Sito Ufficiale del Nursind - Via Mondovi 27 - 12040 Morozzo (Cn) - Tel. 329.4058815 - Pec : cuneo@pec.nursind.it

Convenzioni Piemonte


Olisticamente Centro Estetico


Clicca per ingrandire 23/06/2020
Mondovì, 23 giugno 2020
All′attenzione della segreteria Nursind
Siamo lieti di dare il benvenuto ai soci dell′associazione sindacale infermieri e cogliamo l′occasione per presentarVi la nostra offerta.
Presentando la tessera Nursind avrete diritto ad uno sconto pari al -10% su tutte le prestazioni che supereranno il valore complessivo di € 20.
Per avere maggiori informazioni riguardanti i trattamenti e gli orari del nostro Centro estetico potete contattare il seguente numero:
371.4197162.
Nella speranza che le condizioni siano di Vostro gradimento e nella certezza che questa nostra offerta verrà opportunamente pubblicizzata all′interno della Vostra struttura speriamo di condividere molti momenti di benessere.
Cordiali Saluti
Olisticamente
di Oreglia Silvia Piazzetta Besio 20 12084 Mondovì (CN) P.IVA 03878470040
  

Eventi


Via al taglio del cuneo fiscale: fino a 100 euro


Clicca per ingrandire 17/06/2020
Cedolini più sostanziosi per i lavoratori. Ma non tutti potranno goderne. Ecco chi può gioire. Le fasce di reddito. Come funziona e a quanto ammonta il bonus. Chi ne è escluso e chi ne gode di più

A luglio il taglio del cuneo fiscale (Ansa)

Luglio si avvicina e i lavoratori pregustano già la bontà di un cedolino più sostanzioso. Dal 1 del prossimo mese, in effetti, dovrebbero diventare reali i benefici del taglio del cuneo fiscale.
Ma quanto si ritroverà in busta il beneficiario?
Si parla di un aumento di 100 euro mensili per i redditi fino a 28mila euro. Per quelli da 28mila a 40mila euro invece il bonus non finirà direttamente in busta paga ma sarà trasformato in detrazione fiscale.

Bisognerà inoltre tener presente che: per i redditi da 28.001 fino a 35mila euro l′importo sarà di 80 euro. Per i redditi da 35.001 fino ai 40mila euro la detrazione andrà a decrescere fino ad azzerarsi con il reddito di 40mila euro.

Altra cosa fondamentale: la detrazione per redditi sopra i 28mila euro ed entro i 40mila sarà valida solo per il corrente anno. Quella per i redditi sotto i 28 mila euro sarà estesa anche al 2021.

Ma cos′è il cuneo fiscale e chi potrà usufruire di questa manna prevista dalla legge di Bilancio del 2020?

Cos′è
Per quanto riguarda la prima domanda, diciamo – semplificando – che viene definito cuneo fiscale il rapporto tra tutte le imposte relative al lavoro e il costo complessivo di esso.

Ovviamente più elevato è il cuneo fiscale e meno retribuzione avranno i lavoratori, mentre il datore di lavoro avrà più imposte da pagare per servirsi di quel determinato lavoro. E′ facile intuire, dunque, come la riduzione delle tasse in tema di lavoro sia un tassello importante per la ripartenza dell′economia, soprattutto in un periodo come questo.


Più soldi in busta paga (Ansa)
A chi spetta
Alla seconda domanda va fatta una premessa: col taglio del cuneo fiscale sparirà il cosiddetto Bonus Renzi (i famosi 80 euro), e a beneficiare del provvedimento, che consentirà di avere di più in busta paga, saranno prima di tutto i lavoratori dipendenti delle fasce reddituali più basse. Dovrebbe rientrare nel beneficio anche il lavoro a domicilio quando ricompreso a pieno titolo nella fattispecie del lavoro dipendente.

Chi resta fuori
A chi non spetta invece l′aumento? In linea di massima diciamo che sono fuori dagli effetti positivi i redditi superiori a 40mila euro. Inoltre non godranno delle disposizioni in merito (stando al Decreto Legge 03/2020) le pensioni e gli assegni equiparati, e quanto ricevuto al seguito di sentenza di condanna al pagamento di somme di denaro per crediti di lavoro.

Restano fuori anche i redditi da lavoro in cooperative, le borse di studio o di assegno, premio e sussidio. Esclusi inoltre somme e valori in genere, percepiti a qualunque titolo nel periodo d′imposta, da amministratori, sindaci o revisori di società, associazioni e altri enti con o senza personalità giuridica, per collaborazione a giornali, riviste, enciclopedie e simili, o partecipazione a collegi e commissioni.

Stessa cosa per i redditi da rapporti di collaborazione che riguardano prestazioni di attività svolte senza vincolo di subordinazione “a favore di un determinato soggetto nel quadro di un rapporto unitario e continuativo senza impiego di mezzi organizzati e con retribuzione periodica prestabilita, le remunerazioni dei sacerdoti e forme di previdenza per l′erogazione di trattamenti pensionistici complementari del sistema obbligatorio pubblico”.

Chi ci guadagnerà di più
Stando alle previsioni dovrebbero essere 16 milioni i dipendenti interessati dalla misura, ovvero quelli ricompresi nella fascia di reddito tra gli 8.175 euro e i 40mla euro. Ovviamente i lavoratori con reddito sotto gli 8.175 euro rientrano nell′orbita della no tax area.

Inutile sottolineare che per alcuni lavoratori dipendenti il beneficio reale sarà minimo, perché occorrerà ovviamente sottrarre gli 80 euro del bonus precedente. A guadagnare di più sarà la fascia dei redditi tra 26.601 euro e 28mila euro, i lavoratori cioè che negli anni scorsi non hanno fruito dello sconto Irpef ed ora potranno godere di un taglio di 100 euro.



Da Ansa e Tiscali Notizie

Eventi


Contratto sanità privata


Clicca per ingrandire 15/06/2020
https://www.facebook.com/100000513042931/posts/3624423660918033/


Ci auguriamo pertanto che i lavoratori sappiano guardare al di là di slogan roboanti, che non si lascino abbindolare da una propaganda mistificatoria, che rigettino la pre-intesa ai mittenti- continua la Iannuzzi - i lavoratori della sanità privata non meritano di sottostare a cieche logiche di mercato in cui sono visti solo come un costo, non meritano di essere sempre quelli da sacrificare.

Eventi


UN TRENO LUNGO 100 METRI - NURSIND


Clicca per ingrandire 08/06/2020
Torino, la protesta degli infermieri si sposta con un "treno" di camion lungo centro metri. Oggi e domani percorreranno le vie del centro della città e raggiungeranno i maggiori ospedali della città.

Le immagini delle piazze in cui #nursind stamattina era presente con i camion e i rappresentanti sindacali.
#nursind #nursindpiemonte #ilsindacatodegliinfermieri #regionepiemonte
              

Eventi


Un TRENO lungo 100 metri per RICORDARE


Clicca per ingrandire 07/06/2020
NurSind Piemonte 07.06.2020

INFERMIERI
Un TRENO lungo 100 metri per RICORDARE
allo Stato di mantenere le PROMESSE e ONORARE gli impegni presi con INFERMIERI e CITTADINI

Dieci camion, lunghi dieci metri, formeranno un treno lungo cento metri che percorrerà per tutto il giorno le vie del centro della città e i corsi piu′ importanti nella giornata di lunedì 08.06.2020 e davanti a tutti gli ospedali nella giornata di martedi 09.06.2020.
I dieci camion mostreranno su ambo i lati manifesti a vela 6 x 3 che ricorderanno allo stato di mantenere le promesse fatte, di onorare un impegno preso con i cittadini italiani ai quali anche ci rivolgiamo, scendendo direttamente nelle strade.
Il primo flash Mob organizzato dal Nursind proprio a Torino in data 20.05.2020 che tutti ricordano, ha innescato una serie di proteste della categoria infermieristica in tutte le piazze Italiane segno che la misura è colma. Il Nursind , la piu′ grande rappresentanza sindacale infermieristica italiana stà portando avanti manifestazioni in tutte le piazze Italiane, da Torino, Ancona, Firenze, Genova, a quelle in programma a Milano, Bologna, Perugia, Pescara, fino a Bari e Palermo.
Non ci interessano bonus e premialità che pure sarebbero dovuti arrivare, chiediamo di poter rivedere la nostra struttura contrattuale, le nostre condizioni di lavoro per riconoscere e valorizzare la professione, garantire la tutela dei diritti che devono essere esigibili anche per noi, esigere una assistenza al cittadino sicura e dignitosa. In termini pratici, rivedere i nostri stipendi e le nostre indennità, rivedere le norme che regolano il nostro rapporto di lavoro attraverso una contrattazione separata dal comparto sanità, vista la peculiarità e la specificità della nostra professione, rivedere le dotazioni organiche e le modalità organizzative.
I camion partiranno da Torino porta nuova alle ore 10.00 per giungere in piazza Vittorio Emanuele alle 10.15 da dove partiranno alle ore 10.30 per Via PO e tutte le piu′ importanti vie e piazze di Torino.
Non ci fermeremo qua, daremo degna rappresentanza agli infermieri italiani il cui valore non è mai stato riconosciuto nonostante quello che hanno fatto oggi, facevano ieri e faranno domani.

Francesco Coppolella
Segreteria Regionale
NurSind Piemonte

Eventi


Per non dimenticare


Clicca per ingrandire 04/06/2020
#infermieri #medicina #politica #valutazione #focus #studio #formazione #concretezza #istruzione #medici #aggressioni #picchiateme #nonsonounbersaglio #sanità #salute #benessere #health #trattamento #sicurezza #personalesanitario #lavoro #università #meded, #prevenzione #nursindèunpassoavanti #costruiamoituoidiritti #coronavirus #proteggimiperproteggerti
           

Eventi


Flash mob a livello Italiano


Clicca per ingrandire 03/06/2020
NurSind ha organizzato il 1^ flash mob in Italia, in Piemonte, ed esattamente a Torino, senza sfruttare l′ombra di nessuno.
NurSind NON NE HA BISOGNO e continua, COME FA DA ANNI, a rappresentare nelle varie sedi istituzionali, e nelle PIAZZE, le rivendicazioni degli INFERMIERI.
Lo ha fatto in PASSATO, lo sta facendo ORA e lo farà in FUTURO.
Il NurSind è l′unica scelta possibile per la COMPETENZA, COERENZA e COSTANZA!
#costruiamoituoidiritti
#NurSindènpassoavanti
#NurSind il #Sindacato degli #Infermieri
                          

Eventi


Tassa iscrizione dell’ordine


Clicca per ingrandire 30/05/2020
Nursind continua la battaglia affinché sia l′azienda a pagare la tassa dell′iscrizione all′ordine. Gianluca Altavilla, segretario NURSIND Pordenone segna un altro punto a favore degli infermieri.
Sentenza d′appello favorevole.
Ancora NON è fatta, aspettiamo la Cassazione a cui sicuramente l′azienda di Pordenone si rivolgerà. #Staytunedtonursind

http://www.infermieristicamente.it/articolo/12113/sanita:-nursind,-bene-corte-appello-trieste,-iscrizione-ad-albo-infermieri-a-carico-datore- — con Pietro Michele Gallo e altre 5 persone.

Eventi


Nursind Piemonte incontra l'assessore Icardi


Clicca per ingrandire 26/05/2020
E′ stata presentata questa mattina da parte di Nursind, Piemonte in un incontro con l'assessore regionale Icardi, la proposta per stabilire i criteri di ripartizione del fondo destinato alla premialità del personale del comparto sanità.

"Abbiamo incontrato l'assessore alla Sanità Icardi e il direttore regionale Aimar, ai quali abbiamo potuto presentare la nostra proposta per la ripartizione dei 41 milioni di euro da destinare agli operatori del comparto sanità della nostra regione", ha spiegato il sindacato infermieristico in una nota. "Si è trattato di un tavolo separato dagli altri sindacati, che hanno chiesto alla Regione di escluderci dai loro incontri in quanto non firmatari del contratto".

"Riteniamo di aver portato le istanze della prima linea, l′unica prima linea che ha permesso al Piemonte di gestire ed uscire da questa emergenza. Abbiamo chiesto come pregiudiziale di premiare in maniera prevalente chi si é occupato dell′ assistenza diretta, della presa in carico del paziente e della continuità assistenziale, erogando il 90,24% del fondo, 37 milioni dei 41 previsti, ai 23007 infermieri e 6009 oss per un totale di 29016 unitá, il 63% del personale del comparto".

"Una indennità legata alla presenza, con una percentuale di differenziazione tra i servizi più a rischio e quelli meno, senza escludere chi si é ammalato per via del covid. Per il restante personale sanitario e tecnico, 9073 unità, destinare 8,5% del fondo, 3,5 milioni, premiando maggiormente chi ha effettuato prestazioni dirette sui pazienti. Infine, per 6462 unità di personale amministrativo destinare l′ 1,2% del fondo, 500 mila euro con una media pro capite di circa 70 euro, premiando maggiormente chi ha lavorato nei reparti e servizi a contatto diretto con i pazienti e/o con l′utenza".

"Questa è il perimetro della proposta che abbiamo avanzato e che chiediamo di accogliere per riconoscere una giusta premialità a chi ha vissuto maggiormente rischio e disagio e chi del paziente se ne occupato direttamente, integralmente e continuamente. Inoltre, abbiamo chiesto per i prossimi anni, risorse aggiuntive regionali per il personale, di intervenire sulla questione della cumulabilitá delle indennità e ricordato che molte aziende non hannuo ancora approvato un piano di ferie estive", ha concluso il Nursind Piemonte.

Eventi


Alcuni servizi Nursind


Clicca per ingrandire 23/05/2020
📣è questo il momento di dare FORZA E SOSTEGNO AL SINDACATO DI CATEGORIA CHE SI è SEMPRE BATTUTO PER I NOSTRI DIRITTI...💪basta piangerci addosso 😭siamo infermieri per gli infermieri prendiamo consapevolezza che solo UNITI 🤝TUTTI INSIEME POSSIAMO CAMBIARE LA NOSTRA CONDIZIONE...😃se restiamo sempre nell'angolo e facciamo firmare contratti SVILENTI 🥵a sindacati che nn ci rappresentano e che non danno valore alla professione infermieristica...NULLA CAMBIERA' PER NOI...MA IO VOGLIO CREDERE CHE NN SAREMO COSì INELUTTABILMENTE...LA RUOTA DI SCORTA...*FATE LA DIFFERENZA ISCRIVETEVI AL SINDACATO NURSIND*👍
http://www.nursind.it/iscrizione.html
WWW.NURSIND.IT
                          

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Decreto rilancio


Clicca per ingrandire 21/05/2020
Decreto rilancio

Eventi


20 maggio Flash mob Nursind Torino


Clicca per ingrandire 20/05/2020

A quei sindacati che dicono che non si possono rappresentare gli infermieri se non si firmano contratti NON dignitosi.

Per quei sindacati che scrivono alle aziende e alle regioni, per non far partecipare Nursind ai tavoli contrattuali.

Nello foto ecco i colleghi piemontesi convocati dal Presidente della Regione dopo la manifestazione di piazza per denunciare il trattamento riservato agli infermieri “eroi” nell′emergenza covid.
Si può fare sindacato VERO anche senza firmare contratti che penalizzano gli infermieri
NURSIND è il sindacato VERO

⭕️"Chiediamo il giusto risarcimento per gli infermieri. Ricorderemo alle istituzioni i nostri morti, i nostri ammalati, le nostre ferite. Chiediamo rispetto delle promesse fatte"
👉Ecco le foto ed i video del Sit-in Nursind Piemonte
#infermieri #medicina #politica #valutazione #focus #studio #formazione #concretezza #istruzione #medici #aggressioni #picchiateme #nonsonounbersaglio #sanità #salute #benessere #health #trattamento #sicurezza #personalesanitario #lavoro #università #meded, #prevenzione #nursindèunpassoavanti #costruiamoituoidiritti #coronavirus #proteggimiperproteggerti
              

Eventi


Infermieri, eroi già dimenticati


Clicca per ingrandire 19/05/2020
Domani in piazza Castello sit-in promosso dal sindacato Nursind. "Commemoriamo i nostri caduti, ma ricordiamo anche a Governo e Regione le promesse e gli impegni. Siamo stanchi di essere presi in giro". Chiesto un incontro con il presidente Cirio
Sono stati commessi errori molto gravi fin dall′inizio dell′emergenza, come quello di non applicare la quarantena al personale sanitario che presentava sintomi dell′infezione, provocando così pesanti conseguenze di contagio negli ospedali. Un errore che, in alcune aziende sanitarie, viene perpetuato anche adesso dopo l′esito positivo dei test sierologici e in attesa del tampone”.

Non c′è solo questo, ovvero il rimarcare sbagli nella gestione dell′emergenza come fa il segretario regionale del sindacato Nursind Francesco Coppolella, tra gli eroi presto dimenticati come si definiscono non a torto gli infermieri. Eroi dimenticati è lo slogan amaro scelto per la manifestazione che si terrà domani dalle 9 a mezzogiorno in Piazza Castello.
Dimenticati nei fatti, dopo tante parole. Le promesse fatte sull′onda dell′emozione sembrano essere svanite, “quando gli ospedali erano strapieni e si contavano i morti a decine, centinaia, ogni giorno, era un coro di politici a promettere una revisione degli stipendi, adesso quasi non se ne parla più”, osserva il sindacalista alla vigilia di una manifestazione che sarà anche commemorazione degli oltre quaranta infermieri che nel Paese hanno lasciato la vita in questi mesi di impegno senza sosta contro il virus.

“Ricordiamo i nostri caduti, ma ricordiamo anche a Governo e Regione le promesse e gli impegni”. Un sit in, nel pieno rispetto delle regole, quello di domani, che il sindacato degli infermieri auspica possa vedere un incontro con il presidente della Regione Alberto Cirio. “A lui vorremmo ricordare come debba essere accelerata la trattativa del comparto a livello regionale che sta andando per le lunghe. Siamo stanchi di essere presi in giro, anche se ci chiamano eroi”.

Eventi


Un documento confusionario dall'Unità di Crisi per la gestione della Fase 2


Clicca per ingrandire 17/05/2020
In data 29 aprile l′unità di crisi ha inviato alle aziende la bozza delle indicazioni per la gestione della fase due. Accesso e dimissioni nelle strutture sanitarie ospedaliere e territorili ed in particolare ai percorsi di accesso interno alle strutture. Secondo questo documento le asr dovranno predisporre, ove possibile percorsi e settori differenziati di accoglienza e di degenza per pazienti Covid, per paziente sospetti ( aree grigie ) e pazienti no covid nell′ambito dei singoli presidi. E′ forte la preoccupazione che di fronte ad indicazioni generiche che lasciano poi alle aziende l′organizzazione di attenersi alle stesse, possa replicarsi il modello di gestione della prima fase. Già l′utilizzo del condizionale e la dicitura “ove possibile “ non è rassicurante. I percorsi e i settori differenziati, si ribadisce nel documento , compreso quelli per sospetti covid, dovranno essere singolarmente nei percorsi e nei settori dedicati fino a definizione dello status.
Ci sfugge e ci preoccupa ancora il significato di “ per quanto possibile “

Il documento dice inoltre che in caso di impossibilità si provvede ad isolamento di coorte e in caso di esurimento dei posti, i sospetti potranno essere collocati in altri settori no covid in base alla probabilità stimata di infezione.
Quelli con una più alta stimata possibilità di infezione potranno invece essere sistemati in aree covid cercando di garantire la separazione dai pazienti covid accertati.

Siamo preoccupati da come saranno gestite le stimate infezioni.
Canetti Nursind: Non è difficile immaginare quali saranno le più svariate soluzioni che i vari presidi tenteranno di adottare interpretando indicazioni che sembrano essere più di una fase emergenziale, atti a tamponare, invece che di una fase di riorganizzativa e di stabilità gestionale del contagio.

Se questa è la premessa per la gestione della seconda fase da parte dell′unità di crisi ci troveremo nuovamente a fronteggiare le più svariate criticità di ogni singola azienda con la speranza che il virus abbia perso la sua forza.

Questi percorsi, secondo il documento inoltre dovranno essere individuati secondo tre livelli di valutazione del paziente
1 livello: attraverso una valutazione clinica ed epidemiologica
2 livello: attraverso una diagnostica per immagine di base (eco o rx torace) e laboratorio di base
3 livello: diagnostica di immagine avanzata (tac torace) e test virologici RT-PCR per la ricerca del sars-cov-2 ( tampone) premesso che il 1º livello ed il 2º livello vengono esplicitamente indicati come competenze del dea, più lacunosa invece è l′indicazione su chi debba ottemperare e gestire il 3º livello di valutazione.

La preoccupazione di non trovare letti nei reparti inoltre, comporterà inevitabilmente un imbuto e un assembramento di pti che a causa dei limiti strutturali talvolta diventerà impossibile separare in ambienti diversi con il rischio elevato di contagio.

Un documento confusionario che quasi certamente porterà a ad avere pazienti covid positivi e /o sospetti in agni reparto per liberare il Dea che presto torneranno a riempirsi. Forse bisognerebbe attrezzarsi decicando interi presidi, strutture e aree, trovando soluzioni adeguate per ogni singola azienda con investimento di risorse.

Non ci convince questo modello organizzativo che di fatto lascia nuovamente le aziende fare un po come meglio si può, limitandosi a dare indicazioni abbastanza scontate con indicazioni delle regole e non le soluzioni che come pensiamo non saranno trovate e non saranno sufficientemente adeguate in molti luoghi.

Coppolella Francesco
Canetti Davide
NURSIND PIEMONTE

Eventi


Comunicato stampa regione Piemonte


Clicca per ingrandire 15/05/2020
Torino li, 15 Maggio 2020

COMUNICATO STAMPA

UN DOCUMENTO CONFUSIONARIO DALL′UNITA′ DI CRISI PER LA GESTIONE DELLA FASE DUE

In data 29 aprile l′unità di crisi ha inviato alle aziende la bozza delle indicazioni per la gestione della fase due. Accesso e dimissioni nelle strutture sanitarie ospedaliere e territorili ed in particolare ai percorsi di accesso interno alle strutture.

Secondo questo documento le asr dovranno predisporre, ove possibile percorsi e settori differenziati di accoglienza e di degenza per pazienti Covid, per paziente sospetti ( aree grigie ) e pazienti no covid nell′ambito dei singoli presidi.
E′ forte la preoccupazione che di fronte ad indicazioni generiche che lasciano poi alle aziende l′organizzazione di attenersi alle stesse, possa replicarsi il modello di gestione della prima fase.
Già l′utilizzo del condizionale e la dicitura “ove possibile “ non è rassicurante.

I percorsi e i settori differenziati, si ribadisce nel documento , compreso quelli per sospetti covid, dovranno essere predisposti , ove possibile nei DEA/PS, nelle OBI, nei reparti di degenza, nei reparti di degenza, nelle sale operatorie, nei servizi diagnostici e negli ambulatori.

Come si stanno organizzando le aziende? Dove non è possibile attuare tale indicazione quel è la soluzione? Domande che restano senza risposte nonostante sia iniziata una fase successiva.

Ancora, i pazienti sospetti covid, dovranno, per quanto possibile essere isolati singolarmente nei percorsi e nei settori dedicati fino a definizione dello status.
Ci sfugge e ci preoccupa ancora il significato di “ per quanto possibile “

Il documento dice inoltre che in caso di impossibilità si provvede ad isolamento di coorte e in caso di esurimento dei posti, i sospetti potranno essere collocati in altri settori no covid in base alla probabilità stimata di infezione.
Quelli con una più alta stimata possibilità di infezione potranno invece essere sistemati in aree covid cercando di garantire la separazione dai pazienti covid accertati.

Siamo preoccupati da come saranno gestite le stimate infezioni.

Non è difficile immaginare quali saranno le più svariate soluzioni che i vari presidi tenteranno di adottare interpretando indicazioni che sembrano essere più di una fase emergenziale, atti a tamponare, invece che di una fase di riorganizzativa e di stabilità gestionale del contagio.

Se questa è la premessa per la gestione della seconda fase da parte dell′unità di crisi ci troveremo nuovamente a fronteggiare le più svariate criticità di ogni singola azienda con la speranza che il virus abbia perso la sua forza.

Questi percorsi, secondo il documento inoltre dovranno essere individuati secondo tre livelli di valutazione del paziente
1 livello: attraverso una valutazione clinica ed epidemiologica
2 livello: attraverso una diagnostica per immagine di base (eco o rx torace) e laboratorio di base
3 livello: diagnostica di immagine avanzata (tac torace) e test virologici RT-PCR per la ricerca del sars-cov-2 ( tampone) premesso che il 1º livello ed il 2º livello vengono esplicitamente indicati come competenze del dea, più lacunosa invece è l′indicazione su chi debba ottemperare e gestire il 3º livello di valutazione.

La preoccupazione di non trovare letti nei reparti inoltre, comporterà inevitabilmente un imbuto e un assembramento di pti che a causa dei limiti strutturali talvolta diventerà impossibile separare in ambienti diversi con il rischio elevato di contagio.

Un documento confusionario che quasi certamente porterà a ad avere pazienti covid positivi e /o sospetti in agni reparto per liberare il Dea che presto torneranno a riempirsi. Forse bisognerebbe attrezzarsi decicando interi presidi, strutture e aree, trovando soluzioni adeguate per ogni singola azienda con investimento di risorse.

Non ci convince questo modello organizzativo che di fatto lascia nuovamente le aziende fare un po come meglio si può, limitandosi a dare indicazioni abbastanza scontate con indicazioni delle regole e non le soluzioni che come pensiamo non saranno trovate e non saranno sufficientemente adeguate in molti luoghi.

NURSIND PIEMONTE

Eventi


#onoreagliinfermierideceduti


Clicca per ingrandire 12/05/2020
- 12 maggio 2020 -
Giornata Mondiale dell′Infermiere.
#onoreagliinfermierideceduti nella lotta al Covid-19
Oggi, mi sento semplicemente di ONORARE I COLLEGHI DECEDUTI, mentre assicuravano il diritto alla vita al paziente, mentre facevano il proprio dovere assistenziale, mentre si prendevano cura degli ammalati, combattendo un nemico subdolo e senza pietà 'il Coronavirus' , mentre facevate tutto questo con Professionalità ed abnegazione , La VOSTRA VITA È STATA PRESA DALLA MORTE.
il vostro sacrificio rimarrà indelebile in noi, la vostra morte cari COLLEGHI non può essere vana.
Un abbraccio fortissimo a tutti i familiari ed amici dei COLLEGHI DECEDUTI da tutto il mondo infermieristico.
#onoreagliinfermierideceduti
nella lotta al covid-19

Eventi


Avevamo bisogno di maggior tutela


Clicca per ingrandire 24/04/2020
Il sistema sanitario sarà costretto a cambiare dopo l′emergenza”: il segretario nazionale di Nursind, Sindacato delle Professioni Infermieristiche, fa il punto con Fanpage.it sull′emergenza coronavirus, raccontando le difficoltà che gli infermieri devono affrontare ogni giorno sul lavoro, tra l′assenza di mascherine, direttive contrastanti e mancanza di personale specializzato.

continua su: https://www.fanpage.it/politica/la-denuncia-degli-infermieri-avevamo-bisogno-di-maggior-tutela-ora-invece-contiamo-i-morti/
https://www.fanpage.it/

Eventi


La Stampa 22.04.2020


Clicca per ingrandire 24/04/2020
LA STAMPA 22.04.2020 Un dossier denuncia redatto dal NURSIND PIEMONTE. Un sistema sanitario regionale strapazzato dal covid 19. Un analisi cruda della battaglia affrontata dagli infermieri a disposizione delle istituzioni e delle autorità.

Eventi


Personale dell'Asl a supporto delle Rsa


Clicca per ingrandire 24/04/2020
Nelle 750 Rsa del Piemonte più di 1 su 3, tra ospiti e personale sanitario, è risultato positivo al Covid-19. I morti accertati per il virus sono già 252 e il dato risulta decisamente sottostimato se si tiene conto che si tratta dei decessi al 31 marzo e che tiene conto solo del 70% delle Rsa piemontesi. Inoltre molti deceduti non sono stati sottoposti al test, quindi dati parziali. Quel che è certo è che nel primo trimestre 2019 i morti nelle strutture finora prese in esame erano stati 2.471, mentre nel primo trimestre di quest'anno sono stati 2.882 con un incremento di 411 unità.

Tutto questo è emerso durante la conferenza stampa dell'Unità di crisi convocata in videoconferenza proprio per fare il punto sulla situazione nelle Rsa e case di riposo della regione. All′Incontro erano presenti i due assessori, Chiara Caucino (Welfare) e Luigi Icardi (Sanità), il dirigente dell′Asl Edoardo Tegani e Antonio Rinaudo, ex pm chiamato a sovrintendere l′area giurica della macchina operativa.

Tanti sono morti per la letalità del virus ma molti ci hanno lasciati per la mancata assistenza quella di cui voi e vostri precedessori avevate la responsabilità di dover garantire. Avete chiuso ospedali, strutture, servizi, accorpato Asl e interi dipartimenti, oltre ad aver operato tagli sempre più consistenti sul personale subappaltando alle cooperative il personale per risparmiare. Avete tagliato migliaia di posti letto senza nessun potenziamento sul territorio e a domicilio, creando un sistema che andava in difficoltà già con una semplice influenza come abbiamo potuto assistere negli anni precedenti.

Noi, su questo non abbiamo risparmiato critiche negli anni a nessuno e non ci siamo risparmiati nel denunciarlo continuamente, qualunque fosse il colore di chi governava ma a seconda di chi c′era, queste erano "polemiche sterili”. Quanto alle condizioni delle RSA, solo un cieco poteva ignorarle, personale con il contagocce e sottopagato. Lo abbiamo denunciato più volte pubblicamente anche a livello Nazionale come Nursind.

Il 7 aprile l′Unità di Crisi ha predisposto una circolare straordinaria per far fronte alle carenze riscontrate nelle strutture residenziali socio-sanitarie. Le Asl del Piemonte dicono che hanno così incrementato l′assistenza infermieristica domiciliare, per i prossimi quattro mesi, in misura minima di almeno un operatore ogni 20 mila abitanti ma con quale personale?

In data 8 aprile il personale dell′ospedale di Bra è stato mandato a coprire i turni dell Rsa di Govone e da 14 di aprile invece si chiedeT al personale infermieristico del territoriale della Cn1 di supportare il personale delle Rsa esempio di Mondovi la Sacra Famiglia tutto ciò ci pare assurdo e questo sarebbe il Protocollo per la prevenzione e la sicurezza dei lavoratori della Sanità, dei servizi socio sanitari ed assistenziali.

Il segretario territoriale Nursind
Canetti Davide

Eventi


Passi indietro rispetto alle necessità e alle criticità più volte segnalate''


Clicca per ingrandire 24/04/2020
Abbiamo inviato le nostre osservazioni al nuovo documento regionale in materia di sorveglianza sanitaria per gli operatori delle ASR, redatto il 10.04.2020. Il documento, modificato rispetto a quanto previsto nelle indicazioni regionali del 28.03.2020, a nostro avviso, oltre a fare dei passi indietro rispetto alle necessità e alle criticità più volte segnalate e rappresentate all′unità di crisi regionale, dispone percorsi che risultano incomprensibili, in contraddizione e anche gravi.

E′ inutile ricordare come l′effettuazione tardiva dei tamponi agli operatori sanitari rappresenta un elevato rischio di diffusione del virus sia per gli operatori stessi che per i pazienti. Ancora una volta si lascia all′autonomia delle aziende la possibilità di creare percorsi ad hoc per la segnalazione dei contatti che generano comportamenti difformi che sino ad oggi hanno rappresentato una delle piu grandi criticità. Una linea di comando è stata più volte richiesta da varie parti.

Si riconduce nuovamente tutto alla sintomatologia, sottovalutando gli asintomatici e i paucisintomatici. Tale comportamento, a meno che non si dotino tutti gli operatori, di tutte le aree, di dpi adeguati come fossero aree covid, consentiranno alle strutture ospedaliere di continuare a fungere da serbatoi del virus.

Riteniamo inaccettabile il percorso indicato per i dipendenti sintomatici che allunga notevolmente i tempi per l′effettuazione del tampone che al contrario necessitano di essere ridotti. Non è pensabile che il dipendente sintomatico debba segnalarlo al MMG che segnala al SISP che a sua volta contatta il dipendente. Come abbiamo potuto vedere, i tempi diventano bibblici e le conseguenze gravi.

Il tampone deve essere fatto precocemente all′insogenza dei sintomi per due ovvie ragioni, poter iniziare una eventuale terapia e individuare precocemente i contatti. Crediamo che per agli operatori sanitari il percorso debba essere differenziato e che siano le aziende a doversene occupare tenuto conto che i tempi per organizzarsi ormai lo hanno avuto o meglio che si dedichi una struttura del sisp dedicata solo dipendenti.

Anche la comunicazione al sisp degli operatori risultati positive deve essere compito delle aziende.

Non si comprende invece come il dipendente, risultato negativo al doppio tampone debba osservare un ulteriore isolamento domiciliare di 14 giorni e contestualmente possa andare a lavorare.
Se si ritiene il dipendente contagioso non si capisce perché gli si consente di riprendere servizio, tale indicazione è alquanto contraddittoria oltre ad essere grave.


NURSIND Piemonte
Coppolella Francesco
Canetti Davide

Eventi


Premia rispetto per gli infermieri


Clicca per ingrandire 24/04/2020
COMUNICATO STAMPA
NO A PRESE IN GIRO SULLA PREMIALITA′
RISPETTO PER GLI INFERMIERI

La Regione Piemonte vuole premiare gli infermieri con i soldi che lo stato ha messo a dIsposizione attraverso il D.L. 18/2020 per remunerare il lavoro straordinario. Vuole premiarci con soldi che sono già nostri e che servono a vedersi riconosciuto almeno il diritto alla retribuzione delle ore lavorate in regime di straordinario.
Faccia il Piemonte come alcune altre Regioni se vuole premiare il personale sanitario, utilizzi fondi regionali, perché quei 18 milioni ci servono per il riconoscimento di un diritto , quello di vedersi riconosciute almeno le ore lavorate.
Fino ad oggi solo ringraziamenti e pochi fatti, evitiamo almeno prese in giro.
Gli infermieri non chiedono elemosine e se un bonus ci dovrà essere che non sia inferiore ai 1000 euro e che sia superiore per i piu esposti, senza dimenticare che si è ammalato o è stato in isolamento.

Francesco Coppolella
Segreteria Regionale
NurSind Piemonte

Eventi


Coronavirus, in quarantena la legalità costituzionale


Clicca per ingrandire 04/04/2020
Per fronteggiare l′emergenza coronavirus il Governo Italiano ha adottato misura extra ordinem, mai viste prima nella storia repubblicana.

Tali misure sono state giustificate dallo stato di eccezione, dichiarata in presenza di un′emergenza sanitaria che avrebbe imposto di sospendere il rispetto dello stato di diritto per dedicare ogni energia al superamento dell′emergenza stessa.

«Sovrano», secondo la nota definizione di Carl Schmitt in Teologia politica , «è chi decide sullo stato di eccezione»

Ebbene, non vi è dubbio che il Parlamento sia l′ unico luogo ove legittimamente e costituzionalmente si possa dichiarare lo stato di eccezione e varare norme limitative della libertà personale, ma neppure che, in casi straordinari di necessità e urgenza, il Governo possa adottare un atto normativo di carattere provvisorio avente forza di legge, ai sensi dell′art. 77 della Costituzione.
Un passaggio parlamentare, in effetti, c′è stato con la conversione del d.l. 17.03.2020 n. 18, e tuttavia le restrizioni dei diritti fondamentali in capo ai cittadini sono giunte attraverso i DPCM, ovvero i decreti del presidente del consiglio dei ministri.

I dpcm

Giusto il tempo di ricordare che il Governo è un organo collegiale, rispetto al quale il Presidente del Consiglio è un semplice primus inter pares e la domanda sorge spontanea.

E′ legittima la decretazione del Presidente del Consiglio dei Ministri in materie (art. 16 e art. 17 della Costituzione, coperte da riserva di legge e con una incidenza fortemente restrittiva dei diritti fondamentali?
Anche a voler sospendere il giudizio, in attesa che passi la nottata, fin da ora è sicuramente legittimo avere più di un dubbio, trattandosi di una fonte sub primaria.
I DPCM, infatti, si collocano in una zona grigia tra atto politico ed atto amministrativo e sfuggono al controllo di Parlamento, Presidente della Repubblica e Corte costituzionale.

Le ordinanze di Presidenti di Regione e Sindaci

Gli strappi alle regole dello Stato di diritto peraltro non finiscono qui.

Proliferano, infatti, le ordinanze, ulteriormente restrittive, di Presidenti di Regione e Sindaci, quasi tutti impegnati nella corsa al lockdown.

Una deriva localistica della gestione dell′emergenza sanitaria inaccettabile, poiché le deroghe alla libertà di circolazione possono essere stabilite soltanto a livello nazionale.

Così, infatti, ha stabilito il Tar Campania 20.03.20 ripristinando, nel caso sottoposto al vaglio dei magistrati, la legalità costituzionale e sancendo che le misure per fronteggiare l′emergenza coronavirus devono essere non frammentate e, soprattutto, compatibili con la Costituzione.

I giudici campani, “riscontrata, allo stato degli atti: – la verosimiglianza di quanto dedotto in esito alla essenzialità del percorso seguito dalla propria abitazione per l′approvvigionamento presso il punto di distribuzione automatico di tabacchi; – la sussistenza di adeguata prova con riferimento agli impegni professionali relativi ai giudizi pendenti presso il Tribunale di Cassino (comparizione dell′imputato per il 25 marzo 2020) ed il Tribunale di Napoli Nord – Sezione G.I.P. (udienza in camera di consiglio per il 2 aprile 2020)” OMISSIS
P.Q.M. hanno accolto, nei limiti e secondo quanto in motivazione esposto, l′istanza di misure cautelari monocratiche e, per l′effetto, hanno sospeso l′ “atto di diffida e messa in quarantena”.

Insomma,il diritto emergenziale deve rispettare i principi democratici.

L′Agcom

Last but not least, grande preoccupazione desta il comunicato dell′AGCOM, secondo il quale:

“per contrastare la diffusione di informazioni o comunque non corrette l′autorità ha invitato i fornitori di piattaforme di condivisione video ad adottare ogni misura volta a contrastare la diffusione in rete e in particolare sul sociale media, di informazioni relative al coronavirus non corrette o comunque diffuse da fonti non scientificamente accreditate. Queste misure devono prevedere anche sistemi efficaci di individuazione degli illeciti e dei loro responsabili‘

Nessuna delle misure di governance in vigore, infatti, ha posto alcuna limitazione ai diritti garantiti dall′ Articolo 21 delle Costituzione, secondo il quale: “Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione“.


Fin qui, tutte queste misure sono state bene accette, ed è un male. Tutte le forme di autoritarismo si sono affermate con il consenso delle gente, non dimentichiamolo.

Ci troviamo in una società che pensa che niente sia peggio della morte, e soprattutto non la schiavitù. L′inconveniente è che questo tipo di società finisce sempre per morire. Dopo esser stata ridotta in schiavitù (Alain De Benoist)

Fonte dirittosanitario.biz

Eventi


Richieste aziendali del 22/2


Clicca per ingrandire 24/04/2020
Richieste aziendali preventive in attesa del covid19

Sempre presenti
Canetti Davide
     

Eventi


Modalità di iscrizione 2020


Clicca per ingrandire 23/01/2020
E′possibile iscriversi dal sito www.nursind.it
Inviando il modulo via fax o via whatsapp ai numeri riportati sul modulo
Si comunica che dal mese di gennaio 202 la quota sara′ di 11 euro mensili dai 10 euro al mese ( quota ferma dal 2010 ) per poter continuare a garantire al meglio i nostri servizi e tutele sindacali .
Ricordiamo che altri sindacati applicano la trattenuta in percentuale sullo stipendio partendo dai 14 euro mensili arrivando fino a 19 euro mensili per 13 mensilità).

Se sei un libero professionista puoi iscriverti al sindacato contattando la segreteria all 3294058815 per concordare le modalità di pagamento della quota di iscrizione.

I SERVIZI OFFERTI
* Assistenza fiscale gratuita per l'iscritto (i suoi familiari versano un contributo di 20 o 27 euro a secondo se singolo o congiunto) - presso la nostra sede è possibile la compilazione del modello 730 nonchè del modello ISEE con CAF convenzionato.
* Servizi Patronato in sede Caf
* Assicurazione professionale colpa grave nei parametri di legge e tutela legale di 10mila euro, copertura di tipo patrimoniale , compresa nella quota sindacale.
* Tutela sindacale -  in qualsiasi momento puoi rivolgerti ai delegati NurSind elenco sul sito www.nursindcuneo.com
* Assistenza legale - i nostri associati hanno la possibilità di essere assistiti nelle controversie con l'azienda dallo studio legale dell'associazione. Per gli associati lo studio legale di NurSind applica tariffe speciali in caso di assistenza per cause extralavorative. La consulenza viene effettuata negli uffici di NurSind previo appuntamento
* Corsi di aggiornamento accreditati ECM Gratuiti - attraverso il provider Pegasolavoro soc. coop vengono offerti eventi formativi nell'ambito del Programma Nazionale di Educazione Continua in Medicina (ECM).
* Convenzioni con varie attività e negozi con sconti fino al 25% con cralnetwork.it e Assocral.it
* Master con Università telematica Unipegaso

Eventi


Sanità, per NurSind boom di iscritti: ora nuovi contratti per pubblico e privato


15/01/2020
Nursind non chiacchiere, #fatti
NurSind #quarantamilainfermieri uniti per un unico obiettivo salvaguardare la professione infermieristicha.
NurSind chiede a gran voce al governo il rinnovo del contratto di lavoro scaduto da un anno.
#NurSindtutelaituoidiritti
#NurSindinfermieriperinfermieri
Articolo

Eventi


Campagna iscrizioni 2020


Clicca per ingrandire 15/01/2020

Eventi


Master 2020


Clicca per ingrandire 07/01/2020

Eventi


2020 Un altro anno insieme


Clicca per ingrandire 01/01/2020
👉“Le grandi imprese vengono eseguite non con la forza ma con la perseveranza.”
SAMUEL JOHNSON
Per il prossimo anno Siate perseveranti
Dalla redazione Buon Anno, un anno ancora insieme

Eventi


SETTIMANA DEDICATA AL RISCHIO PER LA SALUTE DEL PAZIENTE


Clicca per ingrandire 22/11/2019
SETTIMANA DEDICATA AL RISCHIO PER LA SALUTE DEL PAZIENTE PER L ASSISTENZA NON EROGATA. Manifesti in tutte le altre città del Piemonte, volantini affissi in tutti i presidi ospedalieri della nostra regione per rivendicare il giusto rapporto paziente infermiere. UN MESSAGGIO ALLA POPOLAZIONE E ALLE ISTITUZIONI

Eventi


Stangata di fine anno all’ Asl 1 Cuneo


Clicca per ingrandire 23/10/2019
Lo avevamo anticipato e come previsto per gli infermieri della Asl 1 Cuneo arriverà la stangata di fine anno”- è quanto dichiara Davide Canetti, Segretario territoriale NurSind Cuneo - “Una decisione grave quella concordata dalle alte sigle sindacali, CGIL, CISL, UIL e Nursing Up, che comporterà una perdita di 300 euro dalla busta paga della maggior parte dei dipendenti che non hanno nemmeno l′incremento previsto per il passaggio di fascia”
Infatti con accordo aziendale del 13/12/2018 è stata prevista una quota una_tantum di 300€ solo per infermieri 118, maxiemergenza, DEA savigliano/mondovì e ostetriche.
Regole definite con OO.SS. 18/10/2019:
- riconosciuta ai tempi determinati;
- riconosciuta per i soli mesi di presenza ad oggi noti nel Servizio in questione (considerando quindi le variazioni di reparto in corso d′anno), purché ancora dipendente dell′Azienda al 01/11/2019 (esclusi cessati in precedenza);
- no quota per mesi assenza a vario titolo;
- quota proporzionata per part time;
- non riconosciuta a coordinatori/caposala;
- spetta anche nel periodo di prova;
- ostetriche: riconosciuta solo a coloro che operano nelle degenze (no consultorio, no ambulatorio).
“A tutto il resto del personale non resta che l′amaro in bocca”, conclude Canetti.
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Eventi


NurSind Piemonte incontra l'Assessore alla Sanità.


Clicca per ingrandire 23/10/2019
Incontro positivo e costruttivo quello svoltosi in data odierna tra i rappresentanti del Nursind Piemonte, sindacato infermieristico e Luigi Genesio Icardi, Assessore alla sanità della Regione Piemonte.
Tra i tanti temi trattati, spiccano quello del fabbisogno di personale infermieristico, del sovra affollamento dei pronto soccorso, delle criticità legate all 'emergenza e non per ultimo, la necessità di potenziamento della rete territoriale dove gli infermieri possono e devono giocare un importante ruolo per dare risposte ai bisogni di salute dei cittadini. Siamo soddisfatti della disponibilità e dall attenzione mostrata da parte dell assessore rispetto a quanto abbiamo voluto portare alla sua attenzione dichiara Francesco Coppolella, segretario regionale del Nursind.
Abbiamo condiviso la necessità degli infermieri di poter svolgere la propria funzione in condizioni di lavoro dignitose. Da entrambi le parti é stata evidenziata la necessità di sviluppo delle competenze infermieristiche per poter dare risposte ad alcuni bisogni e criticità. Infine, abbiamo sottolineato il non più rinviabile potenziamento della rete territoriale attraverso un importante coinvolgimento della figura infermieristica.
Abbiamo riscontrato sensibilità da parte dell'assessore rispetto ai bisogni degli infermieri e al riconoscimento del loro ruolo, concludono dal NurSind.
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Eventi


Obbligo formativo 2017-2019


Clicca per ingrandire 13/10/2019
Per il triennio 2017-2019 l′obbligo formativo è pari a 150 crediti. I crediti dovranno essere conseguiti entro il 31 Dicembre.
Con il prossimo Accordo Stato-Regioni sarà specificato se sarà prevista la possibilità di integrare i crediti di questo triennio..per adesso per assolvere l′obbligo formativo i 150 crediti devono necessariamente essere conseguiti entro e non oltre il 31 Dicembre 2019.

Il professionista sanitario deve assolvere, in qualità di discente di eventi erogati da provider, almeno il 40% del proprio fabbisogno formativo triennale, eventualmente ridotto sulla base di esoneri, esenzioni ed altre riduzioni.
La residua parte del 60% dei crediti può essere maturata anche mediante attività di tutoraggio, pubblicazioni scientifiche, crediti conseguiti all′estero o autoformazione. L′autoformazione in misura non superiore al 20% dei crediti totali (30 crediti Ecm nel triennio).

Non possono essere maturati più di 50 crediti formativi per la partecipazione ad un singolo evento formativo.

Si possono acquisire crediti Ecm nelle seguenti modalità:

1. Formazione residenziale classica (RES).
2. Convegni, congressi, simposi e conferenze (RES).
3. Videoconferenza (RES).
4. Training individualizzato (FSC).
5. Gruppi di miglioramento (FSC).
6. Attività di ricerca (FSC)
7. FAD con strumenti informatici/cartacei (FAD).
8. E-learning (FAD).
9. Formazione blended.
10. Docenza, tutoring ed altro
11. Autoformazione

FAD
Per il triennio 2017-2019 la Commissione Nazionale ha eliminato tutti i limiti in percentuale tra le differenti tipologie formative. Non ha più senso, dunque, domandarsi quanti crediti ECM si possono fare online: è possibile accumulare il 100% dei crediti necessari attraverso delle attività ECM FAD. A tal riguardo vi segnaliamo il link della piattaforma FadInMed 👉 https://www.fadinmed.it

È sufficiente registrarsi al portale della banca dati Cogeaps (Consorzio Gestione Anagrafica Professioni Sanitarie 👉 http://application.cogeaps.it/cogeaps/login.ot), per avere un prospetto CERTIFICATIVO della situazione relativa al dossier formativo personale.

Gli Accordi Stato-Regioni definiscono il sistema delle regole, il 1 Gennaio 2019 è entrato in vigore il Manuale della Formazione Continua del Professionista Sanitario.
Esso è stato elaborato dall′Agenas al fine di offrire un′agevole guida che permette al singolo operatore della salute di assolvere il suo obbligo formativo.

Fonte FNOPI Roma

Eventi


Tassa ordine infermieri


Clicca per ingrandire 05/10/2019
La notizia della sentenza pilota del Tribunale di Pordenone su ricorso del NurSind che ha stabilito come la quota di adesione all′Ordine debba essere pagata dalle aziende sanitarie ha suscitato l′interesse degli infermieri e delle diverse sigle sindacali.
“A proposito delle altre sigle sindacali, forti della vittoria NurSind, stanno cavalcando l′onda, spacciando per loro un risultato NurSind”, a parlare è Davide Canetti, segretario territoriale NurSind Cuneo.
“Certamente l'argomento in questione dà molta visibilità, permette di attirare a sé gli infermieri, ma vogliamo ricordare ai colleghi, nonostante la soddisfazione per quanto raggiunto in primo grado, che la strada è in salita e quindi consigliamo agli infermieri di non farsi abbagliare da facili promesse da parte di altre sigle. NurSind ha avuto parere favorevole solo a Pordenone al momento, dove sicuramente l'azienda farà ricorso”, continua Canetti, “La strada sarà ancora lunga, noi siamo certi che il nostro sindacato continuerà questa come altre battaglie”.
“In merito all′utilizzo della vittoria NurSind a Pordenone, non apprezziamo che questa venga utilizzata da altre sigle per avere facile visibilità, ma per poi trattare per arrivare a pessimi accordi aziendali chiamati " vittorie". Per fare un esempio nella nostra azienda la tanto sbandierata vittoria per il riconoscimento del tempo di vestizione (da parte del sindacato di maggioranza in azienda) si è tradotto in pratica ad un riconoscimento di 4 minuti in entrata oppure in uscita solo per alcune fasce orarie in alcune realta' lavorative, ZERO minuti per altri reparti”.
Il tempo dimostrerà che è meglio lottare per i giusti diritti mantenendo gli ideali e non accontentarsi del " meglio di niente" spacciato per grande conquista.
Link

Eventi


ATTENZIONE - Tassa Ordine a Carico dell’azienda


Clicca per ingrandire 27/09/2019
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Dopo la causa vinta da NURSIND a Pordenone, dove il giudice ha sentenziato che la tassa di iscrizione all′ordine deve pagarla l′azienda, tanti sindacati di sono scatenati (facendo propria una vittoria di Nursind) facendo fare richieste (vane) di risarcimento alle aziende.
Per non lasciarsi ingannare da false promesse, di seguito alcuni chiarimenti:

1 - nessuna azienda renderà un centesimo se non la obbligherà un giudice;
2 - perché un giudice la obblighi, bisogna fare causa (e vincerla)
3 - ad oggi, Nursind (oltre a Pordenone) ha fatto causa ad Alessandria (causa persa), ricorso in appello a Torino (ricorso respinto) e adesso siamo in cassazione e vedremo come si esprimerà.
4 - la sentenza di Pordenone è positiva, ma è un primo grado, e verrà appellata dall′Azienda;
5 - non è detto che in appello la sentenza sia confermata. Se non lo fosse, eventuali risarcimenti sarebbero richiesti indietro ai lavoratori;
6 - Pordenone è sicuramente un bel primo passo, ma appunto un primo passo che non consiglia di andare in causa perché i giudici non sono tutti uguali;
7 - la richiesta di interruzione della prescrizione del diritto al risarcimento, può essere fatta, ma in realtà non c′è nessuna fretta di farla;
8 - come ci insegnano le tante cause vinte da Nursind sul cambio divisa, per andare in causa con ottime probabilità di vincere è meglio che ci sia almeno un pronunciamento positivo della Cassazione (che ad oggi per la tassa OPI per gli infermieri non c′è)
9 - deve essere chiaro a tutti che è il lavoratore che deve far causa all′azienda, perché il diritto è del lavoratore e non del sindacato. Certo Nursind metterà (se dovremo fare quel percorso) a disposizione degli iscritti gli avvocati.
10 - STIANO TRANQUILLI I COLLEGHI ISCRITTI A NURSIND CHE QUANDO SARÀ IL MOMENTO LA SEGRETERIA DI CUNEO LI INFORMERÀ DEI PASSI DA FARE PER INIZIARE IL PERCORSO DI RICHIESTA DEL RISARCIMENTO.

Eventi


Sì all’indennità di rischio radiologico


17/09/2019
La Corte Costituzionale, intervenendo in ordine all′individuazione dei soggetti ai quali spetta l′indennità di rischio radiologico, ha precisato che l′art. 1 della L. n. 460/1988 deve essere interpretato nel senso che l′indennità piena deve riconoscersi “anche a quei lavoratori che, pur non appartenendo al settore radiologico, sono esposti ad un rischio non minore, per continuità ed intensità, di quello sostenuto dal personale di radiologia” (cfr. Corte Cost. del 20.7.1992 n. 343).
L'indennità di rischio radiologico va quindi riconosciuto in misura piena a tutti i dipendenti che - in via di fatto - sono continuativamente ed effettivamente sottoposti al rischio radiologico, senza potersi distinguere a questo scopo tra coloro che sono medici o tecnici di radiologia e coloro che – invece – non lo sono ovvero tra coloro che sono addetti all′unità operativa di radiologia e coloro che non lo sono.
A stabilirlo la sentenza 28/03/2019, n.741 del Tribunale di Trani.
I fatti
L′infermiera, ricorsa in tribunale chiedeva le fosse riconosciuta l′indennità di rischio radiologico, in quanto svolgeva la propria attività lavorativa presso l′Unità Operativa di Radiologia. Riferiva di avere percepito fino al mese di ottobre 2012 l′indennità di rischio radiologico, nonché ulteriori 15 giorni di congedo ordinario, in ragione della continuativa esposizione alle radiazioni assorbite durante l′espletamento della sua attività lavorativa; di non percepire più dal mese di novembre 2012, a seguito di riclassificazione del personale, le suddette indennità, sebbene impegnata nelle medesime mansioni svolte in precedenza e sebbene continuativamente esposta al rischio radiologico.

Decisione del Tribunale di Trani
Il tribunale accoglie il ricorso dell′Infermiera, con le seguenti motivazioni:
Mentre per medici/tecnici di radiologia sussiste una presunzione di esposizione al rischio radiologico, per le altre categorie di lavoratori occorre accertare caso per caso la sussistenza di un effettivo rischio radiologico dovuto all′esposizione a radiazioni ionizzanti.
Nel caso di specie, la ricorrente svolge le mansioni di Infermiera presso l′U.O. di Radiologia dell′Ospedale di Co.. Ella pertanto non rientra fra quelle categorie di lavoratori alle quali la legge riconosce automaticamente l′indennità di rischio radiologico in virtù della mansione svolta; considerato che fino al mese di ottobre 2012 la rivendicata indennità le è stata corrisposta, compreso il congedo ordinario aggiuntivo, occorre valutare se per il periodo successivo la ricorrente sia stata sistematicamente esposta al rischio radiologico, come avvenuto in precedenza.
La stessa confermava che anche nel periodo seguente avesse utilizzato quotidianamente i dispositivi di radioprotezione previsti per coloro che prestano la propria attività lavorativa in “zona controllata” e fosse dotata di (dosimetro personale).
Per questo alla stessa va riconosciuta l′indennità di rischio ed il riconoscimento delle ferie aggiuntive di 15 giorni.

Cosa prevede il CCNL 2016/2018
Articolo 91 al comma 2: conferma l′indennità al personale diverso dai tecnici sanitari di radiologia medica
In merito al rischio radiologico, si conferma l′art. 5 del CCNL 20/9/2001, biennio economico 2000-2001. L′indennità professionale specifica ivi prevista spetta ai tecnici di radiologia medica (ivi inclusi gli esperti poi senior ai sensi dell′art. 15 (Modifica della denominazione dei profili di “esperto”)) nella misura prevista ai punti 15 lett. b) e 16 lett. b) della tabella C del CCNL del 5/6/2006.
Alla corresponsione delle indennità di cui al presente articolo si provvede con il fondo di cui all′art. 80 (Fondo condizioni di lavoro e incarichi).

Normativa
Il Decreto n7 del 11/02/2016 definisce i criteri per l′indennità rischio radiologico in:
1) almeno 40 settimane di presenze ocumentate annue del lavoratore che attestino l′abitualità di presenza in zona controllata
2) Almeno 7 minuti settimanali oppure 10 minuti su 10 giorni o altra equivalente determinazione temporale di esposizione documentata del lavoratore necessari per raggiungere i 6 mSv annui di dose efficace, non riducibili previsti dall′allegato IV del. D.lgs 230/1995.

da Dirittosanitario. net


Segreteria


REFERENTI STRUTTURE SUL TERRITORIO CUNEESE


01/09/2019
CONTATTI REFERENTI STRUTTURE SUL TERRITORIO CUNEESE

——————————Aso S.Croce e Carle————————————

Canetti Davide. 329.4058815

Giuliano Barbara 327.4496319

Liberatore Tiziano 347.9301261

Marchesano Silvana 334.9293404

Pigoni Stefano 346.7376222



—————————————Aslcn1 ——————————————-

**Struttura Ceva

Canetti Davide 3294058815


**Aslcn1 Cuneo

Calabrese Caterina 347.1591086

Pellegrino Mauro 338.1679513

**Struttura Fossano

Greco Liliana 347.6507822


**Struttura Mondovi

Canetti Davide. 329.4058815


**Struttura Saluzzo

Farina Marisa 335.1721228

Frezza Ezio. 348.3611582

Testa Antonella. 335.6391142


**Struttura Savigliano


Mirabella Maria. 346.8601667


———————————Aslcn2————————————————-

**Struttura Alba

Frongia Agnese 3283621591


—————-settore Privato Coop. Amos—————————————-

Canetti Davide 3294058815

Gonzales Simona. 3474427597

Eventi


Scadenza dichiarazione del redditi 730


Clicca per ingrandire 26/06/2019
Ricordiamo la scadenza del 1 luglio 2019 per fare la dichiarazione dei redditi presso i nostri uffici convenzionati

Eventi


Gestione degli accessi endovenosi Corso fad


31/05/2019
Gestione degli accessi endovenosi
Il presente corso di FORMAZIONE A DISTANZA tratterà la gestione degli accessi venosi periferici e dei cateteri venosi centrali a media e lunga permanenza e dei cateteri venosi centrali ad inserzione periferica (PICC). Comprenderà inoltre i cateteri midline e dei cateteri PICC.

Lo scopo è quello di garantire la corretta applicazione delle procedure di gestione dell′accesso vascolare.

L′omogeneità dell′esecuzione delle procedure, la salvaguardia del patrimonio venoso; la conoscenza delle tecniche di visualizzazione dei vasi e di verifica della posizione centrale della punta del cvc;

la riduzione delle complicanze legate alla malpractice o consentire la diagnosi precoce e il loro trattamento, quali: infezioni correlate al posizionamento dei cateteri venosi centrali, flebiti, trombosi, ostruzione e rottura del catetere.

L′adeguata formazione all′inserimento dei cateteri vascolari e l′aggiornamento del personale coinvolto nella gestione attraverso la conoscenza delle disposizioni legislative inerenti.





SARA' POSSIBILE CONCLUDERE IL CORSO ED EFFETTUARE IL TEST DI VERIFICA DELL'APPRENDIMENTO A PARTIRE DAL GIORNO 12 GIUGNO 2019 E IL CORSO DOVRA' ESSERE CONCLUSO NECESSARIAMENTE ENTRO IL 31 DICEMBRE 2019.
Sito

Eventi


ART.12


Clicca per ingrandire 28/05/2019
http://www.nursind.it/conferenza.html
Il 5 giugno illustreremo a Roma la nostra proposta di modifica del sistema di classificazione professionale, una proposta innovativa per le professioni sanitarie che vuole essere il nostro contributo al dibattito per il nuovo contratto 2019-2021.

Eventi


#costruiamoituoidiritti


Clicca per ingrandire 28/05/2019
Vedremo quali forze politiche e sindacali vorranno condividere il percorso che NURSIND ha intrapreso per il riconoscimento

- dell′ Area di contrattazione autonoma per gli infermieri

- dell′indennità di esclusività del rapporto di pubblico impiego (così come hanno da tempo i medici)

Chi ostacolerà questo percorso non ha, evidentemente, a cuore la professione infermieristica
#costruiamoituoidiritti

Eventi


"sentenza storica del Tribunale del Lavoro di Milano"


Clicca per ingrandire 16/03/2019
Infermieri, il tempo per cambiarsi rientra nell'orario di lavoro, il NurSind: "sentenza storica del Tribunale del Lavoro di Milano"
Tre Infermieri dell'ASST Fatebenefratelli Sacco portano l'azienda in tribunale, e vincono.
A loro andranno riconosciuti, per gli anni pregressi, i compensi "nella misura di 15 minuti di lavoro ordinario al giorno per ogni giorno di effettivo servizio, risultante dai cedolini paga". Una sentenza epocale per la categoria, che ha visto anche un'ulteriore vittoria in Cassazione per un fatto analogo.
Importante vittorie per gli infermieri, che vedono finalmente riconosciuta in tribunale la loro professionalità e soprattutto la loro dignità. Il tema del contendere, questa volta, è il tempo necessario alla vestizione prima di entrare in servizio. Ad esempio, se un infermiere deve prendere servizio in reparto alle 7.30, è evidente che dovrà essere sul luogo di lavoro in anticipo rispetto a questo orario poiché è obbligato a cambiarsi e a indossare tuta e calzature idonee al proprio ruolo. Lo stesso accade anche prima della fine di un turno, quando l'infermiere che smonta deve rendersi disponibile per il passaggio di consegne con il collega che subentra. Ma, purtroppo, diverse dirigenze ospedaliere non hanno riconosciuto quest "tempo tecnico" come orario di lavoro e quindi lo considerano non retribuito. Ma la legge, questa volta, è a fianco degli infermieri.
La sentenza del Tribunale di Milano, sezione Lavoro
Una recentissima sentenza sull'argomento fa giurisprudenza anche a Milano. Tre infermieri dipendenti dell'ASST Fatebenefratelli Sacco, assistiti dall'avvocato Marco Leone Coccett e dalla dottoressa Marta Ottobelli, hanno fatto ricorso contro l'ASST stessa contestando il mancato riconoscimento del c.d. tempo tuta come orario di lavoro per gli anni antecedenti il 2015 (anno in cui è entrato in vigore l'accordo code contrattuali RSU aziendale - OO.SS Comparto). Il Tribunale di Milano Sez. Lavoro ha dato ragione, con la Sentenza n. 116/2019 del 18 gennaio 2019, ai tre richiedenti. Nelle considerazioni finali della sentenza, si legge che: "Gli Infermieri tenuti ad indossare appositi indumenti di lavoro (casacca, pantaloni, maglietta, felpa) deducono che l'accordo aziendale del 17/12/1996 stabiliva che l'orario di lavoro dovesse prevedere, per il personale obbligato ad indossare la divisa aziendale un tempo complessivo di 15 minuti all'inizio e alla fine dell'orario di lavoro, che ciò nonostante questo tempo non era mai stato riconosciuto in termini di retribuzione perché il datore di lavoro non avrebbe consentito le operazioni di vestizione e svestizione durante il turno, che solo successivamente all'accordo siglato nell'ottobre del 2015 la divisa sarebbe stata conteggiata nell'orario di servizio. Gli stessi pertanto chiedono conclusivamente al tribunale l'accertamento e declaratoria del loro diritto ad indossare e dismettere la divisa in orario di lavoro, l'accertamento che per il periodo dal febbraio 2012 al dicembre 2015 il personale turnista ed aggiornata avrebbe diritto ad una fascia di 15 minuti all'interno dell'orario di lavoro per indossare e dismettere la divisa aziendale le pretese dei ricorrenti appaiono integralmente fondate e meritevoli di accoglimento.
Appare pacifico, nel caso di specie, che il personale sanitario ed infermieristico sia da un lato necessariamente tenuto ad indossare una specifica divisa di lavoro, e dall'altro che l′indossamento e la dismissione della divisa debba, per ragioni di sicurezza, necessariamente avvenire nei locali aziendali, nel periodo preparatorio e terminativo del proprio turno di lavoro, non potendo, in applicazione dei principi enunciati dalla suprema corte, rientrare il tempo impiegato dal lavoratore per indossare e dismettere la divisa di lavoro nel normale orario di lavoro contrattuale, là dove lo stesso non contempli espressamente la ricomprensione del tempo occorrente alle versioni preliminari nell'ordinario turno di lavoro". Quindi, il Tribunale si esprime sulla retribuzione mancata:
"La circostanza è confermata per il periodo successivo a quello oggetto di causa dall'Accordo cd Code Contrattuali del 26/10/2015, entrato regime a partire dal 09/12/2015 per i lavoratori turnisti e dal 04/01/2016 per i lavoratori a giornata, nel quale si prevede espressamente, per i lavoratori interessati, tra cui gli odierni ricorrenti, un tempo ulteriore di otto minuti per indossare la divisa di lavoro ed un tempo di sette minuti per dismettere gli indumenti da lavoro, oltre ad un ulteriore tempo stabilito in 15 minuti per effettuare il passaggio di consegne. L′evidente contraddittorietà delle risultanze istruttorie, e l′impossibilità di addivenire alla certa e condivisa ricostruzione di una prassi organizzativa, in virtù della quale agli operatori oggi ricorrenti fosse consentito di svolgere le operazioni di indossamento e svestizione nell′ambito dell′orario di lavoro, determina la fondatezza delle pretese attoree ed il riconoscimento del cd tempo divisa quale orario di lavoro utile ai fini retributivi, nella misura di 15 minuti di lavoro ordinario al giorno per ogni giorno di effettivo servizio, risultante dai cedolini paga in atti".
Questo ricorso pilota sul cosiddetto “tempo divisa” è stato sostenuto dalla Segreteria Territoriale NurSind di Milano: una vittoria, quindi, anche per NurSind prima e unica sigla sindacale ad aver ottenuto un simile risultato.
I precedenti
Risale a poche settimane fa, inoltre, la sentenza della Corte di Cassazione Sez. Lav., 11 febbraio 2019, n. 3901 che ha ribaltato il verdetto precedentemente emesso dalla Corte d′Appello di Perugia. La Corte d'Appello aveva rigettato la domanda di cinque infermieri assunti presso il locale Ospedale, che avevano domandato la condanna dell′Ausl della Regione Umbria al pagamento del compenso a titolo di indennità per lavoro straordinario, per il tempo occorrente per la vestizione. Si tratta di 15 minuti rispetto all′inizio del turno e di 15 minuti per il passaggio di consegne a fine turno. La Corte di Cassazione si è espressa definitivamente in tutt'altro modo, rovesciando il verdetto con questa motivazione: "Violazione e falsa ed errata applicazione della direttiva CEE 23/11/93 nn. 93/104 nonché del D.Lgs. 8 aprile 2003, n. 66 di attuazione della predetta direttiva. Difetto di motivazione su punti essenziali della controversia. Travisamento ed illogicità". In particolare, in base all′art. 1, comma 2 lettera a) del D.Lsg. n. 66/2003 è precisato che costituisce orario di lavoro “qualsiasi periodo in cui il lavoratore sia al lavoro, a disposizione del datore di lavoro e nell′esercizio della sua attività o delle sue funzioni”.
Evidentemente, il tempo/divisa come tempo/lavoro è un fatto sempre più condiviso. Lo contempla finalmente anche il CCNL Comparto Sanità firmato il 21 maggio 2018 , ai comma 11 e 12 dell'Art. 27. Il comma 11 recita: "Nei casi in cui gli operatori del ruolo sanitario e quelli appartenenti a profili del ruolo tecnico addetti all′assistenza, debbano indossare apposite divise per lo svolgimento della prestazione e le operazioni di vestizione e svestizione, per ragioni di igiene e sicurezza, debbano avvenire all′interno della sede di lavoro, l′orario di lavoro riconosciuto ricomprende fino a 10 minuti complessivi destinati a tali attività, tra entrata e uscita, purché risultanti dalle timbrature effettuate, fatti salvi gli accordi di miglior favore in essere". Il 12 specifica che "Nelle unità operative che garantiscono la continuità assistenziale sulle 24 ore, ove sia necessario un passaggio di consegne, agli operatori sanitari sono riconosciuti fino ad un massimo di 15 minuti complessivi tra vestizione, svestizione e passaggi di consegne, purché risultanti dalle timbrature effettuate, fatti salvi gli accordi di miglior favore in essere".
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Eventi


30 centesimi di aumento accordo Aso S.Croce e Carle


Clicca per ingrandire 15/03/2019
30 centesimi di aumento per il turno notturno. NurSind Cuneo denuncia l′accordo firmato da Cgil, Cisl e Nursing Up
Lo scorso otto marzo, presso l′Azienda Aso S. Croce e Carle Cuneo, CGIL, CISL e NURSING UP, durante il tavolo di contrattazione decentrata hanno apposto la loro firma su un accordo che sarà parte integrante del nuovo Contratto Integrativo Aziendale del triennio 2019-2021, e manco a dirlo un accordo peggiorativo di un contratto già penoso, che prevede:
I dipendenti che non hanno mai avuto il riconoscimento della vestizione (o che l'hanno avuto anche parzialmente) continueranno a non ricevere nulla
I dipendenti turnisti avranno un aumento delle indennità notturna di 30 cent all'ora (per un totale di 3 euro)
L'indennità di reperibilità: nessun aumento
Concessione Part time, solo per 50 dipendenti, ancora con criteri di definire
I Passaggi di fascia verranno assegnati, ma manca il reperimento dei fondi
Firmato l'accordo per gli incentivi per le funzioni tecniche
Firmato l'accordo per i compensi degli avvocati
“Dall′accordo si evince come per gli Infermieri non ci siano che spiccioli, fatti passare per grandi vittorie, mentre per le altre posizioni i fondi per incentivi e compensi sono sempre cospicui e facilmente reperibili.
NurSind non ha firmato e non firmerà mai un simile accordo. Come sempre siamo una voce fuori dal coro”, conclude Canetti Davide, Segretario Territoriale Cuneo.

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NurSind Asti: “Maggiori risorse sul territorio per evitare il sovraffollamento dei Pronto Soccorso


Clicca per ingrandire 10/03/2019
Investire maggiori risorse sul territorio per ridurre il tasso di ospedalizzazione.
È questa la via indicata da NurSind Asti, sindacato delle professioni infermieristiche, per ridurre le cronicità ed evitare che queste si trasformino in acuzie da gestire in Pronto Soccorso.
“L′Azienda Sanitaria a gennaio 2019 – afferma Gabriele Montana, segretario territoriale Nursind – ha messo in atto un piano di sovraffollamento del Pronto Soccorso dell′Ospedale Cardinal Massaia inserendo un ottavo infermiere in turno (che ci auguriamo venga mantenuto d′ora in avanti), investendo risorse economiche nei vari reparti e trasformando circa 15 posti letto nei reparti chirurgici per dare sfogo ai ricoveri”.
Nonostante lo sforzo aziendale, però, personale e pazienti si trovano costretti a convivere col periodico sovraffollamento del Pronto Soccorso.
Investire maggiori risorse sul territorio per ridurre il tasso di ospedalizzazione.
È questa la via indicata da NurSind Asti, sindacato delle professioni infermieristiche, per ridurre le cronicità ed evitare che queste si trasformino in acuzie da gestire in Pronto Soccorso.

Nella foto, Gabriele Montana
“L′Azienda Sanitaria a gennaio 2019 – afferma Gabriele Montana, segretario territoriale Nursind – ha messo in atto un piano di sovraffollamento del Pronto Soccorso dell′Ospedale Cardinal Massaia inserendo un ottavo infermiere in turno (che ci auguriamo venga mantenuto d′ora in avanti), investendo risorse economiche nei vari reparti e trasformando circa 15 posti letto nei reparti chirurgici per dare sfogo ai ricoveri”.
Nonostante lo sforzo aziendale, però, personale e pazienti si trovano costretti a convivere col periodico sovraffollamento del Pronto Soccorso.
“Questa situazione – prosegue Montana – è frutto dell′elevato numero degli accessi ospedalieri, situazione aggravata dalla delibera regionale 1/600 che ha tagliato trasversalmente in Piemonte posti letto, servizi e punti di primo intervento”.
Secondo il programma regionale, parallelamente all′attuazione della dgr 1/600, sarebbe dovuto partire un piano legato alla gestione delle acuzie e alle case della salute, progetto che ad oggi è stato avviato a singhiozzo e in maniera incompleta.
“In questo momento – dice il segretario NurSind di Asti – il piano territoriale sul territorio astigiano dispone di pochissime risorse, che sono sicuramente insufficienti per attuare un servizio al domicilio destinato soprattutto ai pazienti più anziani. L′obiettivo dovrebbe essere quello di evitare che le cronicità si trasformino in acuzie da curare in Pronto Soccorso, ma con i numeri attuali non si va da nessuna parte. Come Nursind – prosegue Montana – chiediamo quindi che vengano incrementate le risorse destinate (anche) al piano territoriale, affinché possa finalmente partire un progetto a medio-lungo termine di gestione delle cronicità al domicilio”.
Ma non è tutto. Per l′ennesima volta Nursind ribadisce come il solo Pronto Soccorso del Cardinal Massaia e il Punto di Primo Intervento di Nizza Monferrato non siano sufficienti per un bacino d′utenza di 300mila utenti, ancor di più se confrontato con la situazione alessandrina, dove sono ben 5 i punti di primo intervento per 600mila abitanti.
Servono decine di infermieri (anche) sul territorio, che il sindacato Nursind si augura possano arrivare dal prossimo concorso per dare forza ai progetti di domiciliarità tanto attesi e ai Progetti di Infermieristica di Iniziativa e delle Cronicità già attivati presso le Case della Salute di Canelli, Nizza Monferrato, San Damiano e Villafranca e presso le Sedi di Bubbio, di Montemagno e di Viarigi, estendendolo a tutte le Sedi territoriali distrettuali.
La Sanità astigiana ha bisogno anche di assunzioni medici, ma al momento nonostante la volontà di assumerli quest′ultimi scarseggiano.
“Gestire le criticità al domicilio – conclude Montana – vuol dire ridurre gli accessi in ospedale, alleggerendo il lavoro dei punti di primo soccorso ed evitando il rischio di sovraffollamento, situazione che ancora oggi, e troppo spesso, si verifica mettendo a rischio il lavoro dei professionisti sanitari”.

Eventi


Richiesta tessera Nursind


Clicca per ingrandire 20/01/2019
SEI IN POSSESSO DELLA TESSERA NURSIND?
Se per una qualsiasi ragione ne sei sprovvisto
Manda una mail alla seguente casella
cuneo@nursind.it

Eventi


Buste paga leggere sotto l’albero di Natale degli Infermieri del Aslcn1


Clicca per ingrandire 28/12/2018
“Quest′anno sotto l′albero di Natale, gli infermieri della Asl Cuneo 1, troveranno una busta paga leggera”, è quanto dichiara Davide Canetti, Segretario territoriale NurSind Cuneo.
Ai lavoratori del Comparto Sanità verrà “sequestrata” la parte accessoria dello stipendio e questo per un accordo stipulato da di CGIL, CISL, UIL e Nursing Up in Rsu.
Il “Sequestro della parte accessoria” è stato sancito per poter garantire il passaggio di fascia a pochi dipendenti.
“Una decisione grave quella concordata, un′ingiustizia che comporterà una perdita di almeno 300 euro dalla busta paga di ogni dipendente che non prenderà nemmeno l′incremento previsto per il passaggio di fascia, previsto per pochi”- continua – “Ringraziamo ancora una volta gli RSU CGIL, CISL, UIL e Nursing Up di questo regalo natalizio e ci domandiamo perché altre figure come gli amministrativi non vengono mai penalizzati così come da accordo del 16/11/18 “
Il link con gli accordi

Eventi


Obbligo assicurativo per gli infermieri


Clicca per ingrandire 20/12/2018
Scopri i vantaggi della Convenzione riservata ad Infermieri, Ostetriche e Coordinatori iscritti Nursind, inclusa nella quota d'iscrizione, la più bassa del comparto!

Eventi


RIAPRIAMO LA QUESTIONE INFERMIERISTICA


Clicca per ingrandire 20/11/2018
E′ con questo slogan che inizia la campagna di mobilitazione degli infermieri .
Fino ad oggi, solo il grande senso di responsabilità della categoria che si accolla da tempo i rischi di un assistenza insufficiente ai bisogni dei cittadini ricoverati e si vede continuamente negare diritti contrattuali, sta permettendo di fare fronte alla grave carenza di personale, peggiorata dal lungo tempo di mancate assunzioni e dal lungo periodo di blocco del Turn Over.
E′ancor più grave la completa mancanza di qualsiasi programmazione e strategia di fronte ad una categoria che sta diventando vecchia. Quasi 50 anni la media della categoria infermieristica. Il 25% di questi ha una limitazione funzionale provocata spesso dal proprio lavoro. Nessun passaggio di sapere e di esperienze tra generazioni.
Straordinari, riposi saltati, ferie non godute, periodi di riposo non garantiti non possono e non devono più bastare a colmare la sufficienza con la quale la nostra politica cerca di porre rimedio a questa problematica.
La tutela della salute del cittadino và di pari passo con la tutela delle condizioni di lavoro degli infermieri e di chi si occupa di assistenza.
Manca sempre il tempo per riunirsi, per parlare, per condividere e analizzare. Manca sempre il tempo per pianificare. controllare valutare. Manca sempre il tempo per confrontarsi e aggiornarsi. Manca sempre il tempo per pensare e ragionare.
Con queste difficoltà l ‘infermiere ogni giorno combatte la sua battaglia di civiltà nelle corsie degli ospedali piemontesi, pagandone le conseguenze in prima persona, difficoltà che inevitabilmente si ripercuotono sui bisogni di salute e di assistenza di chi le cure le riceve.
Nella condizioni attuali è impossibile poter metter in atto in maniera completa le nostre competenze, le nostre conoscenze e le nostre abilità assicurando così al paziente una assistenza sicura e adeguata.
Il Piemonte ha di certo delle eccellenze ma la sanità di tutti i giorni è un'altra cosa.
La Regione ha dichiarato più volte sugli organi di stampa centinaia di assunzioni che se confrontati alle cessazioni di questi anni rappresentano un inerzia.
La misura è colma, i rischi aumentano. Chi governa la Sanità Regionale e le Aziende Piemontesi dovrà assumersi le proprie responsabilità.
Nursind, il sindacato delle professioni infermieristiche metterà a disposizione degli infermieri piemontesi una piattaforma su www.nursindpiemonte.it per segnalare situazioni a rischio per l′assistenza e violazioni contrattuali.
Rappresenteremo in tutte le sedi le violazioni che raccoglieremo e le situazioni a rischio che ci saranno segnalate, nelle sedi istituzionali. nelle procure e nelle aule di tribunale se sarà il caso.
Avvieremo iniziative pubbliche di sensibilizzazione dei cittadini della problematica che riguarda anche e soprattutto loro.

Eventi


Congresso Nazionale 25-26-27 ottobre


Clicca per ingrandire 28/10/2018
Si è chiuso ieri a Torino il settimo congresso nazionale
del sindacato infermieristico Nursind.
Attraverso il voto dei 315 delegati provenienti da tutto il territorio nazionale si sono rinnovati gli organi statutari nazionali.
Sono stati eletti alla direzione nazionale:
Andrea Bottega di Vicenza (segretario nazionale),
Daniele Carbocci di Pisa (segretario amministrativo nazionale),
Salvatore Vaccaro di Catania (Vicesegretario nazionale),
Romina Iannuzzi di Avellino (Responsabile nazionale per la sanità privata),
Stefano Barone di Roma, Donato Cosi di Monza, Amerio Roberto di Torino,
Fausta Agostina Pileri di Sassari,Gianluca Altavilla di Pordenone.

Revisori dei conti:
Ignazio Curto di Caltanissetta, Maurizio Pelosi di Ascoli-Fermo, Falcone Matteo di Foggia.

Collegio dei probiviri:
Massimo Latella di Messina, Claudio Cullurà di Arezzo, Di Lalla Flavia Loredana di Pisa.

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Quota 100, Opzione donna ed Ape social.


Clicca per ingrandire 18/10/2018
Approvato dal Consiglio dei Ministri lunedì sera, il decreto fiscale, adesso il Governo invierà a Bruxelles il Documento Programmatico di Bilancio, all′interno del quale, una delle manovre più attese è Quota 100, che permetterà il superamento della Legge Fornero.

Vediamo quindi i requisti essenziali per potervi accedere.

Potranno andare in pensione i lavoratori che hanno raggiunto i 62 anni di età ed i 38 anni di contributi.

Resta fermo il requisito essenziale ed indispensabile dei 38 anni di contributi, anche nel caso di un′età maggiore.

Quindi a 63, 64, 65, 66 anni la quota sarà di 101, 102, 103 e 104.

A 67 anni si potrà continuare a uscire secondo le regole della pensione di vecchiaia, cioè avendo almeno 20 anni di contributi.

Quota 100, partirà da febbraio, ed avrà quattro finestre annuali, una ogni tre mesi.

Chi avrà i requisiti entro il 31 marzo riceverà la prima pensione ad aprile. Chi maturerà i requisiti fra il primo aprile e il 30 giugno incasserà l′assegno a luglio, e così via.

Per il prossimo biennio 2019/2020, torna anche la misura previdenziale a favore delle lavoratrici, vale a dire Opzione Donna.

Le donne con 58 anni di età (come lavoratrici dipendenti) e 59 (come autonome) con 35 anni di contributi potranno accedere alla pensione accettando, però, il sistema di calcolo contributivo integrale.



L'Ape Social, poi, godrà di un anno di proroga: contrariamente a quanto si pensava, infatti, l'anticipo pensionistico varato dal Governo Gentiloni non andrà in 'pensione' a fine anno, bensì verrà prorogato a tutto il 2019, mantenendo gli stessi requisiti sin qui applicati.


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VII° Congresso Nazionale, Torino 2018


Clicca per ingrandire 18/10/2018
VIIº Congresso Nazionale, Torino 2018

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Invito assise congresso provinciale nursind Cuneo


Clicca per ingrandire 28/08/2018
Per informazioni contattate il 3294058815
  

Eventi


Infermieri e burnout.


Clicca per ingrandire 06/08/2018
Infermieri e burnout. Predire lo stress attraverso la misurazione dell′Alfa-amilasi salivare. Lo studio

Nella psico-neuro-endocrinologia è usuale misurare i livelli di stress attraverso la misurazione di due biomarcatori salivari: cortisolo salivare e alfaamilasi salivare(ASA); un esame che ha il beneficio di non essere invasivo.
Un grande numero di studi ha fornito prove per l 'utilità del dosare il cortisolo salivare come marker dell′asse ipotalamo-ipofisi-surrene (HPA) (Kirschbaum e
Hellhammer, 1989; Kudielka et al., 2004), mentre i risultati su ASA sono ancora in via di sperimentazione.
Una revisione recente ha riassunto gli studi che hanno esaminato il potenziale di ASA suggerendo come l'attività di ASA sia relativamente robusta contro
l'influenza di diversi fattori come ad esempio il genere, gli ormoni sessuali, l′ età (Rohleder and Nater, 2009). Tuttavia, molti dei gli studi esaminati non forniscono certezze a causa del campione di piccole dimensioni.
Inoltre, mancano gli studi che si concentrano solo sulla relazione tra e alfaamilasi salivare(ASA) e stress.
Il burnout è una malattia correlata allo stress ed è un fattore di rischio per le malattie cardiovascolari (Melamed et al., 2006).
Gli infermieri sono tra i professionisti con più alto rischio di incorrere in malattie da stress- lavoro correlato, vista la tipologia di lavoro, una professione di aiuto con turni disagiati ed alti carichi di lavoro.
Lo studio qui preso in esame mira ad indagare se esiste nella popolazione infermieristica, una correlazione tra burnout, stress da lavoro e attività dell′ alfa amilasi salivare.
In secondo luogo, intende esaminare quali variabili influenzano l'attività di ASA durante una giornata lavorativa di un infermiere.
Metodo
Gli infermieri sono stati reclutati da quattro ospedali tedeschi , 215 i partecipanti con un età media di 37,9 anni .
La saliva è stata raccolta utilizzando dispositivi di raccolta salivette , le analisi sono state fatte presso il laboratorio di biochimica, Università di Dresda, Istituto di Biopsicologia (Dr. Kirschbaum). L'attività alfa-amilasi è stata misurata con un metodo quantitativo cinetico degli enzimi (vedi anche Nater et al., 2007).
Agli infermieri è stato somministrato un questionario che conteneva informazioni su:
aspetti socio-demografici e ginecologici, fumo , assunzione di caffè; lo stress percepito è stato misurato con la "Chronic Stress Screening Scale" (CSSS).
Per la misurazione della presenza o meno di Burnout è stata usata la
Maslach Burnout Inventory (MBI).
L'MBI misura il burnout su tre dimensioni: emozionale esaurimento,spersonalizzazione e realizzazione personale.
Risultati
Riguardo al primo obiettivo dello studio, nessuna associazione significativa è stata trovata tra attività ASA e depressione, ansia, burnout o stress percepito. Tuttavia, sorprendentemente il campione si componeva di infermieri che non avevano avuto punteggi significativi di depressione e ansia.
Il secondo obiettivo dello studio era l'identificazione delle variabili che influenzavano dell'attività basale di sAA, durante il turno. Prima di tutto, il nostro campione aveva un sAA più bassa al mattino e un aumento durante il giorno.
Solo il genere mostra una chiara influenza su sAA nelle attività nel corso della giornata, minore nel genere maschile.
The diurnal course of salivary alpha-amylase in nurses: An investigation of potential confounders and associations with stress Katja Wingenfelda,∗, Michael Schulz b, Annika Damkroeger b,c, Christine Philippsena, Matthias Rosea, Martin Driessenb

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Regione Piemonte


Clicca per ingrandire 06/08/2018
Regione Piemonte. 500 operatori non assunti tra il 2017 e 2018. Il NurSind: "Infermieri diminuiti di altre 350 unità"

"Purtroppo avevamo ragione sui numeri. L'Assessore dovrebbe chiedere scusa agli infermieri piemontesi che hanno pagato maggiormente la politica dei tagli sul personale".
Questo il duro monito del Coordinatore Regionale NurSind Piemonte, Francesco Coppolella, in merito alle mancate assunzioni.
Dopo la polemiche dei giorni precedenti e la lettera inviata al Ministro della Sanità Giulia Grillo, il NuSsind Piemonte torna all'attacco dell'Assessore Saitta e delle mancate assunzioni.
500 assunzioni in meno tra il 2017 e il primo semestre 2018, delle quali 350 riguardano gli infermieri piemontesi.
Purtroppo per gli operatori della Sanità piemontese, avevamo ragione - commenta il coordinatore regionale Francesco Coppolella - nonostante la regione ci abbia accusato di strumentalizzare e di non fare gli interessi dei lavoratori.
Questi i dati della Regione Piemonte:
Infermieri assunti tra il 2017 e 2018, 628.
Infermieri cessati 978.
2246 cessazioni in totale nel 2017, contro 1909 assunzioni.
1281 cessazioni nel 2018, contro 1184 assunzioni.
In pratica un delta di circa 500 operatori non assunti, che equivalgono circa a 20 milioni di euro.
E non si conosce il dato del 2016 - affermano dal NurSind - che come già detto, ha visto un risparmio di ulteriori 18 milioni di euro.
“All'Assessore che ci ha accusati di non fare gli interessi dei lavoratori - conclude Coppolella - rispondiamo che lui invece ha fatto gli interessi dei Direttori Generali, aumentando loro gli stipendi, mentre gli infermieri pagavano il disagio dei tagli sulla propria pelle.

Articoli correlati: Mancate assunzioni in Piemonte. Il NurSind: “Tra 2016-17 la Regione ha risparmiato 21 milioni sulla pelle dei lavoratori”.

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Nursind Citta' della Salute


Clicca per ingrandire 06/08/2018
"Dopo innumerevoli segnalazioni portate dal NurSind all'Azienda, siamo stati costretti un anno fa a presentare esposti alla Procura della Repubblica e denunce allo SPRESAL riguardo ad alcune sedi di lavoro 118 ed al lavaggio divise del personale. Ora i frutti si iniziano a raccogliere".
Ad affermarlo è Daniele Scomersich, dirigente sindacale Nursind del Servizio di Emergenza Territoriale 118.
"Ad Avigliana - dice Scomersich - i colleghi hanno ottenuto una nuova postazione che possiamo definire all'avanguardia sul territorio".
"A Giaveno siamo in attesa dello spostamento, - continua - inizialmente erano stati individuati nuovi locali all'esterno del presidio ospedaliero, trasloco poi bloccato il giorno precedente".
E′ stata imposta all'Azienda, una prescrizione da parte dello Spresal che invita la Città della Salute a trovare una soluzione, entro 180 giorni, per la questione del lavaggio delle divise dei dipendenti.
"Siamo felici di vedere dei risultati che vanno a favore dei colleghi che operano sul territorio, - conclude Scomersich - ci lascia perplesso che l'Azienda non abbia trovato soluzioni prima e non solo dopo gli interventi dello Spresal. Auspichiamo che l'Azienda e l′Assessorato alla Sanità della Regione Piemonte ne traggano insegnamento e pongano rimedio a tutte le problematiche ancora esistenti".

Eventi


Servizi agli iscritti 2018


Clicca per ingrandire 12/11/2017
La nostra segreteria offre i seguenti servizi gratuiti e contribuisce a tenerti aggiornato sulla professione infermieristica attraverso corsi ECM, Master e la rivista “Infermieristicamente”, che riceverai on line .
I servizi gratuiti, di cui potrai beneficiare sono i seguenti
• Polizza Assicurativa Professionale gratuita compresa nella tessera mensile (colpa grave + tutela legale)
* 730 singolo gratuito presso i nostri uffici convenzione AMNIL
• Consulenza e assistenza sindacale: puoi rivolgerti ai rappresentanti NurSind per ogni problematica di carattere lavorativo e professionale
• Consulenza e assistenza legale: uno studio di avvocati dedicato agli iscritti per le controversie lavorative totalmente gratuito.
• Corsi ECM: saranno gratuiti per gli iscritti a NurSind sul sito
http://www.pegasolavoro.eu/it/corsi?tipo=ecm
• Abbonamento alla rivista “Infermieristicamente on line
• Iscrizione all′associazione Assocral (convenzioni nazionali con sconti dal 10 al 50% - www.assocral.com )
Inoltre potrai ottenere
• Master telematici in convenzione con l′Università Telematica Unipegaso a costi vantaggiosi
• Convenzioni locali (vedi sul sito)

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