieto di licenziamento

➡️ Viceversa, per i genitori di figli di età compresa fra 14 e 16 anni non è contemplato alcun aiuto economico.

Possono però i genitori lavoratori astenersi dal lavoro, con divieto di licenziamento e diritto alla conservazione del posto di lavoro.

❎Bonus baby sitter per autonomi, medici e infermieri

Per i lavoratori autonomi, gli operatori sanitari, medici e forze dell′ordine, per i figli conviventi minori di anni 14, possono scegliere la corresponsione di uno o più bonus per l′acquisto di servizi di baby sitting nel limite massimo complessivo 100 euro settimanali.

Il bonus viene erogato mediante il libretto famiglia e può essere usato per i centri estivi e servizi integrativi per l'infanzia, servizi socio-educativi territoriali, centri con funzione educativa e ricreativa e servizi integrativi o innovativi per la prima infanzia.
Il bonus è altresì riconosciuto ai lavoratori autonomi non iscritti all′INPS, subordinatamente alla comunicazione da parte delle rispettive casse previdenziali del numero dei beneficiari. La fruizione del bonus per servizi integrativi per l′infanzia è incompatibile con la fruizione del bonus asilo nido.

Inoltre, il bonus può essere fruito solo se l′altro genitore non accede ad altre tutele o al congedo o al congedo Covid.

❎ Come richiedere il bonus baby sitter
Sarà l′INPS a stabilire le modalità operative per accedere ai suddetti benefici, che sulla base delle domande pervenute, provvederà al monitoraggio comunicandone le risultanze al Ministero del lavoro e delle politiche sociali e al Ministero dell′economia e delle finanze.

❎ Le domande saranno accolte in ordine cronologico. Infatti, nel Decreto si legge che l′INPS provvederà al monitoraggio del limite di spesa e qualora dal predetto monitoraggio emergerà che è stato raggiunto anche in via prospettica il limite di spesa, l′INPS non prenderà in considerazione ulteriori domande.

Eventi


4 sentenze a favore


Clicca per ingrandire 01/03/2021
Per Nursind quest'anno non è iniziato per niente male, finora tutte sentenze a nostro favore: 4 cause in primo grado al tribunale del lavoro; una al tribunale penale; 2 alla Corte di Cassazione. In particolare queste ultime due permetteranno agli infermieri di ottenere dei benefici economici. Unico sindacato del comparto sanità a non aver firmato il contratto abbiamo coerentemente portato gli interessi degli infermieri davanti al giudice. Attendiamo ancora che vengano calendarizzate in Cassazione le due cause sul rimborso della quota OPI. Nursind, il sindacato che costruisce i tuoi diritti con i fatti. E questo è possibile grazie all'adesione di molti infermieri. Uniti si vince! #AndreaBottega Segretario Nazionale NurSind

www.nursind.it

Eventi


Sentenza festività infrasettimanali personale turnista


Clicca per ingrandire 18/02/2021
NurSind

Come ben sapete la recente sentenza della Cassazione sezione lavoro del 25/01/2021 n. 1505, su una vertenza NurSind, ha ridefinito la corretta interpretazione della norma contrattuale del Comparto Sanità sul lavoro nei giorni festivi infrasettimanali da parte del personale turnista.

Al fine di recuperare quanto dovuto abbiamo predisposto dei moduli per le richieste del dovuto e per l'interruzione della prescrizione.

Le date da controllare per gli anni 2016/2020 sono:

• 1 gennaio Capodanno
• 6 gennaio Epifania
• Lunedì dell'Angelo (Pasquetta)
• 25 aprile Liberazione
• 1 maggio Lavoratori
• 2 giugno Repubblica
• 15 agosto Assunzione della Madonna
• 1 novembre Ognissanti
• 8 dicembre Immacolata
• 25 dicembre Natale
• 26 dicembre S. Stefano
• 31 dicembre (notte)
• Santo Patrono

ATTENZIONE
1. Le festività che cadono di DOMENICA non dovranno essere considerate.
2. La richiesta di pagamento è da inviare tramite PEC alla propria azienda protocollo@aslcn1.legalmailPa.it per la CN1
aso.cuneo@cert.legalmail.it per il. S.Croce
aslcn2@legalmail.it per la CN2

3. Il Santo Patrono è da specificare in base al PO di appartenenza
4. Per turno festivo si intende quello che cade nel periodo compreso tra le ore 22 del giorno prefestivo e le ore 6 del giorno successivo al giorno festivo.
5. Il pagamento può essere richiesto solo nei casi in cui nel mese di riferimento si è effettuato surplus orario.

Per ulteriori informazioni i rappresentanti sindacali NurSind sono a tua disposizione.


     

Eventi


Infermiere di famiglia. La proposta NurSind Piemonte diventa legge


Clicca per ingrandire 03/02/2021
L′ Art. 4 bis, del Disegno di Legge Regionale n.127, che prevede il potenziamento della figura dell′infermiere di famiglia, scritto e proposto dal NurSind Piemonte, è stato accolto e approvato nella seduta della IV commissione di ieri.

“L′art 4 bis che ha trovato spazio all′interno del disegno di legge Regionale n. 127 fornisce una risposta concreta al potenziamento del territorio, necessario e fondamentale per la nostra regione”, a dichiararlo è Francesco Coppolella, coordinatore regionale NurSind Piemonte

La regione Piemonte provvederà ad adottare un Piano di assistenza territoriale con la costituzione di servizi a gestione infermieristica nell′ambito distrettuale delle Aziende Sanitarie Locali attraverso l′introduzione dell′infermiere di famiglia e/o di comunità al fine di potenziare i servizi di assistenza territoriali e domiciliari che operano a livello comunitario, familiare ed individuale.

Un atto necessario a soddisfare quelli che sono i bisogni di salute dei cittadini e in particolare quelli dei soggetti fragili, gli anziani e le cronicità, mettendo in campo, strutture, risorse e competenze proprie della professione infermieristica. Una risposta anche agli accessi ospedalieri impropri attraverso misure di prevenzione, di cura, di monitoraggio e di riabilitazione.
Per NurSind questo è un risultato importante per la valorizzazione della professione ai vari livelli, un traguardo frutto di lotte ma anche e soprattutto di capacità e di confronto autorevole con le istituzioni - Risultato voluto, costruito e portato avanti dalla nostra organizzazione sindacale di categoria – afferma Coppolella- ora, lavoreremo per dargli concretezza.

“Finalmente, si è forse compreso quanto sia importante valorizzare le competenze infermieristiche per rispondere a bisogni di salute evidenti, un inizio importante per riorganizzare la nostra assistenza territoriale, tanto importante, quanto assente come ha dimostrato la pandemia- commenta il coordinatore regionale- adesso ci metteremo a disposizione per dare il nostro contributo e per rendere operativo il progetto legislativo”

“Ci aspettiamo altresì che le aziende diano corso al reclutamento degli infermieri per realizzarlo come già indicato dalla stessa regione, essendoci tra l′altro già le risorse economiche a disposizione” conclude il sindacalista.





Eventi


Biden nomina un’infermiera come massima autorità sanitaria degli USA


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La contrammiraglia Susan Orsega (MSN, FNP-BC, FAANP, FAAN) è stata scelta dall′amministrazione del presidente Joe Biden in qualità di Surgeon General, massima Autorità Sanitaria degli USA.

La collega si laurea come infermiera alla Towson University, nel Maryland, nel 1990, specializzandosi negli anni successivi come esperta in malattie infettive e patologie allergiche.

Laureata magistrale presso l′università militare USU Graduate School of Nursing Nurse Practitioner, viene coinvolta in numerosi progetti come quello sull′epidemia di HIV/AIDS, attraverso collaborazioni internazionali, in paesi africani, come il Sudafrica e il Mali, per l′Istituto Nazionale per le Allergie e le Malattie Infettive (NIAID), in altri paesi, come la Liberia e la Sierra Leone, in operazioni contro il virus Ebola.

Ha maturato una notevole esperienza in emergenza sanitaria pubblica, ad esempio coordinando team sanitari dopo l′11 settembre e altre 14 esperienze simili in dislocamenti umanitari in seguito a disastri nazionali e internazionali.

Ha ricevuto numerosi premi, quali il NIH Director's award (2002), l′Uniformed Services University (USU) Graduate of School of Nursing Alumni of the Year award (2015), l′HHS Secretary's Award for Distinguished Service (2016) e il Princess Muna Al Hussein Award dell′American Nursing Credentialing Center (2019).

È membro dell'American Association of Nurse Practitioners e dell'American Academy of Nursing.

Attualmente coordina il dispiegamento di forze su tutto il territorio degli USA per fronteggiare l′epidemia da COVID-19.

Inutile sottolineare quanto questa nomina sia motivo di orgoglio per tutto il corpus infermieristico e quanto la notizia ci debba spronare a fare sempre di più.

Anche sul nostro territorio credo sia possibile ambire a posizioni più prestigiose, ma è necessario lavorare su almeno due fronti:

Su di noi - attraverso la formazione continua, l′università, le società scientifiche, gli ordini professionali. E ancora: la carriera dirigenziale, l′impegno nella vita politica, il potenziamento del sindacalismo di categoria.
Sugli altri - lavorando a trecentosessanta gradi sull′immagine sociale, attraverso l′impegno sociale, gli incontri con gli studenti, con le famiglie, con i quartieri, con le parrocchie, con le associazioni. E ancora: attraverso le manifestazioni, le proteste, i flash-mob, gli scioperi, i presìdi.
Tante sono le cose che si possono realizzare fin da subito. Altre, sono da calendarizzare un pochino più avanti nel tempo. Ma alcuni atteggiamenti sono sicuramente da sospendere immediatamente, come ad esempio il vittimismo, l′autocommiserazione o il disfattismo.

Forza e coraggio!

Eventi


Vittoria del NurSind: il giudice dispone il pagamento delle ore festive


Clicca per ingrandire 28/01/2021
Ci sono argomenti che caratterizzano l′azione sindacale NurSind da ormai un ventennio.

Uno di questi argomenti riguarda l′annosa querelle sul pagamento delle ore prestate nelle giornate di festività.

Per i meno informati mi permetto una sintetica descrizione del fenomeno.

Le festività civili e religiose sono state introdotte nel nostro ordinamento dalle Leggi n. 260/1949 e n.90/1954 e dopo essere state ridotte di numero con la Legge n. 54/1977, sono ora le seguenti:

festività civili: 25 Aprile, 1 Maggio, 2 Giugno
festività religiose: 1 Gennaio, 6 Gennaio, Lunedì di Pasqua, 15 Agosto, 1 Novembre, 8 Dicembre, 25 e 26 Dicembre.
A queste festività va aggiunta quella del Santo Patrono, differente a seconda del comune in cui è ubicata l′attività.

Avrete notato che manca la Santa Pasqua, poiché questa cade sempre di Domenica e non può essere contemplata nel novero dei “festivi infrasettimanali”.

Ebbene: NurSind da sempre afferma che l′operatore che lavora nei suddetti giorni ha il diritto di vedersi riconoscere il pagamento delle ore lavorate, con l′aggiunta delle indennità oltre alla maggiorazione delle ore lavorate (vedi schema esemplificativo).

le Aziende Sanitarie italiane, per lo più, hanno sempre trattato i festivi infrasettimanali alla stregua di una qualsiasi domenica.

Giunge quindi a proposito un′importante vittoria del NurSind, presso il Tribunale di Milano, a favore del collega Nicola Fortunato, infermiere dell′ASST Santi Paolo e Carlo.

Questi ha richiesto (e ottenuto) il pagamento di 86 ore festive, con relative maggiorazioni, prestate negli anni antecedenti il 2016 presso l′anzidetta Azienda milanese.

Il successo è stato conseguito grazie all′ottimo lavoro dell′avvocato Domenico De Angelis e al supporto della locale segreteria NurSind.

“Si tratta di un importante passo avanti - afferma il Referente Aziendale NurSind dell′ASST Santi Paolo e Carlo, Paolo Toscano - e che sblocca una situazione che andava avanti da decenni. Consapevoli che questo problema accomuna molte aziende sanitarie metropolitane, siamo pronti ad intervenire nuovamente, anche in sede giudiziale, contro le errate interpretazioni e per il rispetto dei diritti dei lavoratori”.

Dopo la vittoria milanese del NurSind è giunta, a rafforzare tale interpretazione giuridica, anche la sentenza della Corte di Cassazione del 25 gennaio 2021, con l′ordinanza n. 1505, dove si afferma nuovamente il principio della legittimità al pagamento delle ore lavorate durante le festività infrasettimanali.
  

Eventi


Il pagamento della quota di iscrizione all’ordine infermieri spetta al datore di lavoro


Clicca per ingrandire 26/01/2021
La quota annuale di iscrizione all′Ordine degli infermieri è a carico del datore di lavoro, presso le cui strutture il dipendente infermiere lavora in regime di contratto di esclusività.

La struttura sanitaria deve anche sostenerne i costi di iscrizione. In altre parole, la tassa di iscrizione all′albo – obbligatoria e finalizzata all′esercizio professionale – grava sul datore di lavoro, in quanto gli infermieri sono da considerarsi dipendenti pubblici a tutti gli effetti, ed essendo anche tenuti all′iscrizione all′albo professionale, sarà quindi l′azienda sanitaria pubblica a dover fronteggiare i costi dell′iscrizione.
A stabilirlo è stata la sentenza della Corte d′Appello di Trieste, dando ragione a 215 infermieri che avevano presentato un ricorso al tribunale di Pordenone attraverso il proprio sindacato Nursind.
L′iscrizione all′albo degli infermieri è subordinata al godimento dei diritti civili, al possesso del prescritto titolo ed all′abilitazione all′esercizio professionale in Italia. Inoltre occorre avere la residenza o il domicilio o esercitare la professione di infermiere nella circoscrizione dell′Ordine.

Obbligo, quindi, di iscrizione all′albo e diritto al rimborso della relativa spesa da parte della Pubblica amministrazione in cui l′infermiere lavora a tempo pieno e indeterminato, ma soprattutto in regime di esclusività.

fonte nursetimes.org

Eventi


ECM 2020-2022. Quanti crediti devo acquisire? Sconti e bonus, ecco cosa cambia


Clicca per ingrandire 21/01/2021
Il 2020, segnato dalla pandemia, è stato un anno nero su qualsiasi versante. Le distanze sociali, i lockdown e la restrizione degli spostamenti, hanno inciso notevolmente sulla formazione continua; tutti gli eventi in presenza sono stati cancellati e la formazione a distanza ha stentato a decollare, se non per eventi legati direttamente al Covid.

Il 2021, non sembra cominciare sotto i migliori auspici, e probabilmente anche la formazione continua ne risentirà qualora la formazione residenziale non venga spostata per intero su piattaforma.

Per rendere sostenibile un triennio di per sé complicato vediamo quanti crediti ECM bisogna acquisire e le relative agevolazioni.

I crediti da acquisire per il triennio 2020-2022 sono 150: da questi vanno sottratti i 50 crediti bonus per i soggetti che abbiano continuato a svolgere la propria attività durante l′emergenza epidemiologica da Covid-19. Qualora nel triennio precedente, 2017-2019, siano stati acquisiti tutti i crediti previsti, vi è un ulteriore sconto di 30 crediti.

Al netto degli sconti e bonus previsti, l′obbligo formativo per il triennio 2020-2022 è di 70 crediti.



Il professionista può prendere visione della propria posizione formativa mediante l′accesso alla banca dati Cogeaps, (Consorzio Gestione Anagrafica Professioni Sanitarie) raggiungibile al link http://www.cogeaps.it . Qui, anche per quest′anno, è possibile ottenere un ulteriore sconto dell′obbligo formativo, che va da 10 a 30 crediti, tramite l′attivazione del Dossier Formativo, individuale o di gruppo.

Il Dossier formativo, è espressione della programmazione, dell'aggiornamento nel tempo e della coerenza della formazione/aggiornamento rispetto alla professione, alla disciplina, alla specializzazione ed al profilo di competenze nell′esercizio professionale quotidiano.

Costituisce lo strumento attraverso il quale il professionista sanitario programma e verifica il proprio percorso formativo alla luce del suo profilo professionale e della propria posizione.

Il Dossier Formativo è strumento idoneo a rilevare i bisogni formativi dei professionisti e contribuisce ad indirizzare e qualificare l′offerta formativa anche da parte dei provider.



Come stabilito dalla delibera della Commissione Nazionale per la Formazione Continua del 4 novembre 2016, i soggetti abilitati alla costruzione del Dossier Formativo Individuale sono tutti i Professionisti sanitari che, nel rispetto dell′obbligo formativo individuale ECM, vogliono programmare il proprio percorso formativo e vedersi riconosciuto un bonus, sull′obbligo formativo individuale triennale, nel rispetto di quanto stabilito dalla normativa vigente.

Il bonus, quale riduzione dell'obbligo formativo del singolo professionista, è quantificato nella misura massima di 30 crediti formativi, di cui 10 assegnati già nel triennio 2017-2019 per la costruzione di un Dossier Formativo.

I restanti 20 crediti di bonus saranno assegnati nel triennio successivo rispetto a quello in cui si è costruito il dossier, qualora il Dossier sia stato sviluppato nel rispetto dei 3 principi indicati:

Costruzione del Dossier;
Congruità del Dossier con il profilo e la disciplina esercitata;
Coerenza relativamente alle aree (pari ad almeno il 70%) tra il Dossier programmato e quello effettivamente realizzato.


ACCESSO DIRETTO ATTRAVERSO IL PORTALE Co.Ge.A.P.S.

Una volta registratosi sul portale del Co.Ge.A.P.S. e ottenute le credenziali di accesso al sito, l′utente risulta già abilitato alla creazione del Dossier Formativo Individuale.

Il seguente link permette l′accesso diretto al portale del Co.Ge.A.P.S.:

http://application.cogeaps.it/cogeaps/login.ot



Dopo essersi loggato, il professionista sanitario può inserire un nuovo Dossier Formativo cliccando prima su “Dossier Formativi Individuali” e poi su “Inserisci un nuovo dossier individuale”.

Nel dossier, le regole di soddisfacimento si basano in sostanza sull'acquisizione di crediti in aree e obiettivi formativi nella misura minima del 70% rispetto all'obbligo formativo individuale triennale. I crediti trasmessi al Co.Ge.A.P.S., vanno a compilare in automatico i dossier costruiti, senza l'esigenza di alcuna attività da attivare da parte del Professionista. Il soddisfacimento anche di uno solo dei dossier attribuiti al Professionista comporta l'acquisizione di un bonus per il triennio successivo.

Eventi


BANDO MOBILITA' VOLONTARIA


Clicca per ingrandire 18/01/2021
In esecuzione della determinazione n. 1491 del 22/12/2020 è indetto avviso pubblico per titoli e
colloquio di mobilità volontaria regionale e interregionale per la copertura a tempo indeterminato
di:
N. 1 POSTO DI COLLABORATORE PROFESSIONALE SANITARIO – INFERMIERE –
CAT D
MODULO BANDO

Eventi


Master e Formazione


Clicca per ingrandire 12/01/2021
Master e formazione
  

Convenzioni Piemonte


Nuova convenzione


Clicca per ingrandire 10/01/2021
Nuova convenzione
  

Eventi


Un anno difficile un anno di Lotte


Clicca per ingrandire 31/12/2020
#nursind #regionepiemonte
Un anno DIFFICILE. Un anno di LOTTE
NurSind la più GRANDE rappresentanza sindacale infermieristica in Italia,
SEMPRE al tuo FIANCO
Il nostro augurio per un futuro migliore senza dimenticare il passato
#aderiscialnursind

Eventi


Indennità specifica infermieri


Clicca per ingrandire 01/12/2020

Clicca per ingrandire 01/12/2020
Manovra, Nursind: “Non si annacqui l′indennità specifica degli infermieri

Roma, 1 dicembre - “Quella dell′indennità specifica infermieristica è una battaglia che portiamo avanti da mesi e che ci auguriamo non venga annacquata in Legge di Bilancio”. Lo afferma, in una nota, il segretario nazionale del Nursind Andrea Bottega. “Per arrivare a questo primo riconoscimento - continua - abbiamo a lungo sensibilizzato le forze politiche, anche con una pacifica e partecipata manifestazione in piazza Montecitorio lo scorso 15 ottobre. Questa indennità, dunque, è un primo passo importante per l′intera categoria perché ha un valore, più che economico, simbolico. Significa riconoscere l′infermiere quale unica figura professionale che garantisce la presa in carico e la continuità assistenziale tra i vari setting, come durante questa pandemia è emerso in tutta la sua evidenza”.
Nursind, quindi, torna a ribadire che “non si tratta di un′offesa, come pure qualcuno ha erroneamente pensato, nei confronti delle altre professioni. Non fosse altro perché la misura in manovra non è una conquista di oggi. L′indennità specifica per gli infermieri, tolta 21 anni fa, viene solo reintrodotta”.
“Siamo fiduciosi che, dopo la sensibilità dimostrata dal governo e da molti parlamentari nell′accogliere le nostre istanze - conclude Bottega -, non ci attendano soprese in manovra. Anche un mezzo ripensamento sarebbe, infatti, per noi un passo indietro clamoroso. Anzi, coltiviamo la speranza che questo esecutivo faccia un ulteriore sforzo per far sì che l′indennità possa essere erogata agli infermieri già dal primo gennaio, come è previsto per i medici. Siamo nel pieno di una seconda ondata, con personale stremato e ferie revocate, e un sostegno alla categoria sarebbe davvero di grande conforto”.

Eventi


NurSind regione Piemonte


Clicca per ingrandire 25/11/2020
I bandi per gli infermieri
“Non sono stati fatti i bandi per assumere nuovi infermieri, li stanno facendo adesso in emergenza”.

Così Francesco Coppolella, segretario Nursind Piemonte, ai microfoni del programma. Sono state raccolte inoltre diverse testimonianze di infermieri che si sono contagiati e che – mentre aspettano il risultato del tampone (che può implicare anche una decina di giorni di attesa) – devono continuare a lavorare, rischiando così di infettare i pazienti. E poi c′è la zona grigia, ovvero il luogo dove i pazienti aspettano tutti insieme il referto del tampone, rischiando quindi di contagiarsi nel caso fra loro ci fosse un positivo. Come testimoniano le immagini di Report non sempre è garantita una distanza sufficiente per scongiurare possibili contagi.
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Eventi


Coronavirus, l'Unità di crisi sospende le ferie a tutto il personale degli ospedali del Piemonte


Clicca per ingrandire 12/11/2020
Coronavirus, l'Unità di crisi sospende le ferie a tutto il personale degli ospedali del Piemonte
Ferie e recuperi ore cancellati a tutto il personale degli ospedali piemontesi. E' la decisione presa nelle ultime ora dal Dirmei e dalla Regione Piemonte, per far fronte alla carenza di medici e infermieri impegnati nella lotta contro il Coronavirus.

La sospensione sarà valida già a partire da domani, mercoledì 11 novembre, e durerà fino a nuova disposizione.

"Lo stato emergenziale determinato dalla Pandemia per il Covid 19 - si legge nella nota - necessità di un importante incremento del fabbisogno di personale sanitario in particolare, ma altresì di tutti gli altri ruoli, fabbisogno che costringe alla emissione di reiterati bandi di assunzione. Il fabbisogno trova causa anche nelle numerose assenze del personale per positività al Covid, assenze che causano difficoltà ed anche impossibilità della copertura dei turni".

Dura la reazione del Nursind, il sindacato delle professioni infermieristiche. "Ancora una volta a pagare per le incapacità di chi in questi mesi non ha mosso un dito saranno i dipendenti. Alla faccia delle oltre 2500 assunzioni dichiarate dall'Assessore Luigi Icardi".
Link

Eventi


Siamo alla frutta


12/11/2020
COMUNICATO STAMPA
NURSIND PIEMONTE
10.11.2020

Ci appelliamo al presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Il Piemonte é in ginocchio. Servono provvedimenti drastici e urgenti per tirarci fuori da un possibile quanto probabile collasso sanitario dichiara Francesco Coppolella, segretario regionale del Nursind, il sindacato degli infermieri.
Gli ultimi provvedimenti che il governo regionale sta emanando testimoniano che siamo con l acqua alla gola e presto saremo in balia degli eventi.
Abbiamo estremo bisogno di personale infermieristico. Solo una massiccia assunzione a tempo indeterminato immediata e in tempi brevissimi, senza passare dall iter burocratico di un concorso, può richiamare un migliaio di infermieri dall Italia e dall estero per arginare un fiume in piena che si sta abbattendo sulla nostra regione. Serve una forte cabina di regia che riprenda una situazione che ci sta sfuggendo di mano con inevitabili gravi conseguenze. L infermiere é risorsa indispensabile oggi per salvarci. Stiamo pagando a caro prezzo la scarsa visione programmatica regionale di questa grave criticitâ.  I bandi non danno risposte all esigenza e il rischio che il personale infermieristico rimasto presente senza un aiuto molli é elevato. Ci aspetta ancora un lungo periodo prima che gli effetti della chiusura incidino sui ricoveri. Se esponenti della Regione chiedono aiuto alle ong e chiedono di reclutare medici per fare gli infermieri rende ancor più forte l idea che bisogna agire in fretta sotto una supervisione nazionale.

Francesco Coppolella
Segretario Regionale
Nursind Piemonte.
Articolo

Eventi


Ospedali al collasso


Clicca per ingrandire 31/10/2020
L′ andamento esponenziale della curva epidemica è preoccupante.
“La crescita del numero di ricoveri ospedalieri è tale che tra pochi giorni supereremo quelli del picco di Aprile. Che gli ospedali siano prossimi al collasso è testimoniato dalla drammatica situazione dei Pronto Soccorso, con crescente difficoltà a ricoverare nei reparti di degenza.
La tendenza a saturare rapidamente le risorse umane ed i posti letto dedicati a Covid, la riduzione dell′assistenza per i pazienti Covid, per dirottamento di risorse ed energie su Covid impongono scelta rapide e decise”, lo dichiarano in una nota congiunta, Francesco Coppolella, segretario territoriale NurSind Piemonte e Chiara Rivetti, segretario regionale Annao Piemonte
I due sindacati chiedono che - con urgenza venga previsto l′allestimento di un′area modulare di degenza, con letti di Terapia Intensiva e Sub intensiva - e suggeriscono - di valutare l′area Lingotto Fiere , già fornita di dotazioni, spazi, ampia accessibilità e vicinanza alla Città della Salute o rivalutare le OGR. Sarà inoltre indispensabile l′istituzione di équipe dedicate e formate alla gestione clinica e dei DPI, da indirizzare al sito individuato. Nella fase 1 si era deciso, per le stesse ragioni, di aprire i letti alle OGR , poi chiusi dopo soli 100 giorni”.

Per NurSind ed Annao si potrebbe anche valutare la possibilità di unità modulari di terapia intensiva, adiacenti ma esterne agli ospedali (Conteiner modular Hospital) come quelli usati in Francia.
“A nostro avviso è urgente, mentre si cerca in parallelo di organizzare una adeguata risposta territoriale, risposta che avrebbe già dovuto esserci, considetato il tempo a disposozione, creare posti letto per assistere i malati . Purtroppo la colpevole carenza di personale, presuppone l′utilizzo di risorse professionali ai quali chiedere turni aggiuntivi che dovranno essere adeguatamente retribuiti”.
I due sindacalisti concludono: “abbiamo chiesto più volte questa estate come la regione e le aziende si stessero preparando, in particolare per predisporre posti letto e reclutare personale. I fatti di oggi dicono che si é fatto ben poco”.

Eventi


Il 15 ottobre a Roma la manifestazione degli infermieri


Clicca per ingrandire 08/10/2020
Il 15 ottobre a Roma gli infermieri manifesteranno così il proprio disagio in piazza del Popolo e Montecitorio. A rivendicare la valorizzazione di una professione bistrattata ci sarà chi ci crede davvero, chi sarà riuscito a liberarsi dagli impegni di lavoro (non è sciopero, non ancora). Per questo, mi rivolgo alla coscienza degli assopiti, a chi è convinto che darsi da fare non serva a nulla. Se si dimentica che ogni conquista ha avuto un costo; se si crede che i diritti vengano "concessi" dall′alto e non siano invece conquiste sindacali, gli infermieri rimarranno costretti in un angolo pieno di ragnatele; un "limbo" professionale indefinito e dal quale oggi risulta difficile uscire. non questa volta.

Maxi schermi uniranno le due piazze della protesta e delle proposte degli infermieri alla politica e al Governo e il rischio che la ragione del distanziamento non sia quella anti-Covid. Per ricordare ai politici le promesse fatte agli infermieri a Montecitorio: “non ci dimenticheremo di voi”. Nella legge di bilancio vogliamo vedere le risorse per la nostra valorizzaIone. Una professione salvavita va giustamente remunerata. A Roma il 15 ottobre Nursind ci sarà a rappresentare le richieste degli infermieri.

NurSind, scende in Piazza per affermare i propri diritti e per continuare la ventennale lotta di riconoscimento e valorizzazione della professione contro il demansionamento, per un'area contrattuale autonoma e il miglioramento delle retribuzioni.

Vi aspettiamo a Roma il 15 Ottobre in Piazza Montecitorio e Piazza del Popolo.

Canetti Davide
Segretario NurSind Cuneo

Eventi


Manifestazione 15 OTTOBRE ROMA


Clicca per ingrandire 18/09/2020
Ci sono ancora posti disponibili chiamare entro il 25 settembre massimo
Il seguente numero 3294058815
Si parte la sera prima ritorno nella notte del 15
Cena e pranzo a carico nostro
Possono partecipare anche i non iscritti

TORINO
ASL CITTA DI TORINO
Digirolamo Francesco
3289183235
CITTA DELLA SALUTE
Scozzafava Ortensio
3283996211
Scomersich Daniele
3479537038
ASO SAN LUIGI
Manzi Viviana
3333064771
ASO MAURIZIANO
Amerio Roberto
3477303020
ASL TO 3
De Vito Anastasia
3489041792
Scomersich Daniele
3479537038
ASL TO 4
Casà Nella
3209750539
ASL TO 5
Scomersich Monica
3383877758
ASTI
Montana Gabriele 3498668562
ALESSANDRIA
Lo Presti Salvo 3487730047
Pesce Francesco 3281112969
BIELLA
Esposito Mario 3286297996
CUNEO
Canetti Davide 3294058815
NOVARA
Amerio Roberto 3477303020
Francesco Coppolella 3272934757
VERCELLI
Paladini Antonella 3922434252
VERBANIA
Amerio Roberto 3477303020



Eventi


15 ottobre Manifestazione Nazionale Infermieri


Clicca per ingrandire
15 OTTOBRE
MANIFESTAZIONE NAZIONALE INFERMIERI.
TUTTI A ROMA, DAVANTI AL PARLAMENTO ITALIANO.

A seguito della comunicazione dell importante e storica iniziativa intrapresa dal nursind, la più grande rappresentanza sindacale infermieristica in Italia, molti colleghi ci stanno chiedendo la modalità di partecipazione.
A questo proposito nelle prossime settimane e man mano che ci avvicineremo vi invieremo tutto quanto é necessario sapere per poter partecipare.
Al momento, vi chiediamo di salvare la data e anche se manca ancora tempo di fare il possibile per tenervi liberi in modo da poter dare maggior forza alle nostre rivendicazioni anche dalla nostra regione.

Eventi


PREMIO COVID PIEMONTE QUANDO, QUANTO, COME E PERCHE’


Clicca per ingrandire 28/07/2020
PREMIO COVID PIEMONTE
QUANDO, QUANTO, COME E PERCHE′
Un travaglio lungo che si trasforma via via in qualcosa di diverso con una certezza che
dopo tanti proclami, sino ad oggi, nessuno ha visto un euro.

Andiamo con ordine. L′attesa premialità consisteva di due fondi, uno di 18 milioni di euro , stanziati dal governo nazionale per finanziare il lavoro straordinario e il disagio del PERSONALE SANITARIO direttamente coinvolto nella lotta al covid. Questi soldi, come noi avevamo proposto, potevano e dovevano essere eroganti già a giugno ma così purtroppo non è stato.
Ora, cosa prevede l′accordo che sta circolando rispetto a questi 18 milioni che con la divisione con la dirigenza sono diventati 13, 8 per il personale del comparto ?
Con la retribuzione del mese di settembre saranno corrisposte ai lavoratori interessati le indennità legate al disagio ed eventuali compensi per lavoro straordinario relativi ai mesi di marzo ed aprile.
Rispetto alle indennità ( intensiva, infettiva ), regna il caos, molte aziende le hanno già pagate, alcune in parte, altre ancora nessuna alla faccia dell′uniformità.
Rispetto invece al lavoro straordinario, risorse destinate al personale sanitario che l′accordo ha fatto diventare al personale interessato , possiamo dire che non sono state quantificate da parte delle aziende e quindi neanche da parte della regione il monte ore prodotto nei mesi indicati e quindi non comprendiamo con quale criterio sia stata fatta la distribuzione alle aziende.
Come e a chi saranno dati questi soldi? Noi temiamo che non arriveranno tutti al personale a cui erano destinati.

Veniamo ai 37 milioni di euro della legge regionale. Secondo l′accordo il 50% di questo fondo sarà erogato con la busta paga di settembre secondo le fasce di “rischio” stabilite nel precedente accordo regionale, il personale e i servizi del personale direttamente coinvolto saranno individuati secondo criteri stabiliti in azienda. Come ricorderete , noi avevamo indicato chiaramente come, a chi e con quali criteri.

Che fine farà il restante 50% ad oggi non è dato sapere, rinviato a data da destinarsi per il fatto che come ampiamente comunicatovi , la ragioneria dello stato ha fatto rilievi rispetto alla legittimità della cifra erogata e nonostante il governo ha formalmente dichiarato che non avrebbe impugnato il provvedimento, la regione Piemonte ha preferito aspettare una modifica normativa che non sappiamo quando e se arriverà.

L riflessione da fare è sempre la stessa. E′ evidente come agli infermieri non sarà proporzionalmente dato ciò che gli spetta rispetto a quello che hanno fatto durante questa pandemia. Questo purtroppo accade anche nella normalità.
Oggi più che mai è ancora più evidente come gli infermieri siano penalizzati nel comparto sanità. Oggi più che mai gli infermieri devono comprendere come sia necessario non delegare ad altri la loro rappresentanza.

E′ ora di pretendere un riconoscimento economico strutturale del nostro stipendio, delle nostre indennità, abbiamo bisogno di un contratto e un area di contrattazione differente. Sarà un autunno rovente, loro hanno dimenticato , noi non lo dobbiamo fare.

Eventi


Bonus Infermieri Regione Piemonte


Clicca per ingrandire 20/07/2020
Comunicati StampaCoronavirusNurSind dal territorioNurSind dal territorioPiemonte
“Leggiamo con stupore e incredulità le notizie che giungono dalla Regione Piemonte. Ciò che apprendiamo è di una gravità inaudita. Non possiamo accettare di essere presi per i fondelli. Non ci interessano le colpe. Vogliamo e pretendiamo chiarezza e subito altrimenti siamo pronti a scendere nuovamente in piazza in modo permanente questa volta”, a parlare è Francesco Coppolella, Coordinatore NurSind Regione Piemonte, che commenta il comunicato dell′assessore alla sanità Luigi Genesio Icardi.
Il comunicato stampa della Regione Piemonte
Nel comunicato stampa della regione Piemonte di martedì 7 luglio, l′assessore alla sanità Icardi dichiara come il mancato versamento del bonus Covid, nelle buste paga degli infermieri piemontesi, sia dovuto a cavilli burocratici derivati da provvedimenti del Governo.
Lo Stato avrebbe impugnato la legge regionale del Piemonte che distribuisce le risorse aggiuntive statali (18 milioni di euro) e regionali /36 milioni di euro), destinate all′incremento dei fondi contrattuali del personale del Servizio Sanitario regionale per l′emergenza Covid-19.
“Chi ha sbagliato si assuma tutte le responsabilità. Lo Stato chiarisca, la Regione pure, non si fanno cose avventate che tolgono anche la dignità a chi è stato in prima linea”, conclude Coppolella.


Convenzioni Piemonte


Olisticamente Centro Estetico


Clicca per ingrandire 23/06/2020
Mondovì, 23 giugno 2020
All′attenzione della segreteria Nursind
Siamo lieti di dare il benvenuto ai soci dell′associazione sindacale infermieri e cogliamo l′occasione per presentarVi la nostra offerta.
Presentando la tessera Nursind avrete diritto ad uno sconto pari al -10% su tutte le prestazioni che supereranno il valore complessivo di € 20.
Per avere maggiori informazioni riguardanti i trattamenti e gli orari del nostro Centro estetico potete contattare il seguente numero:
371.4197162.
Nella speranza che le condizioni siano di Vostro gradimento e nella certezza che questa nostra offerta verrà opportunamente pubblicizzata all′interno della Vostra struttura speriamo di condividere molti momenti di benessere.
Cordiali Saluti
Olisticamente
di Oreglia Silvia Piazzetta Besio 20 12084 Mondovì (CN) P.IVA 03878470040
  

Eventi


Via al taglio del cuneo fiscale: fino a 100 euro


Clicca per ingrandire 17/06/2020
Cedolini più sostanziosi per i lavoratori. Ma non tutti potranno goderne. Ecco chi può gioire. Le fasce di reddito. Come funziona e a quanto ammonta il bonus. Chi ne è escluso e chi ne gode di più

A luglio il taglio del cuneo fiscale (Ansa)

Luglio si avvicina e i lavoratori pregustano già la bontà di un cedolino più sostanzioso. Dal 1 del prossimo mese, in effetti, dovrebbero diventare reali i benefici del taglio del cuneo fiscale.
Ma quanto si ritroverà in busta il beneficiario?
Si parla di un aumento di 100 euro mensili per i redditi fino a 28mila euro. Per quelli da 28mila a 40mila euro invece il bonus non finirà direttamente in busta paga ma sarà trasformato in detrazione fiscale.

Bisognerà inoltre tener presente che: per i redditi da 28.001 fino a 35mila euro l′importo sarà di 80 euro. Per i redditi da 35.001 fino ai 40mila euro la detrazione andrà a decrescere fino ad azzerarsi con il reddito di 40mila euro.

Altra cosa fondamentale: la detrazione per redditi sopra i 28mila euro ed entro i 40mila sarà valida solo per il corrente anno. Quella per i redditi sotto i 28 mila euro sarà estesa anche al 2021.

Ma cos′è il cuneo fiscale e chi potrà usufruire di questa manna prevista dalla legge di Bilancio del 2020?

Cos′è
Per quanto riguarda la prima domanda, diciamo – semplificando – che viene definito cuneo fiscale il rapporto tra tutte le imposte relative al lavoro e il costo complessivo di esso.

Ovviamente più elevato è il cuneo fiscale e meno retribuzione avranno i lavoratori, mentre il datore di lavoro avrà più imposte da pagare per servirsi di quel determinato lavoro. E′ facile intuire, dunque, come la riduzione delle tasse in tema di lavoro sia un tassello importante per la ripartenza dell′economia, soprattutto in un periodo come questo.


Più soldi in busta paga (Ansa)
A chi spetta
Alla seconda domanda va fatta una premessa: col taglio del cuneo fiscale sparirà il cosiddetto Bonus Renzi (i famosi 80 euro), e a beneficiare del provvedimento, che consentirà di avere di più in busta paga, saranno prima di tutto i lavoratori dipendenti delle fasce reddituali più basse. Dovrebbe rientrare nel beneficio anche il lavoro a domicilio quando ricompreso a pieno titolo nella fattispecie del lavoro dipendente.

Chi resta fuori
A chi non spetta invece l′aumento? In linea di massima diciamo che sono fuori dagli effetti positivi i redditi superiori a 40mila euro. Inoltre non godranno delle disposizioni in merito (stando al Decreto Legge 03/2020) le pensioni e gli assegni equiparati, e quanto ricevuto al seguito di sentenza di condanna al pagamento di somme di denaro per crediti di lavoro.

Restano fuori anche i redditi da lavoro in cooperative, le borse di studio o di assegno, premio e sussidio. Esclusi inoltre somme e valori in genere, percepiti a qualunque titolo nel periodo d′imposta, da amministratori, sindaci o revisori di società, associazioni e altri enti con o senza personalità giuridica, per collaborazione a giornali, riviste, enciclopedie e simili, o partecipazione a collegi e commissioni.

Stessa cosa per i redditi da rapporti di collaborazione che riguardano prestazioni di attività svolte senza vincolo di subordinazione “a favore di un determinato soggetto nel quadro di un rapporto unitario e continuativo senza impiego di mezzi organizzati e con retribuzione periodica prestabilita, le remunerazioni dei sacerdoti e forme di previdenza per l′erogazione di trattamenti pensionistici complementari del sistema obbligatorio pubblico”.

Chi ci guadagnerà di più
Stando alle previsioni dovrebbero essere 16 milioni i dipendenti interessati dalla misura, ovvero quelli ricompresi nella fascia di reddito tra gli 8.175 euro e i 40mla euro. Ovviamente i lavoratori con reddito sotto gli 8.175 euro rientrano nell′orbita della no tax area.

Inutile sottolineare che per alcuni lavoratori dipendenti il beneficio reale sarà minimo, perché occorrerà ovviamente sottrarre gli 80 euro del bonus precedente. A guadagnare di più sarà la fascia dei redditi tra 26.601 euro e 28mila euro, i lavoratori cioè che negli anni scorsi non hanno fruito dello sconto Irpef ed ora potranno godere di un taglio di 100 euro.



Da Ansa e Tiscali Notizie

Eventi


Contratto sanità privata


Clicca per ingrandire 15/06/2020
https://www.facebook.com/100000513042931/posts/3624423660918033/


Ci auguriamo pertanto che i lavoratori sappiano guardare al di là di slogan roboanti, che non si lascino abbindolare da una propaganda mistificatoria, che rigettino la pre-intesa ai mittenti- continua la Iannuzzi - i lavoratori della sanità privata non meritano di sottostare a cieche logiche di mercato in cui sono visti solo come un costo, non meritano di essere sempre quelli da sacrificare.

Eventi


UN TRENO LUNGO 100 METRI - NURSIND


Clicca per ingrandire 08/06/2020
Torino, la protesta degli infermieri si sposta con un "treno" di camion lungo centro metri. Oggi e domani percorreranno le vie del centro della città e raggiungeranno i maggiori ospedali della città.

Le immagini delle piazze in cui #nursind stamattina era presente con i camion e i rappresentanti sindacali.
#nursind #nursindpiemonte #ilsindacatodegliinfermieri #regionepiemonte
              

Eventi


Un TRENO lungo 100 metri per RICORDARE


Clicca per ingrandire 07/06/2020
NurSind Piemonte 07.06.2020

INFERMIERI
Un TRENO lungo 100 metri per RICORDARE
allo Stato di mantenere le PROMESSE e ONORARE gli impegni presi con INFERMIERI e CITTADINI

Dieci camion, lunghi dieci metri, formeranno un treno lungo cento metri che percorrerà per tutto il giorno le vie del centro della città e i corsi piu′ importanti nella giornata di lunedì 08.06.2020 e davanti a tutti gli ospedali nella giornata di martedi 09.06.2020.
I dieci camion mostreranno su ambo i lati manifesti a vela 6 x 3 che ricorderanno allo stato di mantenere le promesse fatte, di onorare un impegno preso con i cittadini italiani ai quali anche ci rivolgiamo, scendendo direttamente nelle strade.
Il primo flash Mob organizzato dal Nursind proprio a Torino in data 20.05.2020 che tutti ricordano, ha innescato una serie di proteste della categoria infermieristica in tutte le piazze Italiane segno che la misura è colma. Il Nursind , la piu′ grande rappresentanza sindacale infermieristica italiana stà portando avanti manifestazioni in tutte le piazze Italiane, da Torino, Ancona, Firenze, Genova, a quelle in programma a Milano, Bologna, Perugia, Pescara, fino a Bari e Palermo.
Non ci interessano bonus e premialità che pure sarebbero dovuti arrivare, chiediamo di poter rivedere la nostra struttura contrattuale, le nostre condizioni di lavoro per riconoscere e valorizzare la professione, garantire la tutela dei diritti che devono essere esigibili anche per noi, esigere una assistenza al cittadino sicura e dignitosa. In termini pratici, rivedere i nostri stipendi e le nostre indennità, rivedere le norme che regolano il nostro rapporto di lavoro attraverso una contrattazione separata dal comparto sanità, vista la peculiarità e la specificità della nostra professione, rivedere le dotazioni organiche e le modalità organizzative.
I camion partiranno da Torino porta nuova alle ore 10.00 per giungere in piazza Vittorio Emanuele alle 10.15 da dove partiranno alle ore 10.30 per Via PO e tutte le piu′ importanti vie e piazze di Torino.
Non ci fermeremo qua, daremo degna rappresentanza agli infermieri italiani il cui valore non è mai stato riconosciuto nonostante quello che hanno fatto oggi, facevano ieri e faranno domani.

Francesco Coppolella
Segreteria Regionale
NurSind Piemonte

Eventi


Per non dimenticare


Clicca per ingrandire 04/06/2020
#infermieri #medicina #politica #valutazione #focus #studio #formazione #concretezza #istruzione #medici #aggressioni #picchiateme #nonsonounbersaglio #sanità #salute #benessere #health #trattamento #sicurezza #personalesanitario #lavoro #università #meded, #prevenzione #nursindèunpassoavanti #costruiamoituoidiritti #coronavirus #proteggimiperproteggerti
           

Eventi


Flash mob a livello Italiano


Clicca per ingrandire 03/06/2020
NurSind ha organizzato il 1^ flash mob in Italia, in Piemonte, ed esattamente a Torino, senza sfruttare l′ombra di nessuno.
NurSind NON NE HA BISOGNO e continua, COME FA DA ANNI, a rappresentare nelle varie sedi istituzionali, e nelle PIAZZE, le rivendicazioni degli INFERMIERI.
Lo ha fatto in PASSATO, lo sta facendo ORA e lo farà in FUTURO.
Il NurSind è l′unica scelta possibile per la COMPETENZA, COERENZA e COSTANZA!
#costruiamoituoidiritti
#NurSindènpassoavanti
#NurSind il #Sindacato degli #Infermieri
                          

Eventi


Tassa iscrizione dell’ordine


Clicca per ingrandire 30/05/2020
Nursind continua la battaglia affinché sia l′azienda a pagare la tassa dell′iscrizione all′ordine. Gianluca Altavilla, segretario NURSIND Pordenone segna un altro punto a favore degli infermieri.
Sentenza d′appello favorevole.
Ancora NON è fatta, aspettiamo la Cassazione a cui sicuramente l′azienda di Pordenone si rivolgerà. #Staytunedtonursind

http://www.infermieristicamente.it/articolo/12113/sanita:-nursind,-bene-corte-appello-trieste,-iscrizione-ad-albo-infermieri-a-carico-datore- — con Pietro Michele Gallo e altre 5 persone.

Eventi


Nursind Piemonte incontra l'assessore Icardi


Clicca per ingrandire 26/05/2020
E′ stata presentata questa mattina da parte di Nursind, Piemonte in un incontro con l'assessore regionale Icardi, la proposta per stabilire i criteri di ripartizione del fondo destinato alla premialità del personale del comparto sanità.

"Abbiamo incontrato l'assessore alla Sanità Icardi e il direttore regionale Aimar, ai quali abbiamo potuto presentare la nostra proposta per la ripartizione dei 41 milioni di euro da destinare agli operatori del comparto sanità della nostra regione", ha spiegato il sindacato infermieristico in una nota. "Si è trattato di un tavolo separato dagli altri sindacati, che hanno chiesto alla Regione di escluderci dai loro incontri in quanto non firmatari del contratto".

"Riteniamo di aver portato le istanze della prima linea, l′unica prima linea che ha permesso al Piemonte di gestire ed uscire da questa emergenza. Abbiamo chiesto come pregiudiziale di premiare in maniera prevalente chi si é occupato dell′ assistenza diretta, della presa in carico del paziente e della continuità assistenziale, erogando il 90,24% del fondo, 37 milioni dei 41 previsti, ai 23007 infermieri e 6009 oss per un totale di 29016 unitá, il 63% del personale del comparto".

"Una indennità legata alla presenza, con una percentuale di differenziazione tra i servizi più a rischio e quelli meno, senza escludere chi si é ammalato per via del covid. Per il restante personale sanitario e tecnico, 9073 unità, destinare 8,5% del fondo, 3,5 milioni, premiando maggiormente chi ha effettuato prestazioni dirette sui pazienti. Infine, per 6462 unità di personale amministrativo destinare l′ 1,2% del fondo, 500 mila euro con una media pro capite di circa 70 euro, premiando maggiormente chi ha lavorato nei reparti e servizi a contatto diretto con i pazienti e/o con l′utenza".

"Questa è il perimetro della proposta che abbiamo avanzato e che chiediamo di accogliere per riconoscere una giusta premialità a chi ha vissuto maggiormente rischio e disagio e chi del paziente se ne occupato direttamente, integralmente e continuamente. Inoltre, abbiamo chiesto per i prossimi anni, risorse aggiuntive regionali per il personale, di intervenire sulla questione della cumulabilitá delle indennità e ricordato che molte aziende non hannuo ancora approvato un piano di ferie estive", ha concluso il Nursind Piemonte.

Eventi


Alcuni servizi Nursind


Clicca per ingrandire 23/05/2020
📣è questo il momento di dare FORZA E SOSTEGNO AL SINDACATO DI CATEGORIA CHE SI è SEMPRE BATTUTO PER I NOSTRI DIRITTI...💪basta piangerci addosso 😭siamo infermieri per gli infermieri prendiamo consapevolezza che solo UNITI 🤝TUTTI INSIEME POSSIAMO CAMBIARE LA NOSTRA CONDIZIONE...😃se restiamo sempre nell'angolo e facciamo firmare contratti SVILENTI 🥵a sindacati che nn ci rappresentano e che non danno valore alla professione infermieristica...NULLA CAMBIERA' PER NOI...MA IO VOGLIO CREDERE CHE NN SAREMO COSì INELUTTABILMENTE...LA RUOTA DI SCORTA...*FATE LA DIFFERENZA ISCRIVETEVI AL SINDACATO NURSIND*👍
http://www.nursind.it/iscrizione.html
WWW.NURSIND.IT
                          

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Decreto rilancio


Clicca per ingrandire 21/05/2020
Decreto rilancio

Eventi


20 maggio Flash mob Nursind Torino


Clicca per ingrandire 20/05/2020

A quei sindacati che dicono che non si possono rappresentare gli infermieri se non si firmano contratti NON dignitosi.

Per quei sindacati che scrivono alle aziende e alle regioni, per non far partecipare Nursind ai tavoli contrattuali.

Nello foto ecco i colleghi piemontesi convocati dal Presidente della Regione dopo la manifestazione di piazza per denunciare il trattamento riservato agli infermieri “eroi” nell′emergenza covid.
Si può fare sindacato VERO anche senza firmare contratti che penalizzano gli infermieri
NURSIND è il sindacato VERO

⭕️"Chiediamo il giusto risarcimento per gli infermieri. Ricorderemo alle istituzioni i nostri morti, i nostri ammalati, le nostre ferite. Chiediamo rispetto delle promesse fatte"
👉Ecco le foto ed i video del Sit-in Nursind Piemonte
#infermieri #medicina #politica #valutazione #focus #studio #formazione #concretezza #istruzione #medici #aggressioni #picchiateme #nonsonounbersaglio #sanità #salute #benessere #health #trattamento #sicurezza #personalesanitario #lavoro #università #meded, #prevenzione #nursindèunpassoavanti #costruiamoituoidiritti #coronavirus #proteggimiperproteggerti
              

Eventi


Infermieri, eroi già dimenticati


Clicca per ingrandire 19/05/2020
Domani in piazza Castello sit-in promosso dal sindacato Nursind. "Commemoriamo i nostri caduti, ma ricordiamo anche a Governo e Regione le promesse e gli impegni. Siamo stanchi di essere presi in giro". Chiesto un incontro con il presidente Cirio
Sono stati commessi errori molto gravi fin dall′inizio dell′emergenza, come quello di non applicare la quarantena al personale sanitario che presentava sintomi dell′infezione, provocando così pesanti conseguenze di contagio negli ospedali. Un errore che, in alcune aziende sanitarie, viene perpetuato anche adesso dopo l′esito positivo dei test sierologici e in attesa del tampone”.

Non c′è solo questo, ovvero il rimarcare sbagli nella gestione dell′emergenza come fa il segretario regionale del sindacato Nursind Francesco Coppolella, tra gli eroi presto dimenticati come si definiscono non a torto gli infermieri. Eroi dimenticati è lo slogan amaro scelto per la manifestazione che si terrà domani dalle 9 a mezzogiorno in Piazza Castello.
Dimenticati nei fatti, dopo tante parole. Le promesse fatte sull′onda dell′emozione sembrano essere svanite, “quando gli ospedali erano strapieni e si contavano i morti a decine, centinaia, ogni giorno, era un coro di politici a promettere una revisione degli stipendi, adesso quasi non se ne parla più”, osserva il sindacalista alla vigilia di una manifestazione che sarà anche commemorazione degli oltre quaranta infermieri che nel Paese hanno lasciato la vita in questi mesi di impegno senza sosta contro il virus.

“Ricordiamo i nostri caduti, ma ricordiamo anche a Governo e Regione le promesse e gli impegni”. Un sit in, nel pieno rispetto delle regole, quello di domani, che il sindacato degli infermieri auspica possa vedere un incontro con il presidente della Regione Alberto Cirio. “A lui vorremmo ricordare come debba essere accelerata la trattativa del comparto a livello regionale che sta andando per le lunghe. Siamo stanchi di essere presi in giro, anche se ci chiamano eroi”.

Eventi


Un documento confusionario dall'Unità di Crisi per la gestione della Fase 2


Clicca per ingrandire 17/05/2020
In data 29 aprile l′unità di crisi ha inviato alle aziende la bozza delle indicazioni per la gestione della fase due. Accesso e dimissioni nelle strutture sanitarie ospedaliere e territorili ed in particolare ai percorsi di accesso interno alle strutture. Secondo questo documento le asr dovranno predisporre, ove possibile percorsi e settori differenziati di accoglienza e di degenza per pazienti Covid, per paziente sospetti ( aree grigie ) e pazienti no covid nell′ambito dei singoli presidi. E′ forte la preoccupazione che di fronte ad indicazioni generiche che lasciano poi alle aziende l′organizzazione di attenersi alle stesse, possa replicarsi il modello di gestione della prima fase. Già l′utilizzo del condizionale e la dicitura “ove possibile “ non è rassicurante. I percorsi e i settori differenziati, si ribadisce nel documento , compreso quelli per sospetti covid, dovranno essere singolarmente nei percorsi e nei settori dedicati fino a definizione dello status.
Ci sfugge e ci preoccupa ancora il significato di “ per quanto possibile “

Il documento dice inoltre che in caso di impossibilità si provvede ad isolamento di coorte e in caso di esurimento dei posti, i sospetti potranno essere collocati in altri settori no covid in base alla probabilità stimata di infezione.
Quelli con una più alta stimata possibilità di infezione potranno invece essere sistemati in aree covid cercando di garantire la separazione dai pazienti covid accertati.

Siamo preoccupati da come saranno gestite le stimate infezioni.
Canetti Nursind: Non è difficile immaginare quali saranno le più svariate soluzioni che i vari presidi tenteranno di adottare interpretando indicazioni che sembrano essere più di una fase emergenziale, atti a tamponare, invece che di una fase di riorganizzativa e di stabilità gestionale del contagio.

Se questa è la premessa per la gestione della seconda fase da parte dell′unità di crisi ci troveremo nuovamente a fronteggiare le più svariate criticità di ogni singola azienda con la speranza che il virus abbia perso la sua forza.

Questi percorsi, secondo il documento inoltre dovranno essere individuati secondo tre livelli di valutazione del paziente
1 livello: attraverso una valutazione clinica ed epidemiologica
2 livello: attraverso una diagnostica per immagine di base (eco o rx torace) e laboratorio di base
3 livello: diagnostica di immagine avanzata (tac torace) e test virologici RT-PCR per la ricerca del sars-cov-2 ( tampone) premesso che il 1º livello ed il 2º livello vengono esplicitamente indicati come competenze del dea, più lacunosa invece è l′indicazione su chi debba ottemperare e gestire il 3º livello di valutazione.

La preoccupazione di non trovare letti nei reparti inoltre, comporterà inevitabilmente un imbuto e un assembramento di pti che a causa dei limiti strutturali talvolta diventerà impossibile separare in ambienti diversi con il rischio elevato di contagio.

Un documento confusionario che quasi certamente porterà a ad avere pazienti covid positivi e /o sospetti in agni reparto per liberare il Dea che presto torneranno a riempirsi. Forse bisognerebbe attrezzarsi decicando interi presidi, strutture e aree, trovando soluzioni adeguate per ogni singola azienda con investimento di risorse.

Non ci convince questo modello organizzativo che di fatto lascia nuovamente le aziende fare un po come meglio si può, limitandosi a dare indicazioni abbastanza scontate con indicazioni delle regole e non le soluzioni che come pensiamo non saranno trovate e non saranno sufficientemente adeguate in molti luoghi.

Coppolella Francesco
Canetti Davide
NURSIND PIEMONTE

Eventi


Comunicato stampa regione Piemonte


Clicca per ingrandire 15/05/2020
Torino li, 15 Maggio 2020

COMUNICATO STAMPA

UN DOCUMENTO CONFUSIONARIO DALL′UNITA′ DI CRISI PER LA GESTIONE DELLA FASE DUE

In data 29 aprile l′unità di crisi ha inviato alle aziende la bozza delle indicazioni per la gestione della fase due. Accesso e dimissioni nelle strutture sanitarie ospedaliere e territorili ed in particolare ai percorsi di accesso interno alle strutture.

Secondo questo documento le asr dovranno predisporre, ove possibile percorsi e settori differenziati di accoglienza e di degenza per pazienti Covid, per paziente sospetti ( aree grigie ) e pazienti no covid nell′ambito dei singoli presidi.
E′ forte la preoccupazione che di fronte ad indicazioni generiche che lasciano poi alle aziende l′organizzazione di attenersi alle stesse, possa replicarsi il modello di gestione della prima fase.
Già l′utilizzo del condizionale e la dicitura “ove possibile “ non è rassicurante.

I percorsi e i settori differenziati, si ribadisce nel documento , compreso quelli per sospetti covid, dovranno essere predisposti , ove possibile nei DEA/PS, nelle OBI, nei reparti di degenza, nei reparti di degenza, nelle sale operatorie, nei servizi diagnostici e negli ambulatori.

Come si stanno organizzando le aziende? Dove non è possibile attuare tale indicazione quel è la soluzione? Domande che restano senza risposte nonostante sia iniziata una fase successiva.

Ancora, i pazienti sospetti covid, dovranno, per quanto possibile essere isolati singolarmente nei percorsi e nei settori dedicati fino a definizione dello status.
Ci sfugge e ci preoccupa ancora il significato di “ per quanto possibile “

Il documento dice inoltre che in caso di impossibilità si provvede ad isolamento di coorte e in caso di esurimento dei posti, i sospetti potranno essere collocati in altri settori no covid in base alla probabilità stimata di infezione.
Quelli con una più alta stimata possibilità di infezione potranno invece essere sistemati in aree covid cercando di garantire la separazione dai pazienti covid accertati.

Siamo preoccupati da come saranno gestite le stimate infezioni.

Non è difficile immaginare quali saranno le più svariate soluzioni che i vari presidi tenteranno di adottare interpretando indicazioni che sembrano essere più di una fase emergenziale, atti a tamponare, invece che di una fase di riorganizzativa e di stabilità gestionale del contagio.

Se questa è la premessa per la gestione della seconda fase da parte dell′unità di crisi ci troveremo nuovamente a fronteggiare le più svariate criticità di ogni singola azienda con la speranza che il virus abbia perso la sua forza.

Questi percorsi, secondo il documento inoltre dovranno essere individuati secondo tre livelli di valutazione del paziente
1 livello: attraverso una valutazione clinica ed epidemiologica
2 livello: attraverso una diagnostica per immagine di base (eco o rx torace) e laboratorio di base
3 livello: diagnostica di immagine avanzata (tac torace) e test virologici RT-PCR per la ricerca del sars-cov-2 ( tampone) premesso che il 1º livello ed il 2º livello vengono esplicitamente indicati come competenze del dea, più lacunosa invece è l′indicazione su chi debba ottemperare e gestire il 3º livello di valutazione.

La preoccupazione di non trovare letti nei reparti inoltre, comporterà inevitabilmente un imbuto e un assembramento di pti che a causa dei limiti strutturali talvolta diventerà impossibile separare in ambienti diversi con il rischio elevato di contagio.

Un documento confusionario che quasi certamente porterà a ad avere pazienti covid positivi e /o sospetti in agni reparto per liberare il Dea che presto torneranno a riempirsi. Forse bisognerebbe attrezzarsi decicando interi presidi, strutture e aree, trovando soluzioni adeguate per ogni singola azienda con investimento di risorse.

Non ci convince questo modello organizzativo che di fatto lascia nuovamente le aziende fare un po come meglio si può, limitandosi a dare indicazioni abbastanza scontate con indicazioni delle regole e non le soluzioni che come pensiamo non saranno trovate e non saranno sufficientemente adeguate in molti luoghi.

NURSIND PIEMONTE

Eventi


#onoreagliinfermierideceduti


Clicca per ingrandire 12/05/2020
- 12 maggio 2020 -
Giornata Mondiale dell′Infermiere.
#onoreagliinfermierideceduti nella lotta al Covid-19
Oggi, mi sento semplicemente di ONORARE I COLLEGHI DECEDUTI, mentre assicuravano il diritto alla vita al paziente, mentre facevano il proprio dovere assistenziale, mentre si prendevano cura degli ammalati, combattendo un nemico subdolo e senza pietà 'il Coronavirus' , mentre facevate tutto questo con Professionalità ed abnegazione , La VOSTRA VITA È STATA PRESA DALLA MORTE.
il vostro sacrificio rimarrà indelebile in noi, la vostra morte cari COLLEGHI non può essere vana.
Un abbraccio fortissimo a tutti i familiari ed amici dei COLLEGHI DECEDUTI da tutto il mondo infermieristico.
#onoreagliinfermierideceduti
nella lotta al covid-19

Eventi


Personale dell'Asl a supporto delle Rsa


Clicca per ingrandire 24/04/2020
Nelle 750 Rsa del Piemonte più di 1 su 3, tra ospiti e personale sanitario, è risultato positivo al Covid-19. I morti accertati per il virus sono già 252 e il dato risulta decisamente sottostimato se si tiene conto che si tratta dei decessi al 31 marzo e che tiene conto solo del 70% delle Rsa piemontesi. Inoltre molti deceduti non sono stati sottoposti al test, quindi dati parziali. Quel che è certo è che nel primo trimestre 2019 i morti nelle strutture finora prese in esame erano stati 2.471, mentre nel primo trimestre di quest'anno sono stati 2.882 con un incremento di 411 unità.

Tutto questo è emerso durante la conferenza stampa dell'Unità di crisi convocata in videoconferenza proprio per fare il punto sulla situazione nelle Rsa e case di riposo della regione. All′Incontro erano presenti i due assessori, Chiara Caucino (Welfare) e Luigi Icardi (Sanità), il dirigente dell′Asl Edoardo Tegani e Antonio Rinaudo, ex pm chiamato a sovrintendere l′area giurica della macchina operativa.

Tanti sono morti per la letalità del virus ma molti ci hanno lasciati per la mancata assistenza quella di cui voi e vostri precedessori avevate la responsabilità di dover garantire. Avete chiuso ospedali, strutture, servizi, accorpato Asl e interi dipartimenti, oltre ad aver operato tagli sempre più consistenti sul personale subappaltando alle cooperative il personale per risparmiare. Avete tagliato migliaia di posti letto senza nessun potenziamento sul territorio e a domicilio, creando un sistema che andava in difficoltà già con una semplice influenza come abbiamo potuto assistere negli anni precedenti.

Noi, su questo non abbiamo risparmiato critiche negli anni a nessuno e non ci siamo risparmiati nel denunciarlo continuamente, qualunque fosse il colore di chi governava ma a seconda di chi c′era, queste erano "polemiche sterili”. Quanto alle condizioni delle RSA, solo un cieco poteva ignorarle, personale con il contagocce e sottopagato. Lo abbiamo denunciato più volte pubblicamente anche a livello Nazionale come Nursind.

Il 7 aprile l′Unità di Crisi ha predisposto una circolare straordinaria per far fronte alle carenze riscontrate nelle strutture residenziali socio-sanitarie. Le Asl del Piemonte dicono che hanno così incrementato l′assistenza infermieristica domiciliare, per i prossimi quattro mesi, in misura minima di almeno un operatore ogni 20 mila abitanti ma con quale personale?

In data 8 aprile il personale dell′ospedale di Bra è stato mandato a coprire i turni dell Rsa di Govone e da 14 di aprile invece si chiedeT al personale infermieristico del territoriale della Cn1 di supportare il personale delle Rsa esempio di Mondovi la Sacra Famiglia tutto ciò ci pare assurdo e questo sarebbe il Protocollo per la prevenzione e la sicurezza dei lavoratori della Sanità, dei servizi socio sanitari ed assistenziali.

Il segretario territoriale Nursind
Canetti Davide

Eventi


Premia rispetto per gli infermieri


Clicca per ingrandire 24/04/2020
COMUNICATO STAMPA
NO A PRESE IN GIRO SULLA PREMIALITA′
RISPETTO PER GLI INFERMIERI

La Regione Piemonte vuole premiare gli infermieri con i soldi che lo stato ha messo a dIsposizione attraverso il D.L. 18/2020 per remunerare il lavoro straordinario. Vuole premiarci con soldi che sono già nostri e che servono a vedersi riconosciuto almeno il diritto alla retribuzione delle ore lavorate in regime di straordinario.
Faccia il Piemonte come alcune altre Regioni se vuole premiare il personale sanitario, utilizzi fondi regionali, perché quei 18 milioni ci servono per il riconoscimento di un diritto , quello di vedersi riconosciute almeno le ore lavorate.
Fino ad oggi solo ringraziamenti e pochi fatti, evitiamo almeno prese in giro.
Gli infermieri non chiedono elemosine e se un bonus ci dovrà essere che non sia inferiore ai 1000 euro e che sia superiore per i piu esposti, senza dimenticare che si è ammalato o è stato in isolamento.

Francesco Coppolella
Segreteria Regionale
NurSind Piemonte

Eventi


Modalità di iscrizione 2020


Clicca per ingrandire 23/01/2020
E′possibile iscriversi dal sito www.nursind.it
Inviando il modulo via fax o via whatsapp ai numeri riportati sul modulo
Si comunica che dal mese di gennaio 202 la quota sara′ di 11 euro mensili dai 10 euro al mese ( quota ferma dal 2010 ) per poter continuare a garantire al meglio i nostri servizi e tutele sindacali .
Ricordiamo che altri sindacati applicano la trattenuta in percentuale sullo stipendio partendo dai 14 euro mensili arrivando fino a 19 euro mensili per 13 mensilità).

Se sei un libero professionista puoi iscriverti al sindacato contattando la segreteria all 3294058815 per concordare le modalità di pagamento della quota di iscrizione.

I SERVIZI OFFERTI
* Assistenza fiscale gratuita per l'iscritto (i suoi familiari versano un contributo di 20 o 27 euro a secondo se singolo o congiunto) - presso la nostra sede è possibile la compilazione del modello 730 nonchè del modello ISEE con CAF convenzionato.
* Servizi Patronato in sede Caf
* Assicurazione professionale colpa grave nei parametri di legge e tutela legale di 10mila euro, copertura di tipo patrimoniale , compresa nella quota sindacale.
* Tutela sindacale -  in qualsiasi momento puoi rivolgerti ai delegati NurSind elenco sul sito www.nursindcuneo.com
* Assistenza legale - i nostri associati hanno la possibilità di essere assistiti nelle controversie con l'azienda dallo studio legale dell'associazione. Per gli associati lo studio legale di NurSind applica tariffe speciali in caso di assistenza per cause extralavorative. La consulenza viene effettuata negli uffici di NurSind previo appuntamento
* Corsi di aggiornamento accreditati ECM Gratuiti - attraverso il provider Pegasolavoro soc. coop vengono offerti eventi formativi nell'ambito del Programma Nazionale di Educazione Continua in Medicina (ECM).
* Convenzioni con varie attività e negozi con sconti fino al 25% con cralnetwork.it e Assocral.it
* Master con Università telematica Unipegaso

Eventi


SETTIMANA DEDICATA AL RISCHIO PER LA SALUTE DEL PAZIENTE


Clicca per ingrandire 22/11/2019
SETTIMANA DEDICATA AL RISCHIO PER LA SALUTE DEL PAZIENTE PER L ASSISTENZA NON EROGATA. Manifesti in tutte le altre città del Piemonte, volantini affissi in tutti i presidi ospedalieri della nostra regione per rivendicare il giusto rapporto paziente infermiere. UN MESSAGGIO ALLA POPOLAZIONE E ALLE ISTITUZIONI

Eventi


NurSind Piemonte incontra l'Assessore alla Sanità.


Clicca per ingrandire 23/10/2019
Incontro positivo e costruttivo quello svoltosi in data odierna tra i rappresentanti del Nursind Piemonte, sindacato infermieristico e Luigi Genesio Icardi, Assessore alla sanità della Regione Piemonte.
Tra i tanti temi trattati, spiccano quello del fabbisogno di personale infermieristico, del sovra affollamento dei pronto soccorso, delle criticità legate all 'emergenza e non per ultimo, la necessità di potenziamento della rete territoriale dove gli infermieri possono e devono giocare un importante ruolo per dare risposte ai bisogni di salute dei cittadini. Siamo soddisfatti della disponibilità e dall attenzione mostrata da parte dell assessore rispetto a quanto abbiamo voluto portare alla sua attenzione dichiara Francesco Coppolella, segretario regionale del Nursind.
Abbiamo condiviso la necessità degli infermieri di poter svolgere la propria funzione in condizioni di lavoro dignitose. Da entrambi le parti é stata evidenziata la necessità di sviluppo delle competenze infermieristiche per poter dare risposte ad alcuni bisogni e criticità. Infine, abbiamo sottolineato il non più rinviabile potenziamento della rete territoriale attraverso un importante coinvolgimento della figura infermieristica.
Abbiamo riscontrato sensibilità da parte dell'assessore rispetto ai bisogni degli infermieri e al riconoscimento del loro ruolo, concludono dal NurSind.
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Eventi


Stangata di fine anno all’ Asl 1 Cuneo


Clicca per ingrandire 23/10/2019
Lo avevamo anticipato e come previsto per gli infermieri della Asl 1 Cuneo arriverà la stangata di fine anno”- è quanto dichiara Davide Canetti, Segretario territoriale NurSind Cuneo - “Una decisione grave quella concordata dalle alte sigle sindacali, CGIL, CISL, UIL e Nursing Up, che comporterà una perdita di 300 euro dalla busta paga della maggior parte dei dipendenti che non hanno nemmeno l′incremento previsto per il passaggio di fascia”
Infatti con accordo aziendale del 13/12/2018 è stata prevista una quota una_tantum di 300€ solo per infermieri 118, maxiemergenza, DEA savigliano/mondovì e ostetriche.
Regole definite con OO.SS. 18/10/2019:
- riconosciuta ai tempi determinati;
- riconosciuta per i soli mesi di presenza ad oggi noti nel Servizio in questione (considerando quindi le variazioni di reparto in corso d′anno), purché ancora dipendente dell′Azienda al 01/11/2019 (esclusi cessati in precedenza);
- no quota per mesi assenza a vario titolo;
- quota proporzionata per part time;
- non riconosciuta a coordinatori/caposala;
- spetta anche nel periodo di prova;
- ostetriche: riconosciuta solo a coloro che operano nelle degenze (no consultorio, no ambulatorio).
“A tutto il resto del personale non resta che l′amaro in bocca”, conclude Canetti.
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Eventi


Obbligo formativo 2017-2019


Clicca per ingrandire 13/10/2019
Per il triennio 2017-2019 l′obbligo formativo è pari a 150 crediti. I crediti dovranno essere conseguiti entro il 31 Dicembre.
Con il prossimo Accordo Stato-Regioni sarà specificato se sarà prevista la possibilità di integrare i crediti di questo triennio..per adesso per assolvere l′obbligo formativo i 150 crediti devono necessariamente essere conseguiti entro e non oltre il 31 Dicembre 2019.

Il professionista sanitario deve assolvere, in qualità di discente di eventi erogati da provider, almeno il 40% del proprio fabbisogno formativo triennale, eventualmente ridotto sulla base di esoneri, esenzioni ed altre riduzioni.
La residua parte del 60% dei crediti può essere maturata anche mediante attività di tutoraggio, pubblicazioni scientifiche, crediti conseguiti all′estero o autoformazione. L′autoformazione in misura non superiore al 20% dei crediti totali (30 crediti Ecm nel triennio).

Non possono essere maturati più di 50 crediti formativi per la partecipazione ad un singolo evento formativo.

Si possono acquisire crediti Ecm nelle seguenti modalità:

1. Formazione residenziale classica (RES).
2. Convegni, congressi, simposi e conferenze (RES).
3. Videoconferenza (RES).
4. Training individualizzato (FSC).
5. Gruppi di miglioramento (FSC).
6. Attività di ricerca (FSC)
7. FAD con strumenti informatici/cartacei (FAD).
8. E-learning (FAD).
9. Formazione blended.
10. Docenza, tutoring ed altro
11. Autoformazione

FAD
Per il triennio 2017-2019 la Commissione Nazionale ha eliminato tutti i limiti in percentuale tra le differenti tipologie formative. Non ha più senso, dunque, domandarsi quanti crediti ECM si possono fare online: è possibile accumulare il 100% dei crediti necessari attraverso delle attività ECM FAD. A tal riguardo vi segnaliamo il link della piattaforma FadInMed 👉 https://www.fadinmed.it

È sufficiente registrarsi al portale della banca dati Cogeaps (Consorzio Gestione Anagrafica Professioni Sanitarie 👉 http://application.cogeaps.it/cogeaps/login.ot), per avere un prospetto CERTIFICATIVO della situazione relativa al dossier formativo personale.

Gli Accordi Stato-Regioni definiscono il sistema delle regole, il 1 Gennaio 2019 è entrato in vigore il Manuale della Formazione Continua del Professionista Sanitario.
Esso è stato elaborato dall′Agenas al fine di offrire un′agevole guida che permette al singolo operatore della salute di assolvere il suo obbligo formativo.

Fonte FNOPI Roma

Segreteria


REFERENTI STRUTTURE SUL TERRITORIO CUNEESE


01/09/2019
CONTATTI REFERENTI STRUTTURE SUL TERRITORIO CUNEESE

——————————Aso S.Croce e Carle————————————

Canetti Davide. 329.4058815

Giuliano Barbara 327.4496319

Liberatore Tiziano 347.9301261

Marchesano Silvana 334.9293404

Marchionni Massimo. 320.7238251

Pigoni Stefano 346.7376222



—————————————Aslcn1 ——————————————-

**Struttura Ceva

Canetti Davide 3294058815
D′Alessandro Marcella. 3331437886


**Aslcn1 Cuneo territorio

Calabrese Caterina 347.1591086

Pellegrino Mauro 338.2679513

**Struttura Fossano

Greco Liliana 347.6507822


**Struttura Mondovi

Canetti Davide. 329.4058815


**Struttura Saluzzo
Marconetto Livia. 3426004755 rianimazione Saluzzo

Canetti Davide. 3294058815

**Struttura Savigliano

Canetti. Davide 3294058815
Mirabella Maria. 346.8601667. Spdc
Forte Loredana. 3391369731. Chirurgia


SIS 118

Calabria Luca 388.4731469


———————————Aslcn2————————————————-

**Struttura Alba

Canetti Davide 329.4058815

Frongia Agnese 328 3621591

Papagni Vincenzo. 3463179532

La Magra Calogero. 3771727688


—————-settore Privato Coop. Amos—————————————-

Canetti Davide 3294058815

Gonzales Simona. 3474427597

Eventi


ART.12


Clicca per ingrandire 28/05/2019
http://www.nursind.it/conferenza.html
Il 5 giugno illustreremo a Roma la nostra proposta di modifica del sistema di classificazione professionale, una proposta innovativa per le professioni sanitarie che vuole essere il nostro contributo al dibattito per il nuovo contratto 2019-2021.

Eventi


"sentenza storica del Tribunale del Lavoro di Milano"


Clicca per ingrandire 16/03/2019
Infermieri, il tempo per cambiarsi rientra nell'orario di lavoro, il NurSind: "sentenza storica del Tribunale del Lavoro di Milano"
Tre Infermieri dell'ASST Fatebenefratelli Sacco portano l'azienda in tribunale, e vincono.
A loro andranno riconosciuti, per gli anni pregressi, i compensi "nella misura di 15 minuti di lavoro ordinario al giorno per ogni giorno di effettivo servizio, risultante dai cedolini paga". Una sentenza epocale per la categoria, che ha visto anche un'ulteriore vittoria in Cassazione per un fatto analogo.
Importante vittorie per gli infermieri, che vedono finalmente riconosciuta in tribunale la loro professionalità e soprattutto la loro dignità. Il tema del contendere, questa volta, è il tempo necessario alla vestizione prima di entrare in servizio. Ad esempio, se un infermiere deve prendere servizio in reparto alle 7.30, è evidente che dovrà essere sul luogo di lavoro in anticipo rispetto a questo orario poiché è obbligato a cambiarsi e a indossare tuta e calzature idonee al proprio ruolo. Lo stesso accade anche prima della fine di un turno, quando l'infermiere che smonta deve rendersi disponibile per il passaggio di consegne con il collega che subentra. Ma, purtroppo, diverse dirigenze ospedaliere non hanno riconosciuto quest "tempo tecnico" come orario di lavoro e quindi lo considerano non retribuito. Ma la legge, questa volta, è a fianco degli infermieri.
La sentenza del Tribunale di Milano, sezione Lavoro
Una recentissima sentenza sull'argomento fa giurisprudenza anche a Milano. Tre infermieri dipendenti dell'ASST Fatebenefratelli Sacco, assistiti dall'avvocato Marco Leone Coccett e dalla dottoressa Marta Ottobelli, hanno fatto ricorso contro l'ASST stessa contestando il mancato riconoscimento del c.d. tempo tuta come orario di lavoro per gli anni antecedenti il 2015 (anno in cui è entrato in vigore l'accordo code contrattuali RSU aziendale - OO.SS Comparto). Il Tribunale di Milano Sez. Lavoro ha dato ragione, con la Sentenza n. 116/2019 del 18 gennaio 2019, ai tre richiedenti. Nelle considerazioni finali della sentenza, si legge che: "Gli Infermieri tenuti ad indossare appositi indumenti di lavoro (casacca, pantaloni, maglietta, felpa) deducono che l'accordo aziendale del 17/12/1996 stabiliva che l'orario di lavoro dovesse prevedere, per il personale obbligato ad indossare la divisa aziendale un tempo complessivo di 15 minuti all'inizio e alla fine dell'orario di lavoro, che ciò nonostante questo tempo non era mai stato riconosciuto in termini di retribuzione perché il datore di lavoro non avrebbe consentito le operazioni di vestizione e svestizione durante il turno, che solo successivamente all'accordo siglato nell'ottobre del 2015 la divisa sarebbe stata conteggiata nell'orario di servizio. Gli stessi pertanto chiedono conclusivamente al tribunale l'accertamento e declaratoria del loro diritto ad indossare e dismettere la divisa in orario di lavoro, l'accertamento che per il periodo dal febbraio 2012 al dicembre 2015 il personale turnista ed aggiornata avrebbe diritto ad una fascia di 15 minuti all'interno dell'orario di lavoro per indossare e dismettere la divisa aziendale le pretese dei ricorrenti appaiono integralmente fondate e meritevoli di accoglimento.
Appare pacifico, nel caso di specie, che il personale sanitario ed infermieristico sia da un lato necessariamente tenuto ad indossare una specifica divisa di lavoro, e dall'altro che l′indossamento e la dismissione della divisa debba, per ragioni di sicurezza, necessariamente avvenire nei locali aziendali, nel periodo preparatorio e terminativo del proprio turno di lavoro, non potendo, in applicazione dei principi enunciati dalla suprema corte, rientrare il tempo impiegato dal lavoratore per indossare e dismettere la divisa di lavoro nel normale orario di lavoro contrattuale, là dove lo stesso non contempli espressamente la ricomprensione del tempo occorrente alle versioni preliminari nell'ordinario turno di lavoro". Quindi, il Tribunale si esprime sulla retribuzione mancata:
"La circostanza è confermata per il periodo successivo a quello oggetto di causa dall'Accordo cd Code Contrattuali del 26/10/2015, entrato regime a partire dal 09/12/2015 per i lavoratori turnisti e dal 04/01/2016 per i lavoratori a giornata, nel quale si prevede espressamente, per i lavoratori interessati, tra cui gli odierni ricorrenti, un tempo ulteriore di otto minuti per indossare la divisa di lavoro ed un tempo di sette minuti per dismettere gli indumenti da lavoro, oltre ad un ulteriore tempo stabilito in 15 minuti per effettuare il passaggio di consegne. L′evidente contraddittorietà delle risultanze istruttorie, e l′impossibilità di addivenire alla certa e condivisa ricostruzione di una prassi organizzativa, in virtù della quale agli operatori oggi ricorrenti fosse consentito di svolgere le operazioni di indossamento e svestizione nell′ambito dell′orario di lavoro, determina la fondatezza delle pretese attoree ed il riconoscimento del cd tempo divisa quale orario di lavoro utile ai fini retributivi, nella misura di 15 minuti di lavoro ordinario al giorno per ogni giorno di effettivo servizio, risultante dai cedolini paga in atti".
Questo ricorso pilota sul cosiddetto “tempo divisa” è stato sostenuto dalla Segreteria Territoriale NurSind di Milano: una vittoria, quindi, anche per NurSind prima e unica sigla sindacale ad aver ottenuto un simile risultato.
I precedenti
Risale a poche settimane fa, inoltre, la sentenza della Corte di Cassazione Sez. Lav., 11 febbraio 2019, n. 3901 che ha ribaltato il verdetto precedentemente emesso dalla Corte d′Appello di Perugia. La Corte d'Appello aveva rigettato la domanda di cinque infermieri assunti presso il locale Ospedale, che avevano domandato la condanna dell′Ausl della Regione Umbria al pagamento del compenso a titolo di indennità per lavoro straordinario, per il tempo occorrente per la vestizione. Si tratta di 15 minuti rispetto all′inizio del turno e di 15 minuti per il passaggio di consegne a fine turno. La Corte di Cassazione si è espressa definitivamente in tutt'altro modo, rovesciando il verdetto con questa motivazione: "Violazione e falsa ed errata applicazione della direttiva CEE 23/11/93 nn. 93/104 nonché del D.Lgs. 8 aprile 2003, n. 66 di attuazione della predetta direttiva. Difetto di motivazione su punti essenziali della controversia. Travisamento ed illogicità". In particolare, in base all′art. 1, comma 2 lettera a) del D.Lsg. n. 66/2003 è precisato che costituisce orario di lavoro “qualsiasi periodo in cui il lavoratore sia al lavoro, a disposizione del datore di lavoro e nell′esercizio della sua attività o delle sue funzioni”.
Evidentemente, il tempo/divisa come tempo/lavoro è un fatto sempre più condiviso. Lo contempla finalmente anche il CCNL Comparto Sanità firmato il 21 maggio 2018 , ai comma 11 e 12 dell'Art. 27. Il comma 11 recita: "Nei casi in cui gli operatori del ruolo sanitario e quelli appartenenti a profili del ruolo tecnico addetti all′assistenza, debbano indossare apposite divise per lo svolgimento della prestazione e le operazioni di vestizione e svestizione, per ragioni di igiene e sicurezza, debbano avvenire all′interno della sede di lavoro, l′orario di lavoro riconosciuto ricomprende fino a 10 minuti complessivi destinati a tali attività, tra entrata e uscita, purché risultanti dalle timbrature effettuate, fatti salvi gli accordi di miglior favore in essere". Il 12 specifica che "Nelle unità operative che garantiscono la continuità assistenziale sulle 24 ore, ove sia necessario un passaggio di consegne, agli operatori sanitari sono riconosciuti fino ad un massimo di 15 minuti complessivi tra vestizione, svestizione e passaggi di consegne, purché risultanti dalle timbrature effettuate, fatti salvi gli accordi di miglior favore in essere".
Link

Eventi


30 centesimi di aumento accordo Aso S.Croce e Carle


Clicca per ingrandire 15/03/2019
30 centesimi di aumento per il turno notturno. NurSind Cuneo denuncia l′accordo firmato da Cgil, Cisl e Nursing Up
Lo scorso otto marzo, presso l′Azienda Aso S. Croce e Carle Cuneo, CGIL, CISL e NURSING UP, durante il tavolo di contrattazione decentrata hanno apposto la loro firma su un accordo che sarà parte integrante del nuovo Contratto Integrativo Aziendale del triennio 2019-2021, e manco a dirlo un accordo peggiorativo di un contratto già penoso, che prevede:
I dipendenti che non hanno mai avuto il riconoscimento della vestizione (o che l'hanno avuto anche parzialmente) continueranno a non ricevere nulla
I dipendenti turnisti avranno un aumento delle indennità notturna di 30 cent all'ora (per un totale di 3 euro)
L'indennità di reperibilità: nessun aumento
Concessione Part time, solo per 50 dipendenti, ancora con criteri di definire
I Passaggi di fascia verranno assegnati, ma manca il reperimento dei fondi
Firmato l'accordo per gli incentivi per le funzioni tecniche
Firmato l'accordo per i compensi degli avvocati
“Dall′accordo si evince come per gli Infermieri non ci siano che spiccioli, fatti passare per grandi vittorie, mentre per le altre posizioni i fondi per incentivi e compensi sono sempre cospicui e facilmente reperibili.
NurSind non ha firmato e non firmerà mai un simile accordo. Come sempre siamo una voce fuori dal coro”, conclude Canetti Davide, Segretario Territoriale Cuneo.

Link

Eventi


NurSind Asti: “Maggiori risorse sul territorio per evitare il sovraffollamento dei Pronto Soccorso


Clicca per ingrandire 10/03/2019
Investire maggiori risorse sul territorio per ridurre il tasso di ospedalizzazione.
È questa la via indicata da NurSind Asti, sindacato delle professioni infermieristiche, per ridurre le cronicità ed evitare che queste si trasformino in acuzie da gestire in Pronto Soccorso.
“L′Azienda Sanitaria a gennaio 2019 – afferma Gabriele Montana, segretario territoriale Nursind – ha messo in atto un piano di sovraffollamento del Pronto Soccorso dell′Ospedale Cardinal Massaia inserendo un ottavo infermiere in turno (che ci auguriamo venga mantenuto d′ora in avanti), investendo risorse economiche nei vari reparti e trasformando circa 15 posti letto nei reparti chirurgici per dare sfogo ai ricoveri”.
Nonostante lo sforzo aziendale, però, personale e pazienti si trovano costretti a convivere col periodico sovraffollamento del Pronto Soccorso.
Investire maggiori risorse sul territorio per ridurre il tasso di ospedalizzazione.
È questa la via indicata da NurSind Asti, sindacato delle professioni infermieristiche, per ridurre le cronicità ed evitare che queste si trasformino in acuzie da gestire in Pronto Soccorso.

Nella foto, Gabriele Montana
“L′Azienda Sanitaria a gennaio 2019 – afferma Gabriele Montana, segretario territoriale Nursind – ha messo in atto un piano di sovraffollamento del Pronto Soccorso dell′Ospedale Cardinal Massaia inserendo un ottavo infermiere in turno (che ci auguriamo venga mantenuto d′ora in avanti), investendo risorse economiche nei vari reparti e trasformando circa 15 posti letto nei reparti chirurgici per dare sfogo ai ricoveri”.
Nonostante lo sforzo aziendale, però, personale e pazienti si trovano costretti a convivere col periodico sovraffollamento del Pronto Soccorso.
“Questa situazione – prosegue Montana – è frutto dell′elevato numero degli accessi ospedalieri, situazione aggravata dalla delibera regionale 1/600 che ha tagliato trasversalmente in Piemonte posti letto, servizi e punti di primo intervento”.
Secondo il programma regionale, parallelamente all′attuazione della dgr 1/600, sarebbe dovuto partire un piano legato alla gestione delle acuzie e alle case della salute, progetto che ad oggi è stato avviato a singhiozzo e in maniera incompleta.
“In questo momento – dice il segretario NurSind di Asti – il piano territoriale sul territorio astigiano dispone di pochissime risorse, che sono sicuramente insufficienti per attuare un servizio al domicilio destinato soprattutto ai pazienti più anziani. L′obiettivo dovrebbe essere quello di evitare che le cronicità si trasformino in acuzie da curare in Pronto Soccorso, ma con i numeri attuali non si va da nessuna parte. Come Nursind – prosegue Montana – chiediamo quindi che vengano incrementate le risorse destinate (anche) al piano territoriale, affinché possa finalmente partire un progetto a medio-lungo termine di gestione delle cronicità al domicilio”.
Ma non è tutto. Per l′ennesima volta Nursind ribadisce come il solo Pronto Soccorso del Cardinal Massaia e il Punto di Primo Intervento di Nizza Monferrato non siano sufficienti per un bacino d′utenza di 300mila utenti, ancor di più se confrontato con la situazione alessandrina, dove sono ben 5 i punti di primo intervento per 600mila abitanti.
Servono decine di infermieri (anche) sul territorio, che il sindacato Nursind si augura possano arrivare dal prossimo concorso per dare forza ai progetti di domiciliarità tanto attesi e ai Progetti di Infermieristica di Iniziativa e delle Cronicità già attivati presso le Case della Salute di Canelli, Nizza Monferrato, San Damiano e Villafranca e presso le Sedi di Bubbio, di Montemagno e di Viarigi, estendendolo a tutte le Sedi territoriali distrettuali.
La Sanità astigiana ha bisogno anche di assunzioni medici, ma al momento nonostante la volontà di assumerli quest′ultimi scarseggiano.
“Gestire le criticità al domicilio – conclude Montana – vuol dire ridurre gli accessi in ospedale, alleggerendo il lavoro dei punti di primo soccorso ed evitando il rischio di sovraffollamento, situazione che ancora oggi, e troppo spesso, si verifica mettendo a rischio il lavoro dei professionisti sanitari”.

Eventi


Richiesta tessera Nursind


Clicca per ingrandire 20/01/2019
SEI IN POSSESSO DELLA TESSERA NURSIND?
Se per una qualsiasi ragione ne sei sprovvisto
Manda una mail alla seguente casella
cuneo@nursind.it

Eventi


Buste paga leggere sotto l’albero di Natale degli Infermieri del Aslcn1


Clicca per ingrandire 28/12/2018
“Quest′anno sotto l′albero di Natale, gli infermieri della Asl Cuneo 1, troveranno una busta paga leggera”, è quanto dichiara Davide Canetti, Segretario territoriale NurSind Cuneo.
Ai lavoratori del Comparto Sanità verrà “sequestrata” la parte accessoria dello stipendio e questo per un accordo stipulato da di CGIL, CISL, UIL e Nursing Up in Rsu.
Il “Sequestro della parte accessoria” è stato sancito per poter garantire il passaggio di fascia a pochi dipendenti.
“Una decisione grave quella concordata, un′ingiustizia che comporterà una perdita di almeno 300 euro dalla busta paga di ogni dipendente che non prenderà nemmeno l′incremento previsto per il passaggio di fascia, previsto per pochi”- continua – “Ringraziamo ancora una volta gli RSU CGIL, CISL, UIL e Nursing Up di questo regalo natalizio e ci domandiamo perché altre figure come gli amministrativi non vengono mai penalizzati così come da accordo del 16/11/18 “
Il link con gli accordi

Eventi


Obbligo assicurativo per gli infermieri


Clicca per ingrandire 20/12/2018
Scopri i vantaggi della Convenzione riservata ad Infermieri, Ostetriche e Coordinatori iscritti Nursind, inclusa nella quota d'iscrizione, la più bassa del comparto!

Eventi


RIAPRIAMO LA QUESTIONE INFERMIERISTICA


Clicca per ingrandire 20/11/2018
E′ con questo slogan che inizia la campagna di mobilitazione degli infermieri .
Fino ad oggi, solo il grande senso di responsabilità della categoria che si accolla da tempo i rischi di un assistenza insufficiente ai bisogni dei cittadini ricoverati e si vede continuamente negare diritti contrattuali, sta permettendo di fare fronte alla grave carenza di personale, peggiorata dal lungo tempo di mancate assunzioni e dal lungo periodo di blocco del Turn Over.
E′ancor più grave la completa mancanza di qualsiasi programmazione e strategia di fronte ad una categoria che sta diventando vecchia. Quasi 50 anni la media della categoria infermieristica. Il 25% di questi ha una limitazione funzionale provocata spesso dal proprio lavoro. Nessun passaggio di sapere e di esperienze tra generazioni.
Straordinari, riposi saltati, ferie non godute, periodi di riposo non garantiti non possono e non devono più bastare a colmare la sufficienza con la quale la nostra politica cerca di porre rimedio a questa problematica.
La tutela della salute del cittadino và di pari passo con la tutela delle condizioni di lavoro degli infermieri e di chi si occupa di assistenza.
Manca sempre il tempo per riunirsi, per parlare, per condividere e analizzare. Manca sempre il tempo per pianificare. controllare valutare. Manca sempre il tempo per confrontarsi e aggiornarsi. Manca sempre il tempo per pensare e ragionare.
Con queste difficoltà l ‘infermiere ogni giorno combatte la sua battaglia di civiltà nelle corsie degli ospedali piemontesi, pagandone le conseguenze in prima persona, difficoltà che inevitabilmente si ripercuotono sui bisogni di salute e di assistenza di chi le cure le riceve.
Nella condizioni attuali è impossibile poter metter in atto in maniera completa le nostre competenze, le nostre conoscenze e le nostre abilità assicurando così al paziente una assistenza sicura e adeguata.
Il Piemonte ha di certo delle eccellenze ma la sanità di tutti i giorni è un'altra cosa.
La Regione ha dichiarato più volte sugli organi di stampa centinaia di assunzioni che se confrontati alle cessazioni di questi anni rappresentano un inerzia.
La misura è colma, i rischi aumentano. Chi governa la Sanità Regionale e le Aziende Piemontesi dovrà assumersi le proprie responsabilità.
Nursind, il sindacato delle professioni infermieristiche metterà a disposizione degli infermieri piemontesi una piattaforma su www.nursindpiemonte.it per segnalare situazioni a rischio per l′assistenza e violazioni contrattuali.
Rappresenteremo in tutte le sedi le violazioni che raccoglieremo e le situazioni a rischio che ci saranno segnalate, nelle sedi istituzionali. nelle procure e nelle aule di tribunale se sarà il caso.
Avvieremo iniziative pubbliche di sensibilizzazione dei cittadini della problematica che riguarda anche e soprattutto loro.

Eventi


Congresso Nazionale 25-26-27 ottobre


Clicca per ingrandire 28/10/2018
Si è chiuso ieri a Torino il settimo congresso nazionale
del sindacato infermieristico Nursind.
Attraverso il voto dei 315 delegati provenienti da tutto il territorio nazionale si sono rinnovati gli organi statutari nazionali.
Sono stati eletti alla direzione nazionale:
Andrea Bottega di Vicenza (segretario nazionale),
Daniele Carbocci di Pisa (segretario amministrativo nazionale),
Salvatore Vaccaro di Catania (Vicesegretario nazionale),
Romina Iannuzzi di Avellino (Responsabile nazionale per la sanità privata),
Stefano Barone di Roma, Donato Cosi di Monza, Amerio Roberto di Torino,
Fausta Agostina Pileri di Sassari,Gianluca Altavilla di Pordenone.

Revisori dei conti:
Ignazio Curto di Caltanissetta, Maurizio Pelosi di Ascoli-Fermo, Falcone Matteo di Foggia.

Collegio dei probiviri:
Massimo Latella di Messina, Claudio Cullurà di Arezzo, Di Lalla Flavia Loredana di Pisa.

Eventi


Infermieri e burnout.


Clicca per ingrandire 06/08/2018
Infermieri e burnout. Predire lo stress attraverso la misurazione dell′Alfa-amilasi salivare. Lo studio

Nella psico-neuro-endocrinologia è usuale misurare i livelli di stress attraverso la misurazione di due biomarcatori salivari: cortisolo salivare e alfaamilasi salivare(ASA); un esame che ha il beneficio di non essere invasivo.
Un grande numero di studi ha fornito prove per l 'utilità del dosare il cortisolo salivare come marker dell′asse ipotalamo-ipofisi-surrene (HPA) (Kirschbaum e
Hellhammer, 1989; Kudielka et al., 2004), mentre i risultati su ASA sono ancora in via di sperimentazione.
Una revisione recente ha riassunto gli studi che hanno esaminato il potenziale di ASA suggerendo come l'attività di ASA sia relativamente robusta contro
l'influenza di diversi fattori come ad esempio il genere, gli ormoni sessuali, l′ età (Rohleder and Nater, 2009). Tuttavia, molti dei gli studi esaminati non forniscono certezze a causa del campione di piccole dimensioni.
Inoltre, mancano gli studi che si concentrano solo sulla relazione tra e alfaamilasi salivare(ASA) e stress.
Il burnout è una malattia correlata allo stress ed è un fattore di rischio per le malattie cardiovascolari (Melamed et al., 2006).
Gli infermieri sono tra i professionisti con più alto rischio di incorrere in malattie da stress- lavoro correlato, vista la tipologia di lavoro, una professione di aiuto con turni disagiati ed alti carichi di lavoro.
Lo studio qui preso in esame mira ad indagare se esiste nella popolazione infermieristica, una correlazione tra burnout, stress da lavoro e attività dell′ alfa amilasi salivare.
In secondo luogo, intende esaminare quali variabili influenzano l'attività di ASA durante una giornata lavorativa di un infermiere.
Metodo
Gli infermieri sono stati reclutati da quattro ospedali tedeschi , 215 i partecipanti con un età media di 37,9 anni .
La saliva è stata raccolta utilizzando dispositivi di raccolta salivette , le analisi sono state fatte presso il laboratorio di biochimica, Università di Dresda, Istituto di Biopsicologia (Dr. Kirschbaum). L'attività alfa-amilasi è stata misurata con un metodo quantitativo cinetico degli enzimi (vedi anche Nater et al., 2007).
Agli infermieri è stato somministrato un questionario che conteneva informazioni su:
aspetti socio-demografici e ginecologici, fumo , assunzione di caffè; lo stress percepito è stato misurato con la "Chronic Stress Screening Scale" (CSSS).
Per la misurazione della presenza o meno di Burnout è stata usata la
Maslach Burnout Inventory (MBI).
L'MBI misura il burnout su tre dimensioni: emozionale esaurimento,spersonalizzazione e realizzazione personale.
Risultati
Riguardo al primo obiettivo dello studio, nessuna associazione significativa è stata trovata tra attività ASA e depressione, ansia, burnout o stress percepito. Tuttavia, sorprendentemente il campione si componeva di infermieri che non avevano avuto punteggi significativi di depressione e ansia.
Il secondo obiettivo dello studio era l'identificazione delle variabili che influenzavano dell'attività basale di sAA, durante il turno. Prima di tutto, il nostro campione aveva un sAA più bassa al mattino e un aumento durante il giorno.
Solo il genere mostra una chiara influenza su sAA nelle attività nel corso della giornata, minore nel genere maschile.
The diurnal course of salivary alpha-amylase in nurses: An investigation of potential confounders and associations with stress Katja Wingenfelda,∗, Michael Schulz b, Annika Damkroeger b,c, Christine Philippsena, Matthias Rosea, Martin Driessenb

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