Sito Ufficiale del Nursind - Via Mondovi 27 - 12040 Morozzo (Cn) - Tel. 329.4058815 FAX 0171.1831118

Eventi


Corso ecm 20 settembre Fossano (CN)


Clicca per ingrandire 01/06/2019
ISTRUZIONI ISTRUZIONI PER L'USO E FAQ:
COMUNICARE, NEGOZIARE ED APPLICARE IL CONTRATTO NAZIONALE DI LAVORO

Nel contesto sanitario sempre più è necessaria la consapevolezza del proprio ruolo da parte del professionista sanitario che non può esimersi dalla conoscenza delle norme che regolano il proprio rapporto di lavoro.
Norme sempre più complesse che riguardano la gestione dell′orario di lavoro nel rispetto della normativa e delle clausole contrattuali. Infatti, le Amministrazioni chiedono, in un contesto di continua razionalizzazione/razionamento del “sistema”, di garantire una corretta turistica rispettando, ad esempio, il corretto utilizzo del lavoro straordinario ovvero di garantire il rispetto del risposo giornaliero (11 ore) tra due turni tenendo contemporaneamente conto dei desiderata espressi dai singoli professionisti sanitari. La conoscenza e l′orientamento in questa molteplicità di norme sono necessarie per poter fornire un servizio consapevole e tutelato e tutelante.
Il corso propone una visione d′insieme analizzando l′integrazione tra il contratto di lavoro con le norme di nuova approvazione come ad esempio nel caso della nuova disciplina della mobilità.
Coniugare, quindi, diritti e doveri del professionista sanitario nell′importante e vasto contesto formativo diventa obbligo imprescindibile.

Per iscrizione inviare mail all'indirizzo

info@pegasolavoro.it

www.pegasolavoro.it



     

Eventi


Gestione degli accessi endovenosi Corso fad


31/05/2019
Gestione degli accessi endovenosi
Il presente corso di FORMAZIONE A DISTANZA tratterà la gestione degli accessi venosi periferici e dei cateteri venosi centrali a media e lunga permanenza e dei cateteri venosi centrali ad inserzione periferica (PICC). Comprenderà inoltre i cateteri midline e dei cateteri PICC.

Lo scopo è quello di garantire la corretta applicazione delle procedure di gestione dell′accesso vascolare.

L′omogeneità dell′esecuzione delle procedure, la salvaguardia del patrimonio venoso; la conoscenza delle tecniche di visualizzazione dei vasi e di verifica della posizione centrale della punta del cvc;

la riduzione delle complicanze legate alla malpractice o consentire la diagnosi precoce e il loro trattamento, quali: infezioni correlate al posizionamento dei cateteri venosi centrali, flebiti, trombosi, ostruzione e rottura del catetere.

L′adeguata formazione all′inserimento dei cateteri vascolari e l′aggiornamento del personale coinvolto nella gestione attraverso la conoscenza delle disposizioni legislative inerenti.





SARA' POSSIBILE CONCLUDERE IL CORSO ED EFFETTUARE IL TEST DI VERIFICA DELL'APPRENDIMENTO A PARTIRE DAL GIORNO 12 GIUGNO 2019 E IL CORSO DOVRA' ESSERE CONCLUSO NECESSARIAMENTE ENTRO IL 31 DICEMBRE 2019.
Sito

Eventi


ART.12


Clicca per ingrandire 28/05/2019
http://www.nursind.it/conferenza.html
Il 5 giugno illustreremo a Roma la nostra proposta di modifica del sistema di classificazione professionale, una proposta innovativa per le professioni sanitarie che vuole essere il nostro contributo al dibattito per il nuovo contratto 2019-2021.

Eventi


#costruiamoituoidiritti


Clicca per ingrandire 28/05/2019
Vedremo quali forze politiche e sindacali vorranno condividere il percorso che NURSIND ha intrapreso per il riconoscimento

- dell′ Area di contrattazione autonoma per gli infermieri

- dell′indennità di esclusività del rapporto di pubblico impiego (così come hanno da tempo i medici)

Chi ostacolerà questo percorso non ha, evidentemente, a cuore la professione infermieristica
#costruiamoituoidiritti

Convenzioni Piemonte


Per chi vuole iscriversi


Clicca per ingrandire 20/03/2019
La quota d'iscrizione è di 10 euro mensili per 12 mensilità
per i dipendenti pubblici e del privato

L'iscrizione a NurSind prevede l'attiviazione GRATUITA della polizza per responsabilità professionale e per la tutela legale.
Per iscriverti a NurSind, scarica il modulo compilarlo in tutte le sue parti e inviarlo per fax allo 050.791.20.21 o per WhatApp al 3294058815. Provvederemo ad inviarlo alla tua azienda.
Se vuoi dare disdetta da un altro sindacato a cui sei iscritto/a contattaci al 3294058815 o al 3274496319 e ti daremo le indicazioni necessarie.

Eventi


"sentenza storica del Tribunale del Lavoro di Milano"


Clicca per ingrandire 16/03/2019
Infermieri, il tempo per cambiarsi rientra nell'orario di lavoro, il NurSind: "sentenza storica del Tribunale del Lavoro di Milano"
Tre Infermieri dell'ASST Fatebenefratelli Sacco portano l'azienda in tribunale, e vincono.
A loro andranno riconosciuti, per gli anni pregressi, i compensi "nella misura di 15 minuti di lavoro ordinario al giorno per ogni giorno di effettivo servizio, risultante dai cedolini paga". Una sentenza epocale per la categoria, che ha visto anche un'ulteriore vittoria in Cassazione per un fatto analogo.
Importante vittorie per gli infermieri, che vedono finalmente riconosciuta in tribunale la loro professionalità e soprattutto la loro dignità. Il tema del contendere, questa volta, è il tempo necessario alla vestizione prima di entrare in servizio. Ad esempio, se un infermiere deve prendere servizio in reparto alle 7.30, è evidente che dovrà essere sul luogo di lavoro in anticipo rispetto a questo orario poiché è obbligato a cambiarsi e a indossare tuta e calzature idonee al proprio ruolo. Lo stesso accade anche prima della fine di un turno, quando l'infermiere che smonta deve rendersi disponibile per il passaggio di consegne con il collega che subentra. Ma, purtroppo, diverse dirigenze ospedaliere non hanno riconosciuto quest "tempo tecnico" come orario di lavoro e quindi lo considerano non retribuito. Ma la legge, questa volta, è a fianco degli infermieri.
La sentenza del Tribunale di Milano, sezione Lavoro
Una recentissima sentenza sull'argomento fa giurisprudenza anche a Milano. Tre infermieri dipendenti dell'ASST Fatebenefratelli Sacco, assistiti dall'avvocato Marco Leone Coccett e dalla dottoressa Marta Ottobelli, hanno fatto ricorso contro l'ASST stessa contestando il mancato riconoscimento del c.d. tempo tuta come orario di lavoro per gli anni antecedenti il 2015 (anno in cui è entrato in vigore l'accordo code contrattuali RSU aziendale - OO.SS Comparto). Il Tribunale di Milano Sez. Lavoro ha dato ragione, con la Sentenza n. 116/2019 del 18 gennaio 2019, ai tre richiedenti. Nelle considerazioni finali della sentenza, si legge che: "Gli Infermieri tenuti ad indossare appositi indumenti di lavoro (casacca, pantaloni, maglietta, felpa) deducono che l'accordo aziendale del 17/12/1996 stabiliva che l'orario di lavoro dovesse prevedere, per il personale obbligato ad indossare la divisa aziendale un tempo complessivo di 15 minuti all'inizio e alla fine dell'orario di lavoro, che ciò nonostante questo tempo non era mai stato riconosciuto in termini di retribuzione perché il datore di lavoro non avrebbe consentito le operazioni di vestizione e svestizione durante il turno, che solo successivamente all'accordo siglato nell'ottobre del 2015 la divisa sarebbe stata conteggiata nell'orario di servizio. Gli stessi pertanto chiedono conclusivamente al tribunale l'accertamento e declaratoria del loro diritto ad indossare e dismettere la divisa in orario di lavoro, l'accertamento che per il periodo dal febbraio 2012 al dicembre 2015 il personale turnista ed aggiornata avrebbe diritto ad una fascia di 15 minuti all'interno dell'orario di lavoro per indossare e dismettere la divisa aziendale le pretese dei ricorrenti appaiono integralmente fondate e meritevoli di accoglimento.
Appare pacifico, nel caso di specie, che il personale sanitario ed infermieristico sia da un lato necessariamente tenuto ad indossare una specifica divisa di lavoro, e dall'altro che l′indossamento e la dismissione della divisa debba, per ragioni di sicurezza, necessariamente avvenire nei locali aziendali, nel periodo preparatorio e terminativo del proprio turno di lavoro, non potendo, in applicazione dei principi enunciati dalla suprema corte, rientrare il tempo impiegato dal lavoratore per indossare e dismettere la divisa di lavoro nel normale orario di lavoro contrattuale, là dove lo stesso non contempli espressamente la ricomprensione del tempo occorrente alle versioni preliminari nell'ordinario turno di lavoro". Quindi, il Tribunale si esprime sulla retribuzione mancata:
"La circostanza è confermata per il periodo successivo a quello oggetto di causa dall'Accordo cd Code Contrattuali del 26/10/2015, entrato regime a partire dal 09/12/2015 per i lavoratori turnisti e dal 04/01/2016 per i lavoratori a giornata, nel quale si prevede espressamente, per i lavoratori interessati, tra cui gli odierni ricorrenti, un tempo ulteriore di otto minuti per indossare la divisa di lavoro ed un tempo di sette minuti per dismettere gli indumenti da lavoro, oltre ad un ulteriore tempo stabilito in 15 minuti per effettuare il passaggio di consegne. L′evidente contraddittorietà delle risultanze istruttorie, e l′impossibilità di addivenire alla certa e condivisa ricostruzione di una prassi organizzativa, in virtù della quale agli operatori oggi ricorrenti fosse consentito di svolgere le operazioni di indossamento e svestizione nell′ambito dell′orario di lavoro, determina la fondatezza delle pretese attoree ed il riconoscimento del cd tempo divisa quale orario di lavoro utile ai fini retributivi, nella misura di 15 minuti di lavoro ordinario al giorno per ogni giorno di effettivo servizio, risultante dai cedolini paga in atti".
Questo ricorso pilota sul cosiddetto “tempo divisa” è stato sostenuto dalla Segreteria Territoriale NurSind di Milano: una vittoria, quindi, anche per NurSind prima e unica sigla sindacale ad aver ottenuto un simile risultato.
I precedenti
Risale a poche settimane fa, inoltre, la sentenza della Corte di Cassazione Sez. Lav., 11 febbraio 2019, n. 3901 che ha ribaltato il verdetto precedentemente emesso dalla Corte d′Appello di Perugia. La Corte d'Appello aveva rigettato la domanda di cinque infermieri assunti presso il locale Ospedale, che avevano domandato la condanna dell′Ausl della Regione Umbria al pagamento del compenso a titolo di indennità per lavoro straordinario, per il tempo occorrente per la vestizione. Si tratta di 15 minuti rispetto all′inizio del turno e di 15 minuti per il passaggio di consegne a fine turno. La Corte di Cassazione si è espressa definitivamente in tutt'altro modo, rovesciando il verdetto con questa motivazione: "Violazione e falsa ed errata applicazione della direttiva CEE 23/11/93 nn. 93/104 nonché del D.Lgs. 8 aprile 2003, n. 66 di attuazione della predetta direttiva. Difetto di motivazione su punti essenziali della controversia. Travisamento ed illogicità". In particolare, in base all′art. 1, comma 2 lettera a) del D.Lsg. n. 66/2003 è precisato che costituisce orario di lavoro “qualsiasi periodo in cui il lavoratore sia al lavoro, a disposizione del datore di lavoro e nell′esercizio della sua attività o delle sue funzioni”.
Evidentemente, il tempo/divisa come tempo/lavoro è un fatto sempre più condiviso. Lo contempla finalmente anche il CCNL Comparto Sanità firmato il 21 maggio 2018 , ai comma 11 e 12 dell'Art. 27. Il comma 11 recita: "Nei casi in cui gli operatori del ruolo sanitario e quelli appartenenti a profili del ruolo tecnico addetti all′assistenza, debbano indossare apposite divise per lo svolgimento della prestazione e le operazioni di vestizione e svestizione, per ragioni di igiene e sicurezza, debbano avvenire all′interno della sede di lavoro, l′orario di lavoro riconosciuto ricomprende fino a 10 minuti complessivi destinati a tali attività, tra entrata e uscita, purché risultanti dalle timbrature effettuate, fatti salvi gli accordi di miglior favore in essere". Il 12 specifica che "Nelle unità operative che garantiscono la continuità assistenziale sulle 24 ore, ove sia necessario un passaggio di consegne, agli operatori sanitari sono riconosciuti fino ad un massimo di 15 minuti complessivi tra vestizione, svestizione e passaggi di consegne, purché risultanti dalle timbrature effettuate, fatti salvi gli accordi di miglior favore in essere".
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Eventi


30 centesimi di aumento accordo Aso S.Croce e Carle


Clicca per ingrandire 15/03/2019
30 centesimi di aumento per il turno notturno. NurSind Cuneo denuncia l′accordo firmato da Cgil, Cisl e Nursing Up
Lo scorso otto marzo, presso l′Azienda Aso S. Croce e Carle Cuneo, CGIL, CISL e NURSING UP, durante il tavolo di contrattazione decentrata hanno apposto la loro firma su un accordo che sarà parte integrante del nuovo Contratto Integrativo Aziendale del triennio 2019-2021, e manco a dirlo un accordo peggiorativo di un contratto già penoso, che prevede:
I dipendenti che non hanno mai avuto il riconoscimento della vestizione (o che l'hanno avuto anche parzialmente) continueranno a non ricevere nulla
I dipendenti turnisti avranno un aumento delle indennità notturna di 30 cent all'ora (per un totale di 3 euro)
L'indennità di reperibilità: nessun aumento
Concessione Part time, solo per 50 dipendenti, ancora con criteri di definire
I Passaggi di fascia verranno assegnati, ma manca il reperimento dei fondi
Firmato l'accordo per gli incentivi per le funzioni tecniche
Firmato l'accordo per i compensi degli avvocati
“Dall′accordo si evince come per gli Infermieri non ci siano che spiccioli, fatti passare per grandi vittorie, mentre per le altre posizioni i fondi per incentivi e compensi sono sempre cospicui e facilmente reperibili.
NurSind non ha firmato e non firmerà mai un simile accordo. Come sempre siamo una voce fuori dal coro”, conclude Canetti Davide, Segretario Territoriale Cuneo.

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NurSind Asti: “Maggiori risorse sul territorio per evitare il sovraffollamento dei Pronto Soccorso


Clicca per ingrandire 10/03/2019
Investire maggiori risorse sul territorio per ridurre il tasso di ospedalizzazione.
È questa la via indicata da NurSind Asti, sindacato delle professioni infermieristiche, per ridurre le cronicità ed evitare che queste si trasformino in acuzie da gestire in Pronto Soccorso.
“L′Azienda Sanitaria a gennaio 2019 – afferma Gabriele Montana, segretario territoriale Nursind – ha messo in atto un piano di sovraffollamento del Pronto Soccorso dell′Ospedale Cardinal Massaia inserendo un ottavo infermiere in turno (che ci auguriamo venga mantenuto d′ora in avanti), investendo risorse economiche nei vari reparti e trasformando circa 15 posti letto nei reparti chirurgici per dare sfogo ai ricoveri”.
Nonostante lo sforzo aziendale, però, personale e pazienti si trovano costretti a convivere col periodico sovraffollamento del Pronto Soccorso.
Investire maggiori risorse sul territorio per ridurre il tasso di ospedalizzazione.
È questa la via indicata da NurSind Asti, sindacato delle professioni infermieristiche, per ridurre le cronicità ed evitare che queste si trasformino in acuzie da gestire in Pronto Soccorso.

Nella foto, Gabriele Montana
“L′Azienda Sanitaria a gennaio 2019 – afferma Gabriele Montana, segretario territoriale Nursind – ha messo in atto un piano di sovraffollamento del Pronto Soccorso dell′Ospedale Cardinal Massaia inserendo un ottavo infermiere in turno (che ci auguriamo venga mantenuto d′ora in avanti), investendo risorse economiche nei vari reparti e trasformando circa 15 posti letto nei reparti chirurgici per dare sfogo ai ricoveri”.
Nonostante lo sforzo aziendale, però, personale e pazienti si trovano costretti a convivere col periodico sovraffollamento del Pronto Soccorso.
“Questa situazione – prosegue Montana – è frutto dell′elevato numero degli accessi ospedalieri, situazione aggravata dalla delibera regionale 1/600 che ha tagliato trasversalmente in Piemonte posti letto, servizi e punti di primo intervento”.
Secondo il programma regionale, parallelamente all′attuazione della dgr 1/600, sarebbe dovuto partire un piano legato alla gestione delle acuzie e alle case della salute, progetto che ad oggi è stato avviato a singhiozzo e in maniera incompleta.
“In questo momento – dice il segretario NurSind di Asti – il piano territoriale sul territorio astigiano dispone di pochissime risorse, che sono sicuramente insufficienti per attuare un servizio al domicilio destinato soprattutto ai pazienti più anziani. L′obiettivo dovrebbe essere quello di evitare che le cronicità si trasformino in acuzie da curare in Pronto Soccorso, ma con i numeri attuali non si va da nessuna parte. Come Nursind – prosegue Montana – chiediamo quindi che vengano incrementate le risorse destinate (anche) al piano territoriale, affinché possa finalmente partire un progetto a medio-lungo termine di gestione delle cronicità al domicilio”.
Ma non è tutto. Per l′ennesima volta Nursind ribadisce come il solo Pronto Soccorso del Cardinal Massaia e il Punto di Primo Intervento di Nizza Monferrato non siano sufficienti per un bacino d′utenza di 300mila utenti, ancor di più se confrontato con la situazione alessandrina, dove sono ben 5 i punti di primo intervento per 600mila abitanti.
Servono decine di infermieri (anche) sul territorio, che il sindacato Nursind si augura possano arrivare dal prossimo concorso per dare forza ai progetti di domiciliarità tanto attesi e ai Progetti di Infermieristica di Iniziativa e delle Cronicità già attivati presso le Case della Salute di Canelli, Nizza Monferrato, San Damiano e Villafranca e presso le Sedi di Bubbio, di Montemagno e di Viarigi, estendendolo a tutte le Sedi territoriali distrettuali.
La Sanità astigiana ha bisogno anche di assunzioni medici, ma al momento nonostante la volontà di assumerli quest′ultimi scarseggiano.
“Gestire le criticità al domicilio – conclude Montana – vuol dire ridurre gli accessi in ospedale, alleggerendo il lavoro dei punti di primo soccorso ed evitando il rischio di sovraffollamento, situazione che ancora oggi, e troppo spesso, si verifica mettendo a rischio il lavoro dei professionisti sanitari”.

Eventi


Richiesta tessera Nursind


Clicca per ingrandire 20/01/2019
SEI IN POSSESSO DELLA TESSERA NURSIND?
Se per una qualsiasi ragione ne sei sprovvisto
Manda una mail alla seguente casella
cuneo@nursind.it

Eventi


Buste paga leggere sotto l’albero di Natale degli Infermieri del Aslcn1


Clicca per ingrandire 28/12/2018
“Quest′anno sotto l′albero di Natale, gli infermieri della Asl Cuneo 1, troveranno una busta paga leggera”, è quanto dichiara Davide Canetti, Segretario territoriale NurSind Cuneo.
Ai lavoratori del Comparto Sanità verrà “sequestrata” la parte accessoria dello stipendio e questo per un accordo stipulato da di CGIL, CISL, UIL e Nursing Up in Rsu.
Il “Sequestro della parte accessoria” è stato sancito per poter garantire il passaggio di fascia a pochi dipendenti.
“Una decisione grave quella concordata, un′ingiustizia che comporterà una perdita di almeno 300 euro dalla busta paga di ogni dipendente che non prenderà nemmeno l′incremento previsto per il passaggio di fascia, previsto per pochi”- continua – “Ringraziamo ancora una volta gli RSU CGIL, CISL, UIL e Nursing Up di questo regalo natalizio e ci domandiamo perché altre figure come gli amministrativi non vengono mai penalizzati così come da accordo del 16/11/18 “
Il link con gli accordi

Eventi


Obbligo assicurativo per gli infermieri


Clicca per ingrandire 20/12/2018
Scopri i vantaggi della Convenzione riservata ad Infermieri, Ostetriche e Coordinatori iscritti Nursind, inclusa nella quota d'iscrizione, la più bassa del comparto!

Eventi


RIAPRIAMO LA QUESTIONE INFERMIERISTICA


Clicca per ingrandire 20/11/2018
E′ con questo slogan che inizia la campagna di mobilitazione degli infermieri .
Fino ad oggi, solo il grande senso di responsabilità della categoria che si accolla da tempo i rischi di un assistenza insufficiente ai bisogni dei cittadini ricoverati e si vede continuamente negare diritti contrattuali, sta permettendo di fare fronte alla grave carenza di personale, peggiorata dal lungo tempo di mancate assunzioni e dal lungo periodo di blocco del Turn Over.
E′ancor più grave la completa mancanza di qualsiasi programmazione e strategia di fronte ad una categoria che sta diventando vecchia. Quasi 50 anni la media della categoria infermieristica. Il 25% di questi ha una limitazione funzionale provocata spesso dal proprio lavoro. Nessun passaggio di sapere e di esperienze tra generazioni.
Straordinari, riposi saltati, ferie non godute, periodi di riposo non garantiti non possono e non devono più bastare a colmare la sufficienza con la quale la nostra politica cerca di porre rimedio a questa problematica.
La tutela della salute del cittadino và di pari passo con la tutela delle condizioni di lavoro degli infermieri e di chi si occupa di assistenza.
Manca sempre il tempo per riunirsi, per parlare, per condividere e analizzare. Manca sempre il tempo per pianificare. controllare valutare. Manca sempre il tempo per confrontarsi e aggiornarsi. Manca sempre il tempo per pensare e ragionare.
Con queste difficoltà l ‘infermiere ogni giorno combatte la sua battaglia di civiltà nelle corsie degli ospedali piemontesi, pagandone le conseguenze in prima persona, difficoltà che inevitabilmente si ripercuotono sui bisogni di salute e di assistenza di chi le cure le riceve.
Nella condizioni attuali è impossibile poter metter in atto in maniera completa le nostre competenze, le nostre conoscenze e le nostre abilità assicurando così al paziente una assistenza sicura e adeguata.
Il Piemonte ha di certo delle eccellenze ma la sanità di tutti i giorni è un'altra cosa.
La Regione ha dichiarato più volte sugli organi di stampa centinaia di assunzioni che se confrontati alle cessazioni di questi anni rappresentano un inerzia.
La misura è colma, i rischi aumentano. Chi governa la Sanità Regionale e le Aziende Piemontesi dovrà assumersi le proprie responsabilità.
Nursind, il sindacato delle professioni infermieristiche metterà a disposizione degli infermieri piemontesi una piattaforma su www.nursindpiemonte.it per segnalare situazioni a rischio per l′assistenza e violazioni contrattuali.
Rappresenteremo in tutte le sedi le violazioni che raccoglieremo e le situazioni a rischio che ci saranno segnalate, nelle sedi istituzionali. nelle procure e nelle aule di tribunale se sarà il caso.
Avvieremo iniziative pubbliche di sensibilizzazione dei cittadini della problematica che riguarda anche e soprattutto loro.

Eventi


Congresso Nazionale 25-26-27 ottobre


Clicca per ingrandire 28/10/2018
Si è chiuso ieri a Torino il settimo congresso nazionale
del sindacato infermieristico Nursind.
Attraverso il voto dei 315 delegati provenienti da tutto il territorio nazionale si sono rinnovati gli organi statutari nazionali.
Sono stati eletti alla direzione nazionale:
Andrea Bottega di Vicenza (segretario nazionale),
Daniele Carbocci di Pisa (segretario amministrativo nazionale),
Salvatore Vaccaro di Catania (Vicesegretario nazionale),
Romina Iannuzzi di Avellino (Responsabile nazionale per la sanità privata),
Stefano Barone di Roma, Donato Cosi di Monza, Amerio Roberto di Torino,
Fausta Agostina Pileri di Sassari,Gianluca Altavilla di Pordenone.

Revisori dei conti:
Ignazio Curto di Caltanissetta, Maurizio Pelosi di Ascoli-Fermo, Falcone Matteo di Foggia.

Collegio dei probiviri:
Massimo Latella di Messina, Claudio Cullurà di Arezzo, Di Lalla Flavia Loredana di Pisa.

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Quota 100, Opzione donna ed Ape social.


Clicca per ingrandire 18/10/2018
Approvato dal Consiglio dei Ministri lunedì sera, il decreto fiscale, adesso il Governo invierà a Bruxelles il Documento Programmatico di Bilancio, all′interno del quale, una delle manovre più attese è Quota 100, che permetterà il superamento della Legge Fornero.

Vediamo quindi i requisti essenziali per potervi accedere.

Potranno andare in pensione i lavoratori che hanno raggiunto i 62 anni di età ed i 38 anni di contributi.

Resta fermo il requisito essenziale ed indispensabile dei 38 anni di contributi, anche nel caso di un′età maggiore.

Quindi a 63, 64, 65, 66 anni la quota sarà di 101, 102, 103 e 104.

A 67 anni si potrà continuare a uscire secondo le regole della pensione di vecchiaia, cioè avendo almeno 20 anni di contributi.

Quota 100, partirà da febbraio, ed avrà quattro finestre annuali, una ogni tre mesi.

Chi avrà i requisiti entro il 31 marzo riceverà la prima pensione ad aprile. Chi maturerà i requisiti fra il primo aprile e il 30 giugno incasserà l′assegno a luglio, e così via.

Per il prossimo biennio 2019/2020, torna anche la misura previdenziale a favore delle lavoratrici, vale a dire Opzione Donna.

Le donne con 58 anni di età (come lavoratrici dipendenti) e 59 (come autonome) con 35 anni di contributi potranno accedere alla pensione accettando, però, il sistema di calcolo contributivo integrale.



L'Ape Social, poi, godrà di un anno di proroga: contrariamente a quanto si pensava, infatti, l'anticipo pensionistico varato dal Governo Gentiloni non andrà in 'pensione' a fine anno, bensì verrà prorogato a tutto il 2019, mantenendo gli stessi requisiti sin qui applicati.


Eventi


VII° Congresso Nazionale, Torino 2018


Clicca per ingrandire 18/10/2018
VIIº Congresso Nazionale, Torino 2018

Eventi


Rinnovo Direttivo Provinciale Cuneo


19/09/2018
Rinnovato il Direttivo Provinciale eletto durante il Congresso Territoriale del 28/09/18
Il Direttivo è composto da:
Davide Canetti ( segretario provinciale)
Silvana Marchesano ( segretario amministrativo)
Marisa Farina ( referente ASLCN1 )
Antonella Testa
Maria Maribella (referente Savigliano)

Eventi


Pensione anticipata e Legge 104-92, cosa è possibile e quando


06/09/2018
La Legge 5 febbraio 1992 n. 104, più nota come legge 104, è il riferimento legislativo “per l′assistenza, l′integrazione sociale e i diritti delle persone con handicap“.
Per beneficiare delle Agevolazioni e dei Permessi previste dalla Legge 104, è necessario possedere un handicap grave: minorazione fisiche, psichiche o sensoriali, in situazioni stabilizzate oppure progressive, che siano causa di difficoltà di apprendimento e di integrazione.

Fonte: Termometropolitico.it
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Eventi


Invito assise congresso provinciale nursind Cuneo


Clicca per ingrandire 28/08/2018
Per informazioni contattate il 3294058815
  

Eventi


Nursind Citta' della Salute


Clicca per ingrandire 06/08/2018
"Dopo innumerevoli segnalazioni portate dal NurSind all'Azienda, siamo stati costretti un anno fa a presentare esposti alla Procura della Repubblica e denunce allo SPRESAL riguardo ad alcune sedi di lavoro 118 ed al lavaggio divise del personale. Ora i frutti si iniziano a raccogliere".
Ad affermarlo è Daniele Scomersich, dirigente sindacale Nursind del Servizio di Emergenza Territoriale 118.
"Ad Avigliana - dice Scomersich - i colleghi hanno ottenuto una nuova postazione che possiamo definire all'avanguardia sul territorio".
"A Giaveno siamo in attesa dello spostamento, - continua - inizialmente erano stati individuati nuovi locali all'esterno del presidio ospedaliero, trasloco poi bloccato il giorno precedente".
E′ stata imposta all'Azienda, una prescrizione da parte dello Spresal che invita la Città della Salute a trovare una soluzione, entro 180 giorni, per la questione del lavaggio delle divise dei dipendenti.
"Siamo felici di vedere dei risultati che vanno a favore dei colleghi che operano sul territorio, - conclude Scomersich - ci lascia perplesso che l'Azienda non abbia trovato soluzioni prima e non solo dopo gli interventi dello Spresal. Auspichiamo che l'Azienda e l′Assessorato alla Sanità della Regione Piemonte ne traggano insegnamento e pongano rimedio a tutte le problematiche ancora esistenti".

Eventi


Infermieri e burnout.


Clicca per ingrandire 06/08/2018
Infermieri e burnout. Predire lo stress attraverso la misurazione dell′Alfa-amilasi salivare. Lo studio

Nella psico-neuro-endocrinologia è usuale misurare i livelli di stress attraverso la misurazione di due biomarcatori salivari: cortisolo salivare e alfaamilasi salivare(ASA); un esame che ha il beneficio di non essere invasivo.
Un grande numero di studi ha fornito prove per l 'utilità del dosare il cortisolo salivare come marker dell′asse ipotalamo-ipofisi-surrene (HPA) (Kirschbaum e
Hellhammer, 1989; Kudielka et al., 2004), mentre i risultati su ASA sono ancora in via di sperimentazione.
Una revisione recente ha riassunto gli studi che hanno esaminato il potenziale di ASA suggerendo come l'attività di ASA sia relativamente robusta contro
l'influenza di diversi fattori come ad esempio il genere, gli ormoni sessuali, l′ età (Rohleder and Nater, 2009). Tuttavia, molti dei gli studi esaminati non forniscono certezze a causa del campione di piccole dimensioni.
Inoltre, mancano gli studi che si concentrano solo sulla relazione tra e alfaamilasi salivare(ASA) e stress.
Il burnout è una malattia correlata allo stress ed è un fattore di rischio per le malattie cardiovascolari (Melamed et al., 2006).
Gli infermieri sono tra i professionisti con più alto rischio di incorrere in malattie da stress- lavoro correlato, vista la tipologia di lavoro, una professione di aiuto con turni disagiati ed alti carichi di lavoro.
Lo studio qui preso in esame mira ad indagare se esiste nella popolazione infermieristica, una correlazione tra burnout, stress da lavoro e attività dell′ alfa amilasi salivare.
In secondo luogo, intende esaminare quali variabili influenzano l'attività di ASA durante una giornata lavorativa di un infermiere.
Metodo
Gli infermieri sono stati reclutati da quattro ospedali tedeschi , 215 i partecipanti con un età media di 37,9 anni .
La saliva è stata raccolta utilizzando dispositivi di raccolta salivette , le analisi sono state fatte presso il laboratorio di biochimica, Università di Dresda, Istituto di Biopsicologia (Dr. Kirschbaum). L'attività alfa-amilasi è stata misurata con un metodo quantitativo cinetico degli enzimi (vedi anche Nater et al., 2007).
Agli infermieri è stato somministrato un questionario che conteneva informazioni su:
aspetti socio-demografici e ginecologici, fumo , assunzione di caffè; lo stress percepito è stato misurato con la "Chronic Stress Screening Scale" (CSSS).
Per la misurazione della presenza o meno di Burnout è stata usata la
Maslach Burnout Inventory (MBI).
L'MBI misura il burnout su tre dimensioni: emozionale esaurimento,spersonalizzazione e realizzazione personale.
Risultati
Riguardo al primo obiettivo dello studio, nessuna associazione significativa è stata trovata tra attività ASA e depressione, ansia, burnout o stress percepito. Tuttavia, sorprendentemente il campione si componeva di infermieri che non avevano avuto punteggi significativi di depressione e ansia.
Il secondo obiettivo dello studio era l'identificazione delle variabili che influenzavano dell'attività basale di sAA, durante il turno. Prima di tutto, il nostro campione aveva un sAA più bassa al mattino e un aumento durante il giorno.
Solo il genere mostra una chiara influenza su sAA nelle attività nel corso della giornata, minore nel genere maschile.
The diurnal course of salivary alpha-amylase in nurses: An investigation of potential confounders and associations with stress Katja Wingenfelda,∗, Michael Schulz b, Annika Damkroeger b,c, Christine Philippsena, Matthias Rosea, Martin Driessenb

Eventi


Regione Piemonte


Clicca per ingrandire 06/08/2018
Regione Piemonte. 500 operatori non assunti tra il 2017 e 2018. Il NurSind: "Infermieri diminuiti di altre 350 unità"

"Purtroppo avevamo ragione sui numeri. L'Assessore dovrebbe chiedere scusa agli infermieri piemontesi che hanno pagato maggiormente la politica dei tagli sul personale".
Questo il duro monito del Coordinatore Regionale NurSind Piemonte, Francesco Coppolella, in merito alle mancate assunzioni.
Dopo la polemiche dei giorni precedenti e la lettera inviata al Ministro della Sanità Giulia Grillo, il NuSsind Piemonte torna all'attacco dell'Assessore Saitta e delle mancate assunzioni.
500 assunzioni in meno tra il 2017 e il primo semestre 2018, delle quali 350 riguardano gli infermieri piemontesi.
Purtroppo per gli operatori della Sanità piemontese, avevamo ragione - commenta il coordinatore regionale Francesco Coppolella - nonostante la regione ci abbia accusato di strumentalizzare e di non fare gli interessi dei lavoratori.
Questi i dati della Regione Piemonte:
Infermieri assunti tra il 2017 e 2018, 628.
Infermieri cessati 978.
2246 cessazioni in totale nel 2017, contro 1909 assunzioni.
1281 cessazioni nel 2018, contro 1184 assunzioni.
In pratica un delta di circa 500 operatori non assunti, che equivalgono circa a 20 milioni di euro.
E non si conosce il dato del 2016 - affermano dal NurSind - che come già detto, ha visto un risparmio di ulteriori 18 milioni di euro.
“All'Assessore che ci ha accusati di non fare gli interessi dei lavoratori - conclude Coppolella - rispondiamo che lui invece ha fatto gli interessi dei Direttori Generali, aumentando loro gli stipendi, mentre gli infermieri pagavano il disagio dei tagli sulla propria pelle.

Articoli correlati: Mancate assunzioni in Piemonte. Il NurSind: “Tra 2016-17 la Regione ha risparmiato 21 milioni sulla pelle dei lavoratori”.

Eventi


Rsu 17-18-19 aprile 2018 inostri candidati


Clicca per ingrandire 05/04/2018
Rsu ASO S.Croce e Carle
Rsu AslCn1
Rsu AslCn2
     

Eventi


La triade rinnega il contratto e fa autorete.


Clicca per ingrandire 05/04/2018
Sta davvero franando il terreno sotto i piedi alla Triade, Cisl, Cgil e Uil, e quando si comincia a temere di perdere un potere di cui sono depositari da anni, si corre il rischio di incorrere in errori più grandi.
Ed è questo il caso della “retromarcia” sul Contratto Sanità, alla quale stiamo assistendo da qualche giorno: dal tanto osannato contratto, perfetto a dir loro, da qualsiasi prospettiva, di scatto (ma mica tanto, visto che si avvicina lo sciopero di 48 ore dichiarato da NurSind e NurSing up) nascono le imperfezioni, gli errori da correggere, le norme da cancellare.
Nel documento inviato dalla Triade all′ Aran, ci sono ben 34 osservazioni tra aggiustamenti, coordinamenti del testo, correzioni di errori formali e modifiche secondo quanto deciso durante la trattativa.
Vediamo dunque, prima di arrivare alle nostre conclusioni, cosa dichiaravano in merito al nuovo contratto fino a qualche giorno fa, denigrando il NurSind, accusandolo di fare solo campagna elettorale pro RSU, di dire una marea di fandonie e di non aver nessuna capacità di comprensione del testo.
Da Quotidiano Sanità del 02 marzo Serena Sorrentino Segretaria generale FP Cgil , Maurizio Petriccioli Segretario generale Cisl Fp, e Michelangelo Librandi Segretario generale Uil Fpl, in un accorata lettera al Direttore, stanchi degli attacchi ( ed in preda ad un attacco di panico per le tessere stracciate) dichiaravano:
“La preoccupazione del collega di un sindacato autonomo, rispetto alla volontà di arrivare alla stesura della preintesa del Contratto nazionale in tempi che giudica troppo celeri, appare quindi strumentale e infondata.Il testo Aran era stato consegnato e pubblicato per argomenti man mano che essi sono stati discussi in questi mesi ai tavoli convocati su singoli argomenti. La sola parte economica è stata sviluppata nella due giorni di trattativa in ragione del fatto che l′atto di indirizzo sulle risorse per il comparto era arrivato in via definitiva in quelle ore.
Rivendichiamo di aver prodotto avanzamenti sul testo riproposto in entrata, che sono il frutto, si badi bene, non di qualche ora ma di un lavoro unitario di mesi.
Questo contratto è migliorativo in tante parti: diritti, relazioni sindacali, incarichi, indennità, sviluppo professionale, difesa dei riposi.
Ci sembra, invece, che in questo caso qualche sindacato, nell′incertezza di come gestire la trattativa, non sapesse bene cosa fare e mentre i lavoratori erano in piazza anziché sospendere lo sciopero, anziché chiedere l′interruzione della trattativa, ha proseguito a stare al tavolo come se la mobilitazione non riguardasse chi addirittura l′aveva indetta!
Adesso si annuncia un nuovo sciopero per riaprire la trattativa. Bisognerebbe avere l′onestà intellettuale di dire che quello sciopero sarà fatto a pochi giorni dal voto per avere qualche consenso alle Rsu ma che viste le procedure di validazione dei contratti quella iniziativa non inciderà minimamente sull′iter contrattuale”.

Da Quotidiano Sanità del 3 marzo, intervista alla Segretaria generale FP Ggil Serena Sorrentino.
Quali sono i punti di forza di questo accordo?
Non ci sono deroghe, non solo ai riposi ma anche a istituti fondamentali che regolano il rapporto di lavoro; si cancella la legge Brunetta sia sulla valutazione delle performance che sugli atti unilaterali; si mantengono le tutele dell′articolo 18 e l′orario di lavoro a 36 ore; si istituisce la commissione paritetica che oltre il sistema di classificazione ha come obiettivi chiari: la revisione dei profili professionali, rivedere il sistema delle indennità, costruire un sistema di valorizzazione delle competenze, semplificare e rivedere l′attuale sistema di progressione economica; si dà un ruolo alla contrattazione nel limitare il disagio derivante dal lavoro in turni (pronta disponibilità, limitazioni dello straordinario, gestione delle turnazioni); si introducono permessi aggiuntivi per visite, terapie ed esami diagnostici, si migliora la fruizione dei permessi per motivi personali e si introducono 4 mesi in aggiunta al periodo di comporto in caso di terapie salvavita; si rendono fruibili a ore i congedi genitoriali; si potenzia il diritto allo studio e si migliora la disciplina in materia di formazione; si estendono i diritti civili e la tutela alle donne vittime di violenza; si definisce un sistema di relazioni sindacali che ridà titolarità alla contrattazione e un ruolo e poteri certi alle Rsu; si introduce un nuovo sistema di partecipazione sindacale (confronto) articolato anche su base regionale che apre ai rappresentanti dei lavoratori la condivisione sulle scelte regionali e aziendali che vanno dalle politiche del personale, alla formazione, fino all′organizzazione del lavoro.
A queste chicche aggiungiamo ancora un video, Marianna Ferruzzi, segretaria nazionale Cisl FP, ci illustra i punti qualificanti di questo contratto.
Potremmo ancora scrivere all′infinito e oltre su quanto hanno osannato questo contratto e su come hanno denigrato NurSind, che senza cedere mai in coerenza ha dichiarato come questo fosse un mero Contratto politico, scritto di fretta e forse letto da nessuno della Triade.
A noi questa improvvisa marcia indietro fa sorgere diversi interrogativi:
Che la Triade sia in preda ad uno sdoppiamento di personalità? Che tutti i suoi componenti soffrano di bipolarismo? Che siano in piena crisi di identità? Hanno forse grossi problemi di comprensione del testo?
O forse più plausibilmente, non hanno mai letto quella bozza di contratto, chiusa in fretta e furia a ridosso delle elezioni politiche, ed adesso mentre i loro iscritti storici stracciano le tessere, si sono accorti dell′errore grossolano commesso?
Con questa marcia indietro hanno commesso l′ennesimo autogol, l′irrispettosa considerazione che loro hanno dei lavoratori è palese.
Hanno firmato una pre-intesa come fosse l′ottava meraviglia del mondo, ora ritrattano, e ne chiedono ben 34 modifiche, molte delle quali già evidenziate dal NurSind a suo tempo, e per le quali lo stesso non ha firmato la pre-intesa.
Cara Triade, dopo aver difeso questo scempio fino alle fine ora lo rinnegate.
Che meravigliosa autorete, con questa marcia indietro, i lavoratori che ancora non si erano resi conto di quanto li avete ingannati e traditi, da questo momento avranno chiaro il concetto che siete degli inaffidabili, e che mentre state annegando nel vostro mare di bugie, avete cercato un ancora di salvezza, che vi sommergerà definitivamente.


Video

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IL contratto


Clicca per ingrandire 03/03/2018
Ecco tutto “il bello” del contratto firmato da CGIL CISL UIL FSI (ben due come se 1 non bastasse)
Non si capisce il senso di accettare pochi soldi e anche modifiche giuridiche peggiorative del contratto precedente.
Misteri della fede...
  

Eventi


Sciopero del 23/2/2018


Clicca per ingrandire 03/03/2018
Quella di venerdì 23 febbraio 2018, data in cui è stato sottoscritta l′ipotesi del CCNL comparto sanità, sarà ricordata per un duplice motivo, uno come venerdì della vergogna per i lavoratori del Comparto e l′altro come venerdì della consapevolezza per la grande partecipazione allo sciopero generale (circa 80%) indetto da NurSind e pNursing up, che ha portato migliaia di Infermieri a protestare nella Capitale in Piazza S. Apostoli contro il mancato riconoscimento sostanziale della professione.

La firma di CGIL, CISL, UIL e FSI rappresenta un PUGNO ALLO STOMACO per i lavoratori interessati, e li pone definitivamente fuori dall′alveo della rappresentanza, infischiandosene della delega dei propri iscritti per compiacere il Governo di turno.

Senza vergogna, risulta essere, anche il tentativo di alcuni esponenti sindacali di convincerci sulla bontà dell′accordo con la diffusione di tabelline ragionieristiche sugli aumenti e sul pregresso contrattuale, per noi del NurSind, è invece un vero insulto ed una pretesa che agli occhi di veri rappresentanti dei lavoratori, respingiamo senza alcuna esitazione.

Visto che, a questi sindacati “professionisti” piacciono i numeri, proviamo a quantificare il regalo del Governo: Precisamente dalla fascia A alla fascia DS6 la differenza è di 15 euro…ogni commento ulteriore risulta pertanto superfluo. Insomma, hanno abdicato al loro ruolo di rappresentare i lavoratori con il Governo per lasciar posto al più tranquillo e vantaggioso in taluni casi ruolo di rappresentare il Governo tra i lavoratori.

Nel venerdì della vergogna, non è stato possibile infatti, neanche aprire la discussione sulla parte economica perchè di fatto la “mancetta” del Governo era già stata pattuita con la triplice sindacale nell′accordo di novembre 2016. Quel che fa più rabbia è senza dubbio vedere i potenti sindacati confederali che si adoperano per convincere i lavoratori della bontà di tale accordo che il padrone ha concesso: eh si, quel che ha concesso, perchè non verranno mica a dirci che lo hanno costretto a darci tutto quel ben di dio ?

Ma soprattutto, alla luce di quanto detto sopra: le aziende ci vogliono sempre più produttivi, ci stressano, ci rubano il tempo, ci controllano, ci vogliono sempre aggiornati ma non ci riconosce tutto questo. Quel che ci stanno elemosinando, è in realtà un insulto e NurSind lo ha rifiutato.

In vista della tornata elettorale del 4 marzo p.v. dopo un lungo sonno durato anni, giorno 22 febbraio dalle ore 10.00 per 30 ore, il Governo ha “sequestrato” i sindacati per firmare il CCNL, tutto in fretta, tutto subito. Hanno usato la tecnica dello sfinimento, ossia quella che si usa per fare capitolare i delinquenti più incalliti, il Governo smontava il contratto e ad ogni pezzo da esaminare concedeva 2 ore, per ripresentarsi dopo con giuristi e tecnici sempre nuovi.

Credevano che la resilienza non albergasse nel NurSind, ma si sono ricreduti perchè il testo per volontà del nostri Segretari Nazionali Andrea Bottega, Salvatore Vaccaro, Daniele Carbocci e Paolo Porta è stato rispedito al mittente che ha dovuto apportare più volte le modifiche richieste dal nostro sindacato, supportato dalle migliaia di infermieri in piazza che urlavano la loro rabbia con slogan, testimonianze e musica in diretta streaming, nonostante il tempo fosse inclemente.

Caro Governo e cari Sindacati, gli infermieri del NurSind di tutto il Paese, in quella piazza si è bagnato non di pioggia, ma di DIGNITA′ e di CONSAPEVOLEZZA, tutto ciò non si era mai visto.

Si, perchè i nostri rappresentanti quando siedono al tavolo della trattative a tutti i livelli non dimenticano nel taschino la delega e il mandato ricevuto, ma la mettono bene in evidenza proprio sul tavolo; idealmente tutto il popolo NurSindiano partecipa. NurSind è un passo avanti, sempre.

Mentre altri, non solo nascondono la delega e il mandato nel tascino più recondito ma addirittura si siedono dalla parte sbagliata; insomma ECTOPLASMI del sindacato che per osmosi e contiguità al potere risultano marci e avariati.

Alla fine, prima del “rilascio” degli ostaggi, NurSind NON ha firmato ed ha ottenuto il riconoscimento contrattuale del tempo di vestizione/svestizione del personale, (10min per le attività ambulatoriali, 15min per il turnista h 24 aumentabili di altri 4min in reparti ad alta complessità in contrattazione decentrata); per tutte le altre figure di supporto si riconoscono 10min e soprattutto nessuna deroga all′orario di lavoro.

Vi sono poi una serie di norme sulle relazioni sindacali, sugli incarichi, sul sistema sanzionatorio e altro, della quale vi terremo informati

IL NURSIND NON FIRMA CONTRATTI POLITICI
O

Eventi


Sciopero del 23/2/2018. VIENI ANCHE TU


Clicca per ingrandire 13/02/2018
#IOSCIOPERO il 23 febbraio. Perché vogliono metterci il bavaglio!
Perché vogliono mantenere i nostri stipendi senza valore per poterci comprare con le elemosine di 40 euro.
Perché non vogliono darci i nostri diritti.
Perché non vogliono riconoscere le nostre competenze.
Perché ci negano la mobilità.
Perché siamo reperibili e a disposizione ad oltranza.
Perché vogliono la sanità privata.
Perché ci costringono a lavorare per la libera professione medica gratis e non ci permettono di effettuare la nostre
Perché il demansionamento per noi è istituzionale
Perché siamo intelligenti/stupidi quando LORO DECIDONO
Perché non istituiscono l'infermiere di famiglia
Perché nella mia professione ho una mission, la salute del paziente ed per questo che ho scelto questa professione
Perché sono una professionista sanitaria non una missionaria
#nursindèunpassoavanti

Eventi


NURSIND SU CCNL COMPARTO SANITÀ: “PROPOSTE DATORIALI SULL’ORARIO


Clicca per ingrandire 17/12/2017
Nursind su CCNL comparto sanità: “Proposte datoriali sull′orario di lavoro contro i malati e i lavoratori.”

Roma 15 dicembre 2017


Può un contratto di lavoro nuocere alla salute dei malati prima che degli stessi lavoratori? Si. Nelle proposte avanzate dalla parte datoriale sul contratto della sanità succede anche questo. Il riferimento è all′articolato presentato sull′orario di lavoro. Un affronto, certo, ai lavoratori ma ancor più a chi, a seguito di malattia, ha bisogno di cure sicure e di qualità.

Un ulteriore tentativo di affossare il Servizio sanitario nazionale viene proprio da parte del Comitato di Settore che con la proposta di “elevare a sei mesi, ovvero, a fronte di ragioni obiettive, tecniche o inerenti all′organizzazione (ndr. carenza di personale), anche fino a dodici mesi” il periodo di riferimento per il calcolo della durata media di 48 ore settimanali dell′orario di lavoro, può far lavorare un infermiere mediamente 48 ore settimanali per un anno con la motivazione che c′è carenza di personale e il vincolo di spesa per il personale non si può superare.

Non bastasse questo a peggiorare le condizioni di lavoro, che inevitabilmente in sanità portano a errori, episodi di malasanità, disservizi, finanche alla morte, l′articolato presentato il 13 dicembre in sede ARAN prevede anche la deroga al riposo giornaliero di 11 ore nelle 24 ore: “Sono consentiti, in deroga all′art. 7 (riposo giornaliero) del DLgs 66/2003, riposi giornalieri immediatamente successivi e consecutivi inferiori alle undici ore ogni ventiquattro in presenza di eventi eccezionali e non prevedibili, o assenze improvvise, determinati, ad esempio, da prolungamenti di interventi chirurgici, malattie o infortuni, situazioni di urgenza.” Ciò significa che, per esempio, uno strumentista di sala operatoria può lavorare anche 24 ore consecutive e a qualsiasi altro infermiere che si prende in carico la salute dei malati potrà essere chiesto lo stesso. Quali attenzioni, quali prestazioni si potranno richiedere a chi lavora una giornata intera? Quale malato vorrebbe vedere affidata la propria vita a un infermiere stanco che è al lavoro da 20 ore? Non bastasse ciò anche la pausa sulla reperibilità per i reparti di emergenza è soggetta a deroga. Per questo personale si parla di sospensione (anziché interruzione) delle undici ore di riposo: un riposo frazionato, spezzettato non è riposo.

Con questo contratto le Regioni fanno sì che la qualità e la sicurezza dei servizi erogati dal servizio pubblico si abbassino ulteriormente. Oltre a definanziare il sistema, lo si rende insicuro e di bassa qualità. Una responsabilità politica chiara per chi vuole gestire in autonomia la sanità. Un datore di lavoro pubblico che vuole offrire ai cittadini un servizio scadente scaricando la responsabilità professionale sul personale a chi giova? L′orario di lavoro per legge non è materia di contrattazione ma di semplice informazione (le deroghe invece sono materia di accordo contrattuale). Chi si prenderà la responsabilità di una tale organizzazione del lavoro che incide sulla pelle dei cittadini?

Al tavolo negoziale Nursind ha espresso la netta contrarietà al taglio del diritto al riposo (paradossalmente più tutelato nella bozza del contratto Funzioni Centrali che si occupano di merci, documenti e beni culturali) e alla nuova schiavizzazione dei lavoratori.

Pensiamo bisogni puntare su nuove forme di espressione del dissenso. L′occasione del voto elettorale – politico e amministrativo – è un momento cruciale per dare voce ai diritti. Lo abbiamo dimostrato con il referendum costituzionale di un anno fa, lo dimostreremo alle prossime elezioni.

Le scelte politiche si devono pagare politicamente e il sindacato, espressione di interessi collettivi e in qualità di organizzazione dei lavoratori, ha il dovere di rendere note le ricadute negative sui lavoratori stessi e sui cittadini (essendo il nostro un servizio pubblico) di tali scelte.

Su questo tema pensiamo che tutti i lavoratori della sanità e tutti i cittadini debbano mobilitarsi a tutela della propria salute. Noi andiamo ai tavoli e nelle assemblee perché un domani non si dica che ciò è stato possibile anche grazie la silenzio di Nursind.



Dr. Andrea Bottega
Segretario Nazionale Nursind

Eventi


Servizi agli iscritti 2018


Clicca per ingrandire 12/11/2017
La nostra segreteria offre i seguenti servizi gratuiti e contribuisce a tenerti aggiornato sulla professione infermieristica attraverso corsi ECM, Master e la rivista “Infermieristicamente”, che riceverai on line .
I servizi gratuiti, di cui potrai beneficiare sono i seguenti
• Polizza Assicurativa Professionale gratuita compresa nella tessera mensile (colpa grave + tutela legale)
* 730 singolo gratuito presso i nostri uffici convenzione AMNIL
• Consulenza e assistenza sindacale: puoi rivolgerti ai rappresentanti NurSind per ogni problematica di carattere lavorativo e professionale
• Consulenza e assistenza legale: uno studio di avvocati dedicato agli iscritti per le controversie lavorative totalmente gratuito.
• Corsi ECM: saranno gratuiti per gli iscritti a NurSind sul sito
http://www.pegasolavoro.eu/it/corsi?tipo=ecm
• Abbonamento alla rivista “Infermieristicamente on line
• Iscrizione all′associazione Assocral (convenzioni nazionali con sconti dal 10 al 50% - www.assocral.com )
Inoltre potrai ottenere
• Master telematici in convenzione con l′Università Telematica Unipegaso a costi vantaggiosi
• Convenzioni locali (vedi sul sito)

Eventi


Ccnl 2016-2018 un contratto in perdita per gli infermieri. Nursind lancia l’allarme


Clicca per ingrandire 01/11/2017

Si è tenuto oggi il primo tavolo tematico del comparto sanità avente ad oggetto “Classificazione, aree ed incarichi del personale”. In premessa ci è stato presentato quanto consegnato all′apertura dei lavori (in allegato), in particolare:
le aree prestazionali sono un insieme funzionale di lavoratori appartenenti a diversi profili. Le categorie e i ruoli non saranno superati, almeno per il momento. La divisione per aree serve a dare risposta ai nuovi modelli organizzativi e per una migliore gestione delle indennità e per valorizzare al figura dell′OSS. In prospettiva potrebbero superare i ruoli se inseriti in una modifica legislativa.
Gli incarichi verranno suddivisi in 3 macro famiglie: incarichi operativi manageriali (funzioni di coordinamento e Posizioni Organizzative), formativi (tutor e personale che partecipa ai processi formativi), e professionali (professionisti specialisti ed esperti). Di questi incarichi occorre stabilire i requisiti, la durata, il rinnovo, il modello di valutazione e la revoca.
In coerenza con questa struttura vanno rideterminati altri due aspetti:
le risorse dei fondi contrattuali
le relazioni sindacali, in particolare di livello aziendale.

Ciò che stupisce di questa proposta datoriale è la condivisione delle sigle sindacali tradizionali (unica eccezione Nursind e Nursing Up che si sono schierati a favore della categoria che rappresentano). Infatti tutte le sigle sindacali, con diversi accenti ma in sostanza in accordo, hanno convenuto sulla necessità di valorizzare l′OSS attraverso la creazione dell′area funzionale socio-sanitaria e la rivisitazione delle indennità e degli incarichi come indicato da parte datoriale (su quest′ultimo punto unica eccezione la Uil che ha sottolineato la necessità di un ruolo certo per i coordinatori).

La posizione di Nursind. Abbiamo espresso al tavolo una analisi di contesto: le aree nascono per l′esigenza di valorizzare l′OSS e non certo i professionisti sanitari. A questa categoria (Bs) il governo ha dato 80 euro netti di bonus fiscale (ora garantito dal DDL bilancio 2018 con un innalzamento del reddito da 26 mila a 26.600) ben prima di tutti gli altri che ad oggi non hanno ancora avuto nulla dopo ben 8 anni di blocco degli stipendi. Ricordiamo che la differenza di stipendio fisso tra un infermiere e un metalmeccanico è di 70 euro lordi al mese ma sulla produttività e straordinario il privato gode di minore tassazione che porta il reddito del neoassunto operaio ad essere superiore a quello dell′infermiere laureato.
In questo contesto una ulteriore valorizzazione di questa categoria di lavoratori li potrebbe portare a superare la soglia di agevolazione fiscale “rimettendoci” economicamente, agevolerebbe il governo che si vedrebbe ritornare i soldi stanziati, si consumerebbero risorse dei fondi contrattuali. A chi giova questo gioco in questa circostanza? Pare ovvio che senza integrazione dei fondi contrattuali con nuove risorse, la valorizzazione di una categoria attraverso nuove indennità o ampiamento della platea sulle esistenti, comporterebbe una riduzione della disponibilità economica per gli altri. Abbiamo sottolineato come le regioni stanno rivedendo le schede di dotazione ospedaliera tagliano, ad esempio, le terapie semintensive che continuano ad esistere nella realtà ma formalmente la loro scomparsa negli atti formali comportano la decadenza dell′indennità. Così sta avvenendo per il rischio radiologico che ogni anno viene ridotto. L′organizzazione per aree di intensità di cure si è realizzata in molte strutture come accorpamento di reparti per risparmiare sul personale e il venir meno delle unità operative porta con sé il venir meno delle indennità ad esse attribuite.
Pare ovvio quindi che alcuni si vedranno diminuire lo stipendio a scapito di altri. In quest′ottica è infatti possibile leggere la proposta di unificazione dei fondi dell′accessorio e della produttività.
Sullo stesso piano sta il discorso delle indennità di funzione (coordinamento e cliniche), con una ulteriore differenza. Posto che i fondi non saranno integrati con nuove risorse economiche i nuovi incarichi andranno ad essere finanziati a scapito di quelli esistenti o del fondo delle progressioni economiche. Tali incarichi, secondo l′impianto datoriale, saranno flessibili cioè più precari di prima. In sostanza una forma di sfruttamento fino a quando servi. Nursind è stato l′unico sindacato a chiedere che sia superata la divisone tra D e Ds per le figure di coordinamento e che sia previsto un inquadramento in Ds.
Se l′impianto strategico condiviso dagli altri sindacati è: valorizziamo l′OSS e agli infermieri diamo gli incarichi specialistici, pare ovvio che il contratto per gli infermieri sarà in perdita. L′infermiere specialista non vedrà vita (oltre a riguardare un esiguo numero di persone) perché, lo ripetiamo, è solo uno specchietto per le allodole. Cosa farà questo infermiere? E′ corretto che sia il contratto a definire le competenze di questo professionista? Quanti saranno gli incarichi assegnati? In quanto tempo l′osservatorio presso il MIUR determinerà quali master daranno accesso all′incarico? In sostanza si concede il certo (la divisione in aree prestazionali per la valorizzazione dell′OSS) in cambio dell′incerto (incarico di professionista specialista ed esperto).
Abbiamo espresso la nostra contrarietà all′istituzione delle aree per queste finalità e senza nuove risorse. Abbiamo chiesto certezza nel mantenimento degli incarichi. A parte Nursing Up che ha condiviso la stessa posizione, gli altri hanno di fatto sostenuto l′impianto: più flessibilità (precariato), revisione delle indennità (al ribasso considerato che non ci sono nuove risorse) e fusione dei fondi per recuperare l′aumento del valore degli straordinari e dell′indennità con la produttività. Se poi si pensa di acconsentire anche alle deroghe sull′orario di lavoro allora non solo i lavoratori ne perderanno economicamente ma anche in diritti.

In conclusione, mi sento di rivolgere un invito agli infermieri che militano o sono iscritti negli altri sindacati: fate sentire la vostra voce altrimenti il vostro silenzio e la vostra complicità sarà funzionale a questo impianto e a nulla servirà il vostro lamento dopo la stipula del contratto.

Eventi


Infermieri in piazza


Clicca per ingrandire 17/10/2017
In accordo con la Questura di Torino,rispetto a quanto già comunicato, il punto di ritrovo sarà
PIAZZA SOLFERINO, percorreremo in corteo alcune vie del centro,VIA ARCIVESCOVADO, VIA XX SETTEBRE e giungeremo in VIA ALFIERI sede del CONSIGLIO REGIONALE DEL PIEMONTE.

Eventi


Nursind sul rinnovo CCNL comparto sanità


13/09/2017
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NURSIND
SEGRETERIA NAZIONALE

Comunicato stampa

Nursind su CCNL comparto sanità: “Le risorse stanziate non coprono nemmeno le proposte dell′atto di indirizzo. Si profila un contratto a costo zero per infermieri e dipendenti della sanità.”

Roma 12 settembre 2017

​Con l′incontro di oggi all′Aran si sono aperte le trattative per la stipula del CCNL 2016-2018 del comparto sanità. Più di mezzo milione di lavoratori pubblici che da otto anni attendono il rinnovo del contratto e che, a parere del sindacato Nursind, rischiano di vedere frustrate le legittime aspirazioni per la scarsità di risorse disponibili.
“Rispetto agli 85 euro medi lordi che dovrebbero trovare finanziamento nella legge di bilancio 2018, agli infermieri ne verrebbero 76, se però teniamo conto di tutti gli obbiettivi che si propone l′atto di indirizzo – afferma il segretario Nursind Andrea Bottega – e la volontà di sterilizzare le agevolazioni fiscali con i soldi dei contratti, allora rischiamo di avere un contratto in perdita.”
​L′atto di indirizzo che è alla base della proposte datoriali spazia a 360 gradi, considerati i grandi mutamenti avvenuti nel sistema salute, affrontando molti aspetti che in questi anni il blocco contrattuale non ha permesso di adeguare. Aree di degenza per intensità di cure anziché per specialità mediche, attività specialistiche per le professioni sanitarie, inquadramenti funzionali da ridefinire, questioni di attuazione della normativa europea sull′orario di lavoro per il personale turnista, chiarezza sull′attribuzione e la durata degli incarichi gestionali, non discriminazione tra tempi determinati e indeterminati, sono alcune delle questioni aperte.
​“Gli aspetti economici per la categoria che rappresentiamo non sono secondari – continua il segretario Nursind - considerato che un infermiere si deve pagare l′iscrizione all′albo, la formazione ECM, e un′assicurazione per esercitare la professione nel servizio sanitario nazionale. E, a differenza della dirigenza, non abbiamo indennità di esclusione pur dovendo sottostare all′esclusività di rapporto. È giunto il tempo di riconoscere il disagio della professione, la difficoltà del lavoro a turni prevedendo una riduzione dell′orario di lavoro, una chiarezza normativa definendo il finanziamento dell′indennità infermieristica prevista già dal CCNL 1999.”
​“Alcune considerazione sull′unificazione di due fondi contrattuali e sull′orario di lavoro – conclude il Nursind – fanno poi intendere la volontà datoriale di agevolare lo straordinario piuttosto che nuove assunzioni. Su questi presupposti non possiamo concordare.”
I lavori proseguiranno a breve attraverso tavoli tematici che consentano una più specifica analisi dei vari aspetti normativi ed economici.

Eventi


Non chiude la ginecologia Aso S.Croce e Carle


Clicca per ingrandire 28/07/2017
Ci riteniamo, come sigla sindacale, soddisfatti -dice Davide Canetti Segretario Territoriale del NurSind- sulla decisione della direzione generale del S.Croce e Carle di anticipare l'assunzione dei 12 infermieri prevista nell'autunno.
Tale scelta permetterà di evitare la chiusura dell'U.O. di Ginecologia, sopratutto perchè intervenendo in tal senso si eviteranno eventuali disagi, in primis per la cittadinanda e l'utenza che si reca in Ospedale, ed anche per gli operatori sanitari, cosi da consentir loro di fruire delle ferie estive.

Segreteria Territoriale NurSind di Cuneo
Link

Eventi


UNA POLIZZA PER TUTTI GLI ISCRITTI NURSIND


Clicca per ingrandire 06/03/2017
Gentile collega

Il giorno 28 febbraio us, è stato approvato il cosiddetto DDL Gelli, “Disposizioni in materia di sicurezza delle cure e della persona assistita, nonché in materia di responsabilità professionale degli esercenti le professioni sanitarie”

In estrema sintesi, si tratta della OBBLIGATORIETA' per tutto il personale sanitario di avere una ASSICURAZIONE PROFESSIONALE.

Al fine di evitarti disagi, NurSind ha deciso di provvedere alla stipula per tutti i propri iscritti (a partire dall'entrata in vigore della Legge prevista per il mese di Aprile), di una ASSICURAZIONE PROFESSIONALE con WILLIS.

La polizza prevede la copertura dei massimali di risarcimento previsti dalla legge e una tutela legale di 10mila euro, raddoppiata rispetto alla attuale assicurazione Willis.

Questa scelta, fa sì che ogni iscritto a NURSIND non debba provvedere da solo a stipulare una polizza e non debba più preoccuparsi di rinnovarla. Provvederà a tutto NurSind.

Chi ha in scadenza la vecchia polizza Willis, può scegliere o meno di rinnovarla. E' ovvio che non è necessario, la nuova assicurazione ha sia una retroattività di 10 anni che una ultrattività (dopo essere andati in pensione) di 10 anni.

Con prossime comunicazioni cercheremo di entrare nel merito della questione, al momento era prioritario informare della novità. Ovviamente siamo a disposizione per ogni chiarimento del caso per i quali potete chiamare i numeri dei delegati Nursind che trovate a questo http://www.nursind.it/nursind2/modules/edito/content.php?id=164

Davide Canetti
Segretario Territoriale NurSind Cuneo

Eventi


Tassa iscrizione all'albo


Clicca per ingrandire 11/08/2016
A differenza dell'avvocato, l'infermiere che svolga la propria attività, in via esclusiva, alle dipendenze della pubblica amministrazione non ha diritto al rimborso della tassa annuale di iscrizione
Lo ha stabilito il Tribunale di Milano, con la sentenza 11 maggio 2016 n. 1161, respingendo il ricorso del sanitario e chiarendo che la professione infermieristica «non è sottoposta a un vincolo di esclusività di mandato di tenore analogo a quello previsto per gli avvocati dipendenti di Enti pubblici». Secondo la ricorrente, invece, la questione è più generale in quanto i pubblici dipendenti, salvo autorizzazione, «non possono svolgere altra attività se non quella per la quale sono stati inquadrati», per cui il costo per l'iscrizione a Ipasvi – in totale 550 euro per il periodo 2009/2015 – era da porre a carico del datore di lavoro, «considerato che l'iscrizione costituisce un presupposto indefettibile per lo svolgimento della prestazione». Per il Tribunale però la tesi non può essere condivisa. Infatti, è vero che la sentenza n. 7776/2015 della Cassazione ha sancito «l'obbligo dell'Ente di rimborsare all'avvocato pubblico dipendente la tassa annuale di iscrizione all'Elenco speciale annesso all'Albo degli avvocati, per l'esercizio della professione forense nell'interesse esclusivo dell'Ente datore di lavoro». Tuttavia, va anche considerato che per la professione forense «vige una normativa specifica (legge 339/2003) che inibisce al pubblico dipendente, anche assunto a tempo parziale, qualsiasi forma di esercizio libero professionale dell'attività di avvocato, a tutela sia dell'imparzialità e buon andamento della P.A., sia dell'indipendenza della professione forense» (Cass. S.U. n. 775/2014). Mentre i medesimi principi, argomenta il tribunale, «non paiono estensibili alla professione infermieristica», non ponendosi «esigenze di tutela dell'indipendenza analoghe». Inoltre, non è vero che per i pubblici dipendenti - tra cui gli infermieri – esiste un divieto assoluto di svolgere attività a favore di terzi. In particolare, prosegue la sentenza, «gli infermieri, anche dipendenti pubblici a tempo pieno, possono svolgere attività libero professionale previa autorizzazione dell'Ente di appartenenza, subordinata al requisito dell'assenza di conflitto d'interessi (art. 53 comma 7); gli infermieri in part time fino al 50% possono assumere incarichi senza necessità di alcuna autorizzazione (comma 6)». E ancora, prosegue la sentenza, «non sono soggetti ad alcuna autorizzazione, anche se svolti da dipendenti a tempo pieno, gli incarichi di collaborazione a giornali, riviste, enciclopedie; l'utilizzazione economica di opere dell'ingegno e di invenzioni industriali; la partecipazione a convegni e seminari», ecc. In definitiva, alla luce della «diversa intensità del vincolo di esclusiva vigente per gli avvocati e per gli infermieri pubblici dipendenti», non risultano applicabili i medesimi principi in tema di rimborso delle spese di iscrizione all'Albo. Del resto, lo stesso Consiglio di Stato nel parere reso sugli Avvocati (n. 678/2010), ha chiarito che il diritto al rimborso delle spese d'iscrizione all'albo sussiste solo ove, e nella misura in cui, non sia permesso al dipendente pubblico iscritto all'albo professionale svolgere altre attività diverse da quelle in favore dell'Ente di appartenenza.

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