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Eventi


VII° Congresso Nazionale, Torino 2018


Clicca per ingrandire 18/10/2018
VIIº Congresso Nazionale, Torino 2018

Eventi


Quota 100, Opzione donna ed Ape social.


Clicca per ingrandire 18/10/2018
Approvato dal Consiglio dei Ministri lunedì sera, il decreto fiscale, adesso il Governo invierà a Bruxelles il Documento Programmatico di Bilancio, all′interno del quale, una delle manovre più attese è Quota 100, che permetterà il superamento della Legge Fornero.

Vediamo quindi i requisti essenziali per potervi accedere.

Potranno andare in pensione i lavoratori che hanno raggiunto i 62 anni di età ed i 38 anni di contributi.

Resta fermo il requisito essenziale ed indispensabile dei 38 anni di contributi, anche nel caso di un′età maggiore.

Quindi a 63, 64, 65, 66 anni la quota sarà di 101, 102, 103 e 104.

A 67 anni si potrà continuare a uscire secondo le regole della pensione di vecchiaia, cioè avendo almeno 20 anni di contributi.

Quota 100, partirà da febbraio, ed avrà quattro finestre annuali, una ogni tre mesi.

Chi avrà i requisiti entro il 31 marzo riceverà la prima pensione ad aprile. Chi maturerà i requisiti fra il primo aprile e il 30 giugno incasserà l′assegno a luglio, e così via.

Per il prossimo biennio 2019/2020, torna anche la misura previdenziale a favore delle lavoratrici, vale a dire Opzione Donna.

Le donne con 58 anni di età (come lavoratrici dipendenti) e 59 (come autonome) con 35 anni di contributi potranno accedere alla pensione accettando, però, il sistema di calcolo contributivo integrale.



L'Ape Social, poi, godrà di un anno di proroga: contrariamente a quanto si pensava, infatti, l'anticipo pensionistico varato dal Governo Gentiloni non andrà in 'pensione' a fine anno, bensì verrà prorogato a tutto il 2019, mantenendo gli stessi requisiti sin qui applicati.


Eventi


Rinnovo Direttivo Provinciale Cuneo


19/09/2018
Rinnovato il Direttivo Provinciale eletto durante il Congresso Territoriale del 28/09/18
Il Direttivo è composto da:
Davide Canetti ( segretario provinciale)
Silvana Marchesano ( segretario amministrativo)
Marisa Farina ( referente ASLCN1 )
Antonella Testa
Maria Maribella (referente Savigliano)

Eventi


Pensione anticipata e Legge 104-92, cosa è possibile e quando


06/09/2018
La Legge 5 febbraio 1992 n. 104, più nota come legge 104, è il riferimento legislativo “per l′assistenza, l′integrazione sociale e i diritti delle persone con handicap“.
Per beneficiare delle Agevolazioni e dei Permessi previste dalla Legge 104, è necessario possedere un handicap grave: minorazione fisiche, psichiche o sensoriali, in situazioni stabilizzate oppure progressive, che siano causa di difficoltà di apprendimento e di integrazione.

Fonte: Termometropolitico.it
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Eventi


Invito assise congresso provinciale nursind Cuneo


Clicca per ingrandire 28/08/2018
Per informazioni contattate il 3294058815
  

Eventi


Infermieri e burnout.


Clicca per ingrandire 06/08/2018
Infermieri e burnout. Predire lo stress attraverso la misurazione dell′Alfa-amilasi salivare. Lo studio

Nella psico-neuro-endocrinologia è usuale misurare i livelli di stress attraverso la misurazione di due biomarcatori salivari: cortisolo salivare e alfaamilasi salivare(ASA); un esame che ha il beneficio di non essere invasivo.
Un grande numero di studi ha fornito prove per l 'utilità del dosare il cortisolo salivare come marker dell′asse ipotalamo-ipofisi-surrene (HPA) (Kirschbaum e
Hellhammer, 1989; Kudielka et al., 2004), mentre i risultati su ASA sono ancora in via di sperimentazione.
Una revisione recente ha riassunto gli studi che hanno esaminato il potenziale di ASA suggerendo come l'attività di ASA sia relativamente robusta contro
l'influenza di diversi fattori come ad esempio il genere, gli ormoni sessuali, l′ età (Rohleder and Nater, 2009). Tuttavia, molti dei gli studi esaminati non forniscono certezze a causa del campione di piccole dimensioni.
Inoltre, mancano gli studi che si concentrano solo sulla relazione tra e alfaamilasi salivare(ASA) e stress.
Il burnout è una malattia correlata allo stress ed è un fattore di rischio per le malattie cardiovascolari (Melamed et al., 2006).
Gli infermieri sono tra i professionisti con più alto rischio di incorrere in malattie da stress- lavoro correlato, vista la tipologia di lavoro, una professione di aiuto con turni disagiati ed alti carichi di lavoro.
Lo studio qui preso in esame mira ad indagare se esiste nella popolazione infermieristica, una correlazione tra burnout, stress da lavoro e attività dell′ alfa amilasi salivare.
In secondo luogo, intende esaminare quali variabili influenzano l'attività di ASA durante una giornata lavorativa di un infermiere.
Metodo
Gli infermieri sono stati reclutati da quattro ospedali tedeschi , 215 i partecipanti con un età media di 37,9 anni .
La saliva è stata raccolta utilizzando dispositivi di raccolta salivette , le analisi sono state fatte presso il laboratorio di biochimica, Università di Dresda, Istituto di Biopsicologia (Dr. Kirschbaum). L'attività alfa-amilasi è stata misurata con un metodo quantitativo cinetico degli enzimi (vedi anche Nater et al., 2007).
Agli infermieri è stato somministrato un questionario che conteneva informazioni su:
aspetti socio-demografici e ginecologici, fumo , assunzione di caffè; lo stress percepito è stato misurato con la "Chronic Stress Screening Scale" (CSSS).
Per la misurazione della presenza o meno di Burnout è stata usata la
Maslach Burnout Inventory (MBI).
L'MBI misura il burnout su tre dimensioni: emozionale esaurimento,spersonalizzazione e realizzazione personale.
Risultati
Riguardo al primo obiettivo dello studio, nessuna associazione significativa è stata trovata tra attività ASA e depressione, ansia, burnout o stress percepito. Tuttavia, sorprendentemente il campione si componeva di infermieri che non avevano avuto punteggi significativi di depressione e ansia.
Il secondo obiettivo dello studio era l'identificazione delle variabili che influenzavano dell'attività basale di sAA, durante il turno. Prima di tutto, il nostro campione aveva un sAA più bassa al mattino e un aumento durante il giorno.
Solo il genere mostra una chiara influenza su sAA nelle attività nel corso della giornata, minore nel genere maschile.
The diurnal course of salivary alpha-amylase in nurses: An investigation of potential confounders and associations with stress Katja Wingenfelda,∗, Michael Schulz b, Annika Damkroeger b,c, Christine Philippsena, Matthias Rosea, Martin Driessenb

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Regione Piemonte


Clicca per ingrandire 06/08/2018
Regione Piemonte. 500 operatori non assunti tra il 2017 e 2018. Il NurSind: "Infermieri diminuiti di altre 350 unità"

"Purtroppo avevamo ragione sui numeri. L'Assessore dovrebbe chiedere scusa agli infermieri piemontesi che hanno pagato maggiormente la politica dei tagli sul personale".
Questo il duro monito del Coordinatore Regionale NurSind Piemonte, Francesco Coppolella, in merito alle mancate assunzioni.
Dopo la polemiche dei giorni precedenti e la lettera inviata al Ministro della Sanità Giulia Grillo, il NuSsind Piemonte torna all'attacco dell'Assessore Saitta e delle mancate assunzioni.
500 assunzioni in meno tra il 2017 e il primo semestre 2018, delle quali 350 riguardano gli infermieri piemontesi.
Purtroppo per gli operatori della Sanità piemontese, avevamo ragione - commenta il coordinatore regionale Francesco Coppolella - nonostante la regione ci abbia accusato di strumentalizzare e di non fare gli interessi dei lavoratori.
Questi i dati della Regione Piemonte:
Infermieri assunti tra il 2017 e 2018, 628.
Infermieri cessati 978.
2246 cessazioni in totale nel 2017, contro 1909 assunzioni.
1281 cessazioni nel 2018, contro 1184 assunzioni.
In pratica un delta di circa 500 operatori non assunti, che equivalgono circa a 20 milioni di euro.
E non si conosce il dato del 2016 - affermano dal NurSind - che come già detto, ha visto un risparmio di ulteriori 18 milioni di euro.
“All'Assessore che ci ha accusati di non fare gli interessi dei lavoratori - conclude Coppolella - rispondiamo che lui invece ha fatto gli interessi dei Direttori Generali, aumentando loro gli stipendi, mentre gli infermieri pagavano il disagio dei tagli sulla propria pelle.

Articoli correlati: Mancate assunzioni in Piemonte. Il NurSind: “Tra 2016-17 la Regione ha risparmiato 21 milioni sulla pelle dei lavoratori”.

Eventi


Nursind Citta' della Salute


Clicca per ingrandire 06/08/2018
"Dopo innumerevoli segnalazioni portate dal NurSind all'Azienda, siamo stati costretti un anno fa a presentare esposti alla Procura della Repubblica e denunce allo SPRESAL riguardo ad alcune sedi di lavoro 118 ed al lavaggio divise del personale. Ora i frutti si iniziano a raccogliere".
Ad affermarlo è Daniele Scomersich, dirigente sindacale Nursind del Servizio di Emergenza Territoriale 118.
"Ad Avigliana - dice Scomersich - i colleghi hanno ottenuto una nuova postazione che possiamo definire all'avanguardia sul territorio".
"A Giaveno siamo in attesa dello spostamento, - continua - inizialmente erano stati individuati nuovi locali all'esterno del presidio ospedaliero, trasloco poi bloccato il giorno precedente".
E′ stata imposta all'Azienda, una prescrizione da parte dello Spresal che invita la Città della Salute a trovare una soluzione, entro 180 giorni, per la questione del lavaggio delle divise dei dipendenti.
"Siamo felici di vedere dei risultati che vanno a favore dei colleghi che operano sul territorio, - conclude Scomersich - ci lascia perplesso che l'Azienda non abbia trovato soluzioni prima e non solo dopo gli interventi dello Spresal. Auspichiamo che l'Azienda e l′Assessorato alla Sanità della Regione Piemonte ne traggano insegnamento e pongano rimedio a tutte le problematiche ancora esistenti".

Eventi


Facciamo chiarezza


Clicca per ingrandire 10/04/2018
facciamo chiarezza sul contratto
  

Eventi


Rsu 17-18-19 aprile 2018 inostri candidati


Clicca per ingrandire 05/04/2018
Rsu ASO S.Croce e Carle
Rsu AslCn1
Rsu AslCn2
     

Eventi


La triade rinnega il contratto e fa autorete.


Clicca per ingrandire 05/04/2018
Sta davvero franando il terreno sotto i piedi alla Triade, Cisl, Cgil e Uil, e quando si comincia a temere di perdere un potere di cui sono depositari da anni, si corre il rischio di incorrere in errori più grandi.
Ed è questo il caso della “retromarcia” sul Contratto Sanità, alla quale stiamo assistendo da qualche giorno: dal tanto osannato contratto, perfetto a dir loro, da qualsiasi prospettiva, di scatto (ma mica tanto, visto che si avvicina lo sciopero di 48 ore dichiarato da NurSind e NurSing up) nascono le imperfezioni, gli errori da correggere, le norme da cancellare.
Nel documento inviato dalla Triade all′ Aran, ci sono ben 34 osservazioni tra aggiustamenti, coordinamenti del testo, correzioni di errori formali e modifiche secondo quanto deciso durante la trattativa.
Vediamo dunque, prima di arrivare alle nostre conclusioni, cosa dichiaravano in merito al nuovo contratto fino a qualche giorno fa, denigrando il NurSind, accusandolo di fare solo campagna elettorale pro RSU, di dire una marea di fandonie e di non aver nessuna capacità di comprensione del testo.
Da Quotidiano Sanità del 02 marzo Serena Sorrentino Segretaria generale FP Cgil , Maurizio Petriccioli Segretario generale Cisl Fp, e Michelangelo Librandi Segretario generale Uil Fpl, in un accorata lettera al Direttore, stanchi degli attacchi ( ed in preda ad un attacco di panico per le tessere stracciate) dichiaravano:
“La preoccupazione del collega di un sindacato autonomo, rispetto alla volontà di arrivare alla stesura della preintesa del Contratto nazionale in tempi che giudica troppo celeri, appare quindi strumentale e infondata.Il testo Aran era stato consegnato e pubblicato per argomenti man mano che essi sono stati discussi in questi mesi ai tavoli convocati su singoli argomenti. La sola parte economica è stata sviluppata nella due giorni di trattativa in ragione del fatto che l′atto di indirizzo sulle risorse per il comparto era arrivato in via definitiva in quelle ore.
Rivendichiamo di aver prodotto avanzamenti sul testo riproposto in entrata, che sono il frutto, si badi bene, non di qualche ora ma di un lavoro unitario di mesi.
Questo contratto è migliorativo in tante parti: diritti, relazioni sindacali, incarichi, indennità, sviluppo professionale, difesa dei riposi.
Ci sembra, invece, che in questo caso qualche sindacato, nell′incertezza di come gestire la trattativa, non sapesse bene cosa fare e mentre i lavoratori erano in piazza anziché sospendere lo sciopero, anziché chiedere l′interruzione della trattativa, ha proseguito a stare al tavolo come se la mobilitazione non riguardasse chi addirittura l′aveva indetta!
Adesso si annuncia un nuovo sciopero per riaprire la trattativa. Bisognerebbe avere l′onestà intellettuale di dire che quello sciopero sarà fatto a pochi giorni dal voto per avere qualche consenso alle Rsu ma che viste le procedure di validazione dei contratti quella iniziativa non inciderà minimamente sull′iter contrattuale”.

Da Quotidiano Sanità del 3 marzo, intervista alla Segretaria generale FP Ggil Serena Sorrentino.
Quali sono i punti di forza di questo accordo?
Non ci sono deroghe, non solo ai riposi ma anche a istituti fondamentali che regolano il rapporto di lavoro; si cancella la legge Brunetta sia sulla valutazione delle performance che sugli atti unilaterali; si mantengono le tutele dell′articolo 18 e l′orario di lavoro a 36 ore; si istituisce la commissione paritetica che oltre il sistema di classificazione ha come obiettivi chiari: la revisione dei profili professionali, rivedere il sistema delle indennità, costruire un sistema di valorizzazione delle competenze, semplificare e rivedere l′attuale sistema di progressione economica; si dà un ruolo alla contrattazione nel limitare il disagio derivante dal lavoro in turni (pronta disponibilità, limitazioni dello straordinario, gestione delle turnazioni); si introducono permessi aggiuntivi per visite, terapie ed esami diagnostici, si migliora la fruizione dei permessi per motivi personali e si introducono 4 mesi in aggiunta al periodo di comporto in caso di terapie salvavita; si rendono fruibili a ore i congedi genitoriali; si potenzia il diritto allo studio e si migliora la disciplina in materia di formazione; si estendono i diritti civili e la tutela alle donne vittime di violenza; si definisce un sistema di relazioni sindacali che ridà titolarità alla contrattazione e un ruolo e poteri certi alle Rsu; si introduce un nuovo sistema di partecipazione sindacale (confronto) articolato anche su base regionale che apre ai rappresentanti dei lavoratori la condivisione sulle scelte regionali e aziendali che vanno dalle politiche del personale, alla formazione, fino all′organizzazione del lavoro.
A queste chicche aggiungiamo ancora un video, Marianna Ferruzzi, segretaria nazionale Cisl FP, ci illustra i punti qualificanti di questo contratto.
Potremmo ancora scrivere all′infinito e oltre su quanto hanno osannato questo contratto e su come hanno denigrato NurSind, che senza cedere mai in coerenza ha dichiarato come questo fosse un mero Contratto politico, scritto di fretta e forse letto da nessuno della Triade.
A noi questa improvvisa marcia indietro fa sorgere diversi interrogativi:
Che la Triade sia in preda ad uno sdoppiamento di personalità? Che tutti i suoi componenti soffrano di bipolarismo? Che siano in piena crisi di identità? Hanno forse grossi problemi di comprensione del testo?
O forse più plausibilmente, non hanno mai letto quella bozza di contratto, chiusa in fretta e furia a ridosso delle elezioni politiche, ed adesso mentre i loro iscritti storici stracciano le tessere, si sono accorti dell′errore grossolano commesso?
Con questa marcia indietro hanno commesso l′ennesimo autogol, l′irrispettosa considerazione che loro hanno dei lavoratori è palese.
Hanno firmato una pre-intesa come fosse l′ottava meraviglia del mondo, ora ritrattano, e ne chiedono ben 34 modifiche, molte delle quali già evidenziate dal NurSind a suo tempo, e per le quali lo stesso non ha firmato la pre-intesa.
Cara Triade, dopo aver difeso questo scempio fino alle fine ora lo rinnegate.
Che meravigliosa autorete, con questa marcia indietro, i lavoratori che ancora non si erano resi conto di quanto li avete ingannati e traditi, da questo momento avranno chiaro il concetto che siete degli inaffidabili, e che mentre state annegando nel vostro mare di bugie, avete cercato un ancora di salvezza, che vi sommergerà definitivamente.


Video

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IL contratto


Clicca per ingrandire 03/03/2018
Ecco tutto “il bello” del contratto firmato da CGIL CISL UIL FSI (ben due come se 1 non bastasse)
Non si capisce il senso di accettare pochi soldi e anche modifiche giuridiche peggiorative del contratto precedente.
Misteri della fede...
  

Eventi


Sciopero del 23/2/2018


Clicca per ingrandire 03/03/2018
Quella di venerdì 23 febbraio 2018, data in cui è stato sottoscritta l′ipotesi del CCNL comparto sanità, sarà ricordata per un duplice motivo, uno come venerdì della vergogna per i lavoratori del Comparto e l′altro come venerdì della consapevolezza per la grande partecipazione allo sciopero generale (circa 80%) indetto da NurSind e pNursing up, che ha portato migliaia di Infermieri a protestare nella Capitale in Piazza S. Apostoli contro il mancato riconoscimento sostanziale della professione.

La firma di CGIL, CISL, UIL e FSI rappresenta un PUGNO ALLO STOMACO per i lavoratori interessati, e li pone definitivamente fuori dall′alveo della rappresentanza, infischiandosene della delega dei propri iscritti per compiacere il Governo di turno.

Senza vergogna, risulta essere, anche il tentativo di alcuni esponenti sindacali di convincerci sulla bontà dell′accordo con la diffusione di tabelline ragionieristiche sugli aumenti e sul pregresso contrattuale, per noi del NurSind, è invece un vero insulto ed una pretesa che agli occhi di veri rappresentanti dei lavoratori, respingiamo senza alcuna esitazione.

Visto che, a questi sindacati “professionisti” piacciono i numeri, proviamo a quantificare il regalo del Governo: Precisamente dalla fascia A alla fascia DS6 la differenza è di 15 euro…ogni commento ulteriore risulta pertanto superfluo. Insomma, hanno abdicato al loro ruolo di rappresentare i lavoratori con il Governo per lasciar posto al più tranquillo e vantaggioso in taluni casi ruolo di rappresentare il Governo tra i lavoratori.

Nel venerdì della vergogna, non è stato possibile infatti, neanche aprire la discussione sulla parte economica perchè di fatto la “mancetta” del Governo era già stata pattuita con la triplice sindacale nell′accordo di novembre 2016. Quel che fa più rabbia è senza dubbio vedere i potenti sindacati confederali che si adoperano per convincere i lavoratori della bontà di tale accordo che il padrone ha concesso: eh si, quel che ha concesso, perchè non verranno mica a dirci che lo hanno costretto a darci tutto quel ben di dio ?

Ma soprattutto, alla luce di quanto detto sopra: le aziende ci vogliono sempre più produttivi, ci stressano, ci rubano il tempo, ci controllano, ci vogliono sempre aggiornati ma non ci riconosce tutto questo. Quel che ci stanno elemosinando, è in realtà un insulto e NurSind lo ha rifiutato.

In vista della tornata elettorale del 4 marzo p.v. dopo un lungo sonno durato anni, giorno 22 febbraio dalle ore 10.00 per 30 ore, il Governo ha “sequestrato” i sindacati per firmare il CCNL, tutto in fretta, tutto subito. Hanno usato la tecnica dello sfinimento, ossia quella che si usa per fare capitolare i delinquenti più incalliti, il Governo smontava il contratto e ad ogni pezzo da esaminare concedeva 2 ore, per ripresentarsi dopo con giuristi e tecnici sempre nuovi.

Credevano che la resilienza non albergasse nel NurSind, ma si sono ricreduti perchè il testo per volontà del nostri Segretari Nazionali Andrea Bottega, Salvatore Vaccaro, Daniele Carbocci e Paolo Porta è stato rispedito al mittente che ha dovuto apportare più volte le modifiche richieste dal nostro sindacato, supportato dalle migliaia di infermieri in piazza che urlavano la loro rabbia con slogan, testimonianze e musica in diretta streaming, nonostante il tempo fosse inclemente.

Caro Governo e cari Sindacati, gli infermieri del NurSind di tutto il Paese, in quella piazza si è bagnato non di pioggia, ma di DIGNITA′ e di CONSAPEVOLEZZA, tutto ciò non si era mai visto.

Si, perchè i nostri rappresentanti quando siedono al tavolo della trattative a tutti i livelli non dimenticano nel taschino la delega e il mandato ricevuto, ma la mettono bene in evidenza proprio sul tavolo; idealmente tutto il popolo NurSindiano partecipa. NurSind è un passo avanti, sempre.

Mentre altri, non solo nascondono la delega e il mandato nel tascino più recondito ma addirittura si siedono dalla parte sbagliata; insomma ECTOPLASMI del sindacato che per osmosi e contiguità al potere risultano marci e avariati.

Alla fine, prima del “rilascio” degli ostaggi, NurSind NON ha firmato ed ha ottenuto il riconoscimento contrattuale del tempo di vestizione/svestizione del personale, (10min per le attività ambulatoriali, 15min per il turnista h 24 aumentabili di altri 4min in reparti ad alta complessità in contrattazione decentrata); per tutte le altre figure di supporto si riconoscono 10min e soprattutto nessuna deroga all′orario di lavoro.

Vi sono poi una serie di norme sulle relazioni sindacali, sugli incarichi, sul sistema sanzionatorio e altro, della quale vi terremo informati

IL NURSIND NON FIRMA CONTRATTI POLITICI
O

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Sciopero del 23/2/2018. VIENI ANCHE TU


Clicca per ingrandire 13/02/2018
#IOSCIOPERO il 23 febbraio. Perché vogliono metterci il bavaglio!
Perché vogliono mantenere i nostri stipendi senza valore per poterci comprare con le elemosine di 40 euro.
Perché non vogliono darci i nostri diritti.
Perché non vogliono riconoscere le nostre competenze.
Perché ci negano la mobilità.
Perché siamo reperibili e a disposizione ad oltranza.
Perché vogliono la sanità privata.
Perché ci costringono a lavorare per la libera professione medica gratis e non ci permettono di effettuare la nostre
Perché il demansionamento per noi è istituzionale
Perché siamo intelligenti/stupidi quando LORO DECIDONO
Perché non istituiscono l'infermiere di famiglia
Perché nella mia professione ho una mission, la salute del paziente ed per questo che ho scelto questa professione
Perché sono una professionista sanitaria non una missionaria
#nursindèunpassoavanti

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NURSIND SU CCNL COMPARTO SANITÀ: “PROPOSTE DATORIALI SULL’ORARIO


Clicca per ingrandire 17/12/2017
Nursind su CCNL comparto sanità: “Proposte datoriali sull′orario di lavoro contro i malati e i lavoratori.”

Roma 15 dicembre 2017


Può un contratto di lavoro nuocere alla salute dei malati prima che degli stessi lavoratori? Si. Nelle proposte avanzate dalla parte datoriale sul contratto della sanità succede anche questo. Il riferimento è all′articolato presentato sull′orario di lavoro. Un affronto, certo, ai lavoratori ma ancor più a chi, a seguito di malattia, ha bisogno di cure sicure e di qualità.

Un ulteriore tentativo di affossare il Servizio sanitario nazionale viene proprio da parte del Comitato di Settore che con la proposta di “elevare a sei mesi, ovvero, a fronte di ragioni obiettive, tecniche o inerenti all′organizzazione (ndr. carenza di personale), anche fino a dodici mesi” il periodo di riferimento per il calcolo della durata media di 48 ore settimanali dell′orario di lavoro, può far lavorare un infermiere mediamente 48 ore settimanali per un anno con la motivazione che c′è carenza di personale e il vincolo di spesa per il personale non si può superare.

Non bastasse questo a peggiorare le condizioni di lavoro, che inevitabilmente in sanità portano a errori, episodi di malasanità, disservizi, finanche alla morte, l′articolato presentato il 13 dicembre in sede ARAN prevede anche la deroga al riposo giornaliero di 11 ore nelle 24 ore: “Sono consentiti, in deroga all′art. 7 (riposo giornaliero) del DLgs 66/2003, riposi giornalieri immediatamente successivi e consecutivi inferiori alle undici ore ogni ventiquattro in presenza di eventi eccezionali e non prevedibili, o assenze improvvise, determinati, ad esempio, da prolungamenti di interventi chirurgici, malattie o infortuni, situazioni di urgenza.” Ciò significa che, per esempio, uno strumentista di sala operatoria può lavorare anche 24 ore consecutive e a qualsiasi altro infermiere che si prende in carico la salute dei malati potrà essere chiesto lo stesso. Quali attenzioni, quali prestazioni si potranno richiedere a chi lavora una giornata intera? Quale malato vorrebbe vedere affidata la propria vita a un infermiere stanco che è al lavoro da 20 ore? Non bastasse ciò anche la pausa sulla reperibilità per i reparti di emergenza è soggetta a deroga. Per questo personale si parla di sospensione (anziché interruzione) delle undici ore di riposo: un riposo frazionato, spezzettato non è riposo.

Con questo contratto le Regioni fanno sì che la qualità e la sicurezza dei servizi erogati dal servizio pubblico si abbassino ulteriormente. Oltre a definanziare il sistema, lo si rende insicuro e di bassa qualità. Una responsabilità politica chiara per chi vuole gestire in autonomia la sanità. Un datore di lavoro pubblico che vuole offrire ai cittadini un servizio scadente scaricando la responsabilità professionale sul personale a chi giova? L′orario di lavoro per legge non è materia di contrattazione ma di semplice informazione (le deroghe invece sono materia di accordo contrattuale). Chi si prenderà la responsabilità di una tale organizzazione del lavoro che incide sulla pelle dei cittadini?

Al tavolo negoziale Nursind ha espresso la netta contrarietà al taglio del diritto al riposo (paradossalmente più tutelato nella bozza del contratto Funzioni Centrali che si occupano di merci, documenti e beni culturali) e alla nuova schiavizzazione dei lavoratori.

Pensiamo bisogni puntare su nuove forme di espressione del dissenso. L′occasione del voto elettorale – politico e amministrativo – è un momento cruciale per dare voce ai diritti. Lo abbiamo dimostrato con il referendum costituzionale di un anno fa, lo dimostreremo alle prossime elezioni.

Le scelte politiche si devono pagare politicamente e il sindacato, espressione di interessi collettivi e in qualità di organizzazione dei lavoratori, ha il dovere di rendere note le ricadute negative sui lavoratori stessi e sui cittadini (essendo il nostro un servizio pubblico) di tali scelte.

Su questo tema pensiamo che tutti i lavoratori della sanità e tutti i cittadini debbano mobilitarsi a tutela della propria salute. Noi andiamo ai tavoli e nelle assemblee perché un domani non si dica che ciò è stato possibile anche grazie la silenzio di Nursind.



Dr. Andrea Bottega
Segretario Nazionale Nursind

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Servizi agli iscritti 2018


Clicca per ingrandire 12/11/2017
La nostra segreteria offre i seguenti servizi gratuiti e contribuisce a tenerti aggiornato sulla professione infermieristica attraverso corsi ECM, Master e la rivista “Infermieristicamente”, che riceverai on line .
I servizi gratuiti, di cui potrai beneficiare sono i seguenti
• Polizza Assicurativa Professionale gratuita compresa nella tessera mensile (colpa grave + tutela legale)
* 730 singolo gratuito presso i nostri uffici convenzione AMNIL
• Consulenza e assistenza sindacale: puoi rivolgerti ai rappresentanti NurSind per ogni problematica di carattere lavorativo e professionale
• Consulenza e assistenza legale: uno studio di avvocati dedicato agli iscritti per le controversie lavorative totalmente gratuito.
• Corsi ECM: saranno gratuiti per gli iscritti a NurSind sul sito
http://www.pegasolavoro.eu/it/corsi?tipo=ecm
• Abbonamento alla rivista “Infermieristicamente on line
• Iscrizione all′associazione Assocral (convenzioni nazionali con sconti dal 10 al 50% - www.assocral.com )
Inoltre potrai ottenere
• Master telematici in convenzione con l′Università Telematica Unipegaso a costi vantaggiosi
• Convenzioni locali (vedi sul sito)

Eventi


Ccnl 2016-2018 un contratto in perdita per gli infermieri. Nursind lancia l’allarme


Clicca per ingrandire 01/11/2017

Si è tenuto oggi il primo tavolo tematico del comparto sanità avente ad oggetto “Classificazione, aree ed incarichi del personale”. In premessa ci è stato presentato quanto consegnato all′apertura dei lavori (in allegato), in particolare:
le aree prestazionali sono un insieme funzionale di lavoratori appartenenti a diversi profili. Le categorie e i ruoli non saranno superati, almeno per il momento. La divisione per aree serve a dare risposta ai nuovi modelli organizzativi e per una migliore gestione delle indennità e per valorizzare al figura dell′OSS. In prospettiva potrebbero superare i ruoli se inseriti in una modifica legislativa.
Gli incarichi verranno suddivisi in 3 macro famiglie: incarichi operativi manageriali (funzioni di coordinamento e Posizioni Organizzative), formativi (tutor e personale che partecipa ai processi formativi), e professionali (professionisti specialisti ed esperti). Di questi incarichi occorre stabilire i requisiti, la durata, il rinnovo, il modello di valutazione e la revoca.
In coerenza con questa struttura vanno rideterminati altri due aspetti:
le risorse dei fondi contrattuali
le relazioni sindacali, in particolare di livello aziendale.

Ciò che stupisce di questa proposta datoriale è la condivisione delle sigle sindacali tradizionali (unica eccezione Nursind e Nursing Up che si sono schierati a favore della categoria che rappresentano). Infatti tutte le sigle sindacali, con diversi accenti ma in sostanza in accordo, hanno convenuto sulla necessità di valorizzare l′OSS attraverso la creazione dell′area funzionale socio-sanitaria e la rivisitazione delle indennità e degli incarichi come indicato da parte datoriale (su quest′ultimo punto unica eccezione la Uil che ha sottolineato la necessità di un ruolo certo per i coordinatori).

La posizione di Nursind. Abbiamo espresso al tavolo una analisi di contesto: le aree nascono per l′esigenza di valorizzare l′OSS e non certo i professionisti sanitari. A questa categoria (Bs) il governo ha dato 80 euro netti di bonus fiscale (ora garantito dal DDL bilancio 2018 con un innalzamento del reddito da 26 mila a 26.600) ben prima di tutti gli altri che ad oggi non hanno ancora avuto nulla dopo ben 8 anni di blocco degli stipendi. Ricordiamo che la differenza di stipendio fisso tra un infermiere e un metalmeccanico è di 70 euro lordi al mese ma sulla produttività e straordinario il privato gode di minore tassazione che porta il reddito del neoassunto operaio ad essere superiore a quello dell′infermiere laureato.
In questo contesto una ulteriore valorizzazione di questa categoria di lavoratori li potrebbe portare a superare la soglia di agevolazione fiscale “rimettendoci” economicamente, agevolerebbe il governo che si vedrebbe ritornare i soldi stanziati, si consumerebbero risorse dei fondi contrattuali. A chi giova questo gioco in questa circostanza? Pare ovvio che senza integrazione dei fondi contrattuali con nuove risorse, la valorizzazione di una categoria attraverso nuove indennità o ampiamento della platea sulle esistenti, comporterebbe una riduzione della disponibilità economica per gli altri. Abbiamo sottolineato come le regioni stanno rivedendo le schede di dotazione ospedaliera tagliano, ad esempio, le terapie semintensive che continuano ad esistere nella realtà ma formalmente la loro scomparsa negli atti formali comportano la decadenza dell′indennità. Così sta avvenendo per il rischio radiologico che ogni anno viene ridotto. L′organizzazione per aree di intensità di cure si è realizzata in molte strutture come accorpamento di reparti per risparmiare sul personale e il venir meno delle unità operative porta con sé il venir meno delle indennità ad esse attribuite.
Pare ovvio quindi che alcuni si vedranno diminuire lo stipendio a scapito di altri. In quest′ottica è infatti possibile leggere la proposta di unificazione dei fondi dell′accessorio e della produttività.
Sullo stesso piano sta il discorso delle indennità di funzione (coordinamento e cliniche), con una ulteriore differenza. Posto che i fondi non saranno integrati con nuove risorse economiche i nuovi incarichi andranno ad essere finanziati a scapito di quelli esistenti o del fondo delle progressioni economiche. Tali incarichi, secondo l′impianto datoriale, saranno flessibili cioè più precari di prima. In sostanza una forma di sfruttamento fino a quando servi. Nursind è stato l′unico sindacato a chiedere che sia superata la divisone tra D e Ds per le figure di coordinamento e che sia previsto un inquadramento in Ds.
Se l′impianto strategico condiviso dagli altri sindacati è: valorizziamo l′OSS e agli infermieri diamo gli incarichi specialistici, pare ovvio che il contratto per gli infermieri sarà in perdita. L′infermiere specialista non vedrà vita (oltre a riguardare un esiguo numero di persone) perché, lo ripetiamo, è solo uno specchietto per le allodole. Cosa farà questo infermiere? E′ corretto che sia il contratto a definire le competenze di questo professionista? Quanti saranno gli incarichi assegnati? In quanto tempo l′osservatorio presso il MIUR determinerà quali master daranno accesso all′incarico? In sostanza si concede il certo (la divisione in aree prestazionali per la valorizzazione dell′OSS) in cambio dell′incerto (incarico di professionista specialista ed esperto).
Abbiamo espresso la nostra contrarietà all′istituzione delle aree per queste finalità e senza nuove risorse. Abbiamo chiesto certezza nel mantenimento degli incarichi. A parte Nursing Up che ha condiviso la stessa posizione, gli altri hanno di fatto sostenuto l′impianto: più flessibilità (precariato), revisione delle indennità (al ribasso considerato che non ci sono nuove risorse) e fusione dei fondi per recuperare l′aumento del valore degli straordinari e dell′indennità con la produttività. Se poi si pensa di acconsentire anche alle deroghe sull′orario di lavoro allora non solo i lavoratori ne perderanno economicamente ma anche in diritti.

In conclusione, mi sento di rivolgere un invito agli infermieri che militano o sono iscritti negli altri sindacati: fate sentire la vostra voce altrimenti il vostro silenzio e la vostra complicità sarà funzionale a questo impianto e a nulla servirà il vostro lamento dopo la stipula del contratto.

Eventi


Infermieri in piazza


Clicca per ingrandire 17/10/2017
In accordo con la Questura di Torino,rispetto a quanto già comunicato, il punto di ritrovo sarà
PIAZZA SOLFERINO, percorreremo in corteo alcune vie del centro,VIA ARCIVESCOVADO, VIA XX SETTEBRE e giungeremo in VIA ALFIERI sede del CONSIGLIO REGIONALE DEL PIEMONTE.

Eventi


Nursind sul rinnovo CCNL comparto sanità


13/09/2017
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NURSIND
SEGRETERIA NAZIONALE

Comunicato stampa

Nursind su CCNL comparto sanità: “Le risorse stanziate non coprono nemmeno le proposte dell′atto di indirizzo. Si profila un contratto a costo zero per infermieri e dipendenti della sanità.”

Roma 12 settembre 2017

​Con l′incontro di oggi all′Aran si sono aperte le trattative per la stipula del CCNL 2016-2018 del comparto sanità. Più di mezzo milione di lavoratori pubblici che da otto anni attendono il rinnovo del contratto e che, a parere del sindacato Nursind, rischiano di vedere frustrate le legittime aspirazioni per la scarsità di risorse disponibili.
“Rispetto agli 85 euro medi lordi che dovrebbero trovare finanziamento nella legge di bilancio 2018, agli infermieri ne verrebbero 76, se però teniamo conto di tutti gli obbiettivi che si propone l′atto di indirizzo – afferma il segretario Nursind Andrea Bottega – e la volontà di sterilizzare le agevolazioni fiscali con i soldi dei contratti, allora rischiamo di avere un contratto in perdita.”
​L′atto di indirizzo che è alla base della proposte datoriali spazia a 360 gradi, considerati i grandi mutamenti avvenuti nel sistema salute, affrontando molti aspetti che in questi anni il blocco contrattuale non ha permesso di adeguare. Aree di degenza per intensità di cure anziché per specialità mediche, attività specialistiche per le professioni sanitarie, inquadramenti funzionali da ridefinire, questioni di attuazione della normativa europea sull′orario di lavoro per il personale turnista, chiarezza sull′attribuzione e la durata degli incarichi gestionali, non discriminazione tra tempi determinati e indeterminati, sono alcune delle questioni aperte.
​“Gli aspetti economici per la categoria che rappresentiamo non sono secondari – continua il segretario Nursind - considerato che un infermiere si deve pagare l′iscrizione all′albo, la formazione ECM, e un′assicurazione per esercitare la professione nel servizio sanitario nazionale. E, a differenza della dirigenza, non abbiamo indennità di esclusione pur dovendo sottostare all′esclusività di rapporto. È giunto il tempo di riconoscere il disagio della professione, la difficoltà del lavoro a turni prevedendo una riduzione dell′orario di lavoro, una chiarezza normativa definendo il finanziamento dell′indennità infermieristica prevista già dal CCNL 1999.”
​“Alcune considerazione sull′unificazione di due fondi contrattuali e sull′orario di lavoro – conclude il Nursind – fanno poi intendere la volontà datoriale di agevolare lo straordinario piuttosto che nuove assunzioni. Su questi presupposti non possiamo concordare.”
I lavori proseguiranno a breve attraverso tavoli tematici che consentano una più specifica analisi dei vari aspetti normativi ed economici.

Eventi


Non chiude la ginecologia Aso S.Croce e Carle


Clicca per ingrandire 28/07/2017
Ci riteniamo, come sigla sindacale, soddisfatti -dice Davide Canetti Segretario Territoriale del NurSind- sulla decisione della direzione generale del S.Croce e Carle di anticipare l'assunzione dei 12 infermieri prevista nell'autunno.
Tale scelta permetterà di evitare la chiusura dell'U.O. di Ginecologia, sopratutto perchè intervenendo in tal senso si eviteranno eventuali disagi, in primis per la cittadinanda e l'utenza che si reca in Ospedale, ed anche per gli operatori sanitari, cosi da consentir loro di fruire delle ferie estive.

Segreteria Territoriale NurSind di Cuneo
Link

Eventi


mobilita' volontaria


06/06/2017
Importanti incontri istituzionali in Parlamento per la Direzione Nazionale del NurSind, con il segretario nazionale Andrea Bottega ed il consigliere Osvaldo Barba, che hanno incontrato alcuni gruppi politici per proporre la modifica dell'attuale decreto in tema di mobilità volontaria.
"Gli incontri avuti con gli onorevoli Daniela Cardinale e Giovanni Burtone del PD, Alessandro Pagano di Noi con Salvini, Massimo Barone e Andrea Cecconi del Movimento 5Stelle -Osvaldo Barba consigliere nazionale NurSind- si sono basati sulla proposta di modificare l'attuale decreto legislativo in tema di mobilità volontaria che, allo stato attuale, relega alle aziende cedenti la possibilità di concedere o meno il nulla osta al dipendente richiedente.
NurSind, già da diverso tempo, sostiene che la modifica intervenuta in tema di mobilità con il decreto Madia nel 2014, ha di fatto avocato esclusivamente alla legge e non più al contratto, l'applicazione delle regole per questo importante istituto contrattuale.
In pratica il dipendente con più di 5 anni di servizio che ha volontà di avvicinarsi per ricongiungimento familiare allo stato attuale è quasi impossibilitato poiché la discrezionalità sulla concessione del nullaosta è relegata esclusivamente alle aziende cedenti che, nella stragrande maggioranza dei casi, non concede.
A parere di NurSind -Andrea Bottega segretario nazionale- sarebbe auspicabile ritornare a quanto prima era previsto dal contratto, cioè con preavviso di 30 giorni da parte del dipendente e un massimo di tre mesi da parte dell'azienda cedente.
Ciò faciliterebbe un turnover di personale che certamente sarebbe da deterrente sul triste fenomeno sempre in costante crescita della migrazione di personale infermieristico all'estero.
L'eventuale modifica del decreto consentirebbe un grande flusso di personale sanitario che, mobilità a parte, potrebbe partecipare senza problemi a bandi per incarico a tempo determinato o eventualmente utilizzare l'istituto del comando.
"Intanto si ha notizia che alcuni deputati della Commissione Affari Istituzionali, in primis l'onorevole Teresa Piccione del PD, e della Commissione Lavoro con l'onorevole Andrea Cecconi del Movimento 5 Stelle, stiano immediatamente lavorando sul parere di modifica.


Eventi


CAMPAGNA FISCALE 2017/ 730 GRATUITO ISCRITTI


15/04/2017
LA CAMPAGNA FISCALE 2017 avrà termine il 5 Luglio

Rammentiamo che la compilazione del modello 730 (singolo o congiunto) è GRATUITA per l′iscritto e il coniuge (o convivente),

Ricordiamo a tutti gli iscritti che per accedere gratuitamente al servizio di assistenza fiscale occorre ritirare l'attestato di iscrizione al NurSind. o la busta paga che attesti l'iscrizione

Per info contattare il numero 3294058815 orario ufficio

Eventi


Scadenza 730 2017


15/04/2017
A partire dal 18 aprile 2017: l'Agenzia delle Entrate, rende disponibile per gli aventi diritto, il nuovo 730 precompilato 2017 online.
Il 7 luglio 2017: scadenza 730 ordinario e 730 precompilato per che si avvale dell'assistenza fiscale per la dichiarazione dei redditi 2017.
24 luglio 2017: scadenza 730 precompilato per chi lo invia da solo e per gli intermediari che hanno già trasmesso l'80% delle dichiarazioni.
2 maggio: possibilità per i contribuenti che utilizzano il 730 precompilato, di poter modificare, integrare, accettare o trasmettere la dichiarazione precompilata.
Modello 730/2017: istruzioni e novità detrazioni

L'Agenzia delle Entrate, ha pubblicato il nuovo modello 730/2017 che i contribuenti, in possesso dei requisiti per presentare il 730, devono utilizzare per la dichiarazione dei redditi.
Come dicevamo all'inizio dell'articolo, le novità modello 730/2017, sono state tante e varie a partire dalla nuova scadenza fino ad arrivare alle nuove detrazioni fiscali inserite nel 730 precompilato e le nuove detrazioni presenti anche nel modello 730 ordinario che nel modello Redditi 2017.
1) Tra le novità 730 importanti, c'è anche quella relativa alla cd. dichiarazione dei redditi integrativa a favore del contribuente. Infatti, sulla base delle nuove regoli contenute nell′articolo 5 del D.l. 193/2016, la scadenza per la dichiarazione integrativa a favore diventa uguale a quella a favore del fisco, per cui ora è possibile trasmettere un 730 integrativo a favore entro il 31 dicembre del 5º anno successivo a quello in cui è stata presentata la dichiarazione dei redditi tramite 730/2017.
2) In merito alle nuove spese detraibili inserite nel modello 730 precompilato 2017, troviamo un nuovo elenco di spese sostenute dal contribuente a suo nome o dei familari a carico. Tali nuove spese riguardano:
Spese per farmaci da banco;
Spese per lo psicologo;
Spese infermieristiche;
Spese sostenute per l'ostetrica/o;
Spese per occhiali, lenti a contatto, etc effettuate nei negozi di ottica;
Spese veterinarie sostenute per la cura e l'assistenza degli animali da compagnia.
3) Le nuove detrazioni 730/2017, che partono cioè dalla dichiarazione dei redditi 2017 anno sono:
Bonus premio di produzione;
Regime speciale per i lavoratori italiani che rientrano in Italia;
Agevolazioni Disabili Legge Dopo di noi;
School bonus, per chi fa donazioni alle Scuole;
Terreni coltivatori diretti;
Bonus videosorveglianza;
Bonus mobili giovani coppie;
Bonus Casa: ristrutturazioni, mobili e riqualificazione energetica;
Leasing prima casa;
Sconto IVA 50% sulla casa comprata dal costruttore
Bonus domotica.

Eventi


UNA POLIZZA PER TUTTI GLI ISCRITTI NURSIND


Clicca per ingrandire 06/03/2017
Gentile collega

Il giorno 28 febbraio us, è stato approvato il cosiddetto DDL Gelli, “Disposizioni in materia di sicurezza delle cure e della persona assistita, nonché in materia di responsabilità professionale degli esercenti le professioni sanitarie”

In estrema sintesi, si tratta della OBBLIGATORIETA' per tutto il personale sanitario di avere una ASSICURAZIONE PROFESSIONALE.

Al fine di evitarti disagi, NurSind ha deciso di provvedere alla stipula per tutti i propri iscritti (a partire dall'entrata in vigore della Legge prevista per il mese di Aprile), di una ASSICURAZIONE PROFESSIONALE con WILLIS.

La polizza prevede la copertura dei massimali di risarcimento previsti dalla legge e una tutela legale di 10mila euro, raddoppiata rispetto alla attuale assicurazione Willis.

Questa scelta, fa sì che ogni iscritto a NURSIND non debba provvedere da solo a stipulare una polizza e non debba più preoccuparsi di rinnovarla. Provvederà a tutto NurSind.

Chi ha in scadenza la vecchia polizza Willis, può scegliere o meno di rinnovarla. E' ovvio che non è necessario, la nuova assicurazione ha sia una retroattività di 10 anni che una ultrattività (dopo essere andati in pensione) di 10 anni.

Con prossime comunicazioni cercheremo di entrare nel merito della questione, al momento era prioritario informare della novità. Ovviamente siamo a disposizione per ogni chiarimento del caso per i quali potete chiamare i numeri dei delegati Nursind che trovate a questo http://www.nursind.it/nursind2/modules/edito/content.php?id=164

Davide Canetti
Segretario Territoriale NurSind Cuneo

Eventi


Tassa iscrizione all'albo


Clicca per ingrandire 11/08/2016
A differenza dell'avvocato, l'infermiere che svolga la propria attività, in via esclusiva, alle dipendenze della pubblica amministrazione non ha diritto al rimborso della tassa annuale di iscrizione
Lo ha stabilito il Tribunale di Milano, con la sentenza 11 maggio 2016 n. 1161, respingendo il ricorso del sanitario e chiarendo che la professione infermieristica «non è sottoposta a un vincolo di esclusività di mandato di tenore analogo a quello previsto per gli avvocati dipendenti di Enti pubblici». Secondo la ricorrente, invece, la questione è più generale in quanto i pubblici dipendenti, salvo autorizzazione, «non possono svolgere altra attività se non quella per la quale sono stati inquadrati», per cui il costo per l'iscrizione a Ipasvi – in totale 550 euro per il periodo 2009/2015 – era da porre a carico del datore di lavoro, «considerato che l'iscrizione costituisce un presupposto indefettibile per lo svolgimento della prestazione». Per il Tribunale però la tesi non può essere condivisa. Infatti, è vero che la sentenza n. 7776/2015 della Cassazione ha sancito «l'obbligo dell'Ente di rimborsare all'avvocato pubblico dipendente la tassa annuale di iscrizione all'Elenco speciale annesso all'Albo degli avvocati, per l'esercizio della professione forense nell'interesse esclusivo dell'Ente datore di lavoro». Tuttavia, va anche considerato che per la professione forense «vige una normativa specifica (legge 339/2003) che inibisce al pubblico dipendente, anche assunto a tempo parziale, qualsiasi forma di esercizio libero professionale dell'attività di avvocato, a tutela sia dell'imparzialità e buon andamento della P.A., sia dell'indipendenza della professione forense» (Cass. S.U. n. 775/2014). Mentre i medesimi principi, argomenta il tribunale, «non paiono estensibili alla professione infermieristica», non ponendosi «esigenze di tutela dell'indipendenza analoghe». Inoltre, non è vero che per i pubblici dipendenti - tra cui gli infermieri – esiste un divieto assoluto di svolgere attività a favore di terzi. In particolare, prosegue la sentenza, «gli infermieri, anche dipendenti pubblici a tempo pieno, possono svolgere attività libero professionale previa autorizzazione dell'Ente di appartenenza, subordinata al requisito dell'assenza di conflitto d'interessi (art. 53 comma 7); gli infermieri in part time fino al 50% possono assumere incarichi senza necessità di alcuna autorizzazione (comma 6)». E ancora, prosegue la sentenza, «non sono soggetti ad alcuna autorizzazione, anche se svolti da dipendenti a tempo pieno, gli incarichi di collaborazione a giornali, riviste, enciclopedie; l'utilizzazione economica di opere dell'ingegno e di invenzioni industriali; la partecipazione a convegni e seminari», ecc. In definitiva, alla luce della «diversa intensità del vincolo di esclusiva vigente per gli avvocati e per gli infermieri pubblici dipendenti», non risultano applicabili i medesimi principi in tema di rimborso delle spese di iscrizione all'Albo. Del resto, lo stesso Consiglio di Stato nel parere reso sugli Avvocati (n. 678/2010), ha chiarito che il diritto al rimborso delle spese d'iscrizione all'albo sussiste solo ove, e nella misura in cui, non sia permesso al dipendente pubblico iscritto all'albo professionale svolgere altre attività diverse da quelle in favore dell'Ente di appartenenza.

Eventi


Nursind Piemonte alla Regione : E adesso pagateci gli arretrati!


Clicca per ingrandire 08/06/2016
Non si placa, l'ondata di malcontento nelle aziende sanitarie Piemontesi dopo le infelici dichiarazioni del Direttore Fulvio Moirano, dal quale si attendono ancora con ansia le dovute scuse per, aver avuto un atteggiamento arrogante, pressapochista e denigrante, offendendo tutti i 440 mila infermieri italiani.
E siccome le scuse non giungono a destinazione, ma le cifre portate in dibattito, in merito a straordinari e ferie non godute, sono vere, è ora di passare alla linea dura, perché oltre il danno non si può subire anche la beffa, e, visto che alla beffa chi di dovuto non pone rimedio, è il momento di porre fine al danno.
Il Nursind Piemonte, presenterà entro la prossima settimana due esposti: uno allo Ispettorato del lavoro, corredato di tutte le rilevazioni fatte su straordinari e ferie, per verificare le avvenute violazioni contrattuali e di legge, l'altro esposto alle procure delle province piemontesi.
Il Nursind chiede il pagamento degli straordinari arretrati e la possibilità di smaltire le ferie non godute tramite nuove assunzioni; queste le cifre relative agli infermieri operanti nella Città della Salute: 243.000 ore di straordinario e 25.000 giornate di ferie non godute al 31 dicembre 2015.
E se, come dichiara Moirano, gli straordinari fossero la risultante di “sbrodolature”, le ferie non godute a cosa sono dovute?
Dichiara Francesco Coppolella Coordinatore Regionale Nursind: “Ci chiediamo quali sono i parametri che utilizza Moirano per affermare un esubero di addirittura 2000 unità, la verità è che lo straordinario è generato dalla richiamata in servizio per la copertura dei turni scoperti e le ferie non possono essere concesse per evidenti carenze di personale, continua Coppolella- vorremmo ricordare inoltre a Moirano e Saitta che la maggior parte dello straordinario accumulato dagli infermieri è fatto gratuitamente, non retribuito, solo per puro spirito di sacrificio e responsabilità che ha sempre mostrato la categoria.”
Ed ancora se si fossero concesse le ferie nell'atto di spettanza, gli ospedali avrebbero potuto chiudere battenti.
I Dipartimenti con maggiore difficoltà sono rispettivamente la Chirurgia generale e specialistica con 3.830 giorni di ferie non godute e 48.634 ore di straordinario e la Medicina generale e specialistica con 2.607 giorni di ferie e 34.286 di ore di straordinario.
E' facile nascondere le inettitudini di chi dirige malamente la Sanità dietro fantomatiche sbrodolature, è facile e vergognoso allo stesso tempo.
Dal canto suo, l'assessore alla Sanità, Saitta, prova a giustificare questo stato di cose, riconoscendo la sofferenza di alcuni reparti ed accennando vagamente a 900 assunzioni fatte, ma senza parlare dell'insufficienza ti tali assunzioni che, non prendono in considerazione le uscite a vario titolo, e parla ancora di dimensionare gli organici nelle unità operative.
In merito a Moirano , sempre Saitta, difende il Direttore, ritenendolo in “buona fede”.
La buona fede, se mai ci fosse stata, non giustifica tanta arroganza e le accuse mosse.
E' ora per il Nursind Piemonte di alzare la testa e riappropriarsi di tutto quello che spetta agli infermieri, Dignità compresa.

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