Sito Ufficiale del Nursind - Via Mondovi 27 - 12040 Morozzo (Cn) - Tel. 329.4058815 - Pec : cuneo@pec.nursind.it

Eventi


ordine-di-servizio-diritti-doveri .


Clicca per ingrandire 05/10/2019
Ordine di Servizio in Sanità: richiesta sempre applicabile? Ecco a cosa serve.
Un breve sunto IP.Frezza Ezio

ORDINE DI SERVIZIO

La situazione di grave carenza del personale infermieristico porta spesso la dirigenza delle aziende sanitarie ed ospedaliere ad interpretare in modo decisamente estensivo importanti istituti contrattuali, incorrendo, a volte, ad un loro uso improprio.
Il sindacato si è più volte scontrato su questo campo con le amministrazioni, ma, molto spesso, è il singolo lavoratore che è chiamato ad una scelta immediata e difficile che lo porta a dover prendere una decisione su una materia così delicata e mal regolamentata.
I problemi nascono generalmente dal richiamo del dipendente in servizio fuori dal suo orario di lavoro per sopperire ad una improvvisa assenza.
Alla domanda se il datore di lavoro possa obbligare il dipendente a rendersi disponibile a recarsi a lavoro di fronte a semplice telefonata o al recapito di ordine di servizio scritto in assenza di una precedente messa in pronta disponibilità del dipendente stesso, la risposta è negativa.
Il contratto di lavoro, all' art. 18, comma 2, punto a, precisa che l' orario di lavoro deve tenere conto dell' utilizzazione in maniera programmatica di tutti gli istituti che rendano concreta una gestione flessibile dell' organizzazione del lavoro e dei servizi.
Tra questi istituti rientra, a pieno diritto, il servizio di pronta disponibilità, unica vera norma di riferimento per il datore di lavoro per costringere il dipendente a recarsi immediatamente nel luogo di lavoro. Tale servizio è caratterizzato dall' immediata reperibilità del dipendente e dall' obbligo per lo stesso di raggiungere nel più breve tempo possibile della chiamata, secondo intese da definirsi in sede locale. Non esiste nella normativa contrattuale un istituto o un obbligo di cosiddetta reperibilità generica (il dipendente non è obbligato a dare il proprio numero telefonico privato a meno che sia tra i dipendenti sottoposti a regime di “pronta disponibilità”). Non recarsi a lavoro in simili evenienze non viola neanche il Codice Deontologico che obbliga l' infermiere a rendersi disponibile solo in caso di calamità pubblica.
IL RICHIAMO IN SERVIZIO OGGI PER DOMANI
Il diritto di variare l' orario del dipendente rientra, a pieno titolo, tra i compiti del datore di lavoro e coerentemente con questo non esiste un istituto contrattuale che prevede il contrario: il turno di lavoro è un ordine di servizio (e′ buona norma della CPSE o RAD avvisare il dipendente quando si modifica il proprio turno)
Il dipendente che si rifiuta, nella situazione indicata, di recarsi al posto di lavoro con l' orario variato può essere sottoposto a procedimento disciplinare per inosservanza delle disposizioni di servizio, anche in tema d'assenze per malattia, nonché dell' orario di lavoro rischiando una sanzione che può andare dal rimprovero verbale, passando per il rimprovero scritto, arrivando al massimo della multa, con l' importo non superiore a quattro ore di retribuzione
IL PROLUNGAMENTO DELL' ORARIO DI SERVIZIO
In caso di non sostituzione del dipendente in servizio in turno continuato, con l' obbligo della sostituzione, scatta l' obbligo di prolungare il proprio orario di lavoro fino all' arrivo della sostituzione.
I casi del genere non sono necessari ordini di servizio scritti o telefonici, è sufficiente che la situazione della non sostituzione si concretizzi.
Il dipendente che si allontana lo stesso rischia la denuncia penale per abbandono di persone incapaci, conseguenze disciplinari irrogate dall' azienda e di ordine collegiale per violazione del Codice Deontologico che all' art. 10 recita : l'infermiere non abbandona mai il posto di lavoro senza la certezza della sostituzione.
D′altra parte il D.lgs 66 del 08.04.2003 recita :

- Art.7 ”Ferma restando la durata normale dell'orario settimanale, il lavoratore ha diritto a undici ore di riposo consecutivo ogni ventiquattro ore. Il riposo giornaliero deve essere fruito in modo consecutivo fatte salve le attività caratterizzate da periodi di lavoro frazionati durante la giornata o da regimi di reperibilità.”
- Art.9 “Il lavoratore ha diritto ogni sette giorni a un periodo di riposo di almeno ventiquattro ore consecutive, di regola in coincidenza con la domenica, da cumulare con le ore di riposo giornaliero di cui all'articolo 7. Il suddetto periodo di riposo consecutivo è calcolato come media in un periodo non superiore a 14 giorni.”
La protrazione sopra il limite previsto, giornaliero (12 ore) e settimanale (48 ore) può essere superato solo se la cessazione del lavoro costituisca un pericolo e un danno alle persone e nelle ipotesi in cui ricorralaforzamaggiore. Leipotesidiforzamaggiorenonpossonoidentificarsiinsituazioniche avrebbero potuto essere evitate mediante un responsabile intervento umano, come ad esempio la previsione di misure per la sostituzione di un lavoratore malato. (cass. Sez. lavoro, 4336/1984).
IL RICHIAMO DALLE FERIE
Il richiamo dalle ferie è specificatamente previsto dal contratto di lavoro che all' art. 19 prevede che qualora le ferie già in godimento siano interrotte o sospese per motivi di servizio il dipendente ha diritto al rimborso delle spese documentate per il viaggio di rientro in sede e per quello di eventuale ritorno al luogo di svolgimento delle ferie, nonché la indennità di missione per la durata dei medesimi viaggi. Il dipendente ha inoltre diritto al rimborso delle spese anticipate e documentate relativi al periodo di ferie non goduto.
Un limite che si evince dal contratto è costituito dall' obbligo del datore di lavoro di garantire al dipendente che ne abbia fatto richiesta , il godimento di almeno 15 gg. continuativi di ferie, nel periodo 1 Giugno- 30 Settembre. Quindi l' interruzione o la sospensione delle ferie in tali periodi deve poi permettere il godimento di 15 gg. continuativi di ferie.
COSA E' UN ORDINE DI SERVIZIO
E′ una disposizione impartita da un dirigente sul quale ricade direttamente la responsabilità dei fatti ad essa conseguenti.
La disposizione può essere impartita anche da chi non è dirigente purchè sia stato delegato a farlo dal dirigente titolare del potere.
Un ordine di servizio può riguardare un solo dipendente o anche più dipendenti.
L' ordine di servizio può comportare l'obbligo di seguire un determinato comportamento o procedura o può essere impartito per evitare un comportamento.
COME DEV' ESSERE IMPARTITO L' ORDINE DI SERVIZIO
Un ordine di servizio può, in caso di urgenza, essere impartito verbalmente e tanto più l' oggetto della disposizione urgente, tanto più si giustifica l' ordine anche solo verbale.
Successivamente sarà possibile chiedere, e pretendere, che l' ordine di servizio venga confermato per iscritto a tutela del dipendente il quale, in caso di eventuale futuro contenzioso avrà documentazione comprovante di aver agito per effetto di disposizioni superiori.
L′ordine solo verbale di cambiare turno di servizio il giorno successivo non si giustifica, invece in alcun modo, poiché vi è tutto il tempo per redigerlo per iscritto.
Il rifiuto a redigere per iscritto un ordine di servizio, non dovuto ad una urgenza, non è giustificato da nessuna norma e deve intendersi come un vera e propria irregolarità amministrativa.

1.
2.
3. 4.
5.
Deve essere scritto ( CCNL 01-09-95 art. 28):
in giurisprudenza le comunicazioni che possiedono valore sono scritte.
L′ordine di servizio deve essere scritto per tutela sia del dipendente stesso che dell′azienda. Tale tutela non è presente se viene emesso verbalmente.
Deve pervenire in tempo:
e quindi in anticipo al lavoratore presso la sede lavorativa. Il lavoratore non è tenuto a farsi reperire al proprio domicilio, nè telefonicamente né con altri sistemi, tranne nel caso della pronta disponibilità (Art. 7 CCNLI 20-09-01).
Deve essere motivato:
nell′ordine di servizio deve apparire la motivazione per la quale è stato emesso, a garanzia della liceità dello stesso.
Deve essere uno strumento eccezionale:
altrimenti diverrebbe straordinario programmato espressamente vietato dalla normativa in vigore (CCNL 07-04-99 Art. 34 comma 1).
La copertura dei turni deve essere garantita sulla base dei criteri organizzativi certi e con personale sufficiente per evitare disservizi dovuti ad imprevisti. Se vi è carenza d′organico dovuta a motivi contingenti, la Direzione può organizzare i turni utilizzando l′istituto contrattuale della pronta disponibilità.
Non deve sovrapporsi ad altri Istituti Contrattuali già previsti: non può essere utilizzato per il richiamo in servizio oggi per oggi ́, in quanto si cade nell′istituto della pronta disponibilità. In questo caso, se il dipendente si rifiuta di adempiere l′ordine di servizio, non possono essere prese sanzioni disciplinari nei suoi confronti. Inoltre il codice deontologico prevede per il personale infermieristico ha l′obbligo di presentarsi in servizio solo in caso di calamità pubblica.
In caso di richiamo in servizio oggi per domani, il ricorso all′ordine di servizio può essere legittimo, a patto che si rispettino una serie di vincoli.
Infine esiste anche una sentenza della Corte Costituzionale che sancisce il diritto del dipendente a potersi organizzare e programmare la propria vita privata.
In caso di prolungamento dell′orario di servizio il dipendente è costretto a rimanervici fino all′arrivo della sostituzione (Art. 10 codice deontologico dell′infermiere e Art. 593 del C.P.); ma spetta al Dirigente autorizzarlo (CCNL 07-04-99 Art. 34 comma 2) e, quindi, nel caso di più infermieri presenti, decidere e segnalare chi dovrà fermarsi in servizio.
In caso di sospensione o interruzione delle ferie (Art. 19 CCNL) , è necessario l′ordine di servizio, ma il datore di lavoro ha l′obbligo di garantire almeno 15 giorni di congedo nel periodo estivo ai dipendenti che ne facciano richiesta e la fruizione del congedo ordinario (ferie) entro l′anno solare, al massimo, in caso di comprovata necessità di servizio entro i sei mesi successivi (!!!!).
Deve essere firmato dal Dirigente Responsabile in modo che si assuma la responsabilità dell′atto amministrativo.
Non esiste un limite numerico di ordine di servizio effettuabile. Deve recare la data di emissione.
Deve contenere le disposizioni che si impartiscono al dipendente ed il luogo (reparto o servizio) dove eseguire l′attività professionale.
6.
7. 8. 9.

Si ribadisce, inoltre, che l′ordine di servizio non implica alcuna conseguenza negativa sul curriculum professionale, né alcuna penalizzazione nelle valutazioni di merito per i lavoratori che si ottemperino correttamente. L′ordine di servizio, pertanto, può essere richiesto dal dipendente ogni qualvolta sia ritenuto necessario a garanzia e salvaguardia dei propri diritti.
COME E' POSSIBILE DIMOSTRARE DI AVER AGITO
IN SEGUITO AD UN ORDINE DI SERVIZIO NON ISCRITTO
In effetti se, con un ordine di servizio verbale, si viene spostati, anche per alcune ore, dal proprio reparto o altro, in una eventuale indagine penale non sussisterebbe da nessun documento il temporaneo trasferimento da un posto di lavoro all' altro.
Si consiglia pertanto in tutti i casi nei quali si riceve un ordine verbale a cui non segue la forma scritta, di inviare al responsabile che ha emanato la disposizione una comunicazione così concepita:
Alla cortese attenzione di (persona che ha impartito l′ordine verbale) ................................................
e p.c.
Al Direttore della SOC/SOS di appartenenza ...............................................
Oggetto: notifica di ordine di servizio ricevuto verbalmente
Io sottoscritto/a ...................................................con la qualifica professionale di ............................................ dichiaro che il giorno............................dalle ore..................alle ore............................ ho svolto la mia attività professionale presso ....................................................................anzichè nella mia SOC/SOS di appartenenza ..................................................................................................come da sua disposizione impartita verbalmente. Luogo,.........................................Data ..................................... Ora......................
Inviare tramite protocollo interno.
In fede
(Firma del lavoratore) .........................................
Alla Direzione Sanitaria ............................................

SI PUO' DISATTENDERE UN ORDINE DI SERVIZIO
L' art. 51 del Codice Penale stabilisce che nell' ipotesi in cui chi riceve l' ordine si accorga che si tratta dell 'ordine di commettere un reato, anche costui è responsabile penalmente unitamente a chi ha dato l' ordine. In questo caso è opportuno motivare il rifiuto in fatto e in diritto (norme penali violate anche solo a grandi linee). Si può altresì disattendere un ordine di servizio se vi siano motivazioni d′ordine personale che impediscono al dipendente di ottemperarvi e sempre che sia possibile dare dimostrazione dell' impedimento. Esistono, infatti, nel nostro ordinamento giuridico le scriminanti, quali lo stato di necessità e la forza maggiore che, se provate, consentono di venir meno ai propri doveri.
LEGGITTIMITA' DI RIENTRARE IN SERVIZIO CON ORDINE IMPARTITO CON LETTERA AL DIPENDENTE CHE SI TROVA A CASA
In questo caso l' ordine, che va recapitato aperto, deve certamente essere consegnato nelle mani del dipendente, che ne deve rilasciare ricevuta o quanto meno deve esservi testimonianza del rifiuto del dipendente a ricevere l' ordine o a lasciare ricevuta.
Non ha nessun valore l′ordine di servizio consegnato nella buca delle lettere o lasciato in portineria, a vicini o parenti, non potendosi dimostrare che il dipendente ne sia entrato in possesso in tempo utile a darvi corso.
POSSIBILITA' DI CONTESTARE UN USO ABNORME DI ORDINI DI SERVIZIO
Al fine di far fronte a situazioni particolari che però non richiedono l' istituzione di un servizio attivo, le aziende hanno lo strumento della pronta disponibilità che è regolato dall' art. 7 del C.C.N.L. INTEGRATIVO del 7 aprile 1999.
Detta norma prevede che non possano essere assegnati a ciascun dipendente più di 6 turni mensili di pronta disponibilità.
Sempre al fine di far fronte a situazioni particolari, l' art. 34 del CCNL 7/4/99 ha previsto che a ogni dipendente possa essere richiesto di svolgere al massimo 180 ore di straordinario all' anno (preventivamente autorizzate dal dirigente responsabile), che possono arrivare a 250 ore solo per il 5% dei dipendenti, con ulteriore limite di un massimo di 80 ore in un trimestre, come prescrive la legge 409 del 1998.
Il Decreto Legge 532 del 1999, che regola il lavoro notturno dispone poi che l' orario di lavoro dei lavoratori notturni non possa superare le 8 ore nelle 24 ore.
Il combinato disposto da queste norme è l' ambito entro il quale deve obbligatoriamente muoversi ogni azienda sanitaria.
Quando è possibile dimostrare, sulla base delle testimonianze e delle prove documentali
( bollature, modificazione dei turni di lavoro, etc.) , che l 'azienda non si attiene alla normativa vigente, la stessa rischia sanzioni ( legge 409/98) e la condanna in giudizio.


Eventi


Tassa ordine infermieri


Clicca per ingrandire 05/10/2019
La notizia della sentenza pilota del Tribunale di Pordenone su ricorso del NurSind che ha stabilito come la quota di adesione all′Ordine debba essere pagata dalle aziende sanitarie ha suscitato l′interesse degli infermieri e delle diverse sigle sindacali.
“A proposito delle altre sigle sindacali, forti della vittoria NurSind, stanno cavalcando l′onda, spacciando per loro un risultato NurSind”, a parlare è Davide Canetti, segretario territoriale NurSind Cuneo.
“Certamente l'argomento in questione dà molta visibilità, permette di attirare a sé gli infermieri, ma vogliamo ricordare ai colleghi, nonostante la soddisfazione per quanto raggiunto in primo grado, che la strada è in salita e quindi consigliamo agli infermieri di non farsi abbagliare da facili promesse da parte di altre sigle. NurSind ha avuto parere favorevole solo a Pordenone al momento, dove sicuramente l'azienda farà ricorso”, continua Canetti, “La strada sarà ancora lunga, noi siamo certi che il nostro sindacato continuerà questa come altre battaglie”.
“In merito all′utilizzo della vittoria NurSind a Pordenone, non apprezziamo che questa venga utilizzata da altre sigle per avere facile visibilità, ma per poi trattare per arrivare a pessimi accordi aziendali chiamati " vittorie". Per fare un esempio nella nostra azienda la tanto sbandierata vittoria per il riconoscimento del tempo di vestizione (da parte del sindacato di maggioranza in azienda) si è tradotto in pratica ad un riconoscimento di 4 minuti in entrata oppure in uscita solo per alcune fasce orarie in alcune realta' lavorative, ZERO minuti per altri reparti”.
Il tempo dimostrerà che è meglio lottare per i giusti diritti mantenendo gli ideali e non accontentarsi del " meglio di niente" spacciato per grande conquista.
Link

Segreteria


REFERENTI STRUTTURE SUL TERRITORIO CUNEESE


03/10/2019
CONTATTI REFERENTI STRUTTURE SUL TERRITORIO CUNEESE

——————————Aso S.Croce e Carle————————————

Canetti Davide. 329.4058815

Giuliano Barbara 327.4496319

Liberatore Tiziano 347.9301261

Marchesano Silvana 334.9293404

Pigoni Stefano 346.7376222



—————————————Aslcn1 ——————————————-

**Struttura Ceva

Canetti Davide 3294058815


**Aslcn1 Cuneo

Calabrese Caterina 347.1591086


**Struttura Fossano

Greco Liliana 347.6507822


**Struttura Mondovi

Canetti Davide. 329.4058815


**Struttura Saluzzo

Farina Marisa 335.1271228

Frezza Ezio. 348.3629582

Testa Antonella. 335.6391142


**Struttura Savigliano


Mirabella Maria. 346.8601667


———————————Aslcn2————————————————-

**Struttura Alba

Frongia Agnese 3283621591


—————-settore Privato Coop. Amos—————————————-

Canetti Davide 3294058815

Gonzales Simona. 3474427597

Eventi


ATTENZIONE - Tassa Ordine a Carico dell’azienda


Clicca per ingrandire 27/09/2019
.

Dopo la causa vinta da NURSIND a Pordenone, dove il giudice ha sentenziato che la tassa di iscrizione all′ordine deve pagarla l′azienda, tanti sindacati di sono scatenati (facendo propria una vittoria di Nursind) facendo fare richieste (vane) di risarcimento alle aziende.
Per non lasciarsi ingannare da false promesse, di seguito alcuni chiarimenti:

1 - nessuna azienda renderà un centesimo se non la obbligherà un giudice;
2 - perché un giudice la obblighi, bisogna fare causa (e vincerla)
3 - ad oggi, Nursind (oltre a Pordenone) ha fatto causa ad Alessandria (causa persa), ricorso in appello a Torino (ricorso respinto) e adesso siamo in cassazione e vedremo come si esprimerà.
4 - la sentenza di Pordenone è positiva, ma è un primo grado, e verrà appellata dall′Azienda;
5 - non è detto che in appello la sentenza sia confermata. Se non lo fosse, eventuali risarcimenti sarebbero richiesti indietro ai lavoratori;
6 - Pordenone è sicuramente un bel primo passo, ma appunto un primo passo che non consiglia di andare in causa perché i giudici non sono tutti uguali;
7 - la richiesta di interruzione della prescrizione del diritto al risarcimento, può essere fatta, ma in realtà non c′è nessuna fretta di farla;
8 - come ci insegnano le tante cause vinte da Nursind sul cambio divisa, per andare in causa con ottime probabilità di vincere è meglio che ci sia almeno un pronunciamento positivo della Cassazione (che ad oggi per la tassa OPI per gli infermieri non c′è)
9 - deve essere chiaro a tutti che è il lavoratore che deve far causa all′azienda, perché il diritto è del lavoratore e non del sindacato. Certo Nursind metterà (se dovremo fare quel percorso) a disposizione degli iscritti gli avvocati.
10 - STIANO TRANQUILLI I COLLEGHI ISCRITTI A NURSIND CHE QUANDO SARÀ IL MOMENTO LA SEGRETERIA DI CUNEO LI INFORMERÀ DEI PASSI DA FARE PER INIZIARE IL PERCORSO DI RICHIESTA DEL RISARCIMENTO.

Eventi


Sì all’indennità di rischio radiologico


17/09/2019
La Corte Costituzionale, intervenendo in ordine all′individuazione dei soggetti ai quali spetta l′indennità di rischio radiologico, ha precisato che l′art. 1 della L. n. 460/1988 deve essere interpretato nel senso che l′indennità piena deve riconoscersi “anche a quei lavoratori che, pur non appartenendo al settore radiologico, sono esposti ad un rischio non minore, per continuità ed intensità, di quello sostenuto dal personale di radiologia” (cfr. Corte Cost. del 20.7.1992 n. 343).
L'indennità di rischio radiologico va quindi riconosciuto in misura piena a tutti i dipendenti che - in via di fatto - sono continuativamente ed effettivamente sottoposti al rischio radiologico, senza potersi distinguere a questo scopo tra coloro che sono medici o tecnici di radiologia e coloro che – invece – non lo sono ovvero tra coloro che sono addetti all′unità operativa di radiologia e coloro che non lo sono.
A stabilirlo la sentenza 28/03/2019, n.741 del Tribunale di Trani.
I fatti
L′infermiera, ricorsa in tribunale chiedeva le fosse riconosciuta l′indennità di rischio radiologico, in quanto svolgeva la propria attività lavorativa presso l′Unità Operativa di Radiologia. Riferiva di avere percepito fino al mese di ottobre 2012 l′indennità di rischio radiologico, nonché ulteriori 15 giorni di congedo ordinario, in ragione della continuativa esposizione alle radiazioni assorbite durante l′espletamento della sua attività lavorativa; di non percepire più dal mese di novembre 2012, a seguito di riclassificazione del personale, le suddette indennità, sebbene impegnata nelle medesime mansioni svolte in precedenza e sebbene continuativamente esposta al rischio radiologico.

Decisione del Tribunale di Trani
Il tribunale accoglie il ricorso dell′Infermiera, con le seguenti motivazioni:
Mentre per medici/tecnici di radiologia sussiste una presunzione di esposizione al rischio radiologico, per le altre categorie di lavoratori occorre accertare caso per caso la sussistenza di un effettivo rischio radiologico dovuto all′esposizione a radiazioni ionizzanti.
Nel caso di specie, la ricorrente svolge le mansioni di Infermiera presso l′U.O. di Radiologia dell′Ospedale di Co.. Ella pertanto non rientra fra quelle categorie di lavoratori alle quali la legge riconosce automaticamente l′indennità di rischio radiologico in virtù della mansione svolta; considerato che fino al mese di ottobre 2012 la rivendicata indennità le è stata corrisposta, compreso il congedo ordinario aggiuntivo, occorre valutare se per il periodo successivo la ricorrente sia stata sistematicamente esposta al rischio radiologico, come avvenuto in precedenza.
La stessa confermava che anche nel periodo seguente avesse utilizzato quotidianamente i dispositivi di radioprotezione previsti per coloro che prestano la propria attività lavorativa in “zona controllata” e fosse dotata di (dosimetro personale).
Per questo alla stessa va riconosciuta l′indennità di rischio ed il riconoscimento delle ferie aggiuntive di 15 giorni.

Cosa prevede il CCNL 2016/2018
Articolo 91 al comma 2: conferma l′indennità al personale diverso dai tecnici sanitari di radiologia medica
In merito al rischio radiologico, si conferma l′art. 5 del CCNL 20/9/2001, biennio economico 2000-2001. L′indennità professionale specifica ivi prevista spetta ai tecnici di radiologia medica (ivi inclusi gli esperti poi senior ai sensi dell′art. 15 (Modifica della denominazione dei profili di “esperto”)) nella misura prevista ai punti 15 lett. b) e 16 lett. b) della tabella C del CCNL del 5/6/2006.
Alla corresponsione delle indennità di cui al presente articolo si provvede con il fondo di cui all′art. 80 (Fondo condizioni di lavoro e incarichi).

Normativa
Il Decreto n7 del 11/02/2016 definisce i criteri per l′indennità rischio radiologico in:
1) almeno 40 settimane di presenze ocumentate annue del lavoratore che attestino l′abitualità di presenza in zona controllata
2) Almeno 7 minuti settimanali oppure 10 minuti su 10 giorni o altra equivalente determinazione temporale di esposizione documentata del lavoratore necessari per raggiungere i 6 mSv annui di dose efficace, non riducibili previsti dall′allegato IV del. D.lgs 230/1995.

da Dirittosanitario. net


Eventi


Corso ecm 20 settembre Fossano (CN)


Clicca per ingrandire 01/06/2019
ISTRUZIONI ISTRUZIONI PER L'USO E FAQ:
COMUNICARE, NEGOZIARE ED APPLICARE IL CONTRATTO NAZIONALE DI LAVORO

Nel contesto sanitario sempre più è necessaria la consapevolezza del proprio ruolo da parte del professionista sanitario che non può esimersi dalla conoscenza delle norme che regolano il proprio rapporto di lavoro.
Norme sempre più complesse che riguardano la gestione dell′orario di lavoro nel rispetto della normativa e delle clausole contrattuali. Infatti, le Amministrazioni chiedono, in un contesto di continua razionalizzazione/razionamento del “sistema”, di garantire una corretta turistica rispettando, ad esempio, il corretto utilizzo del lavoro straordinario ovvero di garantire il rispetto del risposo giornaliero (11 ore) tra due turni tenendo contemporaneamente conto dei desiderata espressi dai singoli professionisti sanitari. La conoscenza e l′orientamento in questa molteplicità di norme sono necessarie per poter fornire un servizio consapevole e tutelato e tutelante.
Il corso propone una visione d′insieme analizzando l′integrazione tra il contratto di lavoro con le norme di nuova approvazione come ad esempio nel caso della nuova disciplina della mobilità.
Coniugare, quindi, diritti e doveri del professionista sanitario nell′importante e vasto contesto formativo diventa obbligo imprescindibile.

Per iscrizione inviare mail all'indirizzo

info@pegasolavoro.it

www.pegasolavoro.it



     

Eventi


Scadenza dichiarazione del redditi 730


Clicca per ingrandire 26/06/2019
Ricordiamo la scadenza del 1 luglio 2019 per fare la dichiarazione dei redditi presso i nostri uffici convenzionati

Eventi


Gestione degli accessi endovenosi Corso fad


31/05/2019
Gestione degli accessi endovenosi
Il presente corso di FORMAZIONE A DISTANZA tratterà la gestione degli accessi venosi periferici e dei cateteri venosi centrali a media e lunga permanenza e dei cateteri venosi centrali ad inserzione periferica (PICC). Comprenderà inoltre i cateteri midline e dei cateteri PICC.

Lo scopo è quello di garantire la corretta applicazione delle procedure di gestione dell′accesso vascolare.

L′omogeneità dell′esecuzione delle procedure, la salvaguardia del patrimonio venoso; la conoscenza delle tecniche di visualizzazione dei vasi e di verifica della posizione centrale della punta del cvc;

la riduzione delle complicanze legate alla malpractice o consentire la diagnosi precoce e il loro trattamento, quali: infezioni correlate al posizionamento dei cateteri venosi centrali, flebiti, trombosi, ostruzione e rottura del catetere.

L′adeguata formazione all′inserimento dei cateteri vascolari e l′aggiornamento del personale coinvolto nella gestione attraverso la conoscenza delle disposizioni legislative inerenti.





SARA' POSSIBILE CONCLUDERE IL CORSO ED EFFETTUARE IL TEST DI VERIFICA DELL'APPRENDIMENTO A PARTIRE DAL GIORNO 12 GIUGNO 2019 E IL CORSO DOVRA' ESSERE CONCLUSO NECESSARIAMENTE ENTRO IL 31 DICEMBRE 2019.
Sito

Eventi


ART.12


Clicca per ingrandire 28/05/2019
http://www.nursind.it/conferenza.html
Il 5 giugno illustreremo a Roma la nostra proposta di modifica del sistema di classificazione professionale, una proposta innovativa per le professioni sanitarie che vuole essere il nostro contributo al dibattito per il nuovo contratto 2019-2021.

Eventi


#costruiamoituoidiritti


Clicca per ingrandire 28/05/2019
Vedremo quali forze politiche e sindacali vorranno condividere il percorso che NURSIND ha intrapreso per il riconoscimento

- dell′ Area di contrattazione autonoma per gli infermieri

- dell′indennità di esclusività del rapporto di pubblico impiego (così come hanno da tempo i medici)

Chi ostacolerà questo percorso non ha, evidentemente, a cuore la professione infermieristica
#costruiamoituoidiritti

Convenzioni Piemonte


Per chi vuole iscriversi


Clicca per ingrandire 20/03/2019
La quota d'iscrizione è di 10 euro mensili per 12 mensilità
per i dipendenti pubblici e del privato

L'iscrizione a NurSind prevede l'attiviazione GRATUITA della polizza per responsabilità professionale e per la tutela legale.
Per iscriverti a NurSind, scarica il modulo compilarlo in tutte le sue parti e inviarlo per fax allo 050.791.20.21 o per WhatApp al 3294058815. Provvederemo ad inviarlo alla tua azienda.
Se vuoi dare disdetta da un altro sindacato a cui sei iscritto/a contattaci al 3294058815 o al 3274496319 e ti daremo le indicazioni necessarie.

Eventi


"sentenza storica del Tribunale del Lavoro di Milano"


Clicca per ingrandire 16/03/2019
Infermieri, il tempo per cambiarsi rientra nell'orario di lavoro, il NurSind: "sentenza storica del Tribunale del Lavoro di Milano"
Tre Infermieri dell'ASST Fatebenefratelli Sacco portano l'azienda in tribunale, e vincono.
A loro andranno riconosciuti, per gli anni pregressi, i compensi "nella misura di 15 minuti di lavoro ordinario al giorno per ogni giorno di effettivo servizio, risultante dai cedolini paga". Una sentenza epocale per la categoria, che ha visto anche un'ulteriore vittoria in Cassazione per un fatto analogo.
Importante vittorie per gli infermieri, che vedono finalmente riconosciuta in tribunale la loro professionalità e soprattutto la loro dignità. Il tema del contendere, questa volta, è il tempo necessario alla vestizione prima di entrare in servizio. Ad esempio, se un infermiere deve prendere servizio in reparto alle 7.30, è evidente che dovrà essere sul luogo di lavoro in anticipo rispetto a questo orario poiché è obbligato a cambiarsi e a indossare tuta e calzature idonee al proprio ruolo. Lo stesso accade anche prima della fine di un turno, quando l'infermiere che smonta deve rendersi disponibile per il passaggio di consegne con il collega che subentra. Ma, purtroppo, diverse dirigenze ospedaliere non hanno riconosciuto quest "tempo tecnico" come orario di lavoro e quindi lo considerano non retribuito. Ma la legge, questa volta, è a fianco degli infermieri.
La sentenza del Tribunale di Milano, sezione Lavoro
Una recentissima sentenza sull'argomento fa giurisprudenza anche a Milano. Tre infermieri dipendenti dell'ASST Fatebenefratelli Sacco, assistiti dall'avvocato Marco Leone Coccett e dalla dottoressa Marta Ottobelli, hanno fatto ricorso contro l'ASST stessa contestando il mancato riconoscimento del c.d. tempo tuta come orario di lavoro per gli anni antecedenti il 2015 (anno in cui è entrato in vigore l'accordo code contrattuali RSU aziendale - OO.SS Comparto). Il Tribunale di Milano Sez. Lavoro ha dato ragione, con la Sentenza n. 116/2019 del 18 gennaio 2019, ai tre richiedenti. Nelle considerazioni finali della sentenza, si legge che: "Gli Infermieri tenuti ad indossare appositi indumenti di lavoro (casacca, pantaloni, maglietta, felpa) deducono che l'accordo aziendale del 17/12/1996 stabiliva che l'orario di lavoro dovesse prevedere, per il personale obbligato ad indossare la divisa aziendale un tempo complessivo di 15 minuti all'inizio e alla fine dell'orario di lavoro, che ciò nonostante questo tempo non era mai stato riconosciuto in termini di retribuzione perché il datore di lavoro non avrebbe consentito le operazioni di vestizione e svestizione durante il turno, che solo successivamente all'accordo siglato nell'ottobre del 2015 la divisa sarebbe stata conteggiata nell'orario di servizio. Gli stessi pertanto chiedono conclusivamente al tribunale l'accertamento e declaratoria del loro diritto ad indossare e dismettere la divisa in orario di lavoro, l'accertamento che per il periodo dal febbraio 2012 al dicembre 2015 il personale turnista ed aggiornata avrebbe diritto ad una fascia di 15 minuti all'interno dell'orario di lavoro per indossare e dismettere la divisa aziendale le pretese dei ricorrenti appaiono integralmente fondate e meritevoli di accoglimento.
Appare pacifico, nel caso di specie, che il personale sanitario ed infermieristico sia da un lato necessariamente tenuto ad indossare una specifica divisa di lavoro, e dall'altro che l′indossamento e la dismissione della divisa debba, per ragioni di sicurezza, necessariamente avvenire nei locali aziendali, nel periodo preparatorio e terminativo del proprio turno di lavoro, non potendo, in applicazione dei principi enunciati dalla suprema corte, rientrare il tempo impiegato dal lavoratore per indossare e dismettere la divisa di lavoro nel normale orario di lavoro contrattuale, là dove lo stesso non contempli espressamente la ricomprensione del tempo occorrente alle versioni preliminari nell'ordinario turno di lavoro". Quindi, il Tribunale si esprime sulla retribuzione mancata:
"La circostanza è confermata per il periodo successivo a quello oggetto di causa dall'Accordo cd Code Contrattuali del 26/10/2015, entrato regime a partire dal 09/12/2015 per i lavoratori turnisti e dal 04/01/2016 per i lavoratori a giornata, nel quale si prevede espressamente, per i lavoratori interessati, tra cui gli odierni ricorrenti, un tempo ulteriore di otto minuti per indossare la divisa di lavoro ed un tempo di sette minuti per dismettere gli indumenti da lavoro, oltre ad un ulteriore tempo stabilito in 15 minuti per effettuare il passaggio di consegne. L′evidente contraddittorietà delle risultanze istruttorie, e l′impossibilità di addivenire alla certa e condivisa ricostruzione di una prassi organizzativa, in virtù della quale agli operatori oggi ricorrenti fosse consentito di svolgere le operazioni di indossamento e svestizione nell′ambito dell′orario di lavoro, determina la fondatezza delle pretese attoree ed il riconoscimento del cd tempo divisa quale orario di lavoro utile ai fini retributivi, nella misura di 15 minuti di lavoro ordinario al giorno per ogni giorno di effettivo servizio, risultante dai cedolini paga in atti".
Questo ricorso pilota sul cosiddetto “tempo divisa” è stato sostenuto dalla Segreteria Territoriale NurSind di Milano: una vittoria, quindi, anche per NurSind prima e unica sigla sindacale ad aver ottenuto un simile risultato.
I precedenti
Risale a poche settimane fa, inoltre, la sentenza della Corte di Cassazione Sez. Lav., 11 febbraio 2019, n. 3901 che ha ribaltato il verdetto precedentemente emesso dalla Corte d′Appello di Perugia. La Corte d'Appello aveva rigettato la domanda di cinque infermieri assunti presso il locale Ospedale, che avevano domandato la condanna dell′Ausl della Regione Umbria al pagamento del compenso a titolo di indennità per lavoro straordinario, per il tempo occorrente per la vestizione. Si tratta di 15 minuti rispetto all′inizio del turno e di 15 minuti per il passaggio di consegne a fine turno. La Corte di Cassazione si è espressa definitivamente in tutt'altro modo, rovesciando il verdetto con questa motivazione: "Violazione e falsa ed errata applicazione della direttiva CEE 23/11/93 nn. 93/104 nonché del D.Lgs. 8 aprile 2003, n. 66 di attuazione della predetta direttiva. Difetto di motivazione su punti essenziali della controversia. Travisamento ed illogicità". In particolare, in base all′art. 1, comma 2 lettera a) del D.Lsg. n. 66/2003 è precisato che costituisce orario di lavoro “qualsiasi periodo in cui il lavoratore sia al lavoro, a disposizione del datore di lavoro e nell′esercizio della sua attività o delle sue funzioni”.
Evidentemente, il tempo/divisa come tempo/lavoro è un fatto sempre più condiviso. Lo contempla finalmente anche il CCNL Comparto Sanità firmato il 21 maggio 2018 , ai comma 11 e 12 dell'Art. 27. Il comma 11 recita: "Nei casi in cui gli operatori del ruolo sanitario e quelli appartenenti a profili del ruolo tecnico addetti all′assistenza, debbano indossare apposite divise per lo svolgimento della prestazione e le operazioni di vestizione e svestizione, per ragioni di igiene e sicurezza, debbano avvenire all′interno della sede di lavoro, l′orario di lavoro riconosciuto ricomprende fino a 10 minuti complessivi destinati a tali attività, tra entrata e uscita, purché risultanti dalle timbrature effettuate, fatti salvi gli accordi di miglior favore in essere". Il 12 specifica che "Nelle unità operative che garantiscono la continuità assistenziale sulle 24 ore, ove sia necessario un passaggio di consegne, agli operatori sanitari sono riconosciuti fino ad un massimo di 15 minuti complessivi tra vestizione, svestizione e passaggi di consegne, purché risultanti dalle timbrature effettuate, fatti salvi gli accordi di miglior favore in essere".
Link

Eventi


30 centesimi di aumento accordo Aso S.Croce e Carle


Clicca per ingrandire 15/03/2019
30 centesimi di aumento per il turno notturno. NurSind Cuneo denuncia l′accordo firmato da Cgil, Cisl e Nursing Up
Lo scorso otto marzo, presso l′Azienda Aso S. Croce e Carle Cuneo, CGIL, CISL e NURSING UP, durante il tavolo di contrattazione decentrata hanno apposto la loro firma su un accordo che sarà parte integrante del nuovo Contratto Integrativo Aziendale del triennio 2019-2021, e manco a dirlo un accordo peggiorativo di un contratto già penoso, che prevede:
I dipendenti che non hanno mai avuto il riconoscimento della vestizione (o che l'hanno avuto anche parzialmente) continueranno a non ricevere nulla
I dipendenti turnisti avranno un aumento delle indennità notturna di 30 cent all'ora (per un totale di 3 euro)
L'indennità di reperibilità: nessun aumento
Concessione Part time, solo per 50 dipendenti, ancora con criteri di definire
I Passaggi di fascia verranno assegnati, ma manca il reperimento dei fondi
Firmato l'accordo per gli incentivi per le funzioni tecniche
Firmato l'accordo per i compensi degli avvocati
“Dall′accordo si evince come per gli Infermieri non ci siano che spiccioli, fatti passare per grandi vittorie, mentre per le altre posizioni i fondi per incentivi e compensi sono sempre cospicui e facilmente reperibili.
NurSind non ha firmato e non firmerà mai un simile accordo. Come sempre siamo una voce fuori dal coro”, conclude Canetti Davide, Segretario Territoriale Cuneo.

Link

Eventi


NurSind Asti: “Maggiori risorse sul territorio per evitare il sovraffollamento dei Pronto Soccorso


Clicca per ingrandire 10/03/2019
Investire maggiori risorse sul territorio per ridurre il tasso di ospedalizzazione.
È questa la via indicata da NurSind Asti, sindacato delle professioni infermieristiche, per ridurre le cronicità ed evitare che queste si trasformino in acuzie da gestire in Pronto Soccorso.
“L′Azienda Sanitaria a gennaio 2019 – afferma Gabriele Montana, segretario territoriale Nursind – ha messo in atto un piano di sovraffollamento del Pronto Soccorso dell′Ospedale Cardinal Massaia inserendo un ottavo infermiere in turno (che ci auguriamo venga mantenuto d′ora in avanti), investendo risorse economiche nei vari reparti e trasformando circa 15 posti letto nei reparti chirurgici per dare sfogo ai ricoveri”.
Nonostante lo sforzo aziendale, però, personale e pazienti si trovano costretti a convivere col periodico sovraffollamento del Pronto Soccorso.
Investire maggiori risorse sul territorio per ridurre il tasso di ospedalizzazione.
È questa la via indicata da NurSind Asti, sindacato delle professioni infermieristiche, per ridurre le cronicità ed evitare che queste si trasformino in acuzie da gestire in Pronto Soccorso.

Nella foto, Gabriele Montana
“L′Azienda Sanitaria a gennaio 2019 – afferma Gabriele Montana, segretario territoriale Nursind – ha messo in atto un piano di sovraffollamento del Pronto Soccorso dell′Ospedale Cardinal Massaia inserendo un ottavo infermiere in turno (che ci auguriamo venga mantenuto d′ora in avanti), investendo risorse economiche nei vari reparti e trasformando circa 15 posti letto nei reparti chirurgici per dare sfogo ai ricoveri”.
Nonostante lo sforzo aziendale, però, personale e pazienti si trovano costretti a convivere col periodico sovraffollamento del Pronto Soccorso.
“Questa situazione – prosegue Montana – è frutto dell′elevato numero degli accessi ospedalieri, situazione aggravata dalla delibera regionale 1/600 che ha tagliato trasversalmente in Piemonte posti letto, servizi e punti di primo intervento”.
Secondo il programma regionale, parallelamente all′attuazione della dgr 1/600, sarebbe dovuto partire un piano legato alla gestione delle acuzie e alle case della salute, progetto che ad oggi è stato avviato a singhiozzo e in maniera incompleta.
“In questo momento – dice il segretario NurSind di Asti – il piano territoriale sul territorio astigiano dispone di pochissime risorse, che sono sicuramente insufficienti per attuare un servizio al domicilio destinato soprattutto ai pazienti più anziani. L′obiettivo dovrebbe essere quello di evitare che le cronicità si trasformino in acuzie da curare in Pronto Soccorso, ma con i numeri attuali non si va da nessuna parte. Come Nursind – prosegue Montana – chiediamo quindi che vengano incrementate le risorse destinate (anche) al piano territoriale, affinché possa finalmente partire un progetto a medio-lungo termine di gestione delle cronicità al domicilio”.
Ma non è tutto. Per l′ennesima volta Nursind ribadisce come il solo Pronto Soccorso del Cardinal Massaia e il Punto di Primo Intervento di Nizza Monferrato non siano sufficienti per un bacino d′utenza di 300mila utenti, ancor di più se confrontato con la situazione alessandrina, dove sono ben 5 i punti di primo intervento per 600mila abitanti.
Servono decine di infermieri (anche) sul territorio, che il sindacato Nursind si augura possano arrivare dal prossimo concorso per dare forza ai progetti di domiciliarità tanto attesi e ai Progetti di Infermieristica di Iniziativa e delle Cronicità già attivati presso le Case della Salute di Canelli, Nizza Monferrato, San Damiano e Villafranca e presso le Sedi di Bubbio, di Montemagno e di Viarigi, estendendolo a tutte le Sedi territoriali distrettuali.
La Sanità astigiana ha bisogno anche di assunzioni medici, ma al momento nonostante la volontà di assumerli quest′ultimi scarseggiano.
“Gestire le criticità al domicilio – conclude Montana – vuol dire ridurre gli accessi in ospedale, alleggerendo il lavoro dei punti di primo soccorso ed evitando il rischio di sovraffollamento, situazione che ancora oggi, e troppo spesso, si verifica mettendo a rischio il lavoro dei professionisti sanitari”.

Eventi


Richiesta tessera Nursind


Clicca per ingrandire 20/01/2019
SEI IN POSSESSO DELLA TESSERA NURSIND?
Se per una qualsiasi ragione ne sei sprovvisto
Manda una mail alla seguente casella
cuneo@nursind.it

Eventi


Buste paga leggere sotto l’albero di Natale degli Infermieri del Aslcn1


Clicca per ingrandire 28/12/2018
“Quest′anno sotto l′albero di Natale, gli infermieri della Asl Cuneo 1, troveranno una busta paga leggera”, è quanto dichiara Davide Canetti, Segretario territoriale NurSind Cuneo.
Ai lavoratori del Comparto Sanità verrà “sequestrata” la parte accessoria dello stipendio e questo per un accordo stipulato da di CGIL, CISL, UIL e Nursing Up in Rsu.
Il “Sequestro della parte accessoria” è stato sancito per poter garantire il passaggio di fascia a pochi dipendenti.
“Una decisione grave quella concordata, un′ingiustizia che comporterà una perdita di almeno 300 euro dalla busta paga di ogni dipendente che non prenderà nemmeno l′incremento previsto per il passaggio di fascia, previsto per pochi”- continua – “Ringraziamo ancora una volta gli RSU CGIL, CISL, UIL e Nursing Up di questo regalo natalizio e ci domandiamo perché altre figure come gli amministrativi non vengono mai penalizzati così come da accordo del 16/11/18 “
Il link con gli accordi

Eventi


Obbligo assicurativo per gli infermieri


Clicca per ingrandire 20/12/2018
Scopri i vantaggi della Convenzione riservata ad Infermieri, Ostetriche e Coordinatori iscritti Nursind, inclusa nella quota d'iscrizione, la più bassa del comparto!

Eventi


RIAPRIAMO LA QUESTIONE INFERMIERISTICA


Clicca per ingrandire 20/11/2018
E′ con questo slogan che inizia la campagna di mobilitazione degli infermieri .
Fino ad oggi, solo il grande senso di responsabilità della categoria che si accolla da tempo i rischi di un assistenza insufficiente ai bisogni dei cittadini ricoverati e si vede continuamente negare diritti contrattuali, sta permettendo di fare fronte alla grave carenza di personale, peggiorata dal lungo tempo di mancate assunzioni e dal lungo periodo di blocco del Turn Over.
E′ancor più grave la completa mancanza di qualsiasi programmazione e strategia di fronte ad una categoria che sta diventando vecchia. Quasi 50 anni la media della categoria infermieristica. Il 25% di questi ha una limitazione funzionale provocata spesso dal proprio lavoro. Nessun passaggio di sapere e di esperienze tra generazioni.
Straordinari, riposi saltati, ferie non godute, periodi di riposo non garantiti non possono e non devono più bastare a colmare la sufficienza con la quale la nostra politica cerca di porre rimedio a questa problematica.
La tutela della salute del cittadino và di pari passo con la tutela delle condizioni di lavoro degli infermieri e di chi si occupa di assistenza.
Manca sempre il tempo per riunirsi, per parlare, per condividere e analizzare. Manca sempre il tempo per pianificare. controllare valutare. Manca sempre il tempo per confrontarsi e aggiornarsi. Manca sempre il tempo per pensare e ragionare.
Con queste difficoltà l ‘infermiere ogni giorno combatte la sua battaglia di civiltà nelle corsie degli ospedali piemontesi, pagandone le conseguenze in prima persona, difficoltà che inevitabilmente si ripercuotono sui bisogni di salute e di assistenza di chi le cure le riceve.
Nella condizioni attuali è impossibile poter metter in atto in maniera completa le nostre competenze, le nostre conoscenze e le nostre abilità assicurando così al paziente una assistenza sicura e adeguata.
Il Piemonte ha di certo delle eccellenze ma la sanità di tutti i giorni è un'altra cosa.
La Regione ha dichiarato più volte sugli organi di stampa centinaia di assunzioni che se confrontati alle cessazioni di questi anni rappresentano un inerzia.
La misura è colma, i rischi aumentano. Chi governa la Sanità Regionale e le Aziende Piemontesi dovrà assumersi le proprie responsabilità.
Nursind, il sindacato delle professioni infermieristiche metterà a disposizione degli infermieri piemontesi una piattaforma su www.nursindpiemonte.it per segnalare situazioni a rischio per l′assistenza e violazioni contrattuali.
Rappresenteremo in tutte le sedi le violazioni che raccoglieremo e le situazioni a rischio che ci saranno segnalate, nelle sedi istituzionali. nelle procure e nelle aule di tribunale se sarà il caso.
Avvieremo iniziative pubbliche di sensibilizzazione dei cittadini della problematica che riguarda anche e soprattutto loro.

Eventi


Congresso Nazionale 25-26-27 ottobre


Clicca per ingrandire 28/10/2018
Si è chiuso ieri a Torino il settimo congresso nazionale
del sindacato infermieristico Nursind.
Attraverso il voto dei 315 delegati provenienti da tutto il territorio nazionale si sono rinnovati gli organi statutari nazionali.
Sono stati eletti alla direzione nazionale:
Andrea Bottega di Vicenza (segretario nazionale),
Daniele Carbocci di Pisa (segretario amministrativo nazionale),
Salvatore Vaccaro di Catania (Vicesegretario nazionale),
Romina Iannuzzi di Avellino (Responsabile nazionale per la sanità privata),
Stefano Barone di Roma, Donato Cosi di Monza, Amerio Roberto di Torino,
Fausta Agostina Pileri di Sassari,Gianluca Altavilla di Pordenone.

Revisori dei conti:
Ignazio Curto di Caltanissetta, Maurizio Pelosi di Ascoli-Fermo, Falcone Matteo di Foggia.

Collegio dei probiviri:
Massimo Latella di Messina, Claudio Cullurà di Arezzo, Di Lalla Flavia Loredana di Pisa.

Eventi


Quota 100, Opzione donna ed Ape social.


Clicca per ingrandire 18/10/2018
Approvato dal Consiglio dei Ministri lunedì sera, il decreto fiscale, adesso il Governo invierà a Bruxelles il Documento Programmatico di Bilancio, all′interno del quale, una delle manovre più attese è Quota 100, che permetterà il superamento della Legge Fornero.

Vediamo quindi i requisti essenziali per potervi accedere.

Potranno andare in pensione i lavoratori che hanno raggiunto i 62 anni di età ed i 38 anni di contributi.

Resta fermo il requisito essenziale ed indispensabile dei 38 anni di contributi, anche nel caso di un′età maggiore.

Quindi a 63, 64, 65, 66 anni la quota sarà di 101, 102, 103 e 104.

A 67 anni si potrà continuare a uscire secondo le regole della pensione di vecchiaia, cioè avendo almeno 20 anni di contributi.

Quota 100, partirà da febbraio, ed avrà quattro finestre annuali, una ogni tre mesi.

Chi avrà i requisiti entro il 31 marzo riceverà la prima pensione ad aprile. Chi maturerà i requisiti fra il primo aprile e il 30 giugno incasserà l′assegno a luglio, e così via.

Per il prossimo biennio 2019/2020, torna anche la misura previdenziale a favore delle lavoratrici, vale a dire Opzione Donna.

Le donne con 58 anni di età (come lavoratrici dipendenti) e 59 (come autonome) con 35 anni di contributi potranno accedere alla pensione accettando, però, il sistema di calcolo contributivo integrale.



L'Ape Social, poi, godrà di un anno di proroga: contrariamente a quanto si pensava, infatti, l'anticipo pensionistico varato dal Governo Gentiloni non andrà in 'pensione' a fine anno, bensì verrà prorogato a tutto il 2019, mantenendo gli stessi requisiti sin qui applicati.


Eventi


VII° Congresso Nazionale, Torino 2018


Clicca per ingrandire 18/10/2018
VIIº Congresso Nazionale, Torino 2018

Eventi


Rinnovo Direttivo Provinciale Cuneo


19/09/2018
Rinnovato il Direttivo Provinciale eletto durante il Congresso Territoriale del 28/09/18
Il Direttivo è composto da:
Davide Canetti ( segretario provinciale)
Silvana Marchesano ( segretario amministrativo)
Marisa Farina ( referente ASLCN1 )
Antonella Testa
Maria Maribella (referente Savigliano)

Eventi


Invito assise congresso provinciale nursind Cuneo


Clicca per ingrandire 28/08/2018
Per informazioni contattate il 3294058815
  

Eventi


Infermieri e burnout.


Clicca per ingrandire 06/08/2018
Infermieri e burnout. Predire lo stress attraverso la misurazione dell′Alfa-amilasi salivare. Lo studio

Nella psico-neuro-endocrinologia è usuale misurare i livelli di stress attraverso la misurazione di due biomarcatori salivari: cortisolo salivare e alfaamilasi salivare(ASA); un esame che ha il beneficio di non essere invasivo.
Un grande numero di studi ha fornito prove per l 'utilità del dosare il cortisolo salivare come marker dell′asse ipotalamo-ipofisi-surrene (HPA) (Kirschbaum e
Hellhammer, 1989; Kudielka et al., 2004), mentre i risultati su ASA sono ancora in via di sperimentazione.
Una revisione recente ha riassunto gli studi che hanno esaminato il potenziale di ASA suggerendo come l'attività di ASA sia relativamente robusta contro
l'influenza di diversi fattori come ad esempio il genere, gli ormoni sessuali, l′ età (Rohleder and Nater, 2009). Tuttavia, molti dei gli studi esaminati non forniscono certezze a causa del campione di piccole dimensioni.
Inoltre, mancano gli studi che si concentrano solo sulla relazione tra e alfaamilasi salivare(ASA) e stress.
Il burnout è una malattia correlata allo stress ed è un fattore di rischio per le malattie cardiovascolari (Melamed et al., 2006).
Gli infermieri sono tra i professionisti con più alto rischio di incorrere in malattie da stress- lavoro correlato, vista la tipologia di lavoro, una professione di aiuto con turni disagiati ed alti carichi di lavoro.
Lo studio qui preso in esame mira ad indagare se esiste nella popolazione infermieristica, una correlazione tra burnout, stress da lavoro e attività dell′ alfa amilasi salivare.
In secondo luogo, intende esaminare quali variabili influenzano l'attività di ASA durante una giornata lavorativa di un infermiere.
Metodo
Gli infermieri sono stati reclutati da quattro ospedali tedeschi , 215 i partecipanti con un età media di 37,9 anni .
La saliva è stata raccolta utilizzando dispositivi di raccolta salivette , le analisi sono state fatte presso il laboratorio di biochimica, Università di Dresda, Istituto di Biopsicologia (Dr. Kirschbaum). L'attività alfa-amilasi è stata misurata con un metodo quantitativo cinetico degli enzimi (vedi anche Nater et al., 2007).
Agli infermieri è stato somministrato un questionario che conteneva informazioni su:
aspetti socio-demografici e ginecologici, fumo , assunzione di caffè; lo stress percepito è stato misurato con la "Chronic Stress Screening Scale" (CSSS).
Per la misurazione della presenza o meno di Burnout è stata usata la
Maslach Burnout Inventory (MBI).
L'MBI misura il burnout su tre dimensioni: emozionale esaurimento,spersonalizzazione e realizzazione personale.
Risultati
Riguardo al primo obiettivo dello studio, nessuna associazione significativa è stata trovata tra attività ASA e depressione, ansia, burnout o stress percepito. Tuttavia, sorprendentemente il campione si componeva di infermieri che non avevano avuto punteggi significativi di depressione e ansia.
Il secondo obiettivo dello studio era l'identificazione delle variabili che influenzavano dell'attività basale di sAA, durante il turno. Prima di tutto, il nostro campione aveva un sAA più bassa al mattino e un aumento durante il giorno.
Solo il genere mostra una chiara influenza su sAA nelle attività nel corso della giornata, minore nel genere maschile.
The diurnal course of salivary alpha-amylase in nurses: An investigation of potential confounders and associations with stress Katja Wingenfelda,∗, Michael Schulz b, Annika Damkroeger b,c, Christine Philippsena, Matthias Rosea, Martin Driessenb

Eventi


Regione Piemonte


Clicca per ingrandire 06/08/2018
Regione Piemonte. 500 operatori non assunti tra il 2017 e 2018. Il NurSind: "Infermieri diminuiti di altre 350 unità"

"Purtroppo avevamo ragione sui numeri. L'Assessore dovrebbe chiedere scusa agli infermieri piemontesi che hanno pagato maggiormente la politica dei tagli sul personale".
Questo il duro monito del Coordinatore Regionale NurSind Piemonte, Francesco Coppolella, in merito alle mancate assunzioni.
Dopo la polemiche dei giorni precedenti e la lettera inviata al Ministro della Sanità Giulia Grillo, il NuSsind Piemonte torna all'attacco dell'Assessore Saitta e delle mancate assunzioni.
500 assunzioni in meno tra il 2017 e il primo semestre 2018, delle quali 350 riguardano gli infermieri piemontesi.
Purtroppo per gli operatori della Sanità piemontese, avevamo ragione - commenta il coordinatore regionale Francesco Coppolella - nonostante la regione ci abbia accusato di strumentalizzare e di non fare gli interessi dei lavoratori.
Questi i dati della Regione Piemonte:
Infermieri assunti tra il 2017 e 2018, 628.
Infermieri cessati 978.
2246 cessazioni in totale nel 2017, contro 1909 assunzioni.
1281 cessazioni nel 2018, contro 1184 assunzioni.
In pratica un delta di circa 500 operatori non assunti, che equivalgono circa a 20 milioni di euro.
E non si conosce il dato del 2016 - affermano dal NurSind - che come già detto, ha visto un risparmio di ulteriori 18 milioni di euro.
“All'Assessore che ci ha accusati di non fare gli interessi dei lavoratori - conclude Coppolella - rispondiamo che lui invece ha fatto gli interessi dei Direttori Generali, aumentando loro gli stipendi, mentre gli infermieri pagavano il disagio dei tagli sulla propria pelle.

Articoli correlati: Mancate assunzioni in Piemonte. Il NurSind: “Tra 2016-17 la Regione ha risparmiato 21 milioni sulla pelle dei lavoratori”.

Eventi


Nursind Citta' della Salute


Clicca per ingrandire 06/08/2018
"Dopo innumerevoli segnalazioni portate dal NurSind all'Azienda, siamo stati costretti un anno fa a presentare esposti alla Procura della Repubblica e denunce allo SPRESAL riguardo ad alcune sedi di lavoro 118 ed al lavaggio divise del personale. Ora i frutti si iniziano a raccogliere".
Ad affermarlo è Daniele Scomersich, dirigente sindacale Nursind del Servizio di Emergenza Territoriale 118.
"Ad Avigliana - dice Scomersich - i colleghi hanno ottenuto una nuova postazione che possiamo definire all'avanguardia sul territorio".
"A Giaveno siamo in attesa dello spostamento, - continua - inizialmente erano stati individuati nuovi locali all'esterno del presidio ospedaliero, trasloco poi bloccato il giorno precedente".
E′ stata imposta all'Azienda, una prescrizione da parte dello Spresal che invita la Città della Salute a trovare una soluzione, entro 180 giorni, per la questione del lavaggio delle divise dei dipendenti.
"Siamo felici di vedere dei risultati che vanno a favore dei colleghi che operano sul territorio, - conclude Scomersich - ci lascia perplesso che l'Azienda non abbia trovato soluzioni prima e non solo dopo gli interventi dello Spresal. Auspichiamo che l'Azienda e l′Assessorato alla Sanità della Regione Piemonte ne traggano insegnamento e pongano rimedio a tutte le problematiche ancora esistenti".

Eventi


La triade rinnega il contratto e fa autorete.


Clicca per ingrandire 05/04/2018
Sta davvero franando il terreno sotto i piedi alla Triade, Cisl, Cgil e Uil, e quando si comincia a temere di perdere un potere di cui sono depositari da anni, si corre il rischio di incorrere in errori più grandi.
Ed è questo il caso della “retromarcia” sul Contratto Sanità, alla quale stiamo assistendo da qualche giorno: dal tanto osannato contratto, perfetto a dir loro, da qualsiasi prospettiva, di scatto (ma mica tanto, visto che si avvicina lo sciopero di 48 ore dichiarato da NurSind e NurSing up) nascono le imperfezioni, gli errori da correggere, le norme da cancellare.
Nel documento inviato dalla Triade all′ Aran, ci sono ben 34 osservazioni tra aggiustamenti, coordinamenti del testo, correzioni di errori formali e modifiche secondo quanto deciso durante la trattativa.
Vediamo dunque, prima di arrivare alle nostre conclusioni, cosa dichiaravano in merito al nuovo contratto fino a qualche giorno fa, denigrando il NurSind, accusandolo di fare solo campagna elettorale pro RSU, di dire una marea di fandonie e di non aver nessuna capacità di comprensione del testo.
Da Quotidiano Sanità del 02 marzo Serena Sorrentino Segretaria generale FP Cgil , Maurizio Petriccioli Segretario generale Cisl Fp, e Michelangelo Librandi Segretario generale Uil Fpl, in un accorata lettera al Direttore, stanchi degli attacchi ( ed in preda ad un attacco di panico per le tessere stracciate) dichiaravano:
“La preoccupazione del collega di un sindacato autonomo, rispetto alla volontà di arrivare alla stesura della preintesa del Contratto nazionale in tempi che giudica troppo celeri, appare quindi strumentale e infondata.Il testo Aran era stato consegnato e pubblicato per argomenti man mano che essi sono stati discussi in questi mesi ai tavoli convocati su singoli argomenti. La sola parte economica è stata sviluppata nella due giorni di trattativa in ragione del fatto che l′atto di indirizzo sulle risorse per il comparto era arrivato in via definitiva in quelle ore.
Rivendichiamo di aver prodotto avanzamenti sul testo riproposto in entrata, che sono il frutto, si badi bene, non di qualche ora ma di un lavoro unitario di mesi.
Questo contratto è migliorativo in tante parti: diritti, relazioni sindacali, incarichi, indennità, sviluppo professionale, difesa dei riposi.
Ci sembra, invece, che in questo caso qualche sindacato, nell′incertezza di come gestire la trattativa, non sapesse bene cosa fare e mentre i lavoratori erano in piazza anziché sospendere lo sciopero, anziché chiedere l′interruzione della trattativa, ha proseguito a stare al tavolo come se la mobilitazione non riguardasse chi addirittura l′aveva indetta!
Adesso si annuncia un nuovo sciopero per riaprire la trattativa. Bisognerebbe avere l′onestà intellettuale di dire che quello sciopero sarà fatto a pochi giorni dal voto per avere qualche consenso alle Rsu ma che viste le procedure di validazione dei contratti quella iniziativa non inciderà minimamente sull′iter contrattuale”.

Da Quotidiano Sanità del 3 marzo, intervista alla Segretaria generale FP Ggil Serena Sorrentino.
Quali sono i punti di forza di questo accordo?
Non ci sono deroghe, non solo ai riposi ma anche a istituti fondamentali che regolano il rapporto di lavoro; si cancella la legge Brunetta sia sulla valutazione delle performance che sugli atti unilaterali; si mantengono le tutele dell′articolo 18 e l′orario di lavoro a 36 ore; si istituisce la commissione paritetica che oltre il sistema di classificazione ha come obiettivi chiari: la revisione dei profili professionali, rivedere il sistema delle indennità, costruire un sistema di valorizzazione delle competenze, semplificare e rivedere l′attuale sistema di progressione economica; si dà un ruolo alla contrattazione nel limitare il disagio derivante dal lavoro in turni (pronta disponibilità, limitazioni dello straordinario, gestione delle turnazioni); si introducono permessi aggiuntivi per visite, terapie ed esami diagnostici, si migliora la fruizione dei permessi per motivi personali e si introducono 4 mesi in aggiunta al periodo di comporto in caso di terapie salvavita; si rendono fruibili a ore i congedi genitoriali; si potenzia il diritto allo studio e si migliora la disciplina in materia di formazione; si estendono i diritti civili e la tutela alle donne vittime di violenza; si definisce un sistema di relazioni sindacali che ridà titolarità alla contrattazione e un ruolo e poteri certi alle Rsu; si introduce un nuovo sistema di partecipazione sindacale (confronto) articolato anche su base regionale che apre ai rappresentanti dei lavoratori la condivisione sulle scelte regionali e aziendali che vanno dalle politiche del personale, alla formazione, fino all′organizzazione del lavoro.
A queste chicche aggiungiamo ancora un video, Marianna Ferruzzi, segretaria nazionale Cisl FP, ci illustra i punti qualificanti di questo contratto.
Potremmo ancora scrivere all′infinito e oltre su quanto hanno osannato questo contratto e su come hanno denigrato NurSind, che senza cedere mai in coerenza ha dichiarato come questo fosse un mero Contratto politico, scritto di fretta e forse letto da nessuno della Triade.
A noi questa improvvisa marcia indietro fa sorgere diversi interrogativi:
Che la Triade sia in preda ad uno sdoppiamento di personalità? Che tutti i suoi componenti soffrano di bipolarismo? Che siano in piena crisi di identità? Hanno forse grossi problemi di comprensione del testo?
O forse più plausibilmente, non hanno mai letto quella bozza di contratto, chiusa in fretta e furia a ridosso delle elezioni politiche, ed adesso mentre i loro iscritti storici stracciano le tessere, si sono accorti dell′errore grossolano commesso?
Con questa marcia indietro hanno commesso l′ennesimo autogol, l′irrispettosa considerazione che loro hanno dei lavoratori è palese.
Hanno firmato una pre-intesa come fosse l′ottava meraviglia del mondo, ora ritrattano, e ne chiedono ben 34 modifiche, molte delle quali già evidenziate dal NurSind a suo tempo, e per le quali lo stesso non ha firmato la pre-intesa.
Cara Triade, dopo aver difeso questo scempio fino alle fine ora lo rinnegate.
Che meravigliosa autorete, con questa marcia indietro, i lavoratori che ancora non si erano resi conto di quanto li avete ingannati e traditi, da questo momento avranno chiaro il concetto che siete degli inaffidabili, e che mentre state annegando nel vostro mare di bugie, avete cercato un ancora di salvezza, che vi sommergerà definitivamente.


Video

Eventi


Rsu 17-18-19 aprile 2018 inostri candidati


Clicca per ingrandire 05/04/2018
Rsu ASO S.Croce e Carle
Rsu AslCn1
Rsu AslCn2
     

Eventi


IL contratto


Clicca per ingrandire 03/03/2018
Ecco tutto “il bello” del contratto firmato da CGIL CISL UIL FSI (ben due come se 1 non bastasse)
Non si capisce il senso di accettare pochi soldi e anche modifiche giuridiche peggiorative del contratto precedente.
Misteri della fede...
  

Eventi


Sciopero del 23/2/2018


Clicca per ingrandire 03/03/2018
Quella di venerdì 23 febbraio 2018, data in cui è stato sottoscritta l′ipotesi del CCNL comparto sanità, sarà ricordata per un duplice motivo, uno come venerdì della vergogna per i lavoratori del Comparto e l′altro come venerdì della consapevolezza per la grande partecipazione allo sciopero generale (circa 80%) indetto da NurSind e pNursing up, che ha portato migliaia di Infermieri a protestare nella Capitale in Piazza S. Apostoli contro il mancato riconoscimento sostanziale della professione.

La firma di CGIL, CISL, UIL e FSI rappresenta un PUGNO ALLO STOMACO per i lavoratori interessati, e li pone definitivamente fuori dall′alveo della rappresentanza, infischiandosene della delega dei propri iscritti per compiacere il Governo di turno.

Senza vergogna, risulta essere, anche il tentativo di alcuni esponenti sindacali di convincerci sulla bontà dell′accordo con la diffusione di tabelline ragionieristiche sugli aumenti e sul pregresso contrattuale, per noi del NurSind, è invece un vero insulto ed una pretesa che agli occhi di veri rappresentanti dei lavoratori, respingiamo senza alcuna esitazione.

Visto che, a questi sindacati “professionisti” piacciono i numeri, proviamo a quantificare il regalo del Governo: Precisamente dalla fascia A alla fascia DS6 la differenza è di 15 euro…ogni commento ulteriore risulta pertanto superfluo. Insomma, hanno abdicato al loro ruolo di rappresentare i lavoratori con il Governo per lasciar posto al più tranquillo e vantaggioso in taluni casi ruolo di rappresentare il Governo tra i lavoratori.

Nel venerdì della vergogna, non è stato possibile infatti, neanche aprire la discussione sulla parte economica perchè di fatto la “mancetta” del Governo era già stata pattuita con la triplice sindacale nell′accordo di novembre 2016. Quel che fa più rabbia è senza dubbio vedere i potenti sindacati confederali che si adoperano per convincere i lavoratori della bontà di tale accordo che il padrone ha concesso: eh si, quel che ha concesso, perchè non verranno mica a dirci che lo hanno costretto a darci tutto quel ben di dio ?

Ma soprattutto, alla luce di quanto detto sopra: le aziende ci vogliono sempre più produttivi, ci stressano, ci rubano il tempo, ci controllano, ci vogliono sempre aggiornati ma non ci riconosce tutto questo. Quel che ci stanno elemosinando, è in realtà un insulto e NurSind lo ha rifiutato.

In vista della tornata elettorale del 4 marzo p.v. dopo un lungo sonno durato anni, giorno 22 febbraio dalle ore 10.00 per 30 ore, il Governo ha “sequestrato” i sindacati per firmare il CCNL, tutto in fretta, tutto subito. Hanno usato la tecnica dello sfinimento, ossia quella che si usa per fare capitolare i delinquenti più incalliti, il Governo smontava il contratto e ad ogni pezzo da esaminare concedeva 2 ore, per ripresentarsi dopo con giuristi e tecnici sempre nuovi.

Credevano che la resilienza non albergasse nel NurSind, ma si sono ricreduti perchè il testo per volontà del nostri Segretari Nazionali Andrea Bottega, Salvatore Vaccaro, Daniele Carbocci e Paolo Porta è stato rispedito al mittente che ha dovuto apportare più volte le modifiche richieste dal nostro sindacato, supportato dalle migliaia di infermieri in piazza che urlavano la loro rabbia con slogan, testimonianze e musica in diretta streaming, nonostante il tempo fosse inclemente.

Caro Governo e cari Sindacati, gli infermieri del NurSind di tutto il Paese, in quella piazza si è bagnato non di pioggia, ma di DIGNITA′ e di CONSAPEVOLEZZA, tutto ciò non si era mai visto.

Si, perchè i nostri rappresentanti quando siedono al tavolo della trattative a tutti i livelli non dimenticano nel taschino la delega e il mandato ricevuto, ma la mettono bene in evidenza proprio sul tavolo; idealmente tutto il popolo NurSindiano partecipa. NurSind è un passo avanti, sempre.

Mentre altri, non solo nascondono la delega e il mandato nel tascino più recondito ma addirittura si siedono dalla parte sbagliata; insomma ECTOPLASMI del sindacato che per osmosi e contiguità al potere risultano marci e avariati.

Alla fine, prima del “rilascio” degli ostaggi, NurSind NON ha firmato ed ha ottenuto il riconoscimento contrattuale del tempo di vestizione/svestizione del personale, (10min per le attività ambulatoriali, 15min per il turnista h 24 aumentabili di altri 4min in reparti ad alta complessità in contrattazione decentrata); per tutte le altre figure di supporto si riconoscono 10min e soprattutto nessuna deroga all′orario di lavoro.

Vi sono poi una serie di norme sulle relazioni sindacali, sugli incarichi, sul sistema sanzionatorio e altro, della quale vi terremo informati

IL NURSIND NON FIRMA CONTRATTI POLITICI
O

Eventi


Sciopero del 23/2/2018. VIENI ANCHE TU


Clicca per ingrandire 13/02/2018
#IOSCIOPERO il 23 febbraio. Perché vogliono metterci il bavaglio!
Perché vogliono mantenere i nostri stipendi senza valore per poterci comprare con le elemosine di 40 euro.
Perché non vogliono darci i nostri diritti.
Perché non vogliono riconoscere le nostre competenze.
Perché ci negano la mobilità.
Perché siamo reperibili e a disposizione ad oltranza.
Perché vogliono la sanità privata.
Perché ci costringono a lavorare per la libera professione medica gratis e non ci permettono di effettuare la nostre
Perché il demansionamento per noi è istituzionale
Perché siamo intelligenti/stupidi quando LORO DECIDONO
Perché non istituiscono l'infermiere di famiglia
Perché nella mia professione ho una mission, la salute del paziente ed per questo che ho scelto questa professione
Perché sono una professionista sanitaria non una missionaria
#nursindèunpassoavanti

Eventi


NURSIND SU CCNL COMPARTO SANITÀ: “PROPOSTE DATORIALI SULL’ORARIO


Clicca per ingrandire 17/12/2017
Nursind su CCNL comparto sanità: “Proposte datoriali sull′orario di lavoro contro i malati e i lavoratori.”

Roma 15 dicembre 2017


Può un contratto di lavoro nuocere alla salute dei malati prima che degli stessi lavoratori? Si. Nelle proposte avanzate dalla parte datoriale sul contratto della sanità succede anche questo. Il riferimento è all′articolato presentato sull′orario di lavoro. Un affronto, certo, ai lavoratori ma ancor più a chi, a seguito di malattia, ha bisogno di cure sicure e di qualità.

Un ulteriore tentativo di affossare il Servizio sanitario nazionale viene proprio da parte del Comitato di Settore che con la proposta di “elevare a sei mesi, ovvero, a fronte di ragioni obiettive, tecniche o inerenti all′organizzazione (ndr. carenza di personale), anche fino a dodici mesi” il periodo di riferimento per il calcolo della durata media di 48 ore settimanali dell′orario di lavoro, può far lavorare un infermiere mediamente 48 ore settimanali per un anno con la motivazione che c′è carenza di personale e il vincolo di spesa per il personale non si può superare.

Non bastasse questo a peggiorare le condizioni di lavoro, che inevitabilmente in sanità portano a errori, episodi di malasanità, disservizi, finanche alla morte, l′articolato presentato il 13 dicembre in sede ARAN prevede anche la deroga al riposo giornaliero di 11 ore nelle 24 ore: “Sono consentiti, in deroga all′art. 7 (riposo giornaliero) del DLgs 66/2003, riposi giornalieri immediatamente successivi e consecutivi inferiori alle undici ore ogni ventiquattro in presenza di eventi eccezionali e non prevedibili, o assenze improvvise, determinati, ad esempio, da prolungamenti di interventi chirurgici, malattie o infortuni, situazioni di urgenza.” Ciò significa che, per esempio, uno strumentista di sala operatoria può lavorare anche 24 ore consecutive e a qualsiasi altro infermiere che si prende in carico la salute dei malati potrà essere chiesto lo stesso. Quali attenzioni, quali prestazioni si potranno richiedere a chi lavora una giornata intera? Quale malato vorrebbe vedere affidata la propria vita a un infermiere stanco che è al lavoro da 20 ore? Non bastasse ciò anche la pausa sulla reperibilità per i reparti di emergenza è soggetta a deroga. Per questo personale si parla di sospensione (anziché interruzione) delle undici ore di riposo: un riposo frazionato, spezzettato non è riposo.

Con questo contratto le Regioni fanno sì che la qualità e la sicurezza dei servizi erogati dal servizio pubblico si abbassino ulteriormente. Oltre a definanziare il sistema, lo si rende insicuro e di bassa qualità. Una responsabilità politica chiara per chi vuole gestire in autonomia la sanità. Un datore di lavoro pubblico che vuole offrire ai cittadini un servizio scadente scaricando la responsabilità professionale sul personale a chi giova? L′orario di lavoro per legge non è materia di contrattazione ma di semplice informazione (le deroghe invece sono materia di accordo contrattuale). Chi si prenderà la responsabilità di una tale organizzazione del lavoro che incide sulla pelle dei cittadini?

Al tavolo negoziale Nursind ha espresso la netta contrarietà al taglio del diritto al riposo (paradossalmente più tutelato nella bozza del contratto Funzioni Centrali che si occupano di merci, documenti e beni culturali) e alla nuova schiavizzazione dei lavoratori.

Pensiamo bisogni puntare su nuove forme di espressione del dissenso. L′occasione del voto elettorale – politico e amministrativo – è un momento cruciale per dare voce ai diritti. Lo abbiamo dimostrato con il referendum costituzionale di un anno fa, lo dimostreremo alle prossime elezioni.

Le scelte politiche si devono pagare politicamente e il sindacato, espressione di interessi collettivi e in qualità di organizzazione dei lavoratori, ha il dovere di rendere note le ricadute negative sui lavoratori stessi e sui cittadini (essendo il nostro un servizio pubblico) di tali scelte.

Su questo tema pensiamo che tutti i lavoratori della sanità e tutti i cittadini debbano mobilitarsi a tutela della propria salute. Noi andiamo ai tavoli e nelle assemblee perché un domani non si dica che ciò è stato possibile anche grazie la silenzio di Nursind.



Dr. Andrea Bottega
Segretario Nazionale Nursind

Eventi


Servizi agli iscritti 2018


Clicca per ingrandire 12/11/2017
La nostra segreteria offre i seguenti servizi gratuiti e contribuisce a tenerti aggiornato sulla professione infermieristica attraverso corsi ECM, Master e la rivista “Infermieristicamente”, che riceverai on line .
I servizi gratuiti, di cui potrai beneficiare sono i seguenti
• Polizza Assicurativa Professionale gratuita compresa nella tessera mensile (colpa grave + tutela legale)
* 730 singolo gratuito presso i nostri uffici convenzione AMNIL
• Consulenza e assistenza sindacale: puoi rivolgerti ai rappresentanti NurSind per ogni problematica di carattere lavorativo e professionale
• Consulenza e assistenza legale: uno studio di avvocati dedicato agli iscritti per le controversie lavorative totalmente gratuito.
• Corsi ECM: saranno gratuiti per gli iscritti a NurSind sul sito
http://www.pegasolavoro.eu/it/corsi?tipo=ecm
• Abbonamento alla rivista “Infermieristicamente on line
• Iscrizione all′associazione Assocral (convenzioni nazionali con sconti dal 10 al 50% - www.assocral.com )
Inoltre potrai ottenere
• Master telematici in convenzione con l′Università Telematica Unipegaso a costi vantaggiosi
• Convenzioni locali (vedi sul sito)

Eventi


Ccnl 2016-2018 un contratto in perdita per gli infermieri. Nursind lancia l’allarme


Clicca per ingrandire 01/11/2017

Si è tenuto oggi il primo tavolo tematico del comparto sanità avente ad oggetto “Classificazione, aree ed incarichi del personale”. In premessa ci è stato presentato quanto consegnato all′apertura dei lavori (in allegato), in particolare:
le aree prestazionali sono un insieme funzionale di lavoratori appartenenti a diversi profili. Le categorie e i ruoli non saranno superati, almeno per il momento. La divisione per aree serve a dare risposta ai nuovi modelli organizzativi e per una migliore gestione delle indennità e per valorizzare al figura dell′OSS. In prospettiva potrebbero superare i ruoli se inseriti in una modifica legislativa.
Gli incarichi verranno suddivisi in 3 macro famiglie: incarichi operativi manageriali (funzioni di coordinamento e Posizioni Organizzative), formativi (tutor e personale che partecipa ai processi formativi), e professionali (professionisti specialisti ed esperti). Di questi incarichi occorre stabilire i requisiti, la durata, il rinnovo, il modello di valutazione e la revoca.
In coerenza con questa struttura vanno rideterminati altri due aspetti:
le risorse dei fondi contrattuali
le relazioni sindacali, in particolare di livello aziendale.

Ciò che stupisce di questa proposta datoriale è la condivisione delle sigle sindacali tradizionali (unica eccezione Nursind e Nursing Up che si sono schierati a favore della categoria che rappresentano). Infatti tutte le sigle sindacali, con diversi accenti ma in sostanza in accordo, hanno convenuto sulla necessità di valorizzare l′OSS attraverso la creazione dell′area funzionale socio-sanitaria e la rivisitazione delle indennità e degli incarichi come indicato da parte datoriale (su quest′ultimo punto unica eccezione la Uil che ha sottolineato la necessità di un ruolo certo per i coordinatori).

La posizione di Nursind. Abbiamo espresso al tavolo una analisi di contesto: le aree nascono per l′esigenza di valorizzare l′OSS e non certo i professionisti sanitari. A questa categoria (Bs) il governo ha dato 80 euro netti di bonus fiscale (ora garantito dal DDL bilancio 2018 con un innalzamento del reddito da 26 mila a 26.600) ben prima di tutti gli altri che ad oggi non hanno ancora avuto nulla dopo ben 8 anni di blocco degli stipendi. Ricordiamo che la differenza di stipendio fisso tra un infermiere e un metalmeccanico è di 70 euro lordi al mese ma sulla produttività e straordinario il privato gode di minore tassazione che porta il reddito del neoassunto operaio ad essere superiore a quello dell′infermiere laureato.
In questo contesto una ulteriore valorizzazione di questa categoria di lavoratori li potrebbe portare a superare la soglia di agevolazione fiscale “rimettendoci” economicamente, agevolerebbe il governo che si vedrebbe ritornare i soldi stanziati, si consumerebbero risorse dei fondi contrattuali. A chi giova questo gioco in questa circostanza? Pare ovvio che senza integrazione dei fondi contrattuali con nuove risorse, la valorizzazione di una categoria attraverso nuove indennità o ampiamento della platea sulle esistenti, comporterebbe una riduzione della disponibilità economica per gli altri. Abbiamo sottolineato come le regioni stanno rivedendo le schede di dotazione ospedaliera tagliano, ad esempio, le terapie semintensive che continuano ad esistere nella realtà ma formalmente la loro scomparsa negli atti formali comportano la decadenza dell′indennità. Così sta avvenendo per il rischio radiologico che ogni anno viene ridotto. L′organizzazione per aree di intensità di cure si è realizzata in molte strutture come accorpamento di reparti per risparmiare sul personale e il venir meno delle unità operative porta con sé il venir meno delle indennità ad esse attribuite.
Pare ovvio quindi che alcuni si vedranno diminuire lo stipendio a scapito di altri. In quest′ottica è infatti possibile leggere la proposta di unificazione dei fondi dell′accessorio e della produttività.
Sullo stesso piano sta il discorso delle indennità di funzione (coordinamento e cliniche), con una ulteriore differenza. Posto che i fondi non saranno integrati con nuove risorse economiche i nuovi incarichi andranno ad essere finanziati a scapito di quelli esistenti o del fondo delle progressioni economiche. Tali incarichi, secondo l′impianto datoriale, saranno flessibili cioè più precari di prima. In sostanza una forma di sfruttamento fino a quando servi. Nursind è stato l′unico sindacato a chiedere che sia superata la divisone tra D e Ds per le figure di coordinamento e che sia previsto un inquadramento in Ds.
Se l′impianto strategico condiviso dagli altri sindacati è: valorizziamo l′OSS e agli infermieri diamo gli incarichi specialistici, pare ovvio che il contratto per gli infermieri sarà in perdita. L′infermiere specialista non vedrà vita (oltre a riguardare un esiguo numero di persone) perché, lo ripetiamo, è solo uno specchietto per le allodole. Cosa farà questo infermiere? E′ corretto che sia il contratto a definire le competenze di questo professionista? Quanti saranno gli incarichi assegnati? In quanto tempo l′osservatorio presso il MIUR determinerà quali master daranno accesso all′incarico? In sostanza si concede il certo (la divisione in aree prestazionali per la valorizzazione dell′OSS) in cambio dell′incerto (incarico di professionista specialista ed esperto).
Abbiamo espresso la nostra contrarietà all′istituzione delle aree per queste finalità e senza nuove risorse. Abbiamo chiesto certezza nel mantenimento degli incarichi. A parte Nursing Up che ha condiviso la stessa posizione, gli altri hanno di fatto sostenuto l′impianto: più flessibilità (precariato), revisione delle indennità (al ribasso considerato che non ci sono nuove risorse) e fusione dei fondi per recuperare l′aumento del valore degli straordinari e dell′indennità con la produttività. Se poi si pensa di acconsentire anche alle deroghe sull′orario di lavoro allora non solo i lavoratori ne perderanno economicamente ma anche in diritti.

In conclusione, mi sento di rivolgere un invito agli infermieri che militano o sono iscritti negli altri sindacati: fate sentire la vostra voce altrimenti il vostro silenzio e la vostra complicità sarà funzionale a questo impianto e a nulla servirà il vostro lamento dopo la stipula del contratto.

Eventi


Infermieri in piazza


Clicca per ingrandire 17/10/2017
In accordo con la Questura di Torino,rispetto a quanto già comunicato, il punto di ritrovo sarà
PIAZZA SOLFERINO, percorreremo in corteo alcune vie del centro,VIA ARCIVESCOVADO, VIA XX SETTEBRE e giungeremo in VIA ALFIERI sede del CONSIGLIO REGIONALE DEL PIEMONTE.

Eventi


UNA POLIZZA PER TUTTI GLI ISCRITTI NURSIND


Clicca per ingrandire 06/03/2017
Gentile collega

Il giorno 28 febbraio us, è stato approvato il cosiddetto DDL Gelli, “Disposizioni in materia di sicurezza delle cure e della persona assistita, nonché in materia di responsabilità professionale degli esercenti le professioni sanitarie”

In estrema sintesi, si tratta della OBBLIGATORIETA' per tutto il personale sanitario di avere una ASSICURAZIONE PROFESSIONALE.

Al fine di evitarti disagi, NurSind ha deciso di provvedere alla stipula per tutti i propri iscritti (a partire dall'entrata in vigore della Legge prevista per il mese di Aprile), di una ASSICURAZIONE PROFESSIONALE con WILLIS.

La polizza prevede la copertura dei massimali di risarcimento previsti dalla legge e una tutela legale di 10mila euro, raddoppiata rispetto alla attuale assicurazione Willis.

Questa scelta, fa sì che ogni iscritto a NURSIND non debba provvedere da solo a stipulare una polizza e non debba più preoccuparsi di rinnovarla. Provvederà a tutto NurSind.

Chi ha in scadenza la vecchia polizza Willis, può scegliere o meno di rinnovarla. E' ovvio che non è necessario, la nuova assicurazione ha sia una retroattività di 10 anni che una ultrattività (dopo essere andati in pensione) di 10 anni.

Con prossime comunicazioni cercheremo di entrare nel merito della questione, al momento era prioritario informare della novità. Ovviamente siamo a disposizione per ogni chiarimento del caso per i quali potete chiamare i numeri dei delegati Nursind che trovate a questo http://www.nursind.it/nursind2/modules/edito/content.php?id=164

Davide Canetti
Segretario Territoriale NurSind Cuneo

Servizi

Edicola

Siti Provinciali Piemonte Nursind Asti - Sito Ufficiale Segreteria Provinciale